Il piacere dell'incesto
Capitolo 6 - La sposa puttana.
Mi chiamo Mario, ho 26 anni, di media statura, moro, occhi marroni, un fisico nella norma, né grasso, né magro. Sono, per mia libera scelta, ancora single, un po’ perché amo troppo la mia libertà, ma anche perché, fra i tanti impegni, sia di lavoro che altro, non mi hanno mai predisposto a trovare una donna con cui avere una relazione stabile. Come ho detto, il mio lavoro di rappresentate di elettromedicali, strumenti ed attrezzature mediche, mi hanno potato a conoscere e scopare diverse donne che, quando hanno scoperto la mia dotazione, al di sopra della media sia in lunghezza che spessore, non hanno mai avuto nulla da obbiettare se, dopo averle fatte godere molto e bene, ho fatto loro anche il culetto, con estrema soddisfazione reciproca. Un ulteriore motivo che mi ha sempre fatto propendere per la mia libertà, è che vorrei una donna di larghe vedute, troia a letto, molto disinibita, ma, nello stesso tempo, che ambisca ad instaurare un rapporto di complicità e che si senta libera al punto da soddisfare, non solo i miei, ma anche i suoi desideri di sesso libero, senza crearsi problemi di gelosia o altro. Questo è il mio ideale di donna e, purtroppo, ancora non l’ho trovata, ma penso che, prima o poi, succederà. Una sera mi è capitato di conoscere Lucrezia e già il nome dovrebbe fornire la corretta indole di queta donna. Era la sera della vigilia di Natale, a casa dei miei zii, dove ogni anno ci si raduna per il cenone di Natale. Subito mio zio Pasquale, il fratello di mia madre, mi ha rivolto una battuta, che mi ha alquanto infastidito. «Allora, Mario, quando ce la fai conoscere la tua fidanzata? Non è che le donne non ti piacciono? Giulio, tuo cugino, ti ha battuto sul tempo: questa sera ci porterà a conoscere la futura sposa! Lui sì che non ha perso tempo!» Va precisato che mio zio è proprietario di sei centri commerciali ed ha tanti di quei soldi che gli fuoriescono anche dalle orecchie e Giulio, mio cugino, è più giovane di me di quattro anni, a scuola è sempre stato un secchione ed un mezzo imbranato con le donne, però ha un bel conto in banca e, diciamola tutta, non è per niente un figo, essendo basso e grassottello; quindi, ero curioso di capire chi potesse aver conquistato o se, piuttosto, era stata la lei ad aver espugnato il suo conto in banca. Sì, lo ammetto, sono stronzo! Ma non ne potevo più del sarcasmo di mio zio. Poi, d'un tratto è comparso mio cugino, con al fianco lei, Lucrezia, una gran bella ragazza dall'aspetto tranquillo e quanto mai semplice nel suo aspetto: la classica ragazza acqua e sapone in profumo di santerellina.
