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Erotika
Il piacere dell'incesto · Cap. 13
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Capitolo 13 di 14 20 min di lettura

Femmine incestuose

mamma e figlia un'amore nato per caso.

pennabianca
9 mesi fa · 944 letture · 0

Appena giunti, cominciammo velocemente a spogliarci; lui si diede da fare per far scorrere l'acqua della doccia ben calda. «Dai, fa una doccia calda, altrimenti ti ammali!» «No, vai prima tu!» Lui seminudo indugiava con lo sguardo verso il mio corpo coperto solo dalla biancheria intima. «Dai, vai tu!» Mi disse senza molta convinzione. Mi resi conto che il suo cazzo era diventato duro. Restammo immobili a fissarci senza dir nulla. Lui si avvicinò, ci guardammo negli occhi e quasi contemporaneamente le nostre bocche si unirono. Di colpo tutto sparì: il mondo, il fatto di esser padre e figlia, il dolore; fu il desiderio a prendere il sopravvento, senza che nessuno facesse nulla per ostacolarlo. Ci baciammo a lungo, poi le sue mani toccarono per la prima volta il mio seno. Mai nessun uomo l’aveva ancora fatto! Fino a quel momento avevo, sì e no, dato qualche bacio e basta, ma con dei ragazzi; la mia timidezza mi aveva fatto stare sempre in disparte. La carezza al seno, mi portò subito su di giri, lui mi denudò e poi andammo sotto la doccia insieme, continuando a baciarci, fino a che lui scese giù a succhiarmi un capezzolo: la cosa mi mandò in estasi. Gemevo di piacere. Lo volevo, ma lui, espertissimo, giocava con il mio corpo e continuò ascendere giù, finché la sua bocca raggiunse la fica. Mi infilò la lingua dentro, mi succhiò il clitoride e ne fui sconvolta. Un grido risuonò dentro il bagno. Lui si rialzò e prese ad infilarmi un dito dentro, mentre mi succhiava il seno. Presa da un piacere mai provato, lo strinsi a me. «Ti voglio, dai, ti voglio! Prendimi!» Ma lui non smetteva di accarezzarmi con calma, mentre insisteva a masturbarmi. Allora, travolta dal desiderio, rivolsi le mie attenzioni al suo splendido cazzo, eretto, grande, con una grossa cappella violacea, che somigliava ad una fragola rossa. Lo segavo in maniera assolutamente inesperta, lui sorrise. «Calma, ti insegno io, abbassati.» Obbedii e me lo ritrovai davanti alla faccia. Mi sembrava ancor più grosso. Mi invitò a prenderlo in bocca. Aprii le labbra ed infilai quel palo dentro, ma lui mi fermò di nuovo. «NO! Non così! Ci devi giocare, devi suscitare il desiderio, altrimenti il piacere finisce subito!»

