Mi son sollevato e l'ho guardata dritto negli occhi; ho finto di esser un po' sorpreso. «Insomma nonna... mi stai dicendo che dovrei montare mia madre, come sto facendo con te? Cioè, voglio dire... lei è una bella donna, e ... sì, insomma siete due splendide donne, belle in modo diverso, ma in ogni caso... accidenti! non avevo mai preso in considerazione una simile eventualità e, sapere che anche tu saresti d'accordo, mi fa pensare che non dovrebbe esser tanto difficile. Puoi darmi qualche suggerimento?» Mi ha sorriso e poi ha detto che, circa una decina di giorni fa, mentre ero a far la doccia, si è imbattuta in mia madre che sbirciava da dietro la porta del bagno, solo accostata, ed aveva una mano fra le cosce, sulla fica, e si stava accarezzando da sopra i jeans. «Dovevi averle fatto un certo effetto a vedere il tuo bel cazzone e, son sicura che, se le offri l'occasione giusta, come hai fatto con me, non avrà bisogno di molti incoraggiamenti! Perché non la porti nella nostra casa al mare? Sareste voi due da soli e, sono certa che, se ci provi, lei si lascerà andare senza porre alcuna resistenza.» Dire che in quel momento ho toccato il cielo con un dito, sarebbe stato pleonastico. Ora potevo scopare tranquillamente mia madre, avendo incassato anche la complicità di mia nonna. Dopo un momento di silenzio, ha aggiunto solo una piccola avvertenza. «Ti chiedo solo due cose, però. La prima è che, se scoperai con tua madre, devi comunque far in modo di lasciare un po' di cazzo anche per me; la seconda è che, appena tuo padre avrà risolto i suoi problemi e tornerà a scopare tua madre, tu faccia un passo indietro e non ti intrometti nella loro vita; su questo voglio che ci sia la massima chiarezza fra me e te. Tuo padre è una brava persona e non merita di ritrovarsi fatto cornuto nemmeno da suo figlio. Diciamo che, in questo momento, ha solo bisogno che qualcuno soddisfi la moglie e, quindi, chi, meglio di te, sarebbe il più indicato?» Ovviamente mi son detto disponibile e son andato a lavarmi. Nonna ha sbrigato le faccende, abbiamo preso alcuni pacchi e siamo ritornati a casa. Dopo cena, mamma mi ha chiesto se le facevo vedere una certa cosa sul pc, per cui le ho detto di venire in camera mia; come ha chiuso la porta alle sue spalle, mi ha abbracciato e, sotto voce, ha detto: «Non resistevo più, voglio che mi baci!» Mentre ci baciavamo, contemporaneamente le ho sollevato il vestito; le ho messo una mano nelle mutandine. Che bello poter toccare quella fica tanto agognata! Lei mi ha aperto la patta, mi ha tirato fuori il cazzo e lo ha accarezzato delicatamente, quasi fosse un gioiello di cui aver la massima cura. La nonna la chiamò. «Ma che cazzo! Proprio adesso, deve rompere!»
Uscì dalla mia camera ed io rimasi a cazzo duro per tutta la notte. Il giorno dopo, quando tornai dall'università, trovai mia nonna in cucina, che stava ultimando di preparare il pranzo. Le chiesi di scopare. «Ti va di scopare?» «Adesso? Non so se abbiamo tempo.» «L’abbiamo, mettiti a pecorina, come ieri.» Sollevò il vestito e si abbassò le mutandine, quel tanto da scoprire la fica. Mi sono abbassato dietro di lei ed ho preso a leccarla. Sapeva di buono; mentre la stavo leccando, era chiaro quanto fosse impaziente di avermi ancora dentro la sua fica. «Dai, scopami, che aspetti! Sbattimelo dentro, fammi sentire che mi sta montando un magnifico esemplare di stallone!» Mi son sollevato e gliel'ho piantato dentro, in un sol colpo. Quella fu una scopata rapida, non c'era tempo. Siamo riusciti appena a godere, che son arrivati mamma e papa. La domenica mattina, ho chiesto le chiavi di casa alla nonna. Lei mi ha guardato un po' sorridendo, quasi ammiccante. «Ci devi portare una ragazza?» Le ho sorriso e, facendole l'occhiolino, le ho detto che avrei portato quella ragazza! Ho visto il suo volto illuminarsi di gioia e, nel darmi le chiavi, mi ha sussurrato che dovevo far un buon lavoro. «Sarà affamata; cerca di