Prese da un’irresistibile frenesia erotica, siamo rimaste a leccarci per molto tempo, poi, sfinite, ci siamo baciate ed addormentate così. L’alba ci ha trovate ancora strette l’una all’altra, lei mi ha sorriso, io l’ho baciata e poi ci siamo preparate per andare al mare. Presa un po’ di frutta ed una bottiglia d’acqua abbiamo cercato la spiaggia che ci aveva consigliato Sophia e trovarla non è stato affatto facile. Lasciata l’auto all’ombra, ci siam dirette lungo un piccolo sentiero, che ci ha condotto in una graziosa spiaggetta, nascosta fra due grandi scogliere. Era deserta: ci siam messe nude, abbiamo incominciato a spalmarci la crema solare. Il passare le mani sui nostri corpi ha avuto l’effetto di eccitarci e, senza nessun problema, ci siamo toccate e goduto di nuovo dei nostri corpi. Stavamo facendo il bagno, quando siamo state raggiunte da Sophia e una delle due signore della sera prima. «Ciao, vedo che avete raggiunto il posto: non è facile trovarlo. Lei, cioè…sarebbe più giusto dire lui, è Erika, un trav svedese mio amico, se non vi dà fastidio, ci piacerebbe prendere il sole con voi.» Io e mamma ci siam guardate ed abbiamo riso, riferendo che, per quanto ci riguardava, non vi era alcun problema. Subito anche loro si son spogliate. Sophia ha sfoggiato un corpo statuario, perfetto, seno di una terza misura, fica con del pelo rosso naturale, meraviglioso e ben curato, cosce lunghe perfette. Erika, da nudo, sembrava più femmina che da vestito: un fisico minuto, con seno piccolo, ed un cazzo ben messo, lungo e sottile. Ci siamo distese al sole e, quando Sophia ha chiesto a mamma di spalmarle la crema, ho provato un sottile brivido di gelosia: era palese che si stavano eccitando a vicenda. Infatti, ad un certo punto, le loro bocche si sono unite in un bacio caldo ed appassionato; le mani di lei hanno esplorato il corpo di mamma che ha cominciato a gemere e, quando le ha infilato due dita dentro, mamma ha urlato di piacere. Sophia, dopo averla fatta godere, si è infilata velocemente fra le sue cosce ed ha preso a succhiarle il bottoncino, mandandola via di testa. Carla Accidenti, questa Sophia è una furia scatenata, mi succhia la fica da infarto, è bravissima; sto godendo senza ritegno, davanti a mia figlia. Leggo nei suoi occhi un lampo di possibile gelosia; non me lo sarei aspettato, ma la bocca che mi tortura la fica, mi sconvolge al punto da farmi urlare un nuovo orgasmo. Mi arrendo a lei, sono scossa da fremiti di goduria, mi sento indifesa: il mio corpo è scosso da potenti brividi di piacere.
Sonia Mentre vedo mamma venire per l’ennesima volta, mi volto dall'altra parte: la gelosia mi rode. Vedo Erika osservare interessata la scena, il suo cazzo si erge duro e teso; non so perché l’ho fatto, son furiosa, accecata dalla gelosia. Mi sono avvicinata a lui, che è rimasto sorpreso dal mio gesto repentino. Afferro il cazzo già duro, lo guardo, mi sorride, mi accarezza il seno, sembra che provi piacere. Mi distendo sulla sabbia, lo invito a salire su di me e guardo mia madre; lei continua ad esser travolta dalla bocca di Sophia e non realizza subito cosa ho in mente di fare. Afferro il cazzo di questo maschio che sembra una donna, con un solo intento: farmi chiavare! Lo sento sulle labbra della mia vulva che si apre, io guardo ancora una volta verso mia madre, che sta ancora godendo; sollevo il bacino per andare incontro a quel membro che è pronto ad entrarmi dentro. Sento l’imene lacerarsi, un dolore fortissimo mi scuote ed urlo come una bestia ferita, mentre lo sento arrivare fin in fondo. «hhahhhiiiiiiihhhhhahahhhhiiiiiiiiii…» Resto bloccata dal dolore. Lui rimane fermo dentro di me, lo guardo, è più smarrito di me. Mi giro, sento Carla, mia madre, gridare: «Ma cosa stai facendo?!?» Carla Non capisco. Mi rendo conto che la gelosia deve averla sconvolta! Non credevo che per lei fossi così importante. Sono sconvolta! La vedo ferita in tutti i sensi. Lascio la mia amante occasionale e mi accosto a lei. «Amore, che fai? Perché?» Lei non mi risponde, mi guarda con occhi di sfida. «Dai, scopami!» dice urlando. Erika si muove dentro di lei, la scopa con forza. Il cazzo affonda dentro la carne, un rivolo di sangue si vede colare, lo sguardo di Sonia è fisso su di me. Mi sento una stupida, ho ferito mia figlia, lui le provoca un orgasmo, lei urla. «Dai, sì, mi piace! Vengo!» Mentre urla, grosse lacrime rigano il suo volto. Mi avvicino, la bacio, lei piange. Lui la scopa con ancor più vigore. Sonia «Mamma, guardami, ti tradisco anch’io! Vedi? Posso farlo con chi voglio!»
