«Impazzisco! Ti voglio dentro! Mi devi scopare! Scopami, non ne posso più!»
Spingo il mio membro tutto dentro di lei e mi sembra di affondarlo in una fornace bollente! È una sensazione paradisiaca, lei solleva le gambe e le intreccia dietro di me in modo da imprimere una spinta verso l'alto con il suo corpo, ogni volta che affondo dentro di lei. Gode a ripetizione, un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità; cambiamo diverse posizioni. Me la scopo di lato, dietro e, quando sale sopra di me, lei stessa prende le mie mani e le porta sopra i suoi seni.
«Stringili forte! Strapazzami i capezzoli, perché mi fai impazzire! Fammi male, che godo!»
Sono stato due volte sul punto di venire, però mi son di proposito fermato, per ritardare il più possibile il piacere. Ma ora che lei è sopra e mi cavalca, è lei stessa a dettare il ritmo della monta e sento che contrae i suoi muscoli vaginali, ogni volta che spinge il mio membro dentro di sé. Esplodo nello stesso istante in cui lei mi urla un ennesimo orgasmo.
«Katia, amore, sto venendo! Sto sborrando… ora!»
Rimane perfettamente immobile bloccata sopra di me e sento i suoi muscoli vaginali che strizzano il mio membro, fino a spremerli del tutto. Si sdraia sfinita sul mio petto ed i suoi occhi brillano di gioia.
«Meravigliosa! Questa scopata è stata semplicemente meravigliosa! L'ho desiderata così tanto, che pensavo non sarebbe mai arrivata! Dimmi che lo rifaremo ancora.»
Solleva il viso, viene a cercare la mia bocca e mi bacia. Si stringe forte a me e, tenendo la testa bassa, parla con un po' di malinconia.
«Tu e mamma avevate un rapporto bellissimo! Tante volte vi ho ascoltato quando parlavate, dopo aver fatto l'amore e credo di aver capito che voi due, di tanto in tanto, vi concedevate qualche gioco, di cui non ho ben capito i termini; però era evidente che lo facevate insieme e questo vi dava molto piacere. Ne ho parlato tante volte con Alessandro ed ho come l'impressione che lui, in qualche modo, abbia capito di che cosa si trattava, ma ora vorrei saperlo da te. Com'è che facevi impazzire la mamma? Nel suo armadio ho trovato cose bellissime, della lingerie fantastica, calze autoreggenti, tacchi altissimi e perizomi da vera bomba sexy, per non parlare di certi abiti alquanto succinti e minigonne davvero inguinali, che non le ho mai visto indossare. A questo punto dovrei pensare che lei li indossava solo per te, oppure per partecipare a qualche gioco che facevate insieme o, forse, con altri.»
La tengo stretta al mio fianco e, mentre le accarezzo la testa, le racconto della splendida vita che facevo insieme a sua madre. Non tralascio nulla. Le racconto delle nostre serate con gli amici, delle orge cui partecipavamo, dove lei era una delle regine; di quanto piacere abbiamo provato durante quelle serate. Katia resta in silenzio, non dice niente, poi solleva lo sguardo e mii fa una domanda ben precisa.
«Ho trovato un messaggio di un certo Paolo sul cellulare di Alessandro, lo pregava di andar da lui un determinato giorno, in quanto c'era anche sua moglie ed avrebbero giocato in tre. È un messaggio vecchio, di quando eravamo agli inizi della nostra storia e non gli ho mai chiesto nessuna spiegazione; pensi che anche noi potremmo... voglio dire … tu che ne pensi?»
Le do un bacio in bocca e poi la guardo dritta negli occhi.
«Ora che noi due abbiamo vissuto questo momento, tu saresti disposta a replicare il tutto alla presenza di tuo marito?»
Per un attimo mi guarda un po' stupita, poi vedo che riflette un attimo e, infine, sorride.
«Io credo che Alessandro non veda l'ora! Da quando gli ho detto che avevo visto che avevi un bel cazzone, ed oggi me lo son gustato alla grande, più di una volta mi ha fatto fantasticare di vivere proprio questo momento: tu che mi scopi e lui che ci guarda.»
Io sorrido ed aggiungo un altro dettaglio.
«E se invece di star a guardare, lui ti stesse scopando ed io gli sfondo il culo; tu come lo vedi?»
Mi guarda stupita.
«Eh? Ma dai! Tu dici che lui... sai, forse, a pensarci bene... aspetta un momento? Se tu me lo chiedi, vuol dire che sai qualcosa? Dai, mettiamo in chiaro le cose e dimmi tutto quello che devo sapere!»
Sorrido, mentre me la stringo al petto e poi, dopo averle dato un bacio in bocca, le dico di non preoccuparsi di niente e di prendere in considerazione questa eventualità, che ho appena suggerito.
«Sei un porco! Un maledettissimo porco, che non mi dice niente! Voglio sapere se il mio dolce maritino… Insomma, ti vuoi decidere a parlare?»
Ora la guardo io serio, dritto negli occhi.
«Il tuo dolce maritino, ogni tanto ama farsi sfondare il culo da un maschio e succhia il cazzo meglio di te!»
Rimane un attimo stupita, poi continua a massaggiare il mio membro, che sta già tornando di nuovo duro.
«Diciamo che un po' me ne ero accorta. Più di una volta, gli ho accarezzato il buchetto dietro ed ho avvertito la sua reazione; ammetto che la cosa mi eccita molto. Prendi ad esempio questo momento; se ora vi avessi tutti e due qui, nel letto, non mi dispiacerebbe sentire i vostri cazzi dentro di me, ma poi vorrei anche vedere lui sfondato per bene nel culo! Non so perché, ma è una fantasia che nutro da tempo.»
Ci siamo rimessi a scopare e lei ha goduto ancora molto; questa volta ha voluto assaggiare anche il mio membro nel culetto e, nonostante lo abbia già aperto, ho dovuto destreggiarmi molto delicatamente. Dopo aver goduto ci siamo addormentati. All'alba mi ha svegliato con un pompino e poi è andata al lavoro. Son rimasto sdraiato un po' sul letto e, nel pomeriggio, quando è tornato Alessandro, la prima cosa che mi ha chiesto è stato se ero riuscito a scopare mia figlia e, quando ha saputo che la cosa era andata in porto, lui è rimasto molto soddisfatto, mi ha buttato le braccia al collo e mi ha abbracciato contento.
«Grande Mauro! Lo sapevo che eri fantastico! E adesso? Come facciamo a…»
Gli ho dato una pacca sul culo e l'ho mandato a farsi una doccia; poi, mi son messo a preparare la cena. La sera, mentre eravamo tutti e tre a cena, Katia ad un tratto si è girata verso di me e poi ha sorriso; si è alzata in piedi, ha preso Alessandro per mano e, dopo averlo fatto alzare, ha allungato la mano e mi ha invitato a seguirla. Siamo rimasti un attimo tutti e due un po' stupiti, ma quando ho visto che è entrata nella loro camera da letto, ho capito tutto; Alessandro l'ha abbracciata e gli ha dato un bacio in bocca, poi si son girati verso di me.
«Papà, adesso scopaci entrambi!»
È stata una notte da sogno! La prima di tante notti vissuta insieme e, in più di un'occasione, ho scopato sia mio genero che mia figlia, esattamente come volevano loro, mentre lui la faceva godere ed io gli sfondavo il culo. Ora Katia, da due mesi, è incinta e Alessandro si gode il mio cazzo, anche se, spesso e volentieri, continuo a scopare Katia, perché si eccita ancor di più nel vederci godere.
Com'è finora?
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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