Il piacere dell'incesto

Capitolo 8 - Mi fotto figlia e genero.

pennabianca
11 hours ago

Mi chiamo Mauro, ho 59 anni, sono di media statura, capelli bianchi corti, occhi scuri, un fisico abbastanza tonico, perché pratico molto sport e non eccedere a tavola. Sono vedovo da 9 anni e da due sono in pensione, perché l'azienda dove lavoravo è stata rilevata da una multinazionale ed hanno concesso il prepensionamento a tutti quelli prossimi a quello stato. Ho una figlia di nome Katia, di 27 anni, bionda, alta, occhi azzurri, come quelli della mia defunta moglie, di cui lei sembra la copia esatta. Anche il resto del corpo è molto bello in quanto, come me, ama molto lo sport, e ci tiene molto al fisico, come del resto ogni donna. Ha uno splendido culetto, posto al culmine di due cosce lunghe e ben tornite, ed il seno, di una terza misura, sembra disegnato con il compasso, per quanto è tondo ed armonico. Da sei mesi è sposata con Alessandro, un ragazzo di 30 anni, moro, occhi scuri ed un fisico abbastanza tonico, che, di professione, fa il vigile del fuoco. Mia figlia, di recente, è stata assunta in uno studio legale, ubicato a pochi passi da casa e, poiché la caserma dove lavora Alessandro, è vicinissima alla mia abitazione, da circa due mesi si sono trasferiti da me. La mia casa è grande, perché, all'origine, erano due appartamenti, oggi, formanti un’unica unità abitativa. Abbiamo due camere da letto matrimoniali, con bagno privato, e due camerette con un altro bagno, una cucina, un ampio salone ed un piccolo terrazzo, che si affaccia su un parco. La mia presenza in casa è sempre molto discreta ed evito di esser invadente; cerco di lasciare molto spazio a loro due, in maniera da non disturbare la loro intimità. Dopo la morte di mia moglie, con cui avevo un bellissimo rapporto, perché era una vera porcellina, amante della trasgressione, fino a spingerci spesso allo scambio di coppia, giochi di esibizionismo o vere e proprie serate all'insegna del sesso sfrenato, ho accusato molto l'assenza di una donna così speciale. Non mi son messo alla ricerca di una nuova compagna, perché molti di quelli che avevamo conosciuto nei nostri giochi trasgressivi, mi hanno spesso invitato a qualche serata e questo per due motivi: il primo costituito da fatto che mia moglie Lucia era una grande troia; quando si scatenava, si faceva possedere in ogni buco senza alcuna remora e, a volte, non disdegnava di farsi prendere da due membri davanti, contemporaneamente. Con la bocca, poi, era qualcosa di assolutamente eccezionale. Se ti faceva un pompino, era lei a decidere come e quando farti raggiungere il piacere. Fino a quel momento, ti teneva sul filo del rasoio, facendoti letteralmente impazzire. L'altro motivo, per cui eravamo particolarmente graditi ai partouze, consisteva nel fatto che, modestamente, tra le gambe ho un bel membro, che, in piena erezione, arriva quasi ai 20 cm, oltre ad avere uno spessore ragguardevole, cosa molto apprezzata dalle signore presenti. Più di una di quelle signore si era gustata il mio cazzo e lo aveva giudicato uno dei migliori, che avesse mai provato. Mia moglie era fiera di tutto questo e, spesso e volentieri, si prendeva gioco delle altre donne, affermando che "era il caso di approfittare, perché mi prestava solo per quell’occasione “, per poi tornare ad esser il suo stallone da monta. Con una coppia, in particolare, eravamo più assidui e, circa un mese fa, sono stato a cena insieme a loro, a casa loro e, dopo cena, la signora del mio amico, una di quelle cui il mio cazzo piaceva proprio tanto, ha voluto portarmi a letto e, sotto gli occhi del marito, che mi ha esortava a chiavarla, l'ho fatta godere come una troia. È stata una cosa bellissima e, dopo aver goduto abbondantemente, la mia amica ha avuto parole di apprezzamento nei miei confronti, perché avvertiva un bisogno impellente di fare una scopata a quel dio biondo, perché, da ultimo, suo marito aveva abbracciato un altro genere. Incuriosito, ho chiesto qualche spiegazione e lei mi ha riferito che Paolo, suo marito, aveva da tempo preso a farsi succhiare il cazzo da un giovane ragazzo bisex e, anche se costui da poco si era sposato, di tanto in tanto veniva a farsi sbattere da Paolo. In quel momento mi è venuto da sorridere e la cosa è finita lì. Qualche giorno dopo, ero in un bar a far colazione insieme al mio amico Paolo, quando vediamo arrivare un mezzo dei pompieri, intervenuto in un appartamento vicino, perché la signora era uscita lasciando le chiavi in casa. Tra i pompieri intervenuti c'era anche Alessandro, mio genero, e grande è stato il mio stupore quando Paolo me lo ha indicato, senza sapere che era mio genero.

«Vedi, quel bel maschio laggiù? Quello che ora sale sulla scala, è lui che, ogni tanto, viene ospite nel mio letto. Mi regala certi pompini paragonabili solo a quelli che faceva la tua defunta moglie. Sapessi poi come gli piace prenderlo nel culo. Più glielo spingo dentro e più gode!»

Son rimasto un po' sorpreso, ma quando Paolo mi ha detto se mi fosse piaciuto partecipare a mia volta, di primo acchito ho detto di no, poi, dopo averci riflettuto un po', ho deciso di chiedergli un altro favore.

«Partecipare no, però mi piacerebbe vedervi in azione. Magari resto nascosto da qualche parte in casa e vi osservo mentre giocate.»

Conoscendo la predilezione di Paolo per questo tipo di situazioni, in quanto, spesso e volentieri, fa montare sua moglie restando nascosto in casa, ha subito accettato e, tre giorni dopo, l’ho raggiunto presso la sua abitazione; mi ha fatto entrare in un piccolo ripostiglio, posto nel locale cucina e son rimasto stupito nel vedere che c'era un computer con un monitor, dove affluivano le immagini di almeno sei telecamere. Mi ha spiegato di averle posizionate in punti strategici, in modo da poter vedere tranquillamente sua moglie mentre si fa sbattere, senza interferire con nessuno. Dopo una ventina di minuti, è arrivato Alessandro ed io mi sono eclissato. Sono rimasto colpito dalla disinvoltura con cui mio genero ha baciato in bocca il mio amico e poi si è inginocchiato; dopo avergli preso il cazzo in bocca, si è messo a spompinarlo in una maniera incredibile. Ho dovuto riconoscere con l'amico, che aveva perfettamente ragione nel dire che Alessandro è veramente bravo a far pompini. Dopo averlo spogliato nudo, ha preso a leccare il suo membro, che è abbastanza grande, poi se lo è ripetutamente infilato in gola e, mentre lo teneva tutto dentro, ha di nuovo estratto la punta della lingua per andare a lambire le grosse palle del mio amico, che, ovviamente, mugolava di piacere. Sapendo di avere uno spettatore, Paolo faceva posizionare Alessandro in maniera tale che io avessi l'inquadratura migliore. Senza dir niente, ho estratto il mio cellulare ed ho realizzato alcuni video dei momenti più salienti. Dopo averlo spompinato per diversi minuti, Paolo ha fatto inginocchiare mio genero, si è posizionato in modo che fosse inquadrato lateralmente e, lentamente, ha infilato il suo membro tra le chiappe di mio genero, per poi scoparlo mentre quello godeva come una troia. Se all'inizio si muoveva piano, una volta che è entrato nel culo di mio genero, ha preso a pomparlo con colpi veramente fortissimi e sentivo Alessandro godere ed esortare a scoparlo con più vigore.

«Così, più forte! Spaccami il culo più forte! Mi fa impazzire il tuo cazzone nel culo!»

Alessandro godeva come una troia e Paolo lo ha scopato ripetutamente, cambiando più volte posizione e, quando lo teneva sdraiato davanti a sé, con le gambe in alto, Alessandro si è masturbato, fino a sborrarsi addosso; dopo esser venuto, ha incitato Paolo a riempirgli il culo e la bocca con il suo piacere. Il mio amico lo ha pompato ancora un po', poi quando è venuto deve averne schizzato un po' dentro, perché il resto, dopo averlo estratto dal culo, ha coperto la faccia ed il torace di mio genero. Lui, golosamente, ha pulito quel membro che lo aveva scopato divinamente, lasciandolo lindo e pulito, raccogliendo fino all'ultima goccia. Sono rimasti ancora un po' a farsi le coccole, poi Alessandro se n'è andato e, quando Paolo mi ha raggiunto, era ancora nudo e sembrava molto contento.

«Hai visto che troietta che è questo giovane? Pensa come potrebbe esser bello se, mentre io gli sfondavo il culo, tu glielo avessi infilato in bocca!»

Ho sorriso al mio amico e gli ho risposto che, prima o poi, avremmo potuto farlo; dopo di che, me ne sono andato. Due giorni dopo, Alessandro è smontato dal turno di lavoro e, quando è tornato a casa, Katia era appena uscita per andare al lavoro; lui si è seduto per far colazione insieme a me. Stavo mettendo del burro sopra una fetta biscottata, quando lui ha versato un po' di latte in una tazza, facendone cadere un po' sul tavolo. Al che mi è venuto di fare una battuta, che lo ha lasciato un attimo stupito.

«So che ti piace il latte, ogni tipo di latte, ma dovresti far attenzione dove lo butti!»

Lui mi ha guardato un po' incerto, poi, mentre io mangiavo la mia fetta biscottata e lo guardavo fisso, lui ha abbassato lo sguardo ed ho notato che era un po' imbarazzato.

«Da quanto tempo, ti piace mungere il latte fresco?»

Mi ha guardato ancora dritto negli occhi e mi ha chiesto cosa intendessi. Io mi sono alzato in piedi e mi son messo di lato a lui che era seduto sulla sedia; avevo ancora il pigiama addosso, così, ho abbassato l'elastico dei pantaloni e gli ho messo il mio cazzo davanti alla faccia.

«Mi risulta che ti piace il latte di toro appena munto, perciò fammi vedere quanto impieghi a farlo con il mio!»

Lui è rimasto a bocca aperta, mi ha guardato, cercando di negare.

«Ma dai, Mauro, che dici?! Non so cosa ti passi per la testa, ma... mi sembra che tu abbia preso un abbaglio.»

Ho appoggiato una mano sul suo capo e con l'altra ho impugnato il membro e gliel'ho presentato davanti alle labbra.

«Apri la bocca e succhia il mio cazzo; fammi uno di quei magnifici pompini, come quelli che fai al tuo amico. In alternativa posso sempre raccontare a mia figlia che ti fai rompere il culo, dopo aver fatto dei bellissimi bocchini!»

Credo che sul suo viso siano passati tutti i colori dell'arcobaleno. Il rosso era il colore dominante, mi ha guardato con espressione sconvolta, ho visto che ha socchiuso la bocca e, così, gli ho spinto il mio membro dentro; per un attimo è rimasto immobile, poi si è scatenato. La sua lingua ha preso a muoversi avanti e indietro, lavorandomi il cazzo in una maniera veramente superba. Se lo è infilato tutto in gola e questo è stata la causa di certi suoi colpi di tosse e conati di vomito, ma, nonostante tutto, ha continuato imperterrito ad infilarselo tutto dentro. Se lo gustava veramente compiaciuto.

«mhmm… Katia mi aveva detto che avevi un bel cazzone, ma... cazzo è proprio eccezionale. Più te lo succhio e più mi sembra diventi grosso!»

Ero veramente eccitato, così, dopo essermi fatto spompinare per qualche minuto, l'ho fatto sollevare e piegare direttamente sul tavolo e, dopo avergli abbassati pantaloni e mutande, ho bagnato con un po' di saliva il suo buco, vi ho appoggiato il mio membro e poi ho iniziato a spingere lentamente. Ha spalancato la bocca e mi ha pregato di far piano.

«Mauro, fa piano! Hai un cazzone troppo grosso e io... Oddio, mi stai aprendo tutto!»

Mi son mosso lentamente, facendo scivolare il mio membro avanti e indietro, spingendogliene sempre un po' di più ad ogni affondo e, ben presto, il mio corpo ha sbattuto contro le sue splendide chiappe; dopo averlo tenuto fermo per i fianchi, ho preso a scoparlo, facendolo godere quasi all'istante.

«Accidenti, che bello! Mi apri tutto! Mi stai sfondando il culo, in maniera fantastica! Ancora! Dai, Mauro, fammi godere!»

