Il piacere dell'incesto
Capitolo 14 - La sera con mio padre
Sono Maria, ho 26 anni, sono alta m. 1,70, occhi scuri, mora dai capelli lunghi. Ho il seno grosso, una 4a abbondante ed un bel culo alto e sodo, che fa gola a molti maschi. Me ne scopo diversi, perché il cazzo mi piace molto, ma quello che fra gli altri mi fa impazzire è quello di mio padre. Con lui ho conosciuto il piacere di scoprire il sesso e con lui ho imparato tutto quello che c’era da imparare e sono, da sempre, la sua puttana. Capsico che, a molti, questo fa storcere il naso, ma lui non mi ha costretto a far nulla che io non volessi; l'aver rapporti completi con mio padre mi porta ad un livello di eccitazione che non provo con nessuno di quelli che, a giro, mi scopano. Vivo da sola e lavoro come impiegata. Lui, quando mi vuole, mi manda un messaggio sul cellullare.
«Oggi passo: preparati!»
Io capisco subito cosa devo fare, quando, alla sera, lui viene a casa. Sono a conoscenza del fatto che lui adora la mia passerina, quando è completamente depilata e, allora, la preparo per bene. Ha le chiavi, ma io lo aspetto scrutando da dietro la tendina della finestra e, quando lo vedo arrivare, mi reco in bagno ed una volta entrata nella doccia, apro l’acqua calda. Lo sento arrivare ed entrare dentro la cabina, nudo anche lui ovviamente. Appena dentro, inizia a baciarmi sul collo e passare le mani su tutto il mio corpo. Mi stringe a sé e mi accarezza, mentre sento la sua poderosa verga incunearsi nel solco delle mie natiche. Gli piace tanto il mio culo ed io lo concedo solo a lui. Lui è stato il primo che me lo ha aperto e l’unico che ha diritto di godervi. È suo e di nessun altro. «Hai un bel culo Maria, fattelo guardare.» Percepisco il suo sguardo sul mio corpo, sul mio culo. Poi mi ha passato la mano sulle natiche, pizzicandole, e poi tra le chiappe. «Dai, muovi un po’ i fianchi. Sculetta come una vacchetta, una puttanella!» Mi son mossa come a lui faceva piacere, mentre sentivo tutto il corpo che si eccitava, perché ho immaginato la sua erezione. Sono impazzita dalla voglia, dal desiderio di avere quest’uomo che è anche mio padre, ma, trovarmi fra le sue braccia, mi procura un'eccitazione tremenda, al punto di lasciargli fare tutto ciò che vuole. «Passami la spugna, Maria.» Ha iniziato a insaponarmi. Prima sul seno, massaggiandolo a fondo, poi è sceso più in giù verso la pancia e lì, fra le cosce, fra le labbra della mia intimità. Sotto le sue carezze mi sono bagnata, lo volevo, ma lui ha buttato a terra la spugna e ha iniziato a titillarmi con le mani. Sentire dietro di me il suo corpo aderire al mio e la sua erezione da dietro in mezzo alle cosce, ha aumentato il desiderio di averlo dentro. Lui ha un cazzo fuori dal comune. Lungo ben oltre i venti cm. ed anche di notevole spessore e, quando mi penetra, mi dilata, riempiendo tutto il mio corpo. Io lo vorrei dentro, mentre invece lui continua a giocare con le mani sul mio inguine, continuando a ruotare con le dita, attorno alle labbra della mia vagina, che, da dietro, riceve la sollecitazione del suo membro duro, che mi scivola fra le cosce e mi accarezza, senza penetrarmi, sfiorandomi appena la passera. Lo voglio e lo imploro. «Dai, scopami! Mettimelo dentro! Lo voglio tutto, fino in fondo!» Lui mi fa girare, mi guarda e sorride, scuotendo il capo. «Non sei ancora pronta. Ti voglio far godere, non soffrire e, se non sei pronta, proveresti solo dolore. Potrei spaccartela!» Ha ripreso a masturbarmi con calma e metodo. Con il dito medio mi è entrato dentro, lo ha fatto ruotare sempre più velocemente, mentre continuava a strusciarmi il cazzo da dietro. È una sensazione strana, sentirmi quella verga scorrere fra le cosce, strusciarsi sulle labbra della fica, senza mai entrare. Pazzesco! Poi di colpo, ha aumentato il ritmo con la mano, ha inserito altre due dita, aprendomi bene, per eccitarmi come non mai. Ho sentito la punta del suo pene che adesso si insinuava sempre più tra le labbra della mia fica, sempre più velocemente. Mi scopava da dietro, senza metterlo dentro. Ho capito che anche la sua eccitazione era arrivata alle stelle e, nonostante eravamo sotto il getto dell’acqua, la mia fica a preso ad emettere fiumi di umori e contrarsi, mentre le gambe hanno iniziato a tremare, ha sfilato le dita e mi ha spinta fuori, facendomi appoggiare al lavabo. «Sei