Il piacere dell'incesto

Capitolo 1 - Il mio idolo.

pennabianca
15 hours ago

Mi chiamo Sonia, ho 24 anni, sono alta m. 1.70, occhi chiari, capelli biondi, seno di una terza misura con capezzoli non troppo grossi. Fisicamente sono ben fatta perché pratico la pallavolo e le cosce sono lunghe e ben modellate, alla cui sommità figura un culetto, che fa drizzare il cazzo a tanta gente. Da sei anni, sono orfana di madre e vivo con Alberto, mio padre. Lui ha 55 anni, è molto più alto di me, capelli leggermente brizzolati, occhi scuri, un fisico molto bello, ben curato, con braccia muscolose e mani grandi e forti. Per lui sono sempre stata la sua principessa e, dopo la morte di mia madre, il nostro rapporto è diventato ancora più forte e, nonostante lui sia mio padre è sempre stato al centro dei miei pensieri. Come potrebbe esser diversamente, considerando che è un maschio molto bello che, sicuramente, fa bagnare tante donne quando lo vedono. Forse il fatto che ha un aspetto imponente, dominante, lo rende una persona interessante e la sua facile loquacità, non potrebbe esser diversamente dal momento che è un avvocato, lo portano sempre ad essere al centro delle attenzioni. Come ho detto, tra noi c'è una magnifica intesa e grande armonia; quando sono con lui, mi sento veramente protetta e sicura. Il nostro rapporto si è evoluto in occasione del matrimonio di una mia cugina, cui abbiamo partecipato. L'evento era stato organizzato in una città lontana da noi e, così, ci siam dovuti spostare presso nostri parenti e, per tutto il giorno, siamo stati impegnati per l'evento; a notte fonda, abbiamo ripreso la strada verso casa, ma ho notato che mio padre, di tanto in tanto, sbadigliava per la stanchezza, così, di comune accordo, abbiamo deciso di fermarci per non rischiare un incidente causa colpo di sonno. Appena usciti dall'autostrada, abbiamo trovato un motel e, alla reception, ci hanno assegnato l'unica camera disponibile, una matrimoniale e, una volta giunti in camera, giusto il tempo di una capatina in bagno, ho notato lo sguardo compiaciuto di mio padre, quando mi son infilata nel letto accanto a lui, indossando solo una leggera t-shirt, che, tra l'altro, era sua ed un perizoma alquanto esiguo. Ero emozionata. Da tempo sognavo di passare una notte con lui, soprattutto dopo la morte di mia madre, ma non si era mai creata l'occasione e non avevo mai avuto il coraggio di tentare un approccio. Ora, invece, dopo aver notato lo sguardo di ammirazione ricevuto, una volta entrata nel letto, gli ho dato un bacio e ci siamo messi a dormire. Non riuscivo a prender sonno, perché, dentro di me, una miriade di pensieri mi affollavano la mente. Lo volevo. Volevo il suo membro che sapevo esser di ottime dimensioni, soprattutto in spessore, per averlo, più di una volta, spiato di nascosto, costringendomi a masturbarmi, a volte, fino a sfinirmi, immaginando di accoglierlo dentro ed ora, essere qui sdraiata accanto a lui, era una situazione che mi stava facendo bagnare il perizoma in continuazione. Alla fine, ho preso la mia decisione. Mi son detta: ora o mai più! Mi son girata verso di lui, che dormiva disteso supino, ho allungato una mano ed ho iniziato a massaggiargli il membro, appena ricoperto sotto la sottile stoffa delle sue mutande. Il cuore batteva all'impazzata nel petto, mentre ero in attesa della sua reazione, sicuramente negativa, ma, in ogni caso, sapevo di dover rischiare. Ad un tratto, la sua voce ha rotto il silenzio nella stanza.

«Sonia, cosa stai facendo?»

La sua voce era calma, per niente irritata e, soprattutto, ha parlato senza spostare la mia mano da sopra il membro, che già sentivo crescere e inturgidirsi. La mia risposta è stata semplice e chiara.

«Voglio farti venire il cazzo duro, perché voglio esser chiavata da te! Voglio che mi scopi, che me lo metti dentro e mi fai godere, perché è una cosa che voglio da tanto tempo. Tu mi hai sempre accontentato in tutto, soddisfatto ogni mio desiderio ed ora voglio che soddisfi anche questo!»