All'inizio, sono rimasto un po' deluso, perché mi aspettavo una donna molto attraente, la classica divoratrice di uomini, un'arrampicatrice sociale, che aspirava, in qualche modo, ad avere una vita agiata a spese di mio cugino. Invece? Eccola la, una ragazza dall'aspetto dimesso e tranquilla, anche un po’ timida. Quando me l'hanno presentata, lei mi ha dato un distratto abbraccio ed una stretta di mano, contenta di far la mia conoscenza. Inoltre ho scoperto che, con il loro matrimonio, l'impero economico di mio zio andava ancora di più ad aumentare, perché il padre di Lucrezia gestiva una rete di trasporto merci e, perciò, sicuramente sposava mio cugino per amore e non per interesse. «Ciao, tu devi esser Mario! Giulio mi parla spesso di te e ti considera come un fratello maggiore. Sono felice di fare la tua conoscenza.» Ho scambiato qualche altra parola con lei e mi son reso conto che fra di loro sembrava ci fosse una perfetta intesa. Ho avuto modo di incontrarli altre due o tre volte e, una sera, siamo anche andati a cena insieme, perché era il compleanno di Lucrezia e, in quell'occasione, ho avuto modo di conoscere Gianni, suo padre, e Stefano, suo fratello, oltre suo zio Enzo e suo nonno Piero. La madre di Lucrezia, Giovanna, era deceduta da almeno cinque anni e le altre due donne, presenti alla cena, erano Marisa, la moglie dello zio Enzo e Caterina, la cognata di Lucrezia. Ricordo che quella cena fu particolarmente divertente; fui colpito dal fatto che, fra Lucrezia e suo fratello, vi fosse un continuo scambio di occhiate, mentre, sia il padre che lo zio, continuavano a riempire il bicchiere di mio cugino. In quel momento non ho dato molto peso a questa circostanza, perché pensavo fosse un modo alquanto goliardico nei confronti del futuro genero, ma tutto mi è stato chiaro il giorno delle nozze. Quando mio cugino mi ha annunciato che si sarebbe sposato con Lucrezia, chiedendomi di far da testimone, ho accettato volentieri e così, una certa domenica mattina di maggio, ci siam trovati davanti ad una splendida chiesa, situata in cima ad una collina, da cui si dominava la valle sottostante, fino alla città. Il posto era alquanto conosciuto, perché in quella stessa chiesa ci erano sposati un po' tutti i componenti della mia famiglia. Ricordo che quella mattina son arrivato su alla chiesa, molto presto, perché mia madre voleva confessarsi e siamo giunti che erano appena le 10:00 del mattino, mentre il matrimonio era fissato per le 11:00. Era già presente parecchia gente e molti invitati erano già seduti all'interno della chiesa, in quanto forniva una certa frescura, elemento preferito in alternativa al caldo che già si faceva sentire fuori. Mentre mia madre era in fila per la confessione, per non annoiarmi ho deciso di fare un giro all'esterno; intorno alla chiesa c'è un bel parco e, per non farmi vedere da mia madre che uscivo, anziché attraversare la navata ed uscire dalla porta principale, ho imboccato un piccolo corridoio laterale, convinto di raggiungere l'esterno. Ho proseguito cercando una vera e propria via d'uscita. Ero convinto che quel corridoio mi avrebbe condotto all'esterno, perché mi sembrava di averlo percorso già un'altra volta, ma, ad un certo punto, devo aver sbagliato direzione, perché, anziché trovarmi verso l'uscita, son arrivato all'interno di un altro corridoio, un po' più largo e, d'un tratto, mi son reso conto che doveva esser un posto riservato alle spose, dove possono prepararsi per gli ultimi ritocchi. Anche al matrimonio di mia sorella, lei si era rifugiata in questo luogo per sistemarsi il vestito, a cui era partito un bottone. Stavo per tornare indietro, quando ho percepito dei leggeri rumori e risatine appena accennate, provenire dall’interno di una stanza. Incuriosito e desideroso di poter sbirciare la sposa, mi son avvicinato in silenzio a quella porta e, risatine e rumori vari, si son fatti sempre più distinti. La porta non era perfettamente chiusa, ma accostata e, attraverso lo spiraglio, si poteva osservare direttamente all'interno, in quanto la porta, essendo molto vecchia, aveva lo spigolo consumato. Subito mi son reso conto che all'interno vi erano quattro persone, oltre la sposa. La cosa curiosa però era che si trattava di quattro uomini, senza nessuna donna, tranne la sposa. Ho visto Lucrezia sdraiata su di un tavolo di legno, con intorno quattro uomini con i pantaloni abbassati, e Lucrezia che si crogiolava in mezzo a quattro cazzi, ridendo compiaciuta! Ho immediatamente silenziato il mio telefonino e, inserita la modalità video, l’ho infilato nello stretto spazio dello stipite in maniera da poter cogliere le immagini di ciò che si stava svolgendo all'interno. Ero sorpreso e, nello stesso tempo, molto eccitato nel vedere quella scena altamente erotica e dal sapore squisitamente pornografico, che mai mi sarei aspettato. Grande è stato il mio stupore quando ho riconosciuto le quattro persone a cazzo nudo intorno alla sposa: Gianni suo padre, Stefano suo fratello, Enzo suo zio e Piero suo nonno! Non ci potevo credere! Tra le gambe di Lucrezia si era posizionato Gianni, il padre della sposa, che penetrava energicamente quella vagina, che appariva stretta e un po’ pelosa. «Tieni, puttanella! Te la voglio sfondare ancora una volta, prima che diventi la moglie di quel cornuto! Solo perché mi fa comodo l'alleanza con suo padre, ti permetto di sposare quel perfetto imbecille! In ogni caso, è meglio che sia un coglione, perché così potrò continuare a scoparti anche in seguito!
