Il piacere dell'incesto
Capitolo 9 - Papà ubriaco
Papà ubriaco, mi ha scambiato per mamma. Mi chiamo Barbara, ho 24 anni, sono di media statura, bionda dai capelli lunghi che mi arrivano alle spalle, occhi chiari, un bel seno di una quarta misura, alta e tonda, ventre piatto ed un bel culetto che fa da cornice a cosce lunghe e ben tornite. Mi sono appena laureata e voglio solo rilassarmi per almeno tre mesi, prima di entrare nel mondo del lavoro, da cui ho già ricevuto ottime offerte. I miei genitori avevano appena 19 anni mamma e 20 papa, quando lei è rimasta incinta di me, per cui si sono sposati; sono figlia unica. Marisa, mia madre, ed io ci somigliamo come due gocce d'acqua. Sono alta quasi quanto lei e, qualche volta, posso permettermi di indossare i suoi vestiti, dal momento che abbiamo la stessa taglia. Lo stesso numero di scarpe, reggiseno e lo stesso taglio di capelli, oltre che esser bionda come me. Spesso ci scambiano per sorelle, e non per madre e figlia. Mio padre Roberto è un bel maschio, molto ambito dalle donne per il suo fisico da trentacinquenne, mentre in realtà ne ha 44, è un professore universitario e le sue studentesse se lo mangiano con gli occhi. Alto, moro, capelli neri e ricci, occhi scuri penetranti, mani grandi, con delle dita lunghe che, quando mi fa una carezza, mi provoca sempre uno strano brivido. Mia madre Marisa è stata, di recente, promossa, diventando top manager di una importante catena alimentare ed ha iniziato a viaggiare per lavoro, quasi ogni mese. Da ultimo è rimasta fuori per 3 settimane. Spesso succede che mio padre, quando mamma è via per lavoro, va a bere qualcosa con gli amici, tirando tardi se è sabato sera. Così, in quello della prima settimana di assenza di mia madre, sono stata invitata al compleanno di una amica, conosciuta all’università, che, tra l’altro, ha un fratello di nome Daniele, molto carino, mi piace ma è di una timidezza unica. Per l’evento avevo indossato un abito di mamma molto carino. Nero e, per accentuare il colore dei miei capelli, corto sopra il ginocchio, con molte parti in pizzo ricamato, che lasciava immaginare le mie forme, in un gioco di vedo/non vedo, molto intrigante. Ai piedi avevo delle scarpe nere con tacco 12. Abbiamo festeggiato a casa loro ed io ho bevuto un po’ troppo. Era la prima volta che prendevo quasi una sbronza. In genere so misurarmi e smetto di bere in tempo, ma quella sera, complice Daniele, il fratello della mia amica che, per superare la sua timidezza beveva, mi son lasciata trascinare e, alla fine, ci siamo baciati. Subito dopo, lui è crollato ubriaco e si è addormentato. Ho chiamato un taxi e mi son fatta portare a casa, dove, una volta entrata, per andare a letto, ho sbagliato camera: invece della mia, che è posta subito dopo quella dei miei genitori, ho imboccato la prima porta aperta, che ho trovato, senza rendermi conto che ero nella camera dei miei. Son crollata distesa sul letto e mi sono addormentata. Non ricordo quanto ho dormito, ma non molto. D'un tratto ho avuto come la sensazione che qualcuno aveva preso a toccarmi, ma, per un po’, ho pensato di star sognando. Subito dopo, ho sentito qualcuno baciarmi sulle labbra, ho provato ad aprire gli occhi. Ho visto che era mio padre ed era seduto sul letto, accanto a me. Potevo sentir l'odore dell'alcol che mio padre doveva aver ingurgitato. «Fermati, non sono tua moglie!» Non riuscivo ad esser convincente, perché ero a mia volta ubriaca. Lui mi ignora e mi bacia più forte, mentre con la mano sale tra le mie cosce, mi palpa la fica, mentre continua a baciarmi. Cerco di alzarmi dal letto, per impedirgli di andare oltre, ma lui riesce a mettere una mano sotto il mio perizoma e mi biascica qualcosa che non capisco. «Ma che fai tesoro? Che succede? Non vuoi farmi scopare? Ogni volta che torni, mi fai scopare tanto! Dai, lasciati andare!» Cerco di divincolarmi, ma sono debole a causa della sbronza ancora abbastanza forte e lui, più ubriaco di me, nel buio della camera, mi tiene ferma e mi bacia, mentre la sua mano si infila nelle mie mutandine e le sue dita prendono ad esplorare la mia intimità. Mi sto bagnando e sono incapace di resistergli, per cui, presa dal piacere, ho abbondonato ogni resistenza. Lui mi ha sfilato le mutandine, mi ha girato ed aperto la cerniera del vestito, mi ha sganciato il reggiseno e mi ha spogliato rapidamente. Poi mi ha messo di nuovo supina ed ha preso a baciami su tutto il corpo. Ha cominciato dal collo e subito io sono andata in delirio: adoro esser baciata sul collo! Poi mi ha aperto le gambe ed è scivolato dentro; mi ha prima succhiato i capezzoli e poi sempre più giù, fino a quando mi ha leccato il fiore, che già profumava, e mi ha fatto impazzire, come nessun maschio aveva mai fatto prima. Non sono