ci eravamo messi al sole dopo esserci spalmati vicendevolmente la crema solare, e la prima cosa che aveva fatto Gioia era stata mettersi in topless: ovviamente per darmi il contentino e… spronarmi a raccontare, ma avevo tenuto duro.
ma che senso aveva? innervosire una donna già esasperata?
e allora perché non… trovare qualcosa che poteva essere stimolante?
uscii dall’acqua e mi asciugai mentre Gioia ancora mi guardava storto perché non la accontentavo, e allora… le feci questa proposta.
“io… ti racconto qualcosa” le dissi e Gioia fece volare via la rivista che stava sfogliando nervosamente, “ma solo… a piccole dosi, ok?”
annuì, esaltata.
“però voglio che fai una cosa per me…” le sussurrai, ma non mi lasciò finire.
“vuoi che faccio ancora la pipì?” mi chiese con una smorfia.
sorrisi e scossi la testa.
“no, quello no, non adesso…” le risposi, “voglio che mentre te lo racconto… tu ti tocchi…”
mi sorrise maliziosa e si morsicò il labbro, sembrò volerci pensare su ma poi annuì e accettò, pronta per entrare in acqua insieme a me, ma scossi la testa e le indicai il lettino.
mi guardò piagnucolosa e poco convinta.
“voglio vederti lì” le dissi, senza concedere deroghe.
“ma cosa vuoi che faccia? che mi masturbo qui che mi possono vedere?” mi chiese stizzita.
“ma dai… andiamo dentro e…” provò a dire ma le dissi di no.
“amore, ti prego…” piagnucolò ma scossi ancora la testa e fui irremovibile, Gioia ci pensò su e alla fine la curiosità morbosa prevalse.
imprecò e sbuffò (la parola ‘stronzo’ la capii benissimo) ma alla fine si abbassò quegli slip striminziti restando nuda, si distese sul lettino ed aprì le cosce sfiorandosi le labbra della figa, e guardandomi fisso mi fece capire che dovevo cominciare.
“appena partiti voi… ci siamo baciati, con la lingua, come dei pazzi…” cominciai a raccontarle, e subito Gioia si morsicò il labbro dandosi da fare con le dita tra le gambe.
sembrava carica come una molla, forse il suo scambio con Enrico non era andato poi così bene…
“poi siamo saliti in macchina e abbiamo continuato, siamo partiti e un po’... un po’ mi ero pentito e volevo tornare a casa e allora Stella me l’ha tirato fuori e ha cominciato a…”
“ti ha fatto un pompino?” mi chiese, tesa, mentre ormai si stava già sgrillettando con due dita.
“m-m… un gran bel pompino…” le risposi, “mi sono fermato e l’ho lasciata fare, su e giù con la testa e le ho messo le mani sopra, sai che mi piace…”
“sì, sì…” mormorò, “dai continua!”.
“ecco, mi stava facendo un bel pompino quando dietro di lei sulla strada ho visto due che ci guardavano” dissi, e Gioia improvvisamente accelerò il movimento delle dita e si mise a gemere sommessamente.
“poi ce ne siamo andati di lì e alla fine siamo finiti in hotel…” conclusi, “ecco, adesso qualcosa te l’ho detto…”
“NO!” esclamò, “no, amore, ti prego continua… dimmi ancora qualcosa, non lasciarmi… così…”
non potevo essere così crudele, non in quel momento.
“e appena in hotel l’ho spogliata, nuda” le sussurrai, “l’ho tirato fuori e gliel’ho cacciato in gola, e me lo sono fatto ciucciare”
aveva di nuovo accelerato e sembrava in dirittura d’arrivo.
“l’ho presa per i capelli e le ho scopato la faccia, e quasi la soffocavo” continuai, e vidi Gioia a bocca aperta che respirava affannosamente, stava venendo.
dovevo darle il colpo di grazia.
“e poi le ho sborrato in gola” aggiunsi, “e le ho schizzato tutto giù nello stomaco, senza darle neanche…”
“VENGO!” la sentii gemere, “vengo, sì, vengo, vengo, sì… che bello, vengo…” mugugnò persa nel suo piacere, con un dito dentro la figa e con l’altra mano che le strizzava le tette tartassandole i capezzoli.
e mi feci l’appunto mentale che avrei dovuto salvare le immagini delle telecamere, perché quello a cui avevo assistito non doveva essere dimenticato!
non smise di toccarsi e di penetrarsi la vagina, io assistevo compiaciuto ma Gioia non voleva restare sola in quel momento.