Di certo quel cornuto non avrà mai il piacere di godersi la tua favolosa fica!» La scena era estremamente eccitante. Mentre lui la pompava con vigore, ai lati di Lucrezia c’era Enzo, che aveva il proprio membro inserito nella bocca della sposa, mentre Piero si godeva i suoi grossi seni, strusciandovi sopra il membro e titillando i capezzoli grossi e duri. Stefano, invece, era posizionato sopra la testa di Lucrezia e, con le mani di lei portate in alto, oltre la sua testa, si faceva masturbare il membro, segandolo lentamente. Il tempo passava, quando, ad un certo punto, Stefano si è rivolto a Gianni, pregandolo di darsi una mossa. «Andiamo, sbrigati a venire, che me la voglio scopare anch’io! Ora è il mio turno.» Gianni si è sfilato, dicendo che avrebbe sborrato in bocca alla troia, lasciando spazio al fratello di Lucrezia, che, con la verga dura in una mano, si è messo tra le sue cosce ben aperte. «Lucrezia adesso ti sborro dentro e realizzo la fantasia che avevamo coltivato fin da quando eravamo piccoli: ricordi? Volevi che fossi io ad ingravidarti?» Lei ha sorriso e gli ha detto che doveva scoparla subito. «Sì che mi ricordo! Sono certa che dovrai esser per forza tu ad ingravidarmi! Dai, adesso, scopami subito anche tu, che ho tanta voglia dei vostri cazzi!» Lui ha sbattuto con colpi decisi il cazzo grosso e duro sul clitoride di Lucrezia, che non poteva trattenersi dal mugolava per la voglia e poi, con una spinta decisa e violenta, glielo ha spinto tutto dentro quella fica vogliosa della sorella, iniziando a pomparla subito, con molto vigore. Gianni si godeva la scena, facendosi masturbare dalla mano della figlia, mentre adesso era Piero, il nonno, che se lo faceva succhiare e le reggeva la testa girata di lato, per scoparle la bocca velocemente, mentre Enzo, con il membro duro, giocava a farselo masturbare dai suoi grossi seni. Stefano se la godeva alla grande con lei che mugolava a bocca piena il suo piacere. «Che troia che sei, Lucrezia! La mia troia meravigliosa! La mia sorellina, calda e bagnata come sempre! Adesso ti sborro in fica, ma, questa sera, verrò a finire il lavoro, tanto il cornuto lo faremo dormire tranquillo!» Intanto Piero è venuto in bocca alla nipote. «Bevi, puttanella! Bevi la crema del nonno! Ha ragione tuo fratello: sei davvero una gran troietta!» Subito dopo è stato il turno di Enzo che è venuto nella bocca di Lucrezia, che non si è certo rifiutata di ingoiare tutto, per poi aprire la bocca e reclamare anche quella di suo padre.
