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Erotika
Il piacere dell'incesto · Cap. 5
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Capitolo 5 di 14 16 min di lettura

Ricattato!

due giovani puttanelle sanno come ottenere il cazzo di papà!

pennabianca
8 mesi fa · 786 letture · 0

Mi chiamo Mauro, ho 39 anni, sono di media statura, con gli occhi azzurri, i capelli neri e ricci. Ho un bel fisico scolpito da anni di nuoto che, sommato a tutto il resto, attira molto l'attenzione delle donne, e anche di qualche uomo! Avevo 19 anni quando ho messo incinta Paola, una mia coetanea, e subito ci siamo sposati; lei ha messo al mondo Ambra, una splendida bambina, che di recente ha festeggiato il suo diciottesimo compleanno. Lavoro come programmatore informatico, avendo conseguito una laurea in questa specialità, per una grossa ditta di servizi e, a volte, mi capita anche di lavorare in Smart working; ho una bella villetta costruita in una zona nuova, con tanto di piscina sul retro. Mia moglie ha un negozio di abbigliamento sportivo e, economicamente, ce la passiamo abbastanza bene. Avendo un bell'aspetto e, soprattutto, un bel membro, al di sopra della media sia in lunghezza che in circonferenza, ho un notevole successo in campo femminile, per cui non disdegno, quando capita, di farmi una scopata extra. Mi piacciono le giovani, con un'età che spazia dai 25 ai 30 anni massimo e, per i miei incontri clandestini, utilizzo un mini appartamento che teniamo, situato in una piccola città di mare, dove, da tempo è stato costruito un porto turistico e questo mi permette di far le mie "scappatelle" in assoluta tranquillità. Di recente però si è verificato un fatto che mi ha costretto a cambiare le mie abitudini. Mia moglie ha una sorella più giovane e, insieme a mia suocera, vedova, stanno organizzando l'apertura di un nuovo negozio in un'altra città e, contemporaneamente, lei sta organizzando anche il suo matrimonio. Per questo motivo, mia moglie si è dovuta recare a darle una mano e l'ha potuto fare tranquillamente, perché nel suo negozio ha due commesse belle e intelligenti, capaci di sostituirla al meglio, anche in virtù del fatto che, da una decina di giorni le scuole sono chiuse e mia figlia ha superato brillantemente gli esami di maturità; proprio nella città dove vive sua zia, ha deciso di andare a frequentare la facoltà di medicina, cosi Paola può dare un'occhiata a come si vive in quel posto. Per festeggiare la fine della scuola, mia figlia ci ha chiesto se poteva ospitare due amichette per un piccolo pigiama party per un weekend di divertimento e relax. Avevano già preso accordi mia moglie con i genitori delle tre ragazze, che avevo visto spesso e volentieri in casa mia, in quanto amiche da sempre anche di studio. Così un sabato, appena dopo pranzo, mi son trovato queste due diciottenni dentro casa e, in men che non si dica, sono andate in camera di mia figlia ed hanno indossato dei costumi talmente succinti, che lasciavano ben poco all'immaginazione. Sono tutte e tre coetanee di Ambra. Katia è la più grande, perché è nata a febbraio, ha un bel seno di sicuro di una quarta misura, come quello di mia figlia, ed un culetto spettacolare alla confluenza di cosce lunghissime. Poi c'è Elena, la più giovane; infatti lei ed Ambra sono nate nello stesso mese, a distanza di soli cinque giorni. Anche Elena ha un bel seno tondo, una terza piena ed un bel culetto a mandolino, due labbra carnose, che sicuramente suscitano pensieri peccaminosi. Durante tutto il pomeriggio, sono state a divertirsi in piscina, mentre io avevo del lavoro arretrato da portare avanti, così mi son chiuso nel mio studio ed ho solo risposto ad una chiamata di mia moglie, che mi ha chiesto se tutto andava bene; a me è bastato solo dare un'occhiata oltre la finestra, per vedere le tre ragazze divertirsi in piscina spensieratamente. Effettivamente le ragazze si stavano divertendo molto a nuotare, sguazzare, ridere e farsi i dispetti in