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Erotika
Il piacere dell'incesto · Cap. 1
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Capitolo 1 di 14 9 min di lettura

Il mio idolo.

innamorata di suo padre

pennabianca
8 mesi fa · 1.9k letture · 1

Mi chiamo Sonia, ho 24 anni, sono alta m. 1.70, occhi chiari, capelli biondi, seno di una terza misura con capezzoli non troppo grossi. Fisicamente sono ben fatta perché pratico la pallavolo e le cosce sono lunghe e ben modellate, alla cui sommità figura un culetto, che fa drizzare il cazzo a tanta gente. Da sei anni, sono orfana di madre e vivo con Alberto, mio padre. Lui ha 55 anni, è molto più alto di me, capelli leggermente brizzolati, occhi scuri, un fisico molto bello, ben curato, con braccia muscolose e mani grandi e forti. Per lui sono sempre stata la sua principessa e, dopo la morte di mia madre, il nostro rapporto è diventato ancora più forte e, nonostante lui sia mio padre è sempre stato al centro dei miei pensieri. Come potrebbe esser diversamente, considerando che è un maschio molto bello che, sicuramente, fa bagnare tante donne quando lo vedono. Forse il fatto che ha un aspetto imponente, dominante, lo rende una persona interessante e la sua facile loquacità, non potrebbe esser diversamente dal momento che è un avvocato, lo portano sempre ad essere al centro delle attenzioni. Come ho detto, tra noi c'è una magnifica intesa e grande armonia; quando sono con lui, mi sento veramente protetta e sicura. Il nostro rapporto si è evoluto in occasione del matrimonio di una mia cugina, cui abbiamo partecipato. L'evento era stato organizzato in una città lontana da noi e, così, ci siam dovuti spostare presso nostri parenti e, per tutto il giorno, siamo stati impegnati per l'evento; a notte fonda, abbiamo ripreso la strada verso casa, ma ho notato che mio padre, di tanto in tanto, sbadigliava per la stanchezza, così, di comune accordo, abbiamo deciso di fermarci per non rischiare un incidente causa colpo di sonno. Appena usciti dall'autostrada, abbiamo trovato un motel e, alla reception, ci hanno assegnato l'unica camera disponibile, una matrimoniale e, una volta giunti in camera, giusto il tempo di una capatina in bagno, ho notato lo sguardo compiaciuto di mio padre, quando mi son infilata nel letto accanto a lui, indossando solo una leggera t-shirt, che, tra l'altro, era sua ed un perizoma alquanto esiguo. Ero emozionata. Da tempo sognavo di passare una notte con lui, soprattutto dopo la morte di mia madre, ma non si era mai creata l'occasione e non avevo mai avuto il coraggio di tentare un approccio. Ora, invece, dopo aver notato lo sguardo di ammirazione ricevuto, una volta entrata nel letto, gli ho dato un bacio e ci siamo messi a dormire. Non riuscivo a prender sonno, perché, dentro di me, una miriade di pensieri mi affollavano la mente. Lo volevo. Volevo il suo membro che sapevo esser di ottime dimensioni, soprattutto in spessore, per averlo, più di una volta, spiato di nascosto, costringendomi a masturbarmi, a volte, fino a sfinirmi, immaginando di accoglierlo dentro ed ora, essere qui sdraiata accanto a lui, era una situazione che mi stava facendo bagnare il perizoma in continuazione. Alla fine, ho preso la mia decisione. Mi son detta: ora o mai più! Mi son girata verso di lui, che dormiva disteso supino, ho allungato una mano ed ho iniziato a massaggiargli il membro, appena ricoperto sotto la sottile stoffa delle sue mutande. Il cuore batteva all'impazzata nel petto, mentre ero in attesa della sua reazione, sicuramente negativa, ma, in ogni caso, sapevo di dover rischiare. Ad un tratto, la sua voce ha rotto il silenzio nella stanza.

«Sonia, cosa stai facendo?»

La sua voce era calma, per niente irritata e, soprattutto, ha parlato senza spostare la mia mano da sopra il membro, che già sentivo crescere e inturgidirsi. La mia risposta è stata semplice e chiara.

«Voglio farti venire il cazzo duro, perché voglio esser chiavata da te! Voglio che mi scopi, che me lo metti dentro e mi fai godere, perché è una cosa che voglio da tanto tempo. Tu mi hai sempre accontentato in tutto, soddisfatto ogni mio desiderio ed ora voglio che soddisfi anche questo!»

Mi aspettavo una brusca reazione, mentre invece, senza dir niente, ha sollevato il lenzuolo e, con un gesto molto semplice, ha fatto scivolare i suoi slip fino alla caviglia, togliendoli, poi ha appoggiato una mano sulla mia testa e me l'ha spinta con la faccia verso il suo membro, che ora era quasi completamente eretto. Vederlo finalmente così da vicino, mi ha fatto bagnare in una maniera pazzesca. Un brivido sconvolgente ha percorso tutto il mio corpo e si è tramutato in un'ondata di piacere, che il mio perizoma non è riuscito a contenere. Era chiaro che voleva che glielo prendessi in bocca ed io non aspettavo altro. Non sono vergine da almeno sei anni ed ho fatto diversi pompini a molti ragazzi, ma nessuno aveva il cazzo grosso e bello come quello che ora era davanti al mio viso. Incredibilmente il mio sogno si avverava! Dentro di me è maturata la convinzione che avrei dovuto regalare a quest'uomo il più bel pompino che avesse mai ricevuto in vita sua. Forte di tutta la mia esperienza, ho iniziato prima ad impugnarlo, cercando di congiungere le dita senza riuscirci e, poi, ho fatto scorrere la mia lingua lungo tutta la sua asta, continuando a bagnarlo e riempirlo di saliva, sputando sulla punta e spalmandola con le mani lungo tutto il membro. Quando ho raggiunto le sue palle, sono rimasta veramente affascinata dalle loro dimensioni. Grosse e, sicuramente, piene di crema, che volevo assaporare quanto prima possibile. Dopo averlo lubrificato bene, mi son dedicata a ingoiare quella splendida mazza, facendolo scivolare giù tutto in gola, fin quando il mio viso non è andato a sbattere contro il suo corpo. Il suo gemito di piacere è stato il complimento più bello che abbia mai ricevuto.

«Umhmm…Che bocca meravigliosa! Sei veramente brava! Non ricordo un'altra donna capace di infilarselo tutto in gola, come hai fatto tu adesso!»

Fortemente galvanizzata dalle sue parole, ho deciso che quest'uomo che per me rappresenta la persona più importante al mondo, doveva avere il ricordo di questo primo pompino fatto da me, sua figlia, in maniera decisa e tale da farglielo diventare indimenticabile. Tenendolo solo stretto tra le labbra, ho cominciato a muovere la mia testa su e giù, affondando sempre tutto il membro in fondo alla mia gola e ruotando la lingua, mentre lo lasciavo uscire dalla mia bocca per poi affondarlo di nuovo tutto giù, fin in fondo. Si è lasciato ciucciare per alcuni minuti, poi si è girato e, dopo avermi sfilato il perizoma ormai completamente inzuppato dei miei umori, mi ha aperto le cosce e si è infilato tra esse con testa; ho sentito la sua lingua scorrere tra le pieghe della mia vulva ed aspirare golosamente il miele che sgorgava in abbondanza. Questa volta sono stata io a gemere di piacere.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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