Il piacere dell'incesto
Capitolo 12 - Il giovane stallone di casa. Seconda parte
Mi son sollevato e l'ho guardata dritto negli occhi; ho finto di esser un po' sorpreso. «Insomma nonna... mi stai dicendo che dovrei montare mia madre, come sto facendo con te? Cioè, voglio dire... lei è una bella donna, e ... sì, insomma siete due splendide donne, belle in modo diverso, ma in ogni caso... accidenti! non avevo mai preso in considerazione una simile eventualità e, sapere che anche tu saresti d'accordo, mi fa pensare che non dovrebbe esser tanto difficile. Puoi darmi qualche suggerimento?» Mi ha sorriso e poi ha detto che, circa una decina di giorni fa, mentre ero a far la doccia, si è imbattuta in mia madre che sbirciava da dietro la porta del bagno, solo accostata, ed aveva una mano fra le cosce, sulla fica, e si stava accarezzando da sopra i jeans. «Dovevi averle fatto un certo effetto a vedere il tuo bel cazzone e, son sicura che, se le offri l'occasione giusta, come hai fatto con me, non avrà bisogno di molti incoraggiamenti! Perché non la porti nella nostra casa al mare? Sareste voi due da soli e, sono certa che, se ci provi, lei si lascerà andare senza porre alcuna resistenza.» Dire che in quel momento ho toccato il cielo con un dito, sarebbe stato pleonastico. Ora potevo scopare tranquillamente mia madre, avendo incassato anche la complicità di mia nonna. Dopo un momento di silenzio, ha aggiunto solo una piccola avvertenza. «Ti chiedo solo due cose, però. La prima è che, se scoperai con tua madre, devi comunque far in modo di lasciare un po' di cazzo anche per me; la seconda è che, appena tuo padre avrà risolto i suoi problemi e tornerà a scopare tua madre, tu faccia un passo indietro e non ti intrometti nella loro vita; su questo voglio che ci sia la massima chiarezza fra me e te. Tuo padre è una brava persona e non merita di ritrovarsi fatto cornuto nemmeno da suo figlio. Diciamo che, in questo momento, ha solo bisogno che qualcuno soddisfi la moglie e, quindi, chi, meglio di te, sarebbe il più indicato?» Ovviamente mi son detto disponibile e son andato a lavarmi. Nonna ha sbrigato le faccende, abbiamo preso alcuni pacchi e siamo ritornati a casa. Dopo cena, mamma mi ha chiesto se le facevo vedere una certa cosa sul pc, per cui le ho detto di venire in camera mia; come ha chiuso la porta alle sue spalle, mi ha abbracciato e, sotto voce, ha detto: «Non resistevo più, voglio che mi baci!» Mentre ci baciavamo, contemporaneamente le ho sollevato il vestito; le ho messo una mano nelle mutandine. Che bello poter toccare quella fica tanto agognata! Lei mi ha aperto la patta, mi ha tirato fuori il cazzo e lo ha accarezzato delicatamente, quasi fosse un gioiello di cui aver la massima cura. La nonna la chiamò. «Ma che cazzo! Proprio adesso, deve rompere!»