continuazione. Ho notato anche che, in qualche occasione erano prive della parte di sopra del costume, convinte di non esser viste, ma son rimasto in silenzio senza dir niente, anche se il mio membro ha sussultato; ho volutamente ricacciato indietro ogni pensiero peccaminoso, perché in mezzo a quelle ragazzine, anche se maggiorenni, c'era anche mia figlia e questo, per me, è stato già un motivo per rimanere il più possibile indifferente alla loro procacia. Verso le 18:00 sono uscito e chiesto alle ragazze se avevano nuotato abbastanza per il momento e se una pizza andava bene per cena. Hanno detto tutte di sì, quindi son andato al telefono e le ho ordinate per tutti. Loro sono entrate in casa e sono andata in camera di mia figlia e, dopo essersi cambiate, sono scese di sotto nel seminterrato, dove ho al taverna, e vi abbiamo creato anche un posto per le feste, attrezzato con una TV da 99 pollici, un impianto wi-fi, mini bar, caminetto, divani, ed una bella tavola per le cene di gruppo. Tutto fatto apposta per divertirsi. Stavano ballando, parlando e ridacchiando tra loro, quando ho notato che si erano cambiate tutte e tre e, anche in questo caso, l'abbigliamento non è che fosse cambiato molto. Tutte e tre indossavano delle minigonne elasticizzate molto corte, con sopra dei top elasticizzati piuttosto striminziti, che sembravano esser solo delle fasce per coprire il seno. Tutte e tre, ai piedi, avevano dei sandali con la zeppa molto alta e, questa cosa mi ha un po' sorpreso, perché sembravano averlo fatto apposta per mettere in mostra i loro culetti che si presentavano inarcati verso l'alto e resi ancor più seducenti. Dopo circa una mezz'oretta, sono arrivate le pizze ed anche le bevande che avevo ordinato; così sono sceso di sotto in taverna e le ho trovate che stavano ascoltando musica e chiacchierando tra loro, tutte e tre sedute sul divano grande; quando mi hanno visto, hanno subito cambiato discorso e questa cosa, per un attimo, mi ha stupito. Ho avuto come l'impressione di esser io l'argomento del loro parlare e, in ogni caso, ci siamo messi seduti a tavola ed abbiamo mangiato le nostre pizze, ridendo e scherzando. Mi ha fatto molto piacere rilevare la grande armonia che c'era tra loro e, soprattutto, mi son reso conto che il tempo era veramente volato! Qualche anno prima, proprio in questo posto, le avevo viste giocare con le bambole ed ora erano diventate quattro belle ragazze, che tra poco sarebbero andate in giro per il mondo alla ricerca del loro futuro. Dopo aver mangiato la pizza, ho servito anche delle coppette di gelato ed ho notato che tra di loro si era creata una strana atmosfera, perché continuavano a guardarsi in faccia senza farmi capire a cosa stessero pensando. Poi, d'un tratto, mentre stavo mettendo in lavastoviglie le coppette utilizzate per mangiare il gelato, mia figlia mi ha chiamato e mi ha chiesto di mettermi seduto vicino a loro. Quando mi son girato, ho visto che erano tutte e quattro sedute sul divano ed avevano messo una sedia davanti a loro. «Papà, vieni un attimo a sederti qui, davanti a noi, che vogliamo chiederti una cosa!» Ho sistemato tutto e poi son andato da loro; mi hanno indicato la sedia dove dovevo sedermi. Ambra ha dato un'occhiata alle sue amiche, poi si è girata verso di me e mi ha rivolto una specifica domanda. «Papà, ci faresti vedere il tuo cazzo?» Sono rimasto a bocca aperta, senza proferir parola. Ho guardato le quattro ragazze davanti a me e, per un attimo, ho pensato che stessi sognando! «Ma... cosa? Voglio dire ... Ambra, ma sei… secondo me vi ha fatto male il sole preso oggi in piscina o l'aver bevuto la birra! Non ci penso nemmeno a fare una cosa del genere, Ambra mi stupisce che tu…» Mi son alzato alquanto sdegnato ed ho fatto per avviarmi verso le scale, ma mia figlia mi ha bloccato. «Papà, aspetta! Quattro giorni fa, la sorella di Katia ci ha portato al mare, perché volevamo prendere una giornata di sole e, quando ci ha lasciato vicino al porto turistico, abbiamo