«Ambra, avevi ragione! È proprio un bel cazzone! Signor Mauro, questa sera lei ci deve far divertire tutte quante.» Ho guardato mia figlia senza capire, ma lei si è alzata in piedi, mi ha preso per mano e, seguita dalle compagne, siam saliti al piano di sopra e ci siamo diretti nella mia camera da letto. «Papà, non siamo né vergini né sprovvedute! Ognuna di noi ha fatto sesso con almeno un coetaneo, senza mai restare soddisfatte. Perciò abbiamo deciso che tu, questa sera, ci devi far divertire. È vero, siamo in tre, ma faremo in modo che tu ci possa soddisfare tutte quante. Per prima cosa, vorremmo esser leccate, perché nessuno dei nostri coetanei ce l'ha mai fatto!» In un attimo, erano tutte e tre completamente nude! Ammetto che ho sentito un groppo alla gola, quando ho visto il corpo di mia figlia in mezzo a loro ed è stata Katia la prima a sdraiarsi a cosce aperte sul letto e, sdraiato lì in mezzo, ho preso a leccare il suo bottoncino; la sua vulva era già bagnata fradicia, mentre sentivo la bocca delle altre che continuavano a tener ben duro il mio membro. Non me lo succhiavano, si son solo limitate a leccarlo e tenerlo lubrificato, mentre Katia ha ottenuto il suo primo orgasmo. «ohhhhhhh! che bello! Ragazze, questa lingua è divina! Io... io… uhmmm,,, non resisto... vengo!» Devo ammettere che mi è piaciuto molto leccare il suo miele. Subito dopo è stata sostituita da Elena, che ha preso il suo posto, ed ho ripreso a leccare, ormai senza più remore. Ero troppo eccitato e volevo semplicemente divertirmi con queste puttanelle, che erano convinte di poter fare il comodo loro con me. Mi son imposto di impartir loro una sonora lezione. Anche Elena ha impiegato poco a venire ed a urlato il suo piacere, come prima di lei aveva fatto Katia. «Caspita! Madonna, quanto è bravo! Oddio, vengo! Io…. ooohhh….vengo!» Ha stretto le cosce intorno alla mia testa, mentre io mi dissetavo alla sua fonte del piacere, ingoiando il suo miele dolcissimo! Lei si è spostata e, mentre ero ancora sdraiato, tutte e tre hanno continuato a far scorrere la lingua sul mio membro, facendomelo diventare talmente duro da farmi male. Quando è venuto il turno di Ambra, io mi son fermato e l'ho guardata: «Con te non lo faccio!» Lei è rimasta palesemente sorpresa, oltreché indispettita. «Cosa? Hai forse dimenticato che ho un video che... Lo sai che non puoi…» Mi son sollevato e appoggiato con le spalle alla testiera del letto, ho risposto: «Sì, hai ragione È proprio questo il punto! Tu hai un video, che adesso devi cancellare. Ora è chiaro che siamo tutti qui per divertirci liberamente e farò godere ciascuna di voi al meglio delle mie capacità; ma voglio farlo perché piace anche a me e non perché ricattato. Quindi, figlia mia, se vuoi sentire il piacere della mia lingua sulla tua patatina, devi farmi vedere che cancelli il video!»
Lei è rimasta indecisa per qualche istante, poi ha girato lo sguardo verso le amiche e tutte e due hanno fatto un cenno d'assenso con il capo; allora lei ha preso il suo telefono e mi ha dimostrato che stava cancellando il video, ma io preteso anche che svuotasse il cestino, dove lo aveva destinato quando aveva preso a cancellarlo. Una volta che non mi sentivo più sotto ricatto, l'ho spinta di lato e mi son messo tra le sue cosce; ho preso a leccare la fica di mia figlia e mi son davvero gustato il piacere di farla urlare e godere più delle altre. È venuta due volte e, alla seconda volta, mi ha letteralmente imprigionato la testa tra le sue cosce, urlando che stava impazzendo di piacere. «Papà, così mi uccidi! È talmente bello che... adesso vengo di nuovo! Mi hai già fatto venire ed ora... ancora? Papà, vengo! Lo sapevo che eri fantastico!» Poi ha aperto le cosce, mi ha afferrato la faccia con entrambe le mani e mi ha tirato sopra di sé; davanti alle sue amiche, mi ha baciato ed ha limonato con me, in maniera assatanata. Quando ci siamo staccati, lei si è girata verso le amiche e mi ha detto una cosa importante. «Papà, siamo tutte protette. Katia si è fatta sverginare due mesi fa ed ha detto che è stata una cosa assolutamente deludente. Elena lo ha fatto il giorno del