Ancora bagnati, ritornammo in camera, mi distese sul letto e prese a leccarmi la fica. Mi rigirò e mi ritrovai il suo cazzo davanti: non ebbi esitazione. Lo presi a leccare, succhiare quasi in adorazione! Un fortissimo piacere sconvolse la mia mente, mi sentivo fremere tutta e gli scaricai in bocca il mio primo orgasmo. Urlai a bocca piena e lui mi bloccò, tenendomi per i fianchi e accolse in bocca tutto il frutto del mio orgasmo. Restai ferma, ero sconvolta. Lui riprese a toccarmi, si rigirò e mi invito a continuare. «Dai, succhialo ancora, che voglio venire anch’io!» In quel momento ero talmente confusa che non realizzavo cosa volesse dire, ma m’ infilai il palo in bocca e mi misi a succhiarlo con forza, segandolo con entrambe le mani. Ad un tratto il suo corpo si tese, lui mi guardò e mi urlò il suo piacere. «Dai… dai… sì, così, sborro! Bevi!» Mi prese la testa fra le mani e, contemporaneamente, mi riversò un fiotto di sborra direttamente in bocca. Ebbi solo un attimo di indecisione, poi mi resi conto che lui mi stava inondava il palato e la cosa mi piaceva; mandai giù tutto, fino all’ultima goccia. Dolce, cremosa, mi innamorai subito di quel sapore assolutamente nuovo; lui, intanto, continuava a toccarmi la fica: le sue dita mi esploravano, procurandomi infinito piacere. Continuavo a succhiare e, presto, mi resi conto che era tornato durissimo. Ero vergine, cosi ho preso la mia decisione: mi son staccata da lui, l’ho guardato e, senza dir nulla, mi sono distesa sotto di lui che si è posizionato fra le cosce, mi ha baciato e, quando ho sentito la cappella appoggiarsi alla fica, mi son aperta il più possibile, ho inarcato le gambe per riceverlo al meglio e lui mi ha suggerito: «Rilassati e vedrai che appena sarò dentro di te, proverai appena un po’ di dolore, ma poi, sarà solo piacere.» L'ho sentito spingere. La mia fica si apriva a lui, mi sentivo trafiggere e, per qualche secondo, ho temuto di non esser in grado di accoglierlo, ma, un attimo dopo, di colpo l’imene ha ceduto; il dolore provato è stato come un pizzico, subito cancellato e sostituito dalla sensazione del cazzo che sprofondava dentro di me, fino a che la sua cappella non ha urtato il fondo, procurandomi una scarica elettrica che il mio cervello ha trasformato in un urlo di godimento infinito. Ho urlato il mio piacere e lui è rimasto un momento fermo. Ho sentito il cazzo pulsare dentro di me, poi, lentamente, ha iniziato a chiavarmi. Era bellissimo! Mi ha portato tante volte al piacere che son quasi svenuta. Abbiamo cambiato più volte posizione e, quando ero su di lui, a sentirmi quel palo dentro, tremavo tutta. Lui mi torturava contemporaneamente i seni ed io son esplosa in un orgasmo sconvolgente, gridandolo con tutto il fiato che avevo in corpo. «Sì, dai, che VENGO! VENGO!» Lui, estasiato e travolto dai movimenti su e giù del mio corpo, ha sborrato con me. «Sì, sborro! Vattene! Toglitelo!» Mi ha urlato, ma io, in quel momento, non capivo più nulla e mi son presa dentro tutto il succo dei suoi coglioni. Sfiniti, senza fiato, siamo rimasti immobili: io mi son distesa su di lui che, taciturno mi accarezzava lentamente la schiena. «Speriamo che non ti abbia messo incinta.» Ha esordito. L’ho guardato e, solo in quel momento, ho realizzato cosa volesse dire. Son rimasta in silenzio, mentalmente ho fatto due conti e mi sono resa conto che ero in piena ovulazione. L’ho guardato, lui era in silenzio con la faccia preoccupata, ma io gli ho dato un bacio. «Sì, forse, avremo un figlio, ma mi sta bene così: è nostro ed io lo voglio!» Lui ha fatto per replicare, ma io l’ho baciato. «Tienimi stretta, dimmi che mi vuoi bene, che non troverai un’altra donna al posto della mamma. Voglio esser io la tua donna, se lo vorrai, e ti darò questo figlio che servirà a coronare il nostro amore.» Lui mi ha sorriso. «Va bene, sarà come vuoi tu, ma promettimi che, quando io sarò troppo vecchio per accontentarti, ti troverai un altro uomo. «Scemo»! Gli ho detto. Da quel momento è stato l’uomo della mia vita. È nata Sonia, l’abbiamo allevata insieme, fino a che lei non ha compiuto dodici anni. Una tragica sera, un camionista ubriaco, l’ha ucciso sulla tangenziale in un bruttissimo incidente. Il colpo è stato per me durissimo. Ho continuato a vivere, allevando la bimba e, dopo di lui, non ho voluto altri uomini: mi son sempre trovata amicizie femminili. Poi è arrivata Claudia e con lei mi sono lasciata andare: lei mi ha letteralmente sedotto. Una sera, a casa sua, dopo una cenetta dove avevamo bevuto un po’ troppo, si siamo baciate, poi, distese sul suo letto, lei mi ha leccato la fica, facendomi godere subito.

È stato il primo orgasmo, dopo tanto tempo, che ha scosso tutto il mio corpo. Con bravura e pazienza, lei ha fatto di me una lesbica innamorata. Quando ha trovato il suo amore etero, le cose fra noi sono precipitate. Ora mi ritrovo qui in vacanza con mia figlia, che mi guarda con occhi carichi di desiderio e, questa sera, per la prima volta, ho avvertito il desiderio di abbracciar di nuovo una donna. Sonia Siamo rientrate in camera e, guardando mia madre, ho avvertito il forte desiderio di stringermi a lei. Appena nel letto, lei mi ha abbracciato e, con voce un po’ malinconica, ha iniziato a parlare del nostro passato. Carla «È ora che io ti racconti come sei venuta la mondo. Forse quello che ti dirò non ti farà piacere, ma devo dirti tutto: già da tempo avrei dovuto farlo.» Mi racconta per filo e per segno cose che non sapevo, altre che sospettavo ed altre che io stessa avevo capito da tempo. Alla fine l’ho abbracciata forte, strofinando il mio corpo contro il suo; ha subito sentito un piacere grande, l’ho guardata e le ho parlato con voce tranquilla. «Avevo sempre avuto il sospetto che fra te e il nonno vi fosse qualcosa che andasse al di là della semplice parentela. Circa due mesi prima che morisse, una notte vi ho visti scopare. Mi ero alzata per bere e, passando davanti alla vostra camera, ho sentito te che lo incitavi a chiavarti con più vigore. Non ho capito subito cosa volevi, ma poi, col tempo, ho capito tutto e tu ora mi confermi quello che praticamente già sapevo: son contenta che tu mi abbia detto tutto.» Lei mi ha guardato, le nostre bocche erano a pochissima distanza ed io ho giocato il tutto per tutto; l’ho baciata. Lei è rimasta per un istante incerta, poi si è sciolta in un bacio dolcissimo, le nostre mani si son mosse sui nostri corpi ed il piacere ha preso il sopravvento. Distesa a 69, mi sono messa a leccarle la fica con passione, ma con totale inesperienza; cercavo di copiare tutti i movimenti che la sua lingua faceva su di me. In breve, un duplice orgasmo ci ha scosso entrambe. «…huhuuhunummmm… sì… amore mio, godo!» Le sue grida di piacere mi hanno sconvolto la mente. Finalmente realizzavo un desiderio che, dentro di me, era presente da tempo. La sua lingua si è scatenata e pure io ho gridato, il mio piacere. «Vengo! Ancora, dai!»

Prima di andare avanti…

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