Mi aspettavo una brusca reazione, mentre invece, senza dir niente, ha sollevato il lenzuolo e, con un gesto molto semplice, ha fatto scivolare i suoi slip fino alla caviglia, togliendoli, poi ha appoggiato una mano sulla mia testa e me l'ha spinta con la faccia verso il suo membro, che ora era quasi completamente eretto. Vederlo finalmente così da vicino, mi ha fatto bagnare in una maniera pazzesca. Un brivido sconvolgente ha percorso tutto il mio corpo e si è tramutato in un'ondata di piacere, che il mio perizoma non è riuscito a contenere. Era chiaro che voleva che glielo prendessi in bocca ed io non aspettavo altro. Non sono vergine da almeno sei anni ed ho fatto diversi pompini a molti ragazzi, ma nessuno aveva il cazzo grosso e bello come quello che ora era davanti al mio viso. Incredibilmente il mio sogno si avverava! Dentro di me è maturata la convinzione che avrei dovuto regalare a quest'uomo il più bel pompino che avesse mai ricevuto in vita sua. Forte di tutta la mia esperienza, ho iniziato prima ad impugnarlo, cercando di congiungere le dita senza riuscirci e, poi, ho fatto scorrere la mia lingua lungo tutta la sua asta, continuando a bagnarlo e riempirlo di saliva, sputando sulla punta e spalmandola con le mani lungo tutto il membro. Quando ho raggiunto le sue palle, sono rimasta veramente affascinata dalle loro dimensioni. Grosse e, sicuramente, piene di crema, che volevo assaporare quanto prima possibile. Dopo averlo lubrificato bene, mi son dedicata a ingoiare quella splendida mazza, facendolo scivolare giù tutto in gola, fin quando il mio viso non è andato a sbattere contro il suo corpo. Il suo gemito di piacere è stato il complimento più bello che abbia mai ricevuto.

«Umhmm…Che bocca meravigliosa! Sei veramente brava! Non ricordo un'altra donna capace di infilarselo tutto in gola, come hai fatto tu adesso!»

Fortemente galvanizzata dalle sue parole, ho deciso che quest'uomo che per me rappresenta la persona più importante al mondo, doveva avere il ricordo di questo primo pompino fatto da me, sua figlia, in maniera decisa e tale da farglielo diventare indimenticabile. Tenendolo solo stretto tra le labbra, ho cominciato a muovere la mia testa su e giù, affondando sempre tutto il membro in fondo alla mia gola e ruotando la lingua, mentre lo lasciavo uscire dalla mia bocca per poi affondarlo di nuovo tutto giù, fin in fondo. Si è lasciato ciucciare per alcuni minuti, poi si è girato e, dopo avermi sfilato il perizoma ormai completamente inzuppato dei miei umori, mi ha aperto le cosce e si è infilato tra esse con testa; ho sentito la sua lingua scorrere tra le pieghe della mia vulva ed aspirare golosamente il miele che sgorgava in abbondanza. Questa volta sono stata io a gemere di piacere.

«Umhmm… Che meraviglia! Ho sognato la tua lingua da tanto tempo! Fammi morire! Fammi godere e morire di piacere! Ora vengo!»

Ho avuto un orgasmo devastante. Il mio corpo ha iniziato a fremere in maniera incontrollata, sentivo ogni singolo muscolo del mio corpo vibrare come la corda di un violino e credo di averlo soffocato con la mia ingente quantità di nettare che gli ho riversato in bocca. Ho ripreso a succhiare il suo membro, decisa a farlo venire, ma lui, dopo avermi abbondantemente leccato per un tempo che mi è sembrato infinito, mi ha tirato e trascinato su di sé.

«Ok, piccola, basta così! Ora vienimi sopra e, se vuoi veramente godere il mio membro, cavalcami.»