Me lo sono sbattuto per diversi minuti, con colpi sempre più forti e, ad un tratto, lui ha raggiunto l'orgasmo, senza toccarsi.

«Così, Mauro! Così, sto sborrando! Accidenti mi hai fatto venire senza toccarmi! Mauro, sborrami in culo ed in bocca!»

Ero veramente troppo eccitato, così ho aumentato un po' il ritmo e gli ho sparato dentro l'intestino due schizzi, poi lui stesso si è voltato e si è abbassato di colpo, ha preso in faccia il terzo schizzo e quasi tutto il resto in bocca, mentre un po' gli è finito sulla guancia; subito ha stretto le labbra intorno al mio membro e si è gustato le altre due abbondanti schizzate. Ha raccolto ogni singola goccia e me lo ha pulito alla perfezione. Poi è crollato seduto sulla sedia ed è rimasto a testa bassa. Mi sono rimesso il cazzo dentro i pantaloni del pigiama, poi mi son seduto per finire la mia colazione; lui mi ha guardato con l'aria da cane bastonato.

«Non so come sei riuscito a.... credimi, adoro Katia, le voglio un bene dell'anima, ma… Mauro io non so come spiegarti... ogni tanto sento…»

Ho sorriso per farlo tranquillizzare.

«Non mi devi spiegare niente. Anzi no, una cosa la voglio sapere: prima hai detto che mia figlia ti aveva detto che ho un bel cazzone? Come fa a saperlo?»

Lui è sembrato subito un po' più tranquillo.

«È una cosa che è emersa da un gioco che facciamo tra noi. Non mi ricordo come, ma una sera, mentre facevamo sesso, lei mi ha chiesto con chi mi sarebbe piaciuto scopare ed io, con un po' di imbarazzo, le ho detto che mi faceva impazzire scopare con lei, perché era la copia esatta... tu sai quanto mi piaceva tua moglie?! Pensavo che Katia si sarebbe adirata nel sentirmi dire che mi sarebbe piaciuto scopare con sua madre, anche se poi ho precisato che lei ne era la copia e, quindi, mi piaceva molto anche farlo con lei; quando ho fatto la stessa domanda a lei, la sua risposta è stata immediata: mio padre! Non ha avuto nessuna esitazione a darmi questa risposta e, quando le ho chiesto il motivo di tanta determinazione, lei mi ha spiegato che, in più occasioni, vi aveva spiato mentre scopavate ed era rimasta affascinata dal tuo membro. Altre volte, abbiamo fantasticato di avervi tutti e due nel letto e, sinceramente, non mi sarebbe dispiaciuto vederla scopare con te, mentre lei, a maggior ragione, si sarebbe eccitata nel vedere che mi scopavo sua madre. Dopo la morte di Lucia, questa cosa non è mai più emersa, anche se credo che a tua figlia sia ancora rimasta la voglia di far sesso con te.»

Sono un po' stupito nel sentir quelle parole e, nello stesso tempo, anche incuriosito per un'altra cosa.

«Da quanto tempo ti fai sbattere da Paolo?»

Lui nel sentire il nome del mio amico, mi guarda e mi chiede come faccio a sapere queste cose; io invento una scusa, dicendo che conosco Paolo a causa del lavoro e gli dico che sapevo del fatto che lui, ogni tanto, amava dilettarsi con qualche maschietto; gli racconto del suo intervento nel quale Paolo me lo ha indicato e così ho capito tutto.

«Ho conosciuto Paolo tramite un collega di lavoro, con il quale erano molto intimi perché, tu forse non lo sai, ma lui e sua moglie si divertono, ogni tanto, ad avere qualche singolo nel letto. Il mio amico si scopava regolarmente la moglie di Paolo e, in cambio, qualche volta accettava il fatto di farsi montare anche da lui. Una volta che io e il mio collega eravamo assieme, abbiamo incontrato Paolo e così, una cosa tira l'altra, una volta siamo andati insieme a casa sua. Ancora non ero fidanzato con Katia ed abbiamo passato un bel pomeriggio, io e il mio collega, con Paolo e sua moglie. Non ricordo bene come fu, ma, tra una cosa e l'altra, mi son ritrovato con il cazzo di Paolo in bocca ed ammetto che la cosa mi piacque non poco, così ci siamo rivisti da soli ed è stato lui, per la prima volta, a iniziarmi alla sodomia. A volte c'era anche sua moglie e capitava che, mentre mi scopavo la signora, Paolo me lo metteva nel culo e tutti e tre godevamo in una maniera pazzesca. Mi sarebbe piaciuto far questa cosa insieme a Katia, ma, dopo la morte di Lucia, non ho avuto più il coraggio di proporre niente. Ora non so come comportarmi con te! Voglio dire... Mauro, mi è piaciuto molto ciò che è successo tra noi questa mattina…»