La guardo e lei si rende conto solo ora dei miei sentimenti. Si avvicina, ma non demordo, voglio ferirla, sono furiosa. Incito il maschio, anche se, dentro di me, sento quel cazzo come un corpo estraneo, ma che, anche contro la mia volontà, riesce a farmi godere. Urlo, mamma mi si avvicina, le lacrime mi rigano il viso, lei mi bacia, solo ora mi rendo conto di aver fatto una stupidaggine. Stordita, non mi rendo quasi conto che Erika mi urla il suo piacere. «Vengo! Vengo!» Mi scarica dentro alcuni getti di sborra calda, malgrado il mio profondo disagio vengo con lui. Restiamo per un momento fermi, io guardo mamma ed Erika, che esce da dentro me. Il cazzo si sta ammosciando ed è sporco di sborra di color rosa: il sangue della mia verginità buttata via, per una stupida gelosia. Mi sento vuota. Mi alzo, vado verso il mare e mi immergo fino a che l’acqua non mi arriva ai seni, mi lavo, sento dolore fra le gambe, mamma mi raggiunge. Carla Vedo la mia bambina camminare ed entrare in acqua, la raggiungo, le metto un braccio intorno alla vita. «Amore, perdonami!» Non posso aggiungere altro, lei si gira, i nostri occhi si incrociano in uno sguardo dolcissimo, fatto di cose mai dette, di desiderio. Dalla riva ci chiamano Sophia ed Erika, ci salutano e se ne vanno. Restiamo abbracciate dentro l’acqua. «Amore, ti prego, scusami, sono stata una stupida: non mi ero resa conto di quanto tu mi amassi. Perdonami!» Sonia Lei si stringe ancora più a me. «Mamma, basta. Sono io la stupida! Basta scuse, non ho più alcun risentimento verso di te, è tutto passato. Ti amo tantissimo e l’ho scoperto solo adesso!» Senza aggiungere altro, le nostre bocche si uniscono in un bacio carico di passione e desiderio. Torniamo a riva, lei si distende sull’asciugamani, dove è visibile una macchia di sangue. «Questo non lo pulirò, voglio che resti così, per ricordami sempre di questo momento.»
Si distende, io prendo a toccarla, le accarezzo i seni, li bacio e, insieme, raggiungiamo un tenero orgasmo, il primo di una interminabile serie che, da allora, non smettiamo più di regalarci. Carla Terminata la vacanza, torniamo a casa e riprendiamo il solito ritmo di vita, ma, una domenica mattina, Sonia si alza dal letto dove abbiamo dormito e ci siamo amate e, improvvisamente, vacilla, si appoggia al mobile: io le sono subito vicino. «Amore, che hai? Che ti succede?» Lei mi guarda un po’ sconvolta. «Nulla! Son due giorni che non mi sento bene: ho nausea, al mattino.» La guardo, la rimetto a letto, le dico di non muoversi che torno subito. Dopo venti minuti, torno con un test di gravidanza; lei mi guarda stupita e il responso è positivo: mi guarda smarrita. «Amore mio, sta tranquilla! Vedrai sarà bellissimo! Avremo un bimbo tutto nostro!» Lei mi abbraccia e mi sussurra: speriamo che sia femmina!
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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