 Mi son sentita prendere da una gioia immensa e, con le lacrime agli occhi per l'emozione, ho incollato le mie labbra alle sue; la mia lingua è andata a cercare la sua ed insieme abbiamo iniziato una danza di un erotismo sorprendente. Ho sentito sulle sue labbra, anche il mio sapore e, questo mi ha eccitato ancor di più. Ho afferrato quello scettro di carne e ne ho indirizzato la punta verso il mio spacco; poi, lentamente, me lo sono lasciato scivolare dentro ed arrivare fin in fondo. Ho avuto un orgasmo all'istante! In quell'attimo, ho realizzato che finalmente stavo chiavando con mio padre e questo, unito al piacere di sentire il suo grosso membro che mi scivolava dentro, dilatando la mia vagina e sbattendo con forza sul fondo, mi ha travolto così tanto che l'orgasmo mi ha fatto quasi svenire. Lui ha sollevato le mani, ha afferrato i miei seni e strizzandomi un po' i capezzoli, mi ha riportato alla realtà. Ho fissato i suoi occhi, che erano lucidi a loro volta per l’emozione, e la sua voce mi ha fatto fremere ancor più dal piacere.

«Va bene, piccola: adesso scopami! Cavalca il mio membro e godi finché non ti senti sazia ed appagata. Fottimi con forza e godi fino a sfondarti la figa!»

 Non me lo son certo fatto ripetere. Ho preso a cavalcarlo come una perfetta amazzone e lui, dopo aver inarcato un po' le gambe, spingeva con forza il suo corpo verso l'alto, contro il mio, ed il rumore che emettevano i nostri corpi era qualcosa di infinitamente erotico; ho iniziato a godere in continuazione un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Sapevo bene che era un amante fantastico e credo che anche a lui scoparmi doveva piacere molto, perché vedevo la goduria dipinta sul suo volto e questo, ovviamente, mi eccitava ancor di più. Abbiamo cambiato diverse posizioni, mi son inginocchiata davanti a lui e mi son fatta penetrare da dietro. L'ho sentito arrivare in fondo come un ariete furioso e, mentre mi teneva per i fianchi, ha preso a sbattermi sempre più forte, mentre a mia volta spingevo il mio corpo con forza contro il suo, per sentire il suo membro arrivarmi ancor più in profondità. Mi ha schiaffeggiato ripetutamente le chiappe ed io lo pregavo di sbattermi ancora più forte.

«Così, più forte! Spaccami tutta! Sfondami e fammi impazzire! Voglio ancora il tuo cazzo.»

Ero in preda ad un delirio incredibile. Questo membro che mi aveva generato, mi stava facendo impazzire ed io sentivo che era diventato come qualcosa di cui non avrei più potuto far a meno. Una droga che mi era entrata dentro, sia nel corpo che nel cervello, ma, soprattutto, nel mio ventre. In quel momento, per un attimo, ho realizzato che, dopo questa volta, tra noi le cose non sarebbero più state come prima, ma non mi importava più di tanto, perché, l'unica cosa che per me contava in quel momento, era il fatto che stavo scopando con l'uomo che avevo sempre voluto. Ho avuto un nuovo orgasmo ed ho avvertito che lui non era lontano dal suo, perché il suo membro si stava gonfiando ancor di più. Abbiamo cambiato di nuovo posizione e ci siamo sdraiati di lato, uno accanto all'altra, ci siamo guardati negli occhi ed io, dopo averlo baciato, l’ho stretto con forza a me.

«Scopami ancora, papà! Voglio esser la tua puttanella! Papà, vienimi dentro. Ti prego, riempimi! Vienimi dentro, non temere, sono protetta; dai, sborrami dentro; papà, ti amo!»

Ho sentito i suoi colpi ancora più forti e la sua voce rotta dall'emozione.

«Sì, piccola mia, ti scoperò ancor di più! Sarai la mia principessa e la mia puttanella, fin quando lo vorrai! Sonia, anch'io ti amo! Ti ho sempre amata e ora mi rendo conto che, dopo tua madre, sei l'unica persona al mondo che ho amato come me stesso. Ti amo da morire, piccola mia!»

Mi ha sbattuto ancora un po' e, mentre ero scossa dall'ennesimo orgasmo, lui si è fermato un attimo e un'ondata di calore ha riempito la mia vagina. Un attimo dopo, l'ho baciato, lui mi ha tenuto stretta se. È stato l'inizio del più bel sogno della mia vita. Sono stata solo ed esclusivamente sua e, anche se all'inizio era un po' riluttante, mi son fatta ingravidare tre volte da lui. Ora, insieme ai miei figli, siamo qui al cimitero a portar fiori per il primo anniversario della sua morte e, dentro di me, sento che ho perso qualcosa di eccezionalmente importante.