Uscì dalla mia camera ed io rimasi a cazzo duro per tutta la notte. Il giorno dopo, quando tornai dall'università, trovai mia nonna in cucina, che stava ultimando di preparare il pranzo. Le chiesi di scopare. «Ti va di scopare?» «Adesso? Non so se abbiamo tempo.» «L’abbiamo, mettiti a pecorina, come ieri.» Sollevò il vestito e si abbassò le mutandine, quel tanto da scoprire la fica. Mi sono abbassato dietro di lei ed ho preso a leccarla. Sapeva di buono; mentre la stavo leccando, era chiaro quanto fosse impaziente di avermi ancora dentro la sua fica. «Dai, scopami, che aspetti! Sbattimelo dentro, fammi sentire che mi sta montando un magnifico esemplare di stallone!» Mi son sollevato e gliel'ho piantato dentro, in un sol colpo. Quella fu una scopata rapida, non c'era tempo. Siamo riusciti appena a godere, che son arrivati mamma e papa. La domenica mattina, ho chiesto le chiavi di casa alla nonna. Lei mi ha guardato un po' sorridendo, quasi ammiccante. «Ci devi portare una ragazza?» Le ho sorriso e, facendole l'occhiolino, le ho detto che avrei portato quella ragazza! Ho visto il suo volto illuminarsi di gioia e, nel darmi le chiavi, mi ha sussurrato che dovevo far un buon lavoro. «Sarà affamata; cerca di esser dolce, pur facendo di tutto per farla impazzire; son contenta che sei riuscito, in qualche modo, ad intrigarla; domani, voglio tutti i dettagli!» Con un bacio sulla fronte, ho preso le chiavi. Con mamma eravamo d’accordo sul luogo dell’incontro; volevo far colpo su mia madre. Attesi pochi minuti, ed ella arrivò. «Sali in auto!» «Sei bellissima!» «Grazie, e tu sei un fantastico giovanotto. Hai qualche preservativo? Senza, non faremo nulla.» «Non li ho, fermati ad una farmacia, che li compro.» Comprai i preservativi e, subito dopo, mamma volle fermarsi a far colazione in un bar; ebbi come l’impressione che avesse voluto rinviare il più possibile il momento. Ero al settimo cielo, tra poco avrei scopato la donna dei miei sogni; finalmente si è decisa; come siamo entrati in casa, l’ho baciata. «Mamma, è una vita che aspetto questo momento.» «Lo so, amore mio: devi aver fatto tante seghe pensando a me?! Guardando le mie foto?! Credi che non ne fossi a conoscenza? Non conosci tua madre; anch’io ti ho spiato e mi son masturbata tanto, ma adesso non parliamo più, siamo venuti per scopare e, dai, facciamolo!» Ho riso per questo suo modo di fare. Mi ha preso per mano e mi ha portato in camera da letto. «Spogliati, amore.» Mentre mi spogliavo, lei ha fatto altrettanto; restammo nudi. «Caro mio, sono stata proprio un'artista a farti così bello; hai un fisico da sballo!»
«Grazie, è opera tua; del resto sei così bella che non poteva esser diversamente; sei un gran bel pezzo di fica; chissà in quanti ti corteggiano.» Si è messa a ridere e mi ha guardato con malcelata ironia. «Tanti, ma solo tu sei riuscito a portarmi qui, ad un incontro d’amanti; adesso però basta parlare, andiamo ai fatti, stendiamoci sul letto; voglio vederti con la testa tra le mie cosce.» Si è distesa sul letto tirandomi su di lei, mi ha guidato tra le sue cosce. La fica era ricoperta di peli biondi corti, rasata ai lati, aveva le labbra un po’ aperte, il clitoride era scoperto. Mi son messo a guardarlo. «Che fai? Cos'hai da guardare? Datti da fare: girati, che ho voglia di succhiare questo grosso cazzo.» Ci siamo dati ad un 69 da guinness. Lei leccava e succhiava il cazzo, non come nonna che ti succhia l’anima. No, mamma lo succhiava e leccava con arte. «Luca, metti il preservativo.» L’ho messo. Mi ha guidato dentro di lei e mi ha detto: "Chiavami"! Gliel’ho spinto dentro, con un affondo secco e deciso, che le ha fatto spalancare la bocca, da cui, però, non è uscito alcun suono. Il suo seno è sobbalzato verso l'alto e, dopo esser rimasto qualche istante immobile dentro di lei, ho iniziato a pomparla con estremo piacere, mentre lei ha sollevato le gambe e le ha appoggiate sui miei fianchi; mi ha incitato a scoparla come si deve. «Amore, chiavami; lo so che è una follia quella che sto facendo, ma voglio farla con te, che sei mio figlio; hai un cazzo meraviglioso, grosso e duro e voglio sentirlo tutto mentre mi monti come una vacca. Non pensar a niente. Scopami e basta! Fammi impazzire, perché non ne posso più; ho tanta voglia di godere!» Non mi son certo risparmiato. Dopo un primo orgasmo, ho aspettato che ne avesse un altro, poi l'ho girata e ci siamo messi di lato; ho continuato a sbatterla, facendola urlare di piacere. Dopo aver goduto di nuovo, mi ha spinto sotto di sé e mi è salita sopra; ha preso a cavalcarmi, come una splendida amazzone, ben piantata sul mio membro, che sentivo sbattere sul fondo. Ha urlato per un altro orgasmo alquanto devastante, che l'ha fatta fremere tutta. «Vengo! Mi stai sfondando tutta, ma sto godendo come una forsennata; amore, ti amo: dai, fai godere la tua mamma! Dai, amor mio, scopami con violenza, non aver riguardo!» Dopo aver goduto ancora, si è sdraiata su di me ed io mi son sfilato e posizionato dietro di lei; l‘ho penetrata da dietro, tenendola per i fianchi e la sbattevo come un pazzo furioso. È venuta ancora una volta, poi si è girata e mi ha chiesto di godere a mia volta.