Resta poi in silenzio, senza aggiungere altro e, dopo un momento di riflessione, mi guarda di nuovo e fa una mezza proposta tra il serio ed il faceto.

«Mauro, io... mi piacerebbe ancora sentire... Se con Paolo, mi piaceva con te, oggi, ho goduto davvero tanto! Potresti prendere in considerazione l'ipotesi di rifarlo e.... voglio dire: pensi che... sarebbe davvero pazzesco pensare di coinvolgere anche Katia?»

Il mio cazzo ha un sussulto nel sentir lui che mi offre di scopare mia figlia, pur di continuare a farsi sfondare il culo da me. Gli sorrido, mentre rispondo.

«Penso che non ci siano problemi a replicare quello che abbiamo fatto questa mattina. Per quanto riguarda il coinvolgimento di mia figlia, temo che sia praticamente impossibile; non penso che mia figlia accetterebbe di farsi sbattere da me, mentre tu sei lì a guardarci. Oppure di farsi scopare da te, mentre io ti sfondo il culo! Perché, se ho ben capito, è questa la cosa che tu avresti in mente di fare?!»

Il suo viso si illumina, i suoi occhi brillano.

«Mauro, non ti preoccupare! Vedrai che riuscirò a convincer tua figlia, anzi, faremo in modo che voi due riusciate a realizzare questa cosa. Dammi un po' di tempo e vedrai che ti metto Katia su un piatto d'argento, anzi, meglio ancora, nuda nel tuo letto, a cosce aperte. Ora che so di poter contare su di te, vedrai che tutto filerà liscio come l'olio. Grazie Mauro, grazie di tutto.»

Resto un po' scettico su tutta la faccenda, ma dopo un paio di giorni mi rendo conto che l'atteggiamento di mia figlia nei miei confronti è cambiato radicalmente. Siamo in prossimità della bella stagione e, adducendo a motivo il molto caldo, vedo che ha alleggerito di molto il suo abbigliamento, che è diventato molto più succinto. Spesso e volentieri, trovo mia figlia piegata in avanti con delle minigonne vertiginose, che mi espongono il suo magnifico culetto e, a volte, anche la sua fica, sebbene parzialmente coperta da qualche perizoma, che, stranamente, finisce sempre nello spacco. Più di una volta, i suoi seni sono messi in bella mostra, davanti ai miei occhi ed anche i suoi gesti son diventati più affettuosi, i suoi abbracci più intensi ed il suo corpo non perde occasione di strofinarsi al mio. Dopo circa una decina di giorni di questi giochi di provocazione, ne parlo con Alessandro che mi dice di aver convinto Katia a provocarmi. Siamo soli perché lui andrà al lavoro in serata ed è pomeriggio, mentre Katia è al lavoro; lui viene in camera mia, dove son disteso a fare un pisolino pomeridiano; si sdraia con me sul letto e, mentre parla, le sue mani vanno a cercare il mio membro, appena nascosto da uno slip bianco. Me lo accarezza e mi guarda, poi si abbassa e la sua bocca va ad impossessarsi della mia cappella, cominciando un lavoro di lingua spettacolare. È bravissimo nel succhiare il cazzo, me lo pompa con calma, assaporandolo bene, facendolo scivolare giù lungo la gola e poi muove la lingua quasi a volerlo massaggiare. Lo estrae, lo tiene stretto nella mano, mentre con la bocca scende a leccarmi le palle e ad assaporarle una per una prendendole in bocca.

