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Erotika
Il piacere dell'incesto · Cap. 8
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Capitolo 8 di 14 24 min di lettura

Mi fotto figlia e genero.

uno strano triangolo nato in maniera davvero inaspettata!

pennabianca
9 mesi fa · 855 letture · 0

«Hai visto che troietta che è questo giovane? Pensa come potrebbe esser bello se, mentre io gli sfondavo il culo, tu glielo avessi infilato in bocca!»

Ho sorriso al mio amico e gli ho risposto che, prima o poi, avremmo potuto farlo; dopo di che, me ne sono andato. Due giorni dopo, Alessandro è smontato dal turno di lavoro e, quando è tornato a casa, Katia era appena uscita per andare al lavoro; lui si è seduto per far colazione insieme a me. Stavo mettendo del burro sopra una fetta biscottata, quando lui ha versato un po' di latte in una tazza, facendone cadere un po' sul tavolo. Al che mi è venuto di fare una battuta, che lo ha lasciato un attimo stupito.

«So che ti piace il latte, ogni tipo di latte, ma dovresti far attenzione dove lo butti!»

Lui mi ha guardato un po' incerto, poi, mentre io mangiavo la mia fetta biscottata e lo guardavo fisso, lui ha abbassato lo sguardo ed ho notato che era un po' imbarazzato.

«Da quanto tempo, ti piace mungere il latte fresco?»

Mi ha guardato ancora dritto negli occhi e mi ha chiesto cosa intendessi. Io mi sono alzato in piedi e mi son messo di lato a lui che era seduto sulla sedia; avevo ancora il pigiama addosso, così, ho abbassato l'elastico dei pantaloni e gli ho messo il mio cazzo davanti alla faccia.

«Mi risulta che ti piace il latte di toro appena munto, perciò fammi vedere quanto impieghi a farlo con il mio!»

Lui è rimasto a bocca aperta, mi ha guardato, cercando di negare.

«Ma dai, Mauro, che dici?! Non so cosa ti passi per la testa, ma... mi sembra che tu abbia preso un abbaglio.»

Ho appoggiato una mano sul suo capo e con l'altra ho impugnato il membro e gliel'ho presentato davanti alle labbra.

«Apri la bocca e succhia il mio cazzo; fammi uno di quei magnifici pompini, come quelli che fai al tuo amico. In alternativa posso sempre raccontare a mia figlia che ti fai rompere il culo, dopo aver fatto dei bellissimi bocchini!»

Credo che sul suo viso siano passati tutti i colori dell'arcobaleno. Il rosso era il colore dominante, mi ha guardato con espressione sconvolta, ho visto che ha socchiuso la bocca e, così, gli ho spinto il mio membro dentro; per un attimo è rimasto immobile, poi si è scatenato. La sua lingua ha preso a muoversi avanti e indietro, lavorandomi il cazzo in una maniera veramente superba. Se lo è infilato tutto in gola e questo è stata la causa di certi suoi colpi di tosse e conati di vomito, ma, nonostante tutto, ha continuato imperterrito ad infilarselo tutto dentro. Se lo gustava veramente compiaciuto.

«mhmm… Katia mi aveva detto che avevi un bel cazzone, ma... cazzo è proprio eccezionale. Più te lo succhio e più mi sembra diventi grosso!»

Ero veramente eccitato, così, dopo essermi fatto spompinare per qualche minuto, l'ho fatto sollevare e piegare direttamente sul tavolo e, dopo avergli abbassati pantaloni e mutande, ho bagnato con un po' di saliva il suo buco, vi ho appoggiato il mio membro e poi ho iniziato a spingere lentamente. Ha spalancato la bocca e mi ha pregato di far piano.

«Mauro, fa piano! Hai un cazzone troppo grosso e io... Oddio, mi stai aprendo tutto!»

Mi son mosso lentamente, facendo scivolare il mio membro avanti e indietro, spingendogliene sempre un po' di più ad ogni affondo e, ben presto, il mio corpo ha sbattuto contro le sue splendide chiappe; dopo averlo tenuto fermo per i fianchi, ho preso a scoparlo, facendolo godere quasi all'istante.

«Accidenti, che bello! Mi apri tutto! Mi stai sfondando il culo, in maniera fantastica! Ancora! Dai, Mauro, fammi godere!»

Me lo sono sbattuto per diversi minuti, con colpi sempre più forti e, ad un tratto, lui ha raggiunto l'orgasmo, senza toccarsi.

«Così, Mauro! Così, sto sborrando! Accidenti mi hai fatto venire senza toccarmi! Mauro, sborrami in culo ed in bocca!»