«Dai, papà, dammi anche la tua sborra, che ho ancora tanta sete!» Subito anche lui le ha riempito la bocca con la sua crema, che lei ha ingoiato tutta, pulendo e spremendo anche quel cazzo. Intanto Stefano continuava a scoparla con colpi sempre più veloci e, anziché raggiungere anche lui l'orgasmo nella bocca di Lucrezia, ha scaricato tutto il suo seme caldo all'interno dell'utero di sua sorella. «Sborro! Ti sborro dentro!» Lei ha serrato le gambe attorno alla sua vita per non farlo uscire. «Sì, che bello! Ti sento! Mi sei venuto dentro! È sempre bellissima la sensazione che provo nel sentire la tua sborra calda dentro di me! Mi eccita tantissimo! Ciò che mi eccita di più è proprio sapere che è del mio fratellino!» Subito mi son reso conto che adesso sarebbero usciti tutti, allora son ritornato indietro ed ho visto uscire solo i tre uomini dall’altro lato del corridoio, quello che dà sul giardino, raggiungendo gli invitati nel salone e passando, tutti e tre dalla porta principale, onde evitare sospetti, ma subito son entrate due donne. Di nuovo incuriosito, mi son di nuovo accostato ed ho visto che erano Caterina, la moglie di Stefano, e Marisa, la moglie di Enzo. Appena dentro, le donne si son complimentate con lei e poi l’hanno aiutata a ricomporsi. «Allora te li sei goduti per l’ultima volta da nubile? Dai, che poi non cambierà nulla! È solo che, dopo, avrai un marito cornuto che dovrà allevare i loro figli!» Si son fatti una bella risata, mentre Lucrezia si dava una pulita ed una sistemata. Marisa, nel rifarle il trucco, le ha detto una cosa divertente. «Cazzo, quanto si sente il sapore di sperma che è ancora nella tua bocca! Il cornuto non potrà non sentirlo quando lo bacerai!» Lucrezia, con un ghigno davvero perverso, le ha risposto che ne avrebbe ricevuto un particolare piacere e che era bene che si sentisse così forte. «Non importa: si dovrà abituare a sentirlo sempre più spesso, quindi è meglio che lo assapori oggi, fin da subito!» Son uscito anch’io dal corridoio e, ritornando sui miei passi, ho raggiunto la chiesa e, poco dopo, è arrivata la sposa, dando inizio alla funzione. Ho visto lo sguardo che si sono scambiati la sposa e suo fratello, che ha sorriso sornione. Dopo tutto il rito e le dovute formalità della cerimonia, è arrivato il momento del bacio ed ho scorto che i maschi erano tutti sorridenti nello scambiarsi qualche occhiata, ma, soprattutto, erano sorridenti anche le due donne, che hanno indirizzato verso Lucrezia il loro compiacimento. «Lo sposo può baciare la sposa!»
Ha pronunciato il prete. Curioso, ho osservato Giulio, che si è girato verso Lucrezia e le ha alzato il velo; lentamente i loro visi si sono accostati l’uno all’altro e lei, con fare deciso, lo ha baciato appassionatamente, tenendo la mano dietro la testa di mio cugino. Ho visto Giulio che, per un momento, ha spalancato gli occhi, sorpreso nel sentire un forte sapore di sborra nella bocca di Lucrezia, ma lei lo ha tenuto incollato a sé, poi, quando si son staccati da quel bacio, sorridendo a Giulio, gli ha detto: "ti amo!" Lui non ha avuto il tempo di chieder spiegazioni, perché subito tutti gli invitati si son fatti intorno per fare i complimenti agli sposi, che, poi, sono stati monopolizzati dal fotografo per le foto di rito. Ho seguito stando un po' defilato tutto lo svolgersi della cerimonia, tenendo d'occhio, in particolare, le due donne ed i tre componenti maschili, ma per tutta la durata del banchetto, mai nessuno di essi ha interagito ulteriormente con la sposa. L'unica cosa che ho notato è che hanno fatto bere molto lo sposo e, giunti alla fine del convivio, lui era sufficientemente ubriaco. Ho scoperto che gli sposi avrebbero pernottato nello stesso agriturismo dove era stato organizzato il rinfresco e così, quando tutti se ne sono andati, ho