«Mauro, il tuo cazzo mi manda in estasi! Starei a leccarlo per ore! Ieri sera, mentre scopavo tua figlia, le ho sussurrato di chiudere gli occhi e di immaginare che fossi tu, in quel momento, al mio posto e ti assicuro che ha avuto un orgasmo così intenso, che è quasi svenuta. Io, questa sera, vado al lavoro perché ho il turno di notte; voi due sarete da soli in casa, quindi, mi piacerebbe pensare che tu ti decida a scoparla.»

Me lo succhia delicatamente, senza mai portarmi al piacere e, quando provo a muovere il bacino perché pronto a sborrare, lui mi ferma.

«Non sai quanto mi piacerebbe bere la tua crema e farmi sfondare il culetto da un membro così bello, ma, in previsione del fatto che questa sera potresti aver l'opportunità di scopare Katia, preferisco sapere che tu sia bello carico!»

Continua a leccarlo e a giocarci per un po', poi se ne va in camera sua e va a dormire perché dovrà lavorare tutta la notte. A sera, quando torna mia figlia, ceniamo tutti e tre assieme, poi, mentre son seduto sul divano a guardare la TV, Alessandro mi saluta per andare al lavoro.

«Ciao, Mauro, buona serata! E mi raccomando, tieni d'occhio mia moglie, perché ho come l'impressione che abbia la testa da qualche parte, visto e considerato che la trovo molto distratta!»

Mia figlia gli dà un pugno e scherza con lui.

«Ma vai al lavoro tranquillo! Non ti preoccupare se… e poi, al massimo, ti metterò un bel paio di corna? Devo solo trovare il maschio giusto!»

I due si salutano sulla porta e si baciano; prima di uscire vedo che Alessandro sussurra qualcosa all'orecchio di mia figlia, che gira leggermente la testa verso di me, che fingo di non essermene accorto. Quando lui se n'è andato, lei si viene a sedere accanto a me ed io decido di provare a stuzzicarla un po'.

«Perché vorresti metter le corna a tuo marito? Mi sembra un così bravo ragazzo, che... voglio dire: non è che sto ad ascoltare voi due, ma la vostra camera è adiacente alla mia e, qualche volta, mi sembra di sentire i rumori giusti che deve fare una coppia da poco sposata.»

Katia mi guarda e sorride, poi mi abbraccia e mi dà un bacio sul collo.

«Alessandro è fantastico! Lo amo tantissimo e non credo che gli farei mai le corna! Solo che, da un po' di tempo... non lo so, è che... voglio dire: si è messo in testa certe idee, che io…»

La guardo fingendo di non capire, lei china un po' il capo e poi prosegue il discorso.

«Lui vorrebbe... papà, cerca di capire, ci son cose che... certe fantasie, che ci fanno veramente eccitare.»

Mi giro verso di lei, la guardo dritto negli occhi e lei abbassa lo sguardo, diventando rossa; io fingo di appoggiare distrattamente una mano sulla sua gamba e subito lei allarga le cosce. È un chiaro invito, che però preferisco sia lei a confermare.

«Katia, certe fantasie in una coppia sono di prammatica. A volte le fantasie possono anche diventare realtà, dipende solo se si trova la persona giusta.»

Katia si gira verso di me, senza dir niente, incolla la sua bocca sulla mia e mi infila la lingua dentro; comincia a limonare con me, mentre con una mano prende la mia e la trascina direttamente sopra la sua topina, che già sento completamente fradicia. Muovo rapidamente le dita e le infilo sotto il suo perizoma; gliene infilo due dentro la vagina, che è stracolma di nettare. Si stacca e mi stringe forte a sé.

«Finalmente, papà! Finalmente, l'hai capito! Ti voglio! Voglio scopare con te! Papà, portami a letto e fammi impazzire!»

La prendo in braccio e, quando sto per entrare in camera mia, lei mi indica la sua.

«No, voglio farlo nel mio letto! Questa sera voglio esser la tua puttana, tu il mio amante e Alessandro il mio cornuto; per realizzare questo, devo farlo nel mio letto! È solo un fatto psicologico, che però mi dà ulteriore sprone. La prossima volta che scoperò con lui su quel letto, ricorderò quanto ho goduto con te!»

Il tempo di strapparci letteralmente i vestiti di dosso e mi trovo mia figlia nuda davanti; avverto un profondo tuffo al cuore, perché mi sembra di rivedere mia moglie alla sua età.