esser dolce, pur facendo di tutto per farla impazzire; son contenta che sei riuscito, in qualche modo, ad intrigarla; domani, voglio tutti i dettagli!» Con un bacio sulla fronte, ho preso le chiavi. Con mamma eravamo d’accordo sul luogo dell’incontro; volevo far colpo su mia madre. Attesi pochi minuti, ed ella arrivò. «Sali in auto!» «Sei bellissima!» «Grazie, e tu sei un fantastico giovanotto. Hai qualche preservativo? Senza, non faremo nulla.» «Non li ho, fermati ad una farmacia, che li compro.» Comprai i preservativi e, subito dopo, mamma volle fermarsi a far colazione in un bar; ebbi come l’impressione che avesse voluto rinviare il più possibile il momento. Ero al settimo cielo, tra poco avrei scopato la donna dei miei sogni; finalmente si è decisa; come siamo entrati in casa, l’ho baciata. «Mamma, è una vita che aspetto questo momento.» «Lo so, amore mio: devi aver fatto tante seghe pensando a me?! Guardando le mie foto?! Credi che non ne fossi a conoscenza? Non conosci tua madre; anch’io ti ho spiato e mi son masturbata tanto, ma adesso non parliamo più, siamo venuti per scopare e, dai, facciamolo!» Ho riso per questo suo modo di fare. Mi ha preso per mano e mi ha portato in camera da letto. «Spogliati, amore.» Mentre mi spogliavo, lei ha fatto altrettanto; restammo nudi. «Caro mio, sono stata proprio un'artista a farti così bello; hai un fisico da sballo!»
«Grazie, è opera tua; del resto sei così bella che non poteva esser diversamente; sei un gran bel pezzo di fica; chissà in quanti ti corteggiano.» Si è messa a ridere e mi ha guardato con malcelata ironia. «Tanti, ma solo tu sei riuscito a portarmi qui, ad un incontro d’amanti; adesso però basta parlare, andiamo ai fatti, stendiamoci sul letto; voglio vederti con la testa tra le mie cosce.» Si è distesa sul letto tirandomi su di lei, mi ha guidato tra le sue cosce. La fica era ricoperta di peli biondi corti, rasata ai lati, aveva le labbra un po’ aperte, il clitoride era scoperto. Mi son messo a guardarlo. «Che fai? Cos'hai da guardare? Datti da fare: girati, che ho voglia di succhiare questo grosso cazzo.» Ci siamo dati ad un 69 da guinness. Lei leccava e succhiava il cazzo, non come nonna che ti succhia l’anima. No, mamma lo succhiava e leccava con arte. «Luca, metti il preservativo.» L’ho messo. Mi ha guidato dentro di lei e mi ha detto: "Chiavami"! Gliel’ho spinto dentro, con un affondo secco e deciso, che le ha fatto spalancare la bocca, da cui, però, non è uscito alcun suono. Il suo seno è sobbalzato verso l'alto e, dopo esser rimasto qualche istante immobile dentro di lei, ho iniziato a pomparla con estremo piacere, mentre lei ha sollevato le gambe e le ha appoggiate sui miei fianchi; mi ha incitato a scoparla come si deve. «Amore, chiavami; lo so che è una follia quella che sto facendo, ma voglio farla con te, che sei mio figlio; hai un cazzo meraviglioso, grosso e duro e voglio sentirlo tutto mentre mi monti come una vacca. Non pensar a niente. Scopami e basta! Fammi impazzire, perché non ne posso più; ho tanta voglia di godere!» Non mi son certo risparmiato. Dopo un primo orgasmo, ho aspettato che ne avesse un altro, poi l'ho girata e ci siamo messi di lato; ho continuato a sbatterla, facendola urlare di piacere. Dopo aver goduto di nuovo, mi ha spinto sotto di sé e mi è salita sopra; ha preso a cavalcarmi, come una splendida amazzone, ben piantata sul mio membro, che sentivo sbattere sul fondo. Ha urlato per un altro orgasmo alquanto devastante, che l'ha fatta fremere tutta. «Vengo! Mi stai sfondando tutta, ma sto godendo come una forsennata; amore, ti amo: dai, fai godere la tua mamma! Dai, amor mio, scopami con violenza, non aver riguardo!» Dopo aver goduto ancora, si è sdraiata su di me ed io mi son sfilato e posizionato dietro di lei; l‘ho penetrata da dietro, tenendola per i fianchi e la sbattevo come un pazzo furioso. È venuta ancora una volta, poi si è girata e mi ha chiesto di godere a mia volta.