finto anch'io di andarmene, per poi tornare ed appostarmi davanti al piccolo bungalow, che era stato riservato alla coppia di giovani sposi. Un piccolo manufatto distaccato dal resto della struttura e costituito da una camera con bagno, abbastanza grande, ma nulla di più. Ho visto che quando tutti se ne stavamo andando via, il fratello della sposa e suo zio, hanno accompagnato il novello sposo in quel locale, con un’ennesima bottiglia di vino in mano, facendolo bere ancora. Credo che quello sia servito a farlo ubriacare definitivamente. Non è passato molto tempo, quando ho visto tornare Stefano, Enzo e Gianni; hanno dato un piccolo colpetto alla porta, che subito si è aperta e si sono trovati davanti Lucrezia, che si era solo tolto il vestito da sposa, ma che indossava della splendida lingerie bianca, con delle calze autoreggenti ed ai piedi dei tacchi veramente notevoli. Tutti e tre sono entrati dentro, abbracciandola e baciandola. Mi è bastato avvicinarmi ad una delle due finestre, quella posta sul retro, nascosta da un grande oleandro, che copriva la mia presenza. Ho rimesso il cellulare di nuovo in modalità video ed ho iniziato a filmare ciò che avveniva all'interno di quel locale. Tutti e tre erano addosso alla sposa, mentre, su un piccolo divano, coperto da un plaid, dormiva lo sposo. Lucrezia li ha accolti a braccia aperte.
«Finalmente, non ne potevo più di questa inutile messa in scena! Adesso, per favore, scopatemi e fatemi impazzire di piacere! Non vi preoccupate per il cornuto, tanto oltre al vino, le gocce di sonnifero hanno subito fatto effetto!» Ho sentito un brivido lungo la schiena nel constatare che, oltre ad averlo ubriacato, lo avevano anche sedato con del sonnifero. Tutti e tre si son avventati su di lei, che li ha accolti a braccia aperte. In un attimo erano tutti e tre nudi e lei, inginocchiata davanti a loro, ha preso a lavorar di bocca le loro mazze già dure. Li spompinava con fervore e, ognuno di essi poggiava la mano sul capo della sposa, quando le infilava il cazzo in bocca e lo spingeva con vigore giù per la gola di quella gran puttana. A turno, ciascuno la masturbava, facendola gemere di piacere e la vacca sbrodolava e si bagnava, pretendendo di esser scopata. «Datemeli! Li voglio tutti dentro di me! Che state aspettando? Datemi i vostri cazzoni! Li voglio dentro di me!» Nessuno dei tre rispondeva e continuavano a farsi spompinare dalla vacca, che, sempre di più vogliosa, li reclamava. Ero curioso anch'io di capire perché stavano tergiversando, quando, all'improvviso, qualcuno ha bussato di nuovo alla porta ed allora ho capito il perché: mancava Piero, suo nonno, che si è presentato alla porta insieme ad un ragazzone alto e forte. Quando è entrato, Lucrezia ha guardato gli altri tre ed i suoi occhi hanno preso a brillare di gioia. «Marco! Ma che ci fai tu qui? Accidenti, questa sì che è una sorpresa!» Suo nonno è entrato e, mentre si spogliava, le ha spiegato la motivazione della presenza dell'altro giovane. «Ti è piaciuta come sorpresa? Sapevo che ti avrebbe fatto piacere aver, in occasione della tua prima notte di nozze, il tuo primo fidanzato, quello che ti ha rotto il culo, la prima volta!» Subito Lucrezia si è inginocchiata davanti al nuovo arrivato e, mentre lui si stava ancora finendo di spogliare, lei gli ha tirato fuori il cazzo e subito lo ha preso in bocca, succhiando e gemendo di piacere. «Oh…oh, sì! Me lo ricordavo esattamente così! Bello grosso e duro, come piace a me! Non vedo l'ora di sentirlo ancora nel culo! Marco, è vero che me lo metterai ancora nel culo?» Dopo di che, la vacca ha spalancato la bocca e lo ha letteralmente ingoiato. Son rimasto alquanto sbalordito, perché, se gli altri tre erano abbastanza forniti, il nuovo arrivato, quanto a circonferenza, li batteva abbondantemente.