pronta! Dai, puttanella, che ti spacco l’utero!» Mi fa impazzire quando mi tratta da puttana e, per la forte eccitazione, la voce non somigliava più alla sua. Mi sono appoggiata al lavandino e lui è entrato dentro di me. È stato un attimo fermo e poi ha iniziato a muovere il cazzo con forza, tenendomi tra i miei fianchi. Mi son sentita aprire, dilatare e sfondare nello stesso tempo. La sua voce mi ha eccitato ancor di più. «Hai una figa fantastica! Sei davvero una puttanella! Te la sfondo tutta!» Mi ha afferrato per i fianchi e mi ha pompato come un toro scatenato, con colpi devastanti che mi hanno davvero aperta tutta. Ho iniziato a godere senza ritegno, con un orgasmo dopo l’altro. La situazione mi ha portato ad un livello di eccitazione così alto che, ad un tratto, le gambe quasi non mi hanno retto; lui mi ha afferrato per i fianchi per sorreggermi. Si è fermato, sfilato e mi ha preso per mano, siamo andati sul letto. Mi ha messo sotto di lui a gambe aperte e mi ha infilato di nuovo il suo scettro tutto dentro. Ho sentito la punta sbattere sul collo dell’utero ed ho ripreso a godere come prima. Lui però è giunto al suo apice e mi ha riversato in corpo una dose massiccia di sperma. «Vengo, Maria, vengo! Vengo! Vengo!» Ho sentito che si scaricava dentro di me, con contrazioni sempre più forti, inondandomi. Sentirlo godere dentro, mi regala sempre una sensazione unica e nessuno mi eccita come lui. Volevo che non finisse mai. Sentirlo ancora che entrava e usciva dal mio corpo, poi affondava dentro, fino a toccarmi il fondo dell'utero, mentre mi riversava dentro il suo piacere, che è qualcosa che mi manda ai pazzi. «Maria, ti riempio tutta! Te la inondo di crema! La senti? Vengo!» Dopo, si è disteso di lato. Io che lo conosco, so perfettamente che non è finita così. Mi sposto in basso e vado alla ricerca di quella mazza che mi ha sconvolto; glielo prendo in bocca. Lecco e succhio come se non ci fosse un domani. Lui mi fa girare in modo che, con la mano, può raccogliere il suo seme che mi cola dalla fica slabbrata e lo usa per lubrificarmi il culo. Sento le sue dita che si insinuano, mi spinge la sborra dentro ed io già tremo di piacere e timore, perché mi rendo conto che, prendermi il suo cazzo in culo, non è una cosa da sottovalutare. Quando è bello duro, e gli basta poco, mi rigira di lato, si mette dietro, mi solleva una gamba e poi appoggia la durissima cappella fra le labbra della mia rosetta, che lo riceve piano, con calma. In effetti, mio padre, in questo, è un vero maestro. Consapevole che lo ha fuori misura, quando mi incula lo fa piano, lasciando entrare un po’ di cazzo, poi resta fermo un momento, e poi lo sfila e ricomincia daccapo, spingendomene sempre di più dentro. È un gioco estenuante, che però permette di gustarmi la sua mazza e questo lo rende speciale ai miei occhi. Quando mi sono abituata a lui, sono io che lo invito a sfondarmi il culo. «Dai, spaccami il culo! È tuo, solo tuo: tu solo hai il diritto di spaccarmelo! Dai, sfondalo e fammi godere!»
Quando sente queste mie parole, inizia davvero a sfondarmi il culo. Me lo pompa con forza, dandomi colpi durissimi che me lo devastano, ma che mi fanno godere tantissimo. Alla fine, come è successo davanti, mi inonda anche questo buco con la sua preziosa crema, che sento riempirmi le budella. Resta immobile dentro di me. Mi abbraccia e mi bacia, poi si sfila e va lavarsi, perché se ne torna casa da mia madre, che non sa di noi. Non lo sa nessuno e nessuno lo deve sapere. Abbiamo custodito questo segreto da più di otto anni. Si veste, mi viene baciare sul letto, dove resto distesa, mentre sento uscire dal culo la sua sborra, che cola, ma non m'importa. Lui è venuto, mi ha usato come si fa con una puttana ed io non voglio altro da lui, se non il suo cazzo, che mi devasta ogni buco. È da sempre così. Da quando ho desiderato averlo, da quando, dopo il mio diciottesimo compleanno, sono stata sua e l’ho voluto con tutte le mie forze. Sentirlo dentro, la prima volta, mi ha fatto quasi svenire dal piacere provato, e ogni volta che mi entra dentro è come se lo facesse per la prima volta: stessa emozione e stesso piacere. Scopo con altri maschi, ma nessuno mi porta al suo livello, per cui, finché mi vorrà come sua puttana, io ci sarò sempre! È dentro di me e non voglio che ne esca mai.
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