visto la tua macchina. Ero convinta che stavi insieme al tuo amico, che ha quel grosso yacht ormeggiato lì nel porto, così ci siamo avvicinate e ti abbiamo visto entrare nella palazzina accanto a noi; incuriosite, siamo entrate dal retro, ed abbiamo visto te che stavi in una camera al primo piano e stavi scopando con la signorina Giulia, la nostra ex insegnante di matematica!» Ho provato a negare. «Dovete aver sbagliato! Ho prestato la mia auto ad un amico e non ero io!» Mi ha stupito il viso di Ambra, che, con fare molto deciso, si è alzata in piedi e poi mi ha messo davanti alla faccia il suo smartphone, su cui vi era un video di me che stavo scopando la sua ex professoressa di matematica. «Papà, ora ci fai vedere il cazzo e ci fai giocare tutte e tre, altrimenti questo video lo mando immediatamente alla mamma. Inoltre sappiamo che il fidanzato della signorina Giulia le ha chiesto di sposarlo e, quindi, son sicura che non sarebbe contento di vedere la sua futura moglie far la troia con te! Papà non hai scampo!» Mi son reso conto di esser con le spalle al muro. Ero in mano a tre adolescenti, appena diciottenni, che con un video compromettente avevano preso il totale controllo su di me. Mi son ritrovato in piedi, davanti a loro. Ho slacciato i pantaloni, li ho fatti cadere alle caviglie e poi ho guardato mia figlia, che mi osservava senza batter ciglio; ho messo una mano dentro gli slip e, parzialmente ho tirato fuori il mio cazzo. Subito lei è stata irremovibile. «Papà, non barare! Abbassa gli slip come hai abbassato i pantaloni! Lo vogliamo vedere proprio bene! Abbiamo visto altri cazzi, quelli dei nostri coetanei e da ciò che abbiamo visto nel filmato, il tuo sembra molto più grosso; così ci siamo incuriosite ed oggi lo vogliamo vedere proprio bene e da vicino.» Mi son abbassato le mutande e son rimasto lì con il mio cazzo floscio, esposto a queste tre diciottenni puttanelle. Le ragazze mi hanno guardato, poi si son guardate ed hanno ridacchiato. Ambra si è girata verso le ragazze e poi mi ha ringraziato. «Grazie, papà. D'ora in poi, noi tutte ti chiameremo papà. Saremo tutte tue figlie, CIAO, papà!» Si son messe tutte a ridere e in coro ripetevano: Ciao papà! Papi, sei davvero sexy! Katia ha subito espresso il desiderio di toccarlo. «Voglio toccarlo! Non ho mai visto un cazzo così grosso, anche se moscio! Quelli dei ragazzi sono molto più piccoli!» Mi sentivo profondamente in imbarazzo ed ho cercato di reagire. «E no, cazzo! Si era detto solo di farlo…» Ambra ha messo un dito davanti alla bocca e mi ha fatto il classico segno di zittire. Katia si è avvicinata ed ho sentito un brivido quando la sua mano ha impugnato il mio membro, ancora moscio. «Ma … ragazze, voglio dire… non è duro! Nel video sembra tutta un'altra cosa.» Anche le altre hanno detto che, da duro, sembrava diverso e, così, Ambra mi ha detto di indurirlo. «Andiamo, papà, fallo diventar duro! Voi uomini siete bravi a farlo; abbiamo visto che ai ragazzi diventa subito duro!» Elena si è fatta molto intraprendente, si è avvicinata e lo ha preso in mano, iniziando a segarlo. «Una volta un ragazzo non lo aveva duro e così mi ha detto che dovevo segarlo; era così che sarebbe diventato subito duro.» Katia che era ancora vicino a me, ha aggiunto anche qualche altro dettaglio. «Una volta un ragazzo me lo ha messo in bocca e mi ha detto di succhiare; subito dopo ce l'aveva durissimo.» Un attimo dopo ho cominciato a sentire le sue calde labbra sulla punta e il mio membro, nonostante cercassi di resistere, ha cominciato a diventare ben rigido. Senza rendermene conto, mi sono ritrovato due lingue che mi stavano lavorando il cazzo in maniera stupenda. Ho sollevato lo sguardo ed ho visto mia figlia, ancora seduta sul divano, che mi guardava sorridendo. Quando il mio membro è diventato perfettamente duro, tutte e due si sono girate verso di lei.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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