“Non resisti proprio eh?”.
“No Monica... non ce la faccio, ti prego.” la sua mano scese sui miei pantaloni, cercò di aprire la lampo, l’aiutai e la sua mano entrò nelle mie mutandine. Appena lo tirò fuori sentii la sua mano masturbarmi.
“Sai che è proprio un peccato che tu sia così passiva amore... hai proprio un bel cazzo.” cresceva sempre di più nella sua mano e quando iniziò ad uscire lei si inginocchiò ed iniziò ad aprire la bocca. Riuscivo solo a vedere i suoi occhi che mi fissavano, luminosi e vivi. Quando iniziò a muovere la testa, mi accarezzò il pelo sul pube, un leggero solletico. All’improvviso sentii la lingua muoversi. Monica si accorse che non riuscivo a resisterle e sorrise mentre aveva la bocca occupata. Spingeva la sua testa fino in fondo, sapeva bene quello che stava facendo. Non mi diede tregua finchè le mie gambe non iniziarono a tremare, solo lì si fermò per darmi un po’ di tregua e per riprendere fiato. Il mio cazzo era completamente bagnato e duro. Mise il suo viso sotto il mio scroto e iniziò a leccarmi le palle. Il mio cazzo pulsava dalla voglia, non era abituato.
“Mettiamoci comode tesoro...” mi aiutò a spogliarmi, mi spinse sul letto e mi raggiunse nel mezzo delle gambe. Non riuscivo più a muovermi, Monica mi teneva fermo per le mani mentre con la testa succhiava tutto ciò che poteva nel mezzo delle mie cosce. Iniziai ad ansimare, certamente Monica era molto più brava di zio Domenico con la bocca... lasciò le mie mani e prese in bocca le mie palle, mentre iniziò ad accarezzare lentamente la mia cappella bagnata con le mani. Delicatamente lasciava che il palmo corresse su e giù. Non riuscivo a parlare dall’estasi, lì brividi di piacere partivano dalla cappella e raggiungevano ogni singolo centimetro del mio corpo. Vedevo la sua mano che stringeva delicatamente il mio cazzo, le sue bellissime unghie rosse si muovevano attorno alla mia cappella, si sentiva solo il suono della mano che scorreva umida e bagnata in tutta la stanza. Una dopo l’altra, Monica quasi ingoiò le mie palle, leccandole con cura, finchè non prese a stringere più forte con le sue mani. Sputò per lubrificare ancora una volta e poi riprese senza fermarsi finchè non uscirono le prime gocce di sperma. Velocemente coprì la cappella con la sua bocca e mi lasciò venire dentro di lei. Le labbra strette per non perdere niente e poi si staccò da me lasciando la cappella pulita e umida. Salì sopra di me, appena il suo viso fu sopra il mio, mi fece un occhiolino e mi baciò. In quel momento tutto lo sperma che aveva in bocca si mescolò insieme alle nostre lingue. Quando fu sicura di non averne più una goccia in bocca mi lasciò.
“Mmmm allora com’è? Delizioso vero amore?” annuì con la bocca ancora piena. “Allora manda giù...” obbedì e ingoiai tutto. La sua mano mi aprì la bocca per controllare che non fosse rimasto nulla. “Che brava che sei Luana!” infilò il suo pollice e lo tirò fuori solo dopo che lo ebbi succhiato per bene. Avrei voluto succhiarla, ricambiare quel bellissimo piacere che mi aveva appena dato...
“Devo tornare a casa tesoro. Ho un sacco di cose da fare prima di iniziare a prepararmi per questa sera... ” andò in bagno per rinfrescarsi e poi mi baciò, lasciandomi sul letto con ancora il suo sapore in bocca. “Non vedo l’ora di vederti questa sera..!”.
Mi feci una bella doccia fredda, Monica mi aveva lasciato proprio sul più bello. In quel momento avrei voluto masturbarmi ma sentivo che non sarebbe stata una buona idea, volevo essere in forma per la cena, ci tenevo tanto. Mi sedetti sotto il getto d’acqua e rimasi immobile parecchi minuti, quasi in meditazione. Uscì dopo una mezz’ora abbondante, dopo un nuovo e accurato passaggio di rasoio su tutto il corpo e dopo aver fatto calmare tutti i bollenti spiriti. Aspettai il rientro di Domenico sul letto, mi feci trovare con solo l’accappatoio addosso. Quando zio Domenico rientrò in stanza, mi salutò e si sedette accanto a me mentre la sua mano correva sotto l’accappatoio per stringere il mio culetto. Il suo pollice trovò subito il mio ano, iniziò a massaggiarlo, premendo contro i bordi.
“Allora tesoro sei pronta per questa sera?”.
“Prontissima, ho già fatto la doccia.” cercavo di rilassare il più possibile lo sfintere, il pollice iniziò a entrare leggermente anche se con un po’ di attrito.
“Ottimo. Allora vado in doccia anch’io così poi possiamo prepararci per uscire. Facciamo un piccolo aperitivo e poi ceniamo tutti insieme ok?” ora il pollice era quasi entrato per metà.
“Si amore, va benissimo.” spinsi appena lo sfintere per aprire di più l’accesso ed ecco che il pollice affondò del tutto. Domenico mi baciò e poi andò in bagno, lasciando il mio buchetto ancora leggermente aperto.
Lo sentii spogliarsi in bagno, poi il getto d’acqua. Mi alzai lentamente, andai verso la porta e lo vidi entrare in doccia. Appena chiuse l’anta di vetro entrai nel bagno, gettai l’accappatoio sul pavimento e senza dirgli niente entrai nella doccia. Abbracciai la sua schiena e mentre tenevo la testa sulla sua spalla, con la lingua corsi fino al collo. Lui si girò e mi prese subito, le mani andarono giù verso il mio culo. Le sue dita continuarono ciò che il pollice aveva iniziato prima finchè non mi girai con il viso rