Il piacere dell'incesto
Capitolo 7 - Mamma e figlia
Mi chiamo Lorenzo, ho 27 anni, un bel ragazzo alto, moro, occhi scuri, un bel fisico, tenuto in perfetta forma, praticando molti sport, tra cui il nuoto. Da due anni, son sposato con Silvia, che di anni ne ha 25. Alta quanto me, dai capelli neri ed occhi azzurri, un bel fisico snello, un seno di una terza piena, un bel culetto a mandolino. Ci siamo conosciuti durante una settimana bianca in montagna, quattro anni fa. Silvia era insieme ad una comitiva e, mentre stava sciando, ha perso il controllo degli sci e mi è finita addosso. Fortunatamente non ci siamo fatti male né io, né lei, ma, intanto, è nata la nostra amicizia e da lì il nostro amore. Abitava in un paese a circa un'ora di macchina dalla città dove vivo io e, una volta sposata, è venuta ad abitare nel mio appartamento che occupavo da figlio unico ed orfano da sei anni. Quando l'ho conosciuta era vergine, ma, in ogni caso, faceva dei pompini! straordinari. Mi ha riferito che con tutti i suoi precedenti fidanzati aveva preferito adottare questa sua tecnica sessuale, perché intendeva giungere vergine al matrimonio. Abbiamo scoperto il sesso insieme, anche se io avevo già fatto diverse esperienze e lei ha molto apprezzato il mio membro lungo e grosso. In effetti sono in possesso di un membro, al di sopra della media, soprattutto in spessore. Dopo due mesi che siamo sposati, Silvia è rimasta incinta e la cosa ci ha riempito di orgoglio. Purtroppo, al quarto mese, ha avuto delle pericolose minacce di aborto e così il dottore le ha imposto riposo assoluto. All'inizio ho cercato di far tutte le cose da solo, ma, alla fine, ho dovuto accettare l'aiuto di Maria, mia suocera. Lei è una bella donna, ha 47 anni, è di media statura, con un bel fisico in perfetta forma, un bel seno di una quarta abbondante ed un culo ben prominente che fa da culmine a delle cosce lunghe e belle. Ho sempre avuto un buon rapporto con lei che, in ogni caso, mi ha sempre dato l'impressione che fosse una donna alquanto emancipata, moderna e, in un certo senso, anche molto libera, soprattutto in riferimento al suo modo di vivere. L'ho vista sempre molto elegante, vestita sempre in perfetto coordinato, mai sciatta, neanche in casa, indossava sempre in modo appropriato. La fabbrica dove lavorava è temporaneamente in cassa integrazione e, poiché mio suocero lavora per una ditta che montano gli impianti fotovoltaici ed è quasi sempre in giro per lavoro, lei ha deciso di trasferirsi a casa nostra. Dopo aver preparato la cameretta, dove dovrà dormire, un pomeriggio, dopo il lavoro, mi son recato al paese e, quando sono arrivato, stava completando il suo bagaglio. Il tempo di caricare tutto e siam partiti diretti a casa mia. Appena salita a bordo della mia auto, ho notato che la sua gonna era salita oltre la metà della coscia e potevo intravedere il pizzo delle sue autoreggenti; ho visto che lei se n'è accorta, ma non ha fatto nulla per impedirmi di guardare, anzi, in più di un'occasione, ha mosso le gambe così da permettere che la gonna salisse ancora un po' più su. C'è sempre stato un buon rapporto cordiale tra noi due ed ho notato che, in più di un'occasione, ho avuto modo di ammirare le sue splendide cosce o i suoi seni, lasciati distrattamente in "bella mostra". Partendo dal presupposto che è la madre di mia moglie, ho sempre considerato queste piccole provocazioni, come un atteggiamento alquanto civettuolo di una donna cui piace essere ammirata. Appena giunta in casa nostra, ha sistemato le sue cose nella cameretta ed abbiamo iniziato a convivere tranquillamente. Dopo una decina di giorni, un sabato mattina sono andato a fare una lunga camminata al percorso verde e poi, quando son tornato sono entrato direttamente in bagno, per farmi una doccia e, senza rendermene conto, non ha chiuso la porta a chiave, anche perché, quando eravamo soli io e mia moglie nessuno di noi due chiudeva; nel preciso istante in cui sono uscito da sotto la doccia, la porta si è aperta ed è entrata di colpo mia suocera, che mi ha visto ed è rimasta sbalordita. «Oddio, scusa, Lorenzo! Scusami, non sapevo che…» Ho notato che il suo sguardo è rimasto fisso sul mio membro, che, seppur in posizione di riposo, dimostrava certo il suo splendore. Lo ha fissato per un lungo istante e, quando ha alzato lo sguardo e ha notato che la stavo guardando, ha fatto un mezzo sospiro e se n'è andata. Passano ancora alcuni giorni e noto che ogni tanto lei continua a fissare il mio pacco; decido di stare un po' al gioco, considerando il fatto che è quasi un mese che non scopo. Sempre fingendo di farlo in maniera del tutto casuale, in più di una occasione glielo metto davanti alla faccia e vedo che si morde il labbro inferiore. Una sera, mentre siamo a letto, mia moglie mi abbraccia e mi dice che ha voglia di far sesso, così, delicatamente l’accarezzo, ma non ho il coraggio di metterglielo dentro, per timore di crear problemi alla creatura che porta in grembo. Faccio godere mia moglie con le dita, muovendomi in modo da farle raggiungere ripetutamente l'orgasmo e, alla fine, lei mi accontenta con uno dei suoi sontuosi pompini e, dopo che le ho riversate in bocca una ingente quantità di sperma, lei mi dice che è dispiaciuta del fatto che non posso scopare e, nonostante abbia appena sborrato, vede il mio membro ancora ben rigido. La tengo stretta tra le braccia e le dico che passerà; in ogni caso son contento che lei abbia, in qualche modo, goduto. Il mattino dopo, quando mi sveglio, mia moglie sta ancora dormendo ed io, silenziosamente, vado in bagno; faccio una rapida doccia e, mentre sto facendo la barba, la porta del bagno si apre silenziosamente e mia suocera è lì sulla soglia che mi guarda. Resta un attimo indecisa, poi entra e chiude la porta dietro di sé. Si avvicina, mi guarda e le sue parole sono molto pacate. «Ieri sera vi ho sentito ed ho anche sentito mia figlia che è dispiaciuta per il fatto che non puoi darti il piacere che meriti. È da qualche giorno che mi sta facendo capire che dovrei in qualche modo darti io una mano.» Mi sciacquo la faccia e la guardo, mentre lei si avvicina e mette una mano sotto l'accappatoio; si impossessa del mio membro che, stretto tra le sue dita, si gonfia all'istante. Sì inginocchia e se lo trova davanti alla faccia: ne resta piacevolmente sorpresa. «Che meraviglia! Uno dei più bei cazzi che abbia mai visto!» Senza aggiungere altro, incomincia a lavorarlo con la bocca e la sua lingua scorre lungo tutta la lunghezza del mio membro; va anche ad accarezzare le palle. Lo bagna con la saliva e poi se lo infila tutto in gola e non mi stupisce il fatto che riesce a prenderlo tutto, fino a far appoggiare la sua fronte contro il mio corpo. Ripete questo gioco alcune volte, poi si alza in piedi e si gira appoggiata al lavandino. «Ti prego, scopami! Ho una voglia pazzesca; da quando ho visto questo splendido gioiello, brucio dal desiderio di averlo dentro.» Sollevo la vestaglia che indossa e sposto il filo del perizoma; dopo averglielo appoggiato sullo spacco, lo spingo dentro e sento che scivola tutto, fin in fondo. È bagnata da far paura e, nello stesso tempo, è bollente! Rimango immobile piantato dentro di lei per qualche istante, poi comincio a pompare avanti e indietro e lei si mette una mano sulla bocca, per non urlare; nello stesso tempo prende a godere in continuazione. Sono eccitato come un cavallo ed appoggio una mano sulla sua spalla, mentre la sbatto con colpi sempre più forti; d'un tratto afferro i suoi capelli e le faccio girare il viso verso lo specchio. «Guardati, quanto sei troia! Guarda come godi sotto i colpi del cazzo di tuo genero! Sei una puttana: hai voluto scopare con il marito di tua figlia!» Ha un orgasmo fortissimo che, a malapena riesce a contenere, coprendosi la bocca con entrambe le mani. Anch'io sono al limite e, mentre la sbatto ancora un po', improvvisamente sento esplodere il piacere e, all'imediatamente, le riverso dentro tutto il mio piacere. «Tieni, troia! Senti come ti sto riempiendo?» Lei per un attimo si blocca, si gira verso di me. «Oddio no! Sarebbe meglio che... accidenti, come è bello sentirti dentro! Sì dai, sborrami dentro!» Mi scarico dentro di lei e poi la faccio inginocchiare; da brava zoccola mi lecca e pulisce il cazzo in maniera perfetta. Una volta finito, esco dal bagno, mi vesto e vado al lavoro. La sera, dopo cena, quando mia moglie ormai si è assopita, mi sono sdraiato sul divano; Maria si mette seduta accanto a me. «Questa mattina abbiamo fatto un’imprudenza! Non dovevi venirmi dentro, perché io sono ancora fertile! Dovrei aver già superato i giorni dell’ovulazione, ma è meglio non rischiare.» La