«Amore, sei bellissima! Sei la copia esatta di tua madre, alla tua età! Meravigliosa!»

Katia mi abbraccia e mi stringe con forza.

«Allora, papà, scopami come facevi con lei! Ti ho sentito tante volte farla impazzire e, quando godeva, affermava che era la tua puttana, la tua troia, e che, per questo, dovevi sfondarla ancor di più. Questa sera voglio esser io la tua puttana o la tua troia, e tu mi devi sfondare tutta! Fammi impazzire, papà!»

Immediatamente si sdraia sopra di me e cominciamo un 69 da infarto. È bravissima a succhiare il cazzo, sicuramente deve averglielo insegnato Alessandro e, nonostante abbia qualche difficoltà a infilarsi il mio membro tutto in gola, mi fa provare sensazioni bellissime. Anch'io non mi risparmio e la faccio godere due volte, leccando e torturando il suo clitoride, fino a che non mi urla di possederla.

«Impazzisco! Ti voglio dentro! Mi devi scopare! Scopami, non ne posso più!»

Spingo il mio membro tutto dentro di lei e mi sembra di affondarlo in una fornace bollente! È una sensazione paradisiaca, lei solleva le gambe e le intreccia dietro di me in modo da imprimere una spinta verso l'alto con il suo corpo, ogni volta che affondo dentro di lei. Gode a ripetizione, un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità; cambiamo diverse posizioni. Me la scopo di lato, dietro e, quando sale sopra di me, lei stessa prende le mie mani e le porta sopra i suoi seni.

«Stringili forte! Strapazzami i capezzoli, perché mi fai impazzire! Fammi male, che godo!»

Sono stato due volte sul punto di venire, però mi son di proposito fermato, per ritardare il più possibile il piacere. Ma ora che lei è sopra e mi cavalca, è lei stessa a dettare il ritmo della monta e sento che contrae i suoi muscoli vaginali, ogni volta che spinge il mio membro dentro di sé. Esplodo nello stesso istante in cui lei mi urla un ennesimo orgasmo.

«Katia, amore, sto venendo! Sto sborrando… ora!»

Rimane perfettamente immobile bloccata sopra di me e sento i suoi muscoli vaginali che strizzano il mio membro, fino a spremerli del tutto. Si sdraia sfinita sul mio petto ed i suoi occhi brillano di gioia.

«Meravigliosa! Questa scopata è stata semplicemente meravigliosa! L'ho desiderata così tanto, che pensavo non sarebbe mai arrivata! Dimmi che lo rifaremo ancora.»

Solleva il viso, viene a cercare la mia bocca e mi bacia. Si stringe forte a me e, tenendo la testa bassa, parla con un po' di malinconia.

«Tu e mamma avevate un rapporto bellissimo! Tante volte vi ho ascoltato quando parlavate, dopo aver fatto l'amore e credo di aver capito che voi due, di tanto in tanto, vi concedevate qualche gioco, di cui non ho ben capito i termini; però era evidente che lo facevate insieme e questo vi dava molto piacere. Ne ho parlato tante volte con Alessandro ed ho come l'impressione che lui, in qualche modo, abbia capito di che cosa si trattava, ma ora vorrei saperlo da te. Com'è che facevi impazzire la mamma? Nel suo armadio ho trovato cose bellissime, della lingerie fantastica, calze autoreggenti, tacchi altissimi e perizomi da vera bomba sexy, per non parlare di certi abiti alquanto succinti e minigonne davvero inguinali, che non le ho mai visto indossare. A questo punto dovrei pensare che lei li indossava solo per te, oppure per partecipare a qualche gioco che facevate insieme o, forse, con altri.»

La tengo stretta al mio fianco e, mentre le accarezzo la testa, le racconto della splendida vita che facevo insieme a sua madre. Non tralascio nulla. Le racconto delle nostre serate con gli amici, delle orge cui partecipavamo, dove lei era una delle regine; di quanto piacere abbiamo provato durante quelle serate. Katia resta in silenzio, non dice niente, poi solleva lo sguardo e mii fa una domanda ben precisa.

«Ho trovato un messaggio di un certo Paolo sul cellulare di Alessandro, lo pregava di andar da lui un determinato giorno, in quanto c'era anche sua moglie ed avrebbero giocato in tre. È un messaggio vecchio, di quando eravamo agli inizi della nostra storia e non gli ho mai chiesto nessuna spiegazione; pensi che anche noi potremmo... voglio dire … tu che ne pensi?»