«Amore, vieni anche tu! Mi piacerebbe sentire il tuo seme che mi scalda il ventre, quello che ti ha generato; ma, dato che in questo periodo non prendo nessuna precauzione ed una gravidanza, con tuo padre impossibilitato a scoparmi, sarebbe davvero difficile da giustificare, dai, vieni nella mia bocca!» Volutamente l'ho fatta godere ancora una volta e poi mi son sfilato, ho strappato il preservativo ed ho offerto la cappella alle sue labbra. Lei ha aperto la bocca e si è presa subito il primo schizzo, che le ha colpito direttamente il palato. Ha serrato le labbra intorno al mio membro ed ha continuato ad ingoiare le varie bordate di sborra che le ho riversate in bocca. Siamo rimasti un po' distesi, poi, mentre la tenevo abbracciata, lei ha continuato ad accarezzare il mio membro, che non aveva ceduto molto della sua consistenza. Poco dopo, lei se lo è rimesso in bocca e, ben presto, è diventato di nuovo duro, come una pietra. Si è posizionata di nuovo di spalle e mi ha invitato a penetrarle il culo. «Amore, ti voglio nel culo; dai, fammelo sentire tutto, anche lì!» Ho bagnato la punta del mio membro con un po' di saliva e poi ho fatto pressione contro il suo buchetto grinzoso, che, lentamente, si è aperto e l'ha accolto, facendolo scivolare tutto dentro. Ho preso a limare quel buco facendola godere ancora molto e, anche in questo caso, ha goduto ripetutamente; infine, quando ero prossimo al piacere, si è girata e mi ha chiesto di riempirle il buchetto. «Dai, amore, fammela sentire nel culo; se non posso sentirla nella fica, voglio almeno che la tua sborra mi scaldi l'intestino!» Ho continuato a pomparla con vigore e poi mi son svuotato dentro di lei, scaricando nel suo splendido culetto sfondato, tutto ciò che era ancora rimasto nelle mie palle. Siamo rimasti abbracciati, lei mi ha stretto con amore al suo petto. «Sei un magnifico stallone; mi hai montato veramente come si deve; dopo tuo padre, sei l'unico maschio con cui ho goduto, anche se avverto un po' di sensi di colpa nei suoi confronti. Però ti sono grata per avermi fatto impazzire tra le tue braccia!» Siamo rimasti ancora un po', poi siamo rientrati a casa. Il giorno dopo, nonna ha voluto tutti i dettagli e quando le ho detto che aveva goduto abbondantemente, lei ha preso il mio membro in bocca e, dopo averlo succhiato bene e fatto diventare durissimo, è salita su di me ed ha preso a cavalcarmi; mentre godeva, mi ha guardato dritto negli occhi. «Sarai fiero di te, vero? Oltre che scoparti questa vecchia troia di tua nonna, ti sei anche scopato tua madre?! Dimmi, giovane porco, quanto piacere ti ha provocato poter affondare nel ventre che ti ha generato?»