Nonostante le dimensioni di non poco conto, lei se lo è infilato in gola con estrema disinvoltura e, dopo averlo succhiato per un po', ha chiesto a Stefano di sdraiarsi sul letto, perché voleva subito iniziare la sua nuova vita da donna sposata e già infinitamente troia! Stefano si è sdraiato supino e lei gli è salita su, si è impalata sulla sua verga, iniziando subito a godere; allora Marco le si è posizionato dietro, ma Gianni gli ha chiesto di aspettare ancora un po'. «Aspetta un momento: perché, se ci entri tu, le sgarri tutto il culo e poi, così a secco, le farai molto male; invece, lascia che me la inculo io per primo, così le sborro dentro e dopo sarà più aperta e ben lubrificata.» Gianni ha sputato un po' di saliva sulla mano e poi ha iniziato a inculare la figlia, mentre lei già godeva sotto i colpi dell'altra verga che aveva nella fica. Intanto gli altri tre, a turno, in piedi sul letto, si facevano spompinare da lei che, avidamente, li ciucciava tutti con la bocca, mentre con le mani continuava a mantenerli rigidi e duri, senza mai smettere di segarli. Gianni l'ha pompata a lungo e poi, con un grugnito da vero porco, le ha inondato il culo di sbroda! «Mia dolce puttanella, ti sto sborrando in culo! Adesso vengo, ma voglio farci un altro giro!» Ha dato qualche altro colpo, svuotandosi dentro di lei, poi si è sfilato e subito il suo posto è stato preso da Enzo che, guardando verso Marco, gli ha sorriso aggiungendo che anche lui voleva aumentare la lubrificazione del retto. Intanto Gianni si è presentato alla bocca di Lucrezia, che ha preso a spompinare il cazzo di suo padre ancora turgido. Enzo non è durato molto e, dopo essersi svuotato dentro di lei, mentre si sfilava, ha lasciato il posto a Piero, che, a sua volta, ha voluto inculare la nipote. «Che meraviglia: sfondarti il culo è sempre un piacere! Sei una vacca sfondata e, dopo, lo sarai ancor di più! Quindi, adesso, voglio anch'io partecipare alla farcitura di questo tuo bel culo!» Lui è durato un po' di più a sfondare il culetto di sua nipote e poi, alla fine, anche lui, con un grugnito da perfetto maiale, le ha scaricato dentro un'abbondante dose di sbroda. Uscito lui, è stato il turno di Marco che, però, si è sdraiato supino e, facendola sfilare dal cazzone di Stefano, l'ha trascinata su di sé, voltata di spalle; la giovane vacca si è seduta su quell'enorme palo di carne, che svettava verso l'alto e, lentamente, se lo è infilato tutto nel culo. Ha preso subito a gemere di piacere, nel sentir affondare quel cazzo così grosso.