“amore, vieni…” mugolò “vieni a leccarmi la figa…”
non me lo feci ripetere due volte, mi tuffai tra le sue cosce aperte trovandoci dentro un lago, presi la rincorsa e cominciai a leccare e leccare facendola godere ancora di più, raggiunse un secondo orgasmo praticamente consecutivo al primo e il terzo arrivò un un paio di minuti, quando oltre alla lingua aggiunsi anche due dita nella figa, ormai così sensibile e reattiva che Gioia saltava ad ogni spinta che le davo tanto da obbligarmi a tenerla bloccata sul lettino con un braccio sulla sua pancia.
poi si accasciò esausta, devastata, ma bastò che la baciassi per farla riprendere: mi leccò la faccia ripulendola dai suoi umori e poi mi cacciò la lingua in bocca come una forsennata, ma proprio mentre stavamo seriamente pensando di farci una bella scopata all’aperto sentimmo suonare il telefono di Gioia.
ci spaventammo entrambi perché pensammo che fosse il campanello e che ci fosse qualcuno al cancellino, poi ci mettemmo a ridere: Gioia corse al telefono e quando ormai pensavo già che fosse Stella (probabilmente aveva avuto accesso alle nostre telecamere, perché sapeva tutto di noi…) la sentii salutare Paola, una delle poche amiche della scuola che frequentava ancora dopo tanti anni.
entrò in casa e la sentii ridere, parlare, ridere e ancora ridere, e mi fece stare bene sentirla così.
e non me ne fregava un cazzo se se l’era scopata Enrico, non me ne fregava un cazzo perché tanto era lì con me, e non con lui…
e non me ne fregava niente se se la sarebbero scopata anche altri, perché io avrei potuto fare la stessa cosa con le loro donne, ma Gioia restava mia.
e mentre mi annusavo le dita che profumavano degli umori di Gioia (adoravo il suo profumo, quello di Stella ad esempio non era così… piacevole) mi arrivò un messaggio anche sul mio telefono, guardai il display e… Stella.
“ho provato a chiamare Gioia un attimo fa ma non risponde, tutto bene?”
sorrisi. forse era una telefonata per il controllo dello status di missione…
“è al telefono” le risposi.
“ah, ok” rispose, e aggiunse “tutto bene per il resto?”
esitai se dirglielo o meno, poi lo feci.
“si è appena fatta un ditalino qui davanti a me, in piscina, mentre le raccontavo del pompino che mi hai fatto in auto, e poi le ho leccato la figa, l’ho fatta venire altre due volte”
rispose con la faccina dagli occhi sgranati.
“quindi penso che stiamo bene, sì” replicai, “e voi?”
“noi solito…” rispose.
“vi va una pizza stasera?” mi chiese, “qui da noi, pizza e un paio di birrette, che ne dite?”
non ero sicuro che fosse una buona idea, e le risposi che avrei dovuto chiederlo a Gioia ma avendola vista stanca non glielo garantivo.
“dai, fammi sapere” scriveva, mandò un bacio e poi si disconnesse.
“ecco, ci mancava solo questa…” sussurrai, “solo questa ci mancava…” dissi ancora mentre mi alzavo a fatica dal lettino, e in quel momento uscì Gioia.
“che cosa ci mancava?” mi chiese, ancora completamente nuda e completamente congelata perché in casa era tutto condizionato.
“Stella” le dissi indicandole il telefono, “mi ha chiesto se stasera vogliamo andare a mangiare la pizza da loro”
sembrò pensarci su, poi sorrise e annuì.
“sì, voglio andare!” disse decisa, “ma a che ora?”
“non lo so, adesso glielo chiedo…” le risposi, ma prima glielo chiesi ancora “ma sei sicura?”
“sì sì” rispose decisa, “mi fa piacere!”
mandai il messaggio ‘stasera ok, orario?’
rispose immediatamente con le faccine che sorridevano aggiunse ‘8’.
risposi con il pollice in su e allora Gioia mi disse che andava a prepararsi, perché aveva i capelli che facevano schifo.
sistemai la piscina, feci partire il robot per la pulizia, raccattai il suo costume e mentre stavo rientrando… messaggio di Stella.
“prima che me lo chiedi, anche questa è una prova” scriveva, “è la prova del giorno dopo, per vedere le vostre reazioni”
lo sospettavo…
“ricordati solo una cosa, stasera niente accenni, neanche dietro provocazione o richiesta diretta, ok?”
“certamente” risposi, “come se nulla fosse successo”
“anche perché siamo in casa vostra” aggiunsi, avevo fatto il compitino.
“proprio così” rispose con tanti pollici in su.