Le do un bacio in bocca e poi la guardo dritta negli occhi.

«Ora che noi due abbiamo vissuto questo momento, tu saresti disposta a replicare il tutto alla presenza di tuo marito?»

Per un attimo mi guarda un po' stupita, poi vedo che riflette un attimo e, infine, sorride.

«Io credo che Alessandro non veda l'ora! Da quando gli ho detto che avevo visto che avevi un bel cazzone, ed oggi me lo son gustato alla grande, più di una volta mi ha fatto fantasticare di vivere proprio questo momento: tu che mi scopi e lui che ci guarda.»

 Io sorrido ed aggiungo un altro dettaglio.

«E se invece di star a guardare, lui ti stesse scopando ed io gli sfondo il culo; tu come lo vedi?»

Mi guarda stupita.

«Eh? Ma dai! Tu dici che lui... sai, forse, a pensarci bene... aspetta un momento? Se tu me lo chiedi, vuol dire che sai qualcosa? Dai, mettiamo in chiaro le cose e dimmi tutto quello che devo sapere!»

Sorrido, mentre me la stringo al petto e poi, dopo averle dato un bacio in bocca, le dico di non preoccuparsi di niente e di prendere in considerazione questa eventualità, che ho appena suggerito.

«Sei un porco! Un maledettissimo porco, che non mi dice niente! Voglio sapere se il mio dolce maritino… Insomma, ti vuoi decidere a parlare?»

Ora la guardo io serio, dritto negli occhi.

«Il tuo dolce maritino, ogni tanto ama farsi sfondare il culo da un maschio e succhia il cazzo meglio di te!»

Rimane un attimo stupita, poi continua a massaggiare il mio membro, che sta già tornando di nuovo duro.

«Diciamo che un po' me ne ero accorta. Più di una volta, gli ho accarezzato il buchetto dietro ed ho avvertito la sua reazione; ammetto che la cosa mi eccita molto. Prendi ad esempio questo momento; se ora vi avessi tutti e due qui, nel letto, non mi dispiacerebbe sentire i vostri cazzi dentro di me, ma poi vorrei anche vedere lui sfondato per bene nel culo! Non so perché, ma è una fantasia che nutro da tempo.»

Ci siamo rimessi a scopare e lei ha goduto ancora molto; questa volta ha voluto assaggiare anche il mio membro nel culetto e, nonostante lo abbia già aperto, ho dovuto destreggiarmi molto delicatamente. Dopo aver goduto ci siamo addormentati. All'alba mi ha svegliato con un pompino e poi è andata al lavoro. Son rimasto sdraiato un po' sul letto e, nel pomeriggio, quando è tornato Alessandro, la prima cosa che mi ha chiesto è stato se ero riuscito a scopare mia figlia e, quando ha saputo che la cosa era andata in porto, lui è rimasto molto soddisfatto, mi ha buttato le braccia al collo e mi ha abbracciato contento.

«Grande Mauro! Lo sapevo che eri fantastico! E adesso? Come facciamo a…»

Gli ho dato una pacca sul culo e l'ho mandato a farsi una doccia; poi, mi son messo a preparare la cena. La sera, mentre eravamo tutti e tre a cena, Katia ad un tratto si è girata verso di me e poi ha sorriso; si è alzata in piedi, ha preso Alessandro per mano e, dopo averlo fatto alzare, ha allungato la mano e mi ha invitato a seguirla. Siamo rimasti un attimo tutti e due un po' stupiti, ma quando ho visto che è entrata nella loro camera da letto, ho capito tutto; Alessandro l'ha abbracciata e gli ha dato un bacio in bocca, poi si son girati verso di me.

«Papà, adesso scopaci entrambi!»

È stata una notte da sogno! La prima di tante notti vissuta insieme e, in più di un'occasione, ho scopato sia mio genero che mia figlia, esattamente come volevano loro, mentre lui la faceva godere ed io gli sfondavo il culo. Ora Katia, da due mesi, è incinta e Alessandro si gode il mio cazzo, anche se, spesso e volentieri, continuo a scopare Katia, perché si eccita ancor di più nel vederci godere.