«Oh sì: finalmente ritrovo il mio bel cazzone! Ho sempre adorato sentire il tuo splendido cazzo nel culo! Solo tu me lo sai sfondare come piace a me! Dai, Stefano, adesso scopami anche tu da davanti, così godo ancor di più!» Stefano non si è fatto pregare e, con un affondo deciso, le ha infilato il suo grosso cazzo dentro la fica di sua sorella, che ha preso a gemere a bocca piena, perché, contemporaneamente, Gianni le aveva infilato il suo in gola. Nello stesso tempo, gli altri due continuavano a farsi masturbare, affinché le loro verghe non perdessero la loro rigidità. Questa volta il primo ad arrivare è stato Stefano, che ha sborrato dentro sua sorella, urlando come un porco. «Troietta, ti sto sborrando dentro! Sei la mia puttanella! Sarai sempre la mia adorata puttanella!» Ha continuato a pomparla ancora per un po', poi ha lasciato il posto ad Enzo, che già lo aveva ben duro e pronto a sostituirlo nella fica di sua nipote. Hanno dato inizio ad una girandola di scopate pazzesche, durante le quali si son alternati tutti nei suoi buchi e, chi più, chi meno, li ha riempiti con la sua crema. Alla fine, lei era stremata, dilatata in ogni buco e riempita, farcita a dovere; allora hanno preparato una gran messa in scena con il cornuto che è stato spogliato nudo e sdraiato accanto a lei. Ho visto, in quell'occasione, la dotazione di mio cugino ed ho capito che, con quel suo cazzetto, non sarebbe mai riuscito a soddisfare una vacca come Lucrezia. Conservo ancora le riprese e non so se lo userò mai, mentre mio cugino è diventato padre per la seconda volta: dopo che Lucrezia aveva partorito un bel maschietto, ora ha messo al mondo una femminuccia. Quando siamo andati al battesimo, in un momento in cui Lucrezia è rimasta un attimo da sola, mi son avvicinato; lei mi ha guardato con la sua solita aria da santarellina ed io, con fare curioso, le ho rivolto una domanda, che l'ha lasciata a bocca aperta. «Il maschio credo sia di tuo fratello, ma, per farti ingravidare e partorire questa bimba, chi è stato il prescelto?» Lei mi ha guardato e, sorridendo, mi ha sussurrato all'orecchio: «Mi sarebbe piaciuto molto se fossi stato tu!» In quel momento non ho potuto aggiungere altro, perché subito si erano avvicinati i miei genitori e, così, la cosa è rimasta sospesa tra noi. Dopo circa un mese, l'ho incontrata uscendo dallo studio di un pediatra, cui avevo fatto visita per proporgli un macchinario nuovo e, insieme, ci siamo fermati un attimo a prendere un caffè.
«La sera del mio matrimonio, perché non sei entrato anche tu, anziché restar fuori a guardare come gli altri si godevano il mio corpo?» A quella domanda, mi è quasi andato di traverso il caffè; l'ho guardata un po' stupito, mentre lei se la rideva alla grande. «Attraverso il riflesso dello specchio della camera, ho visto che ci stavi facendo un filmino e mi piacerebbe sapere se lo conservi ancora.» Intrigato dal suo modo di fare, ho preso il cellulare e gli ho inviato il filmato, che conservavo ancora; lei si è complimentata con me per le splendide immagini, ringraziandomi per aver immortalato le fasi salienti di quella splendida notte. Dopo quell'occasione, mi ha invitato una sera a cena a casa sua e, quando son giunto, ho trovato mio cugino trasformato in una perfetta "Sissi", con tanto di grembiulino e tacchi alti, che ci faceva da cameriera, mentre io, insieme a Stefano e sua moglie, eravamo seduti a tavola. Egli ci ha serviti e riveriti in silenzio e poi, una volta completata la cena, si è rivolto a sua moglie e le ha detto che la camera da letto era già pronta, per ricevere i suoi ospiti. Senza aggiungere altro, Lucrezia mi ha preso per mano e, seguita dagli altri due, siamo entrati in camera da letto; lì, abbiamo trascorso una fantastica notte tutti e quattro insieme; è stato tutto molto bello e, durante lo scorrere del tempo, abbiamo posseduto Lucrezia in doppia, mentre lei continuava a leccare sua cognata fra le cosce. Mi è piaciuto davvero tanto, anche se, dentro di me, ho pensato che lei non è il genere di donna con cui vorrei passare il resto della mia vita e, soprattutto, non vorrei far la fine di mio cugino.
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