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Erotika
una coppia moderna · Cap. 14
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Capitolo 14 di 15 34 min di lettura

i mostri dentro

fa male... tanto male!

metzenbaum
1 anno fa · 555 letture · 0

“bah! già dimenticato tutto…” ridacchiò, poi mi prese per mano e mi portò in cucina, mi fece sedere e mi preparò un caffè e scoprii che erano le undici e mezza del mattino.

“grazie…” le dissi, e il suo meraviglioso sorriso mi fece stare bene.

“e… Gioia?” le chiesi.

“è sempre da me, tranquillo che sta bene” rispose, “è un po’ così, ma le passerà…”

“ce l’ha con me?” le chiesi, e lei mi guardò storto.

“con chi ce la deve avere?” mi chiese ridendo, “con me?”

non risposi, sorseggiai il caffè e una volta finito la guardai mentre rimetteva a posto zucchero e altre cose che c’erano sulla tavola e proprio come faceva Gioia lavò immediatamente le poche stoviglie che c’erano nel lavandino, asciugando poi tutto con cura.

“allora” mi disse, “qual è il tuo programma di oggi?”

“che giorno è?” le chiesi.

“giovedì” rispose, “ancora due giorni e siamo in vacanza, eh?”

“ancora con questa storia della vacanza…” mugugnai, “l’ho già detto anche a Enrico, ma che cazzo ci vengo a fare io in vacanza?”

mi guardò divertita.

“ti devo fare un disegnino o…” ridacchiò.

“Stella, cazzo!” esclamai, “ho appena… rotto con mia moglie, p-pensi che ci vada in vacanza insieme?”

“mmm…” mugugnò anche lei, “pensavo che in vacanza fossi io tua moglie…”

“dai, Stella!” esclamai ancora, e allora alzò le mani in segno di resa dicendo “ok, ok, ok, capito…”

mi raggiunse da dietro e mi abbracciò le spalle, posandomi un bacio sulla guancia, e poi si sedette sulle mie gambe.

e mi venne… da ridere, sì, mi venne da ridere, perché avevo praticamente addosso una delle più belle bombe sexy che avessi mai visto, tutta desiderosa se non… vogliosa di giocare al ruolo della moglie con me e io… io la stavo praticamente allontanando?

“tu, invece?” le chiesi, “che programmi hai per oggi?”

alzò le spalle e rispose “oggi giorno libero…”

la guardai perplesso.

“e…. e Gioia?” azzardai a chiederle, “è… da sola?”

“no…” rispose, “è andata con Enrico a un meeting, sono partiti stamattina presto…”

ci rimasi male.

“m-meeting?” chiesi.

“tranquillo, non vanno a scopare, non sono soli in macchina” mi disse divertita, “ci sono un altro collega di Enrico e una loro… come cavolo si chiama, project junior?”

“e dove…” provai a chiedere, ma mi fermò mettendomi un dito sulle labbra.

“Trieste” rispose, “tornano stasera tardi, moooolto tardi!”

“e… e Gioia… lei…” chiesi ma Stella per tutta risposta mi bloccò le labbra con pollice e indice a pinza.

“non sono problemi tuoi quello che fanno” sussurrò, “te lo vuoi cacciare in quella zucca vuota o no?”

la guardavo… sgomento.

“mi sono fatta giurare da Enrico che non la toccherà, non la provocherà e non cederà neanche alle provocazioni, ok?” mi disse, “mi fido di lui, e devi fidarti anche tu!”

annuii.

“non te la scopa, non oggi almeno” ridacchiò, “me l’ha giurato…”

“se poi invece si mettono a fare una gangbang allora…” provò a dire ma scoppiò a ridere, abbracciandomi forte per poi restare con la fronte appoggiata alla mia, con le nostre labbra che si sfioravano.

“non pensare a quello che fa lei…” mugolò, “pensa a quello che puoi fare tu…”

“cioè?” le chiesi, anche se già sapevo dove voleva andare a parare…

“hai qui una… mogliettina servizievole, super sexy, disponibile per qualsiasi cosa, prepararti un piatto di spaghetti al pomodoro o farti uno di quei pompini che ti piacciono tanto, proprio lì di fuori in quella fantastica piscina che mi sogno anche di notte…”

“e visto che è tutta… sigillata e che praticamente non hai vicini… possiamo anche sfruttarla per… divertirci un po’...” sussurrò, “che ne pensi?”

“penso che stai… esagerando” le risposi, gettando acqua sul fuoco, “e che… dovresti saperlo che per me è un momento difficile…”

mi guardò a lungo, seria, poi sorrise.

“sei… una canaglia!” disse, “anche se mi rifiuti sento… un’attrazione… assurda verso di te!”

mi mise entrambe le mani sulle guance e poi mi posò un bacio sulla fronte.

“ho il massimo rispetto per i tuoi sentimenti” sussurrò ancora, ma sera, “e so quanto ti manca Gioia, e so che la vorresti qui, al mio posto”

non le risposi, non annuii né negai.

“credi alla tua amica Stella” continuò, “non l’hai persa, Gioia sta solo… elaborando una perdita”

aggrottai le sopracciglia.

“ha perso l’uomo che eri prima, e adesso deve… diciamo… ‘familiarizzare’ con quello nuovo, e dipende da questo signor ‘uomo nuovo’ quanto tempo ci metterà”, e per farmi capire se ce ne fosse bisogno chi era l’uomo nuovo mi picchettò sulla fronte con un dito.