Ho sorriso a quella sua affermazione ed ho continuato a pomparla fin quando non le ho sborrato dentro, tutta la mia crema. Per circa due mesi io e mia madre abbiamo scopato almeno una volta a settimana; poi, un giorno, mentre eravamo nella casa al mare ed io stavo scopando mia madre ancora da dietro, tenendola per i fianchi e lei stava godendo alla grande, d'improvviso la porta della camera si è aperta ed è entrato mio padre e mia nonna insieme. Ammetto che, in quel momento, mi si è gelato il sangue nelle vene; ho visto la faccia di mia madre cambiar colore, diventare bianca ed il suo viso ridotto ad una maschera di terrore. Fortunatamente mio padre ha subito sorriso, si è avvicinato a noi sul letto, insieme a nonna. «Tranquilli, va tutto bene; non sono né arrabbiato né offeso, nel vederti chiavare con nostro figlio; dai, Luca, continua a far godere tua madre!» Siamo rimasti immobili, quasi increduli a ciò che stavamo udendo, ma nessuno dei due sembrava si è mostrato adirato, anzi, nonna si è avvicinata, mi ha accarezzato e poi si è rivolta a mia madre. «Non è vero che è un magnifico stallone? Ha un bel cazzone come suo nonno e penso che tu sia fortunata a poterti godere tuo figlio; dai, non startene lì immobile; riprendi ancora a godere di questo magnifico cazzone, che ti farà certamente impazzire!» Lentamente la situazione si è andata di nuovo scaldando; mi sentivo particolarmente eccitato nello scopare mia madre davanti a mio padre, che mi osservava e, ad un certo punto, mi ha dato anche qualche dritta. «Dai, Luca, sbattiglielo bene dentro, fino in fondo; a tua madre piace molto sentire il cazzo che la penetra fino alla bocca della cervice!» Poi, d'un tratto, si è verificata una cosa che mi ha lasciato ancor più stupito. Nonna si è inginocchiata davanti a mio padre e, dopo avergli aperto i pantaloni, ha tirato fuori il suo membro, quasi duro, ed ha preso a succhiarlo davanti alla faccia stupita di mia madre. Mio padre ha appoggiato una mano sul capo di mia nonna e, in un certo qual modo, ha iniziato a dettare il ritmo a quella pompa sconvolgente. «Brava, mamma, succhiamelo bene! Fa vedere a questa troia di tua nuora quanto sei brava a far bocchini; fa vedere a questa puttana, che il mio cazzo è di nuovo funzionante!» In effetti il membro di mio padre era perfettamente duro e teso e, devo dire, anche se non uguale, sicuramente più grosso del mio per spessore. Mamma si è fermata e, dopo essersi sfilata da me, si è spostata, si è inginocchiata davanti a lui e lo guardava con occhi carichi di stupore; nonna si è messa a ridere e le ha subito offerto il cazzo da succhiare.
«Adesso goditi di nuovo tuo marito; dopo, avremo modo di chiarirci!» Lo ha subito preso in bocca ed ha preso a succhiarlo; dopo un po', papà si è sdraiato sul letto, lei gli è salita su e si è impalata sul suo membro, iniziando a godere immediatamente. «Oh sì, amore! Finalmente ti sento di nuovo dentro di me! Tuo figlio è fantastico, ma il tuo cazzo è tutta un'altra cosa!» Lui ha preso a sbatterla, facendola sobbalzare, mentre nonna si era avvicinata a me e continuava a tenere il mio cazzo in mano, segandolo lentamente, mentre entrambi guardavamo loro due che godevano come pazzi. Mamma ha avuto un orgasmo molto forte e, d'un tratto, papà l’ha trascinata su di sé, facendola distendere, poi si è voltato verso di me e mi ha chiesto di infilare il culo di mia madre. «Vieni Luca, vieni a sfondare il culo di tua madre; adesso voglio che glielo metti dentro, cosicché deve sentirci entrambi, come e quanto la chiaviamo!» Quasi incredulo, mi son inginocchiato dietro di lei e, aiutato da mio padre, che teneva le natiche di mia madre ben aperte, sono entrato dentro di lei, che ha spalancato la bocca ed ha urlato in una maniera che era un misto di dolore/piacere insieme. «Cazzo, amore, fa piano! Mi stai spaccando il culo! Fa piano, che ho anche quello di tuo padre davanti, che mi la riempito la figa; spingilo piano.» All'inizio è stato un po' complicato trovare il perfetto sincronismo, ma, una volta che ci siamo riusciti, l'abbiamo fatta impazzire di piacere e, dopo non so quanti orgasmi, ci ha pregato di venire. «Sborrate, vi prego! Mi avete devastato i buchi! Voglio sentire che venite dentro di me!» Mio padre però non era d'accordo. «Non ancora, puttana; ora che ho il mio cazzo che funziona bene, voglio godermi ancora una volta il tuo culo!» Ci siamo sfilati e lui l'ha fatta girare di spalle; lei si è infilata il membro di mio padre nel culo, per poi sdraiarsi su di lui. Io son andato a penetrarle la figa con il mio membro, spingendoglielo tutto dentro. Abbiamo ripreso a pomparla e lei ha continuato ad urlare di piacere; poi, d'un tratto, ho sentito la mano di mia nonna appoggiata sul mio culo, che spronava il ritmo delle mie pompate e, d'un tratto, ho visto che, con mio padre, si sono scambiati un gesto d’intesa; lui ha annuito favorevolmente e, subito dopo, lei si è stretta a me in un abbraccio, continuando ad assecondare i miei movimenti e, quando ha sentito che ero prossimo a venire, mi hai esortato a sborrare dentro mia madre. «Dai, Luca, sborra dentro tua madre; devi allagare il suo ventre; coraggio, figliolo, ingravida tua madre!»
Son rimasto di sasso a sentir quelle parole, così come ho visto la faccia stupita di mia madre, mentre anche mio padre mi esortava. «Dai, sborrale dentro; devi ingravidare tua madre, perché è questo che voglio! Dai, Luca, fallo; non esitare a inondare il suo ventre!» Non ho nemmeno realizzato esattamente quello che stavo facendo, perché ho cominciato a pomparla come un pazzo scatenato e, d'un tratto, ho sentito esplodere il piacere nei miei lombi; subito dopo ha iniziato a riversar una copiosa quantità di sperma dentro di lei. «Oddio, sto sborrando! Sto sborrando dentro la fica di mia madre, papà; papà, sto sborrando dentro di lei!» Ho sentito le mani di mia nonna, che premevano sul mio corpo, bloccandomi al fine di impedirmi di uscire. Credo di averle riversato dentro una quantità industriale di sborra. Son rimasto immobile, poi ci siamo sciolti da quello strano abbraccio ed ho visto mamma che si è girata a guardare mio padre. «Ma, dico, sei impazzito? Sono talmente sconvolta che non riesco a ravvisare se son nei giorni fertili, oppure no! Che pazzia ti ha preso a farmi venir dentro da lui?» Papà l'ha abbracciata e, dopo averla baciata, le ha fornito le sue spiegazioni. «Da tempo mi ero accorto che Luca ti spiava. Quando ho avuto il mio problema, ho cercato in tutti i modi di farti capire che potevi scopare con lui, ma ti ho sempre visto molto riluttante. Quando mamma mi ha informato di averti vista spiare Luca, ho capito che, forse, qualcosa sarebbe cambiato e così ho evitato di tornare sull'argomento, lasciando a te la libertà di scegliere se farlo o meno con lui. Una delle cose che mi ha aiutato a guarire dalla mia disfunzione è stata proprio l'idea di sapere che lui aveva preso a scoparti. Questa cosa mi ha sempre eccitato, ma, ora, ancor più che, nel mio intimo, mi ero ripromesso che, qualora il mio membro fosse tornato ad esser duro quel tanto che potesse bastare per farti godere, mi sarebbe piaciuto da matti sentire e vedere che mio figlio ti riempiva la fica con il suo sene. Non importa se sei stata fecondata o no; anzi, spero davvero che ciò sia successo. Solo l’idea di sapere che la tua pancia è piena del suo seme, guarda, mi sta tornando di nuovo il cazzo duro; io ti amo e son convinto che anche tu ami me, oltre che lui, quindi, perché non render questo amore permanente con la presenza di un figlio? Ti prego, amore, non esser adirata, guarda il lato positivo: sarai di nuovo madre e questa gioia, oltre a condividerla con me, potrei condividerla anche con lui!»
Ho visto mia madre guardarmi ancora un po' incerta; poi mi ha abbracciato e coperto di baci. «Amore, scusa se hai dei genitori folli; spero che il fatto che tu possa avermi ingravidato, non turbi la tua sensibilità; se tu non dovessi esser d'accordo e davvero fossi incinta, ti prometto che abortirò, se necessario!» Ho guardato mio padre, poi ho abbracciato mia madre e le ho dato un bacio in bocca. «Abortire? Non se ne parla nemmeno! Spero di averti riempito a dovere! Anzi, papà che ne dici se le do un'altra bella innaffiata alle ovaie?» Lui si è messo a ridere e mi ha detto che potevo accomodarmi tranquillamente e, immediatamente, il mio cazzo è tornato ad esser rigido, così l'ho infilato di nuovo nella figa di mia madre ed ho preso a pompare a ritmo, man mano, sempre più forte. Mentre la scopavo ho visto mio padre farsi succhiare il cazzo da mia nonna e poi anche lui ha preso a scopare sua madre; una cosa, questa, che mi ha fatto esultare di gioia. «Sì, così si fa, papà; dai scopa tua madre anche tu; che meraviglia scopare le proprie madri! Dai, papà, che adesso sborro ancora nella mia, così da esser certi di averla ingravidata.» Ero talmente eccitato che ho preso a sbatterla come un toro impazzito e lei ha iniziato a godere ed urlare di piacere, stringendomi con forza a sé. «Sì, amor mio, scopami forte! Dai, magnifico stallone: montami come la tua giumenta; dai, schizzami dentro tutto il tuo seme; dai, amore, feconda il ventre che ti ha generato!» È stato in quel momento che mio padre ha cominciato a sborrare dentro mia nonna. «Mamma, vengo! Quante volte ho sognato questo momento; sto sborrando! Sto sborrando!» Al suo grido, ha fatto eco il mio. «Anch'io sborro; mamma, ti sto sborrando DENTRO!» Non so dove l'avessi presa quella ulteriore sborra, ma ne ho schizzato davvero tanta che nemmeno pensavo di averne ancora. Da quel momento la nostra vita è cambiata. Mamma è rimasta incinta ed ha partorito uno stupendo maschietto, a cui abbiamo dato il nome di Sergio, che era quello di mio nonno; per un po' ho proseguito a scopare le donne della mia famiglia, poi ho incontrato Carla, una bella ragazza e, dopo averla sposata, l'ho ingravidata. Ora il mio sogno era quello di scoparla insieme a mio padre; un sogno che si è avverato proprio nel secondo mese di gravidanza: Carla si era fatta accompagnare da mio padre ad una visita dal ginecologo e, al ritorno, tra loro due era nata una certa intimità. A sera, mia moglie mi ha detto che, durante l'intera visita, mio padre aveva ammirato con piacere la sua bella fighetta, tenuta in bella vista sul lettino del ginecologo.
Una sera, mia madre e mia nonna sono andate al compleanno di una loro amica; io e mia moglie eravamo tranquillamente seduti sul divano, con lei che si divertiva a succhiarmi il cazzo, quando la porta di casa si è aperta e, improvvisamente è entrato mio padre. Per un attimo è rimasto immobile a guardare; poi lei si è girata civettuola e gli ha sorriso; allora io, con un gesto della mano, l'ho invitato ad avvicinarsi e lui ha subito sfoderato il suo membro, che è piaciuto molto a mia moglie. «Amore, ha un bel cazzone: bello come il tuo!» Ha preso a succhiarlo, poi lui l'ha fatta metter in ginocchio sul divano ed ha cominciato a penetrarla da dietro, mentre lei si divertiva ancora a tenere il mio in bocca. Ha goduto subito e molto mia moglie; insieme l'abbiamo scopata anche in doppia. Quando, il giorno dopo, mia madre lo ha saputo, ha baciato mia moglie in bocca e le ha detto: "benvenuta tra le vacche di questi due tori". In effetti, fino al nono mese di gravidanza, abbiamo continuato a scoparla insieme ed io ho scopato anche loro, perché mia madre non vuole che, con la moglie incinta, io resti a palle piene. Ora ha partorito ed ha messo al mondo una splendida bimba, che abbiamo chiamato Letizia. Carla mi ha detto che, appena sarà possibile, vuole farsi ingravidare di nuovo… lo ha detto in maniera così maliziosa, da non farmi capire bene se dovrò esser io o mio padre ad inseminarla. In fin dei conti, che importanza ha?
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