suo diciottesimo compleanno, ma era alquanto alticcia da non ricordare neanche se le è piaciuto o meno; per quanto mi riguarda, ho solo aperto le cosce ad un ragazzo che, dopo avermelo messo dentro, tempo due minuti, era già venuto! Papà, questa sera, noi vogliamo esser chiavate per bene. Abbiamo tutta la notte, quindi non ti devi crear problemi. Ci dovrai scopare con calma e far godere ciascuna di noi; quando verrai, noi saremo pronte a bere il tuo latte! Ti daremo anche il tempo di riprenderti e poi... scusami, non volevo ricattarti, però…» Ho fatto finta di esser arrabbiato, ma la realtà era che avevo un orgoglio da difendere. Mi hanno detto che la prima sarebbe stata Elena, che, essendo stata presa, la prima volta, da ubriaca, nemmeno ricordava come era stato. Mentre la stavo scopando, Ambra e Katia si accarezzavano tra di loro. Questa cosa mi ha eccitato al massimo. Ho scopato Elena e, durante l'amplesso, è venuta due volte, poi mi ha abbracciato e tenuto stretto a sé. «Questo sì che è godere! Ambra, gioia mia, avevi ragione! Sentirete che toro! Me lo sbatte tutto dentro così forte, che mi fa venire ancora! Ragazze, eccomi, vengo ancora!» Poi è stata la volta di Katia; mi son voluto un po' divertire. Ho fatto metter Ambra sdraiata sotto di lei e, mentre erano intente a fare un 69, mi son posizionato dietro la sua amica e mi son gustato la lingua di Ambra mentre scopavo Katia con molta delicatezza. È bastato poco per far urlare di piacere anche lei e, dopo il secondo orgasmo, ho tirato fuori il mio membro ed Ambra lo ha preso subito in bocca e me lo ha succhiato forte, cercando di farmi venire. «Dai, papà, riempimi la bocca. Anche loro hanno sete e sono ansiose di assaporare il tuo latte!» Si sono alternate con la bocca sul mio membro, facendole mettere tutte e tre guance a guancia. Mi sono segato ed ho cominciato a distribuire uno schizzo ciascuna, dentro le loro bocche fameliche. L'ultimo schizzo l’ho riservato per Ambra, che ha continuato a succhiare il mio membro, fino a spremerlo tutto. Poi, visto che ce l'avevo ancora duro e non poteva esser diversamente con tre puttanelle come quelle, mi ha fatto sdraiare ed è salita su di me, infilandoselo dentro da sola. «Ho visto che la mamma e la signorina Giulia ti hanno scopato stando sopra! Mi son sempre domandata il perché ed ora lo voglio scoprire! E... Oh cazzo... lo sento tutto, fin in gola! Ragazze, così è fantastico! Accidenti, son già pronta a godere! È bellissimo! Sto già venendo! Papà, vengo!» Il suo corpo ha preso a tremare, scosso da una scarica di piacere travolgente. Si è sdraiata sopra di me e mi ha dato un bacio; poi è scivolata di lato e subito il suo posto è stato preso da Elena, che voleva provare anche lei il piacere di cavalcarmi. A giro, tutte hanno provato quella posizione ed hanno raggiunta ancora uno o due orgasmi, poi, soddisfatte, si son sdraiate a dormire, con Ambra che mi teneva sotto braccio. All'alba ho sentito qualcuno che mi succhiava il cazzo e, quando ho aperto gli occhi, ho visto che erano tutte e tre sveglie; una per volta mi hanno succhiato molto bene e, alla fine, mi hanno regalato un magnifico pompino, che è terminato nella bocca di Ambra, che, prima ha raccolto tutta la mia crema, e poi ha baciato le amiche, per condividerla con loro. Ci siamo alzati ed abbiamo fatto colazione insieme; tutte e tre, nude, sono andate a far il bagno in piscina e mi hanno invitato a unirmi a loro, cosa che poi ho fatto. Abbiamo passato la mattinata dentro l'acqua e, ogni tanto, qualcuna veniva a prendersi il mio cazzo e se lo infilava dentro; la più intraprendente di tutte è stata mia figlia, che si è messa a pecora e, con un'aria un po' spavalda, mi ha chiesto di farle il culo. «Dai, papà, aprimi questo buchetto; so che farà un po' male, ma non mi importa: voglio che tu sia il primo! Questa notte mi hai fatto sognare e, finalmente, ho scoperto cosa significa godere; da oggi in poi, vorrò solo cazzi che sanno farmi divertire e non le mezze seghe dei miei coetanei, che, dopo cinque minuti, hanno già finito. Ora lo voglio nel culo, perché son sicura che tu saprai fare un lavoro impeccabile.»