“e io, da consulente, consiglio caldamente a questo uomo nuovo di dare un giorno o due alla sua donna, smettere di fare lo stronzo, preparare le valigie per andare in vacanza e lasciare qualche ora la casa per farla tornare e preparare le sue cose, senza trovarti tra le palle”

annuii.

“il viaggio in aeroporto lo facciamo noi due, e loro faranno la stessa cosa” continuò, “non si scopa, non si fa niente di niente, nessuno dei quattro”

ero silenzioso, obbediente.

e non mi piaceva perché dentro avevo ancora… di tutto!

“poi quando saremo là… vedremo che cosa fare, ok?” concluse, “ma tutto a suo tempo”

“ok…” le risposi.

“e visto che è quasi ora di pranzo… la tua consulente ti suggerisce di ordinare qualcosa di pronto al cinese, perché il tuo frigo è praticamente vuoto e quelle cose surgelate che hai nel freezer io non le tocco!”

sorrisi.

si alzò ed andò a prendere il mio telefono, me lo porse e due minuti dopo stavo ordinando sotto dettatura, e quando la gentilissima Mei mi chiese l’orario per la consegna, visto che sentiva perchè era in vivavoce, la guardai per chiederle quando lo voleva.

e Stella mi fece “una” con il dito indice.

“per l’una va bene?” chiesi, si poteva fare e allora confermai quarantacinque euro di “cibo spazzatura cinese”.

“l’una?” le chiesi dopo aver messo giù, “ma non avevi fame?”

“fame ho fame, ma non di… cinese…” rispose sensuale, e passandomi di nuovo dietro mi passò le mani dalle spalle al petto scendendo fino alla pancia, andando ancora più giù me le misi sulle cosce e poi mi sfiorò il pacco.

“abbiamo un’ora da ammazzare…” mugolò, “non vuoi… divertirti con la tua mogliettina Stella stellina?”

sorrisi.

“ti ho fatto da infermierina per tutta la notte…” mi sussurrò all'orecchio, “credo di meritarmelo…”

sì, se lo meritava senz’altro.

e anch’io!

mi alzai e quando mi trovai davanti a lei le incollai la bocca alla sua e in un istante stavamo limonando furiosamente, con una passione… letale!

mentre ancora le nostre lingue facevano gli straordinari la presi in braccio, Stella mi gettò le braccia al collo e si lasciò condurre non nella camera degli ospiti ma in quella vera, e il particolare non le sfuggì, la depositai sul letto e senza molte cerimonie le tolsi il reggiseno che esplodeva liberandole le bombe e poi anche gli slip, lasciandola completamente nuda ed indifesa, mi tolsi tutto anch’io facendo uscire l’affare già duro come una molla e senza nessun tipo di preparazione, senza nessun preliminare mi piazzai tra le sue cosce e glielo puntai, lo feci abboccare alla figa già bagnata e zac, la infilzai.

Stella mi accolse dentro di sé con il sorriso, quasi… maternamente, ma quando dopo essermi sistemato meglio con le gambe e averle aperto le cosce cominciai a pomparla allora lo sguardo materno se ne andò, e tornò la Stella di sempre, un troione da combattimento (parole di Gioia, non mie!) che godeva, e gemeva, e gridava, e mi incitava a spingere più forte perché lo voleva sentire dentro l’anima!

e non fu una semplice scopata… fu uno scontro titanico!

me la scopai da sopra in un crescendo di grida e di godimento, e applicando il filo logico di quello che avevo in testa la feci mettere a quattro zampe e la presi da dietro, come uno “sano” deve scopare Stella, afferrandola per le le spalle e sbattendola forte.

e ancora una volta il ciac ciac delle mie cosce contro le sue lo poterono sentire in fondo alla strada!

si lasciò scopare da dietro e anche montare, continuavo a pensare a quella parola, ‘montare’, non l’avevo praticamente mai usata in quasi trent’anni di onorata carriera amatoria ma nella mia nuova veste di… scambista mi capitava di usarla spesso ma anche di praticare, perché mettermi sopra la donna, piedi ben piantati sul letto, ginocchia piegate e… darci dentro come se fossimo due animali dava davvero l’idea del montare!

e comunque Stella gradiva, e molto, per lei il contatto fisico maschile era indispensabile nel sesso, amava le sensazioni forti e da dominatrice adorava essere dominata, e quasi sottomessa, almeno fisicamente.

capitava bene, con me, perché con la rabbia che avevo addosso…

le chiesi di cambiare posizione e di mettersi dall’altra parte del letto, sempre alla pecorina ma con il viso rivolto verso lo specchio del guardaroba, la volevo guardare in faccia mentre la scopavo!

lo fece immediatamente, e mentre la scopavo la guardavo negli occhi vedendo lo stesso fuoco di sempre: l’avevo… odiata, l’avevo chiamata puttana, le avevo addossato tutta la colpa per quello che stava succedendo, l’avevo minacciata, anche di farla fuori, le avevo vomitato addosso tutta la mia rabbia e il mio furore gridandole in faccia che non l’avrei mai più voluta vedere… e invece eccola lì, sottomessa (fisicamente, del tutto volontariamente, ma non mentalmente), da ‘usare’ per farmi sbollire la cattiveria che avevo dentro… e lei era qui, per me, senza chiedere niente in cambio che non fosse… essere considerata la mia compagna anche se solo per gioco, e per poche ore.

Prima di andare avanti…

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