guardo e le dico che forse è meglio non pensarci. «No! Mi piace molto scopare con te ed ho sentito come eri ben pieno e non voglio che vai a cercar fuori altre donne. Certo io non sono bella come mia figlia, ma ti assicuro che mi è piaciuto tantissimo e, se per te va bene, vorrei farlo ancora.» Allunga le mani sul mio corpo e viene ad impossessarsi del mio membro; dopo averlo tirato fuori, se lo prende in bocca e comincia a succhiarlo, facendolo diventare subito bello duro. Quando si rende conto che è perfettamente in tiro, si gira e si sistema in ginocchio sul divano. «Per non rischiare, mettimelo nel culetto! Però ti prego, fa piano, perché è vero che non è vergine, ma grosso come il tuo non ne ho mai preso!» Trovarmi davanti alla faccia il suo bel culo a mia completa disposizione, mi ha eccitato ancor di più. Mi son inginocchiato ed ho preso a leccarglielo, a prepararlo in maniera molto accorta e completa; quando ho visto che era perfettamente lubrificata e rilassata, ho poggiato la punta del mio membro e ho cominciato a scivolare lentamente dentro di lei. Ho fatto tutto con molta calma, facendole assaporare bene il piacere che le davo e lasciando che i suoi muscoli si adeguassero alle mie dimensioni. Quando mi son reso conto che ero entrato quasi del tutto, ho preso a muovermi avanti e indietro e lei ha goduto tantissimo. È venuta diverse volte e poi, alla fine, mi ha pregato di sborrare, perché era proprio esausta. «Lorenzo sei fantastico! Ti prego, vieni che sono sfinita! Mai provato un cazzo così resistente e, soprattutto, non ho mai goduto così tanto in vita mia!» Ho preso a sbatterla un po' più forte e, alla fine, le ho riversato dentro un ingente quantità di sbroda, facendola godere ancora. Quando l'ho tirato via, ho visto che il suo culetto era diventato una voragine e lei, tenendo una mano per tamponare il buco, è corsa in bagno. Quando è tornata era tutta contenta e raggiante. «Bellissimo! È stato qualcosa davvero meraviglioso! È la prima volta in vita mia che godo tanto nel sentire un cazzo nel culo!» Stanco per la giornata alquanto impegnativa, sono andato in bagno; dopo aver lavato i denti, sono andato a letto. Prima di addormentarmi, mia moglie si è appoggiata a me e mi ha dato un bacio. «Grazie. Grazie di aver fatto godere mia madre e di non esser andato a cercare di sfogare la tua libidine con altre donne!» Mi sono girato verso di lei e l'ho guardata; lei mi ha sorriso e mi ha dato un altro bacio. «Mi ha detto di questa mattina e, prima mi son alzata ed ho visto che la stavi scopando sul divano. Amore, va tutto bene!» Era diventata quasi un'abitudine. Una scopata al mattino in bagno ed una bella inculata alla sera, sul divano. Siamo andati avanti così per una decina di giorni, poi una sera mia moglie ha voluto che scopassi sua madre nel nostro letto, davanti a lei. È stata un'emozione fortissima e, quando son venuto, mi sono tirato via da mia suocera e mia moglie ha aperto la bocca e ha bevuto il mio seme. Qualche giorno dopo, è tornato Carlo, mio suocero, ed è venuto a trovarci; per due giorni mia suocera è andata di nuovo a casa con suo marito. Una volta che lui è ripartito per lavoro, lei è tornata di nuovo a casa nostra ed abbiamo ripreso il nostro gioco a tre. Tutto questo è durato la bellezza di quasi 5 mesi, durante i quali io ho scopato e inculato mia suocera quasi ogni giorno. Quando è nata Sofia nostra figlia, per più di una decina di giorni, mia suocera è rimasta in casa con noi e, quando se n'è andata, mia moglie ha abbracciato sua madre e le ha detto una cosa che mi ha commosso. «Mamma, grazie di tutto! Grazie anche di esserti presa cura di mio marito e, quando vuoi, questa casa è sempre aperta per te; son sicura che anche lui sarà sempre a tua disposizione.» Dopo una settimana che se n'era andata, è tornata ed aveva in mano una cartella con dei documenti; ci ha mostrato una splendida villetta in costruzione a poca distanza da casa nostra e ci ha proposto di vendere sia il nostro che il loro appartamento e di andare a vivere tutti insieme. Abbiamo realizzato anche questo progetto ed ora mi ritrovo nel letto sia mia moglie che mia suocera; Silvia mi ha già detto che vuole di nuovo restare incinta, tanto chi si prenderà cura del mio cazzo è una persona di sua fiducia!
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