vergine, ma le due precedenti esperienze erano state molto brevi e poco soddisfacenti, mentre ora mi sentivo il piacere scorrere lungo tutto il mio corpo, per esplodere tra i petali della mia ostrica, che si era trasformata in un fiume in piena. Ho goduto, appoggiando entrambe le mani sulla sua testa. Ero ubriaca, ma sentivo che stavo godendo al massimo. «Sì, dai, che vengo! Ancora! Sei meraviglioso! Ancora! Vengo!» Mi ha fatto godere, mentre lappava ogni singola goccia del mio nettare, che sgorgava senza fine dal mio corpo trepidante dal piacere. Poi si è allungato su di me. Mentre godevo si deve essere abbassato i pantaloni, perché ho sentito la punta del suo cazzo caldo che forzava il mio ingresso bagnato. Lo fa scivolare dentro piano, molto lentamente. Lo sento grosso e duro e mi sembra lungo, perché non finisce mai di affondare dentro il mio ventre. «Tesoro, sento che sei molto stretta! Questo mi fa pensare che non ti ha scopato nessuno! Quindi avevi voglia di me!» Mentre mi scopava, molto lentamente, ho sentito la sua mano che era sul mio seno, mi stringeva e solleticava i capezzoli duri. Mi ha scopato con una lentezza, quasi esasperante, che però è servita a farmi godere tantissimo! Mai provato tanto piacere e così intenso. Gemo ogni volta più forte, ad ogni orgasmo, e questo mi rilassa, mi ha fatto sentir bene. Il suo movimento lento, mi ha portato ad avere un orgasmo continuo, senza soluzione di continuità, e così ho sollevato le gambe e le ho avvinghiate intorno ai fianchi di mio padre. Egli, mentre io godevo, ne è rimasto stupito. «Amore mio, questa volta hai raggiunto l'orgasmo così in fretta, che mi ha stupito. In genere ti ci vuole molto più tempo! Eri davvero molto eccitata.» Continuava a sbattermi dentro e fuori e mi sono stupita per la sua notevole resistenza. Ero già al limite, percepivo di avere la fica indolenzita, non ero abituata ad un rapporto così lungo e non mi sono resa conto di quanto ho goduto. Poi, di colpo, mi ha abbracciato e si è rigirato, trascinandomi su di sé, sempre senza far uscire il suo meraviglioso randello, che adesso mi sfondava più profondamente perché impalata su di lui. Ho preso a cavalcarlo, sconvolta da tutto quel piacere per me assolutamente sconosciuto. Ho perso di nuovo la cognizione del tempo ed ho goduto della più lunga e più bella scopata della mia vita. Sfinita dal piacere, mi son adagiata sul suo petto, convinta di aver dato tutto, ma lui, d'un tratto, mi ha detto di togliermi da quella posizione. Ho pensato che forse stava per venire, invece mi ha messo a pecorina e me lo ha infilato di nuovo dentro da dietro, con un solo affondo, fino alle palle. Mi ha prima afferrato per i fianchi e, mentre godevo incredibilmente di nuovo, lui mi ha dato delle meravigliose sculacciate, che mi ha amplificato il senso del piacere che stavo provando! Mi ha pompato con un ritmo molto più forte per improvvisamente rimanere immobile, ben piantato dentro di me ed è venuto. «Amore, vengo! Sto sborrando!» In un barlume di razionalità, quasi inesistente, ho sentito che mi stava sborrando dentro, con il cazzo ben piantato profondamente dentro di me. Ho sentito un'ondata di calore, che mi riempiva la vagina: stava sborrando dentro di me! I suoi sussulti mi hanno inondato la fica, ormai completamente indolenzita e sentivo che il suo seme me la riempiva e scaldava. Sfiniti, siamo crollati, restando abbracciati e ci addormentiamo. Lui si è svegliato prima di me e mi ha sconvolto la sua faccia. «Oddio, ma che ho fatto? Come…ma tu che ci fai qui? Oddio, ti ho scambiato per tua madre; che disastro! Scusami, amore mio. Perdonami: ero molto ubriaco!» Io lo guardo e mi rendo conto che è un maschio stupendo e non mi va di punirlo; mi aveva fatto provare emozioni che nessuno mai, prima di lui, era riuscito a donarmi. «Tranquillo, va tutto bene! Sei stato il primo uomo che mi ha fatto godere molto, anche se ero ubriaca quanto te! Ti voglio bene, papà e vorrei che tu prendessi in considerazione la possibilità che potrei sostituire la mamma, quando sei solo. Dimmi che mi vuoi. Dimmelo che ti è piaciuto, anche se pensavi che lo stessi facendo con lei!» Da quella incredibile notte, siamo diventati amanti. Per due anni mi ha scopato sempre, facendomi impazzire. Ogni volta che mamma lo lasciava solo, mi infilavo nel sul letto e diventavo sua moglie
Poi però ha preteso che continuassi la mia storia con Daniele con il quale scopo ma non come mi diverto con lui. Diciamo che mi fa un po’ godere ma con mio padre impazzisco. Alla fine con Daniele mi sono sposata e lui voleva troncare la nostra storia così mi sono fatta ingravidare da lui e ho dato alla luce una bambina. Daniele non saprà mai che la bambina era di suo suocero.
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