Ero veramente troppo eccitato, così ho aumentato un po' il ritmo e gli ho sparato dentro l'intestino due schizzi, poi lui stesso si è voltato e si è abbassato di colpo, ha preso in faccia il terzo schizzo e quasi tutto il resto in bocca, mentre un po' gli è finito sulla guancia; subito ha stretto le labbra intorno al mio membro e si è gustato le altre due abbondanti schizzate. Ha raccolto ogni singola goccia e me lo ha pulito alla perfezione. Poi è crollato seduto sulla sedia ed è rimasto a testa bassa. Mi sono rimesso il cazzo dentro i pantaloni del pigiama, poi mi son seduto per finire la mia colazione; lui mi ha guardato con l'aria da cane bastonato.

«Non so come sei riuscito a.... credimi, adoro Katia, le voglio un bene dell'anima, ma… Mauro io non so come spiegarti... ogni tanto sento…»

Ho sorriso per farlo tranquillizzare.

«Non mi devi spiegare niente. Anzi no, una cosa la voglio sapere: prima hai detto che mia figlia ti aveva detto che ho un bel cazzone? Come fa a saperlo?»

Lui è sembrato subito un po' più tranquillo.

«È una cosa che è emersa da un gioco che facciamo tra noi. Non mi ricordo come, ma una sera, mentre facevamo sesso, lei mi ha chiesto con chi mi sarebbe piaciuto scopare ed io, con un po' di imbarazzo, le ho detto che mi faceva impazzire scopare con lei, perché era la copia esatta... tu sai quanto mi piaceva tua moglie?! Pensavo che Katia si sarebbe adirata nel sentirmi dire che mi sarebbe piaciuto scopare con sua madre, anche se poi ho precisato che lei ne era la copia e, quindi, mi piaceva molto anche farlo con lei; quando ho fatto la stessa domanda a lei, la sua risposta è stata immediata: mio padre! Non ha avuto nessuna esitazione a darmi questa risposta e, quando le ho chiesto il motivo di tanta determinazione, lei mi ha spiegato che, in più occasioni, vi aveva spiato mentre scopavate ed era rimasta affascinata dal tuo membro. Altre volte, abbiamo fantasticato di avervi tutti e due nel letto e, sinceramente, non mi sarebbe dispiaciuto vederla scopare con te, mentre lei, a maggior ragione, si sarebbe eccitata nel vedere che mi scopavo sua madre. Dopo la morte di Lucia, questa cosa non è mai più emersa, anche se credo che a tua figlia sia ancora rimasta la voglia di far sesso con te.»

Sono un po' stupito nel sentir quelle parole e, nello stesso tempo, anche incuriosito per un'altra cosa.

«Da quanto tempo ti fai sbattere da Paolo?»

Lui nel sentire il nome del mio amico, mi guarda e mi chiede come faccio a sapere queste cose; io invento una scusa, dicendo che conosco Paolo a causa del lavoro e gli dico che sapevo del fatto che lui, ogni tanto, amava dilettarsi con qualche maschietto; gli racconto del suo intervento nel quale Paolo me lo ha indicato e così ho capito tutto.

«Ho conosciuto Paolo tramite un collega di lavoro, con il quale erano molto intimi perché, tu forse non lo sai, ma lui e sua moglie si divertono, ogni tanto, ad avere qualche singolo nel letto. Il mio amico si scopava regolarmente la moglie di Paolo e, in cambio, qualche volta accettava il fatto di farsi montare anche da lui. Una volta che io e il mio collega eravamo assieme, abbiamo incontrato Paolo e così, una cosa tira l'altra, una volta siamo andati insieme a casa sua. Ancora non ero fidanzato con Katia ed abbiamo passato un bel pomeriggio, io e il mio collega, con Paolo e sua moglie. Non ricordo bene come fu, ma, tra una cosa e l'altra, mi son ritrovato con il cazzo di Paolo in bocca ed ammetto che la cosa mi piacque non poco, così ci siamo rivisti da soli ed è stato lui, per la prima volta, a iniziarmi alla sodomia. A volte c'era anche sua moglie e capitava che, mentre mi scopavo la signora, Paolo me lo metteva nel culo e tutti e tre godevamo in una maniera pazzesca. Mi sarebbe piaciuto far questa cosa insieme a Katia, ma, dopo la morte di Lucia, non ho avuto più il coraggio di proporre niente. Ora non so come comportarmi con te! Voglio dire... Mauro, mi è piaciuto molto ciò che è successo tra noi questa mattina…»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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