Resta poi in silenzio, senza aggiungere altro e, dopo un momento di riflessione, mi guarda di nuovo e fa una mezza proposta tra il serio ed il faceto.
«Mauro, io... mi piacerebbe ancora sentire... Se con Paolo, mi piaceva con te, oggi, ho goduto davvero tanto! Potresti prendere in considerazione l'ipotesi di rifarlo e.... voglio dire: pensi che... sarebbe davvero pazzesco pensare di coinvolgere anche Katia?»
Il mio cazzo ha un sussulto nel sentir lui che mi offre di scopare mia figlia, pur di continuare a farsi sfondare il culo da me. Gli sorrido, mentre rispondo.
«Penso che non ci siano problemi a replicare quello che abbiamo fatto questa mattina. Per quanto riguarda il coinvolgimento di mia figlia, temo che sia praticamente impossibile; non penso che mia figlia accetterebbe di farsi sbattere da me, mentre tu sei lì a guardarci. Oppure di farsi scopare da te, mentre io ti sfondo il culo! Perché, se ho ben capito, è questa la cosa che tu avresti in mente di fare?!»
Il suo viso si illumina, i suoi occhi brillano.
«Mauro, non ti preoccupare! Vedrai che riuscirò a convincer tua figlia, anzi, faremo in modo che voi due riusciate a realizzare questa cosa. Dammi un po' di tempo e vedrai che ti metto Katia su un piatto d'argento, anzi, meglio ancora, nuda nel tuo letto, a cosce aperte. Ora che so di poter contare su di te, vedrai che tutto filerà liscio come l'olio. Grazie Mauro, grazie di tutto.»
Resto un po' scettico su tutta la faccenda, ma dopo un paio di giorni mi rendo conto che l'atteggiamento di mia figlia nei miei confronti è cambiato radicalmente. Siamo in prossimità della bella stagione e, adducendo a motivo il molto caldo, vedo che ha alleggerito di molto il suo abbigliamento, che è diventato molto più succinto. Spesso e volentieri, trovo mia figlia piegata in avanti con delle minigonne vertiginose, che mi espongono il suo magnifico culetto e, a volte, anche la sua fica, sebbene parzialmente coperta da qualche perizoma, che, stranamente, finisce sempre nello spacco. Più di una volta, i suoi seni sono messi in bella mostra, davanti ai miei occhi ed anche i suoi gesti son diventati più affettuosi, i suoi abbracci più intensi ed il suo corpo non perde occasione di strofinarsi al mio. Dopo circa una decina di giorni di questi giochi di provocazione, ne parlo con Alessandro che mi dice di aver convinto Katia a provocarmi. Siamo soli perché lui andrà al lavoro in serata ed è pomeriggio, mentre Katia è al lavoro; lui viene in camera mia, dove son disteso a fare un pisolino pomeridiano; si sdraia con me sul letto e, mentre parla, le sue mani vanno a cercare il mio membro, appena nascosto da uno slip bianco. Me lo accarezza e mi guarda, poi si abbassa e la sua bocca va ad impossessarsi della mia cappella, cominciando un lavoro di lingua spettacolare. È bravissimo nel succhiare il cazzo, me lo pompa con calma, assaporandolo bene, facendolo scivolare giù lungo la gola e poi muove la lingua quasi a volerlo massaggiare. Lo estrae, lo tiene stretto nella mano, mentre con la bocca scende a leccarmi le palle e ad assaporarle una per una prendendole in bocca.
«Mauro, il tuo cazzo mi manda in estasi! Starei a leccarlo per ore! Ieri sera, mentre scopavo tua figlia, le ho sussurrato di chiudere gli occhi e di immaginare che fossi tu, in quel momento, al mio posto e ti assicuro che ha avuto un orgasmo così intenso, che è quasi svenuta. Io, questa sera, vado al lavoro perché ho il turno di notte; voi due sarete da soli in casa, quindi, mi piacerebbe pensare che tu ti decida a scoparla.»
Me lo succhia delicatamente, senza mai portarmi al piacere e, quando provo a muovere il bacino perché pronto a sborrare, lui mi ferma.
«Non sai quanto mi piacerebbe bere la tua crema e farmi sfondare il culetto da un membro così bello, ma, in previsione del fatto che questa sera potresti aver l'opportunità di scopare Katia, preferisco sapere che tu sia bello carico!»
Continua a leccarlo e a giocarci per un po', poi se ne va in camera sua e va a dormire perché dovrà lavorare tutta la notte. A sera, quando torna mia figlia, ceniamo tutti e tre assieme, poi, mentre son seduto sul divano a guardare la TV, Alessandro mi saluta per andare al lavoro.
«Ciao, Mauro, buona serata! E mi raccomando, tieni d'occhio mia moglie, perché ho come l'impressione che abbia la testa da qualche parte, visto e considerato che la trovo molto distratta!»
Mia figlia gli dà un pugno e scherza con lui.
«Ma vai al lavoro tranquillo! Non ti preoccupare se… e poi, al massimo, ti metterò un bel paio di corna? Devo solo trovare il maschio giusto!»
I due si salutano sulla porta e si baciano; prima di uscire vedo che Alessandro sussurra qualcosa all'orecchio di mia figlia, che gira leggermente la testa verso di me, che fingo di non essermene accorto. Quando lui se n'è andato, lei si viene a sedere accanto a me ed io decido di provare a stuzzicarla un po'.
«Perché vorresti metter le corna a tuo marito? Mi sembra un così bravo ragazzo, che... voglio dire: non è che sto ad ascoltare voi due, ma la vostra camera è adiacente alla mia e, qualche volta, mi sembra di sentire i rumori giusti che deve fare una coppia da poco sposata.»
Katia mi guarda e sorride, poi mi abbraccia e mi dà un bacio sul collo.
«Alessandro è fantastico! Lo amo tantissimo e non credo che gli farei mai le corna! Solo che, da un po' di tempo... non lo so, è che... voglio dire: si è messo in testa certe idee, che io…»
La guardo fingendo di non capire, lei china un po' il capo e poi prosegue il discorso.
«Lui vorrebbe... papà, cerca di capire, ci son cose che... certe fantasie, che ci fanno veramente eccitare.»
Mi giro verso di lei, la guardo dritto negli occhi e lei abbassa lo sguardo, diventando rossa; io fingo di appoggiare distrattamente una mano sulla sua gamba e subito lei allarga le cosce. È un chiaro invito, che però preferisco sia lei a confermare.
«Katia, certe fantasie in una coppia sono di prammatica. A volte le fantasie possono anche diventare realtà, dipende solo se si trova la persona giusta.»
Katia si gira verso di me, senza dir niente, incolla la sua bocca sulla mia e mi infila la lingua dentro; comincia a limonare con me, mentre con una mano prende la mia e la trascina direttamente sopra la sua topina, che già sento completamente fradicia. Muovo rapidamente le dita e le infilo sotto il suo perizoma; gliene infilo due dentro la vagina, che è stracolma di nettare. Si stacca e mi stringe forte a sé.
«Finalmente, papà! Finalmente, l'hai capito! Ti voglio! Voglio scopare con te! Papà, portami a letto e fammi impazzire!»
La prendo in braccio e, quando sto per entrare in camera mia, lei mi indica la sua.
«No, voglio farlo nel mio letto! Questa sera voglio esser la tua puttana, tu il mio amante e Alessandro il mio cornuto; per realizzare questo, devo farlo nel mio letto! È solo un fatto psicologico, che però mi dà ulteriore sprone. La prossima volta che scoperò con lui su quel letto, ricorderò quanto ho goduto con te!»
Il tempo di strapparci letteralmente i vestiti di dosso e mi trovo mia figlia nuda davanti; avverto un profondo tuffo al cuore, perché mi sembra di rivedere mia moglie alla sua età.
«Amore, sei bellissima! Sei la copia esatta di tua madre, alla tua età! Meravigliosa!»
Katia mi abbraccia e mi stringe con forza.
«Allora, papà, scopami come facevi con lei! Ti ho sentito tante volte farla impazzire e, quando godeva, affermava che era la tua puttana, la tua troia, e che, per questo, dovevi sfondarla ancor di più. Questa sera voglio esser io la tua puttana o la tua troia, e tu mi devi sfondare tutta! Fammi impazzire, papà!»
Immediatamente si sdraia sopra di me e cominciamo un 69 da infarto. È bravissima a succhiare il cazzo, sicuramente deve averglielo insegnato Alessandro e, nonostante abbia qualche difficoltà a infilarsi il mio membro tutto in gola, mi fa provare sensazioni bellissime. Anch'io non mi risparmio e la faccio godere due volte, leccando e torturando il suo clitoride, fino a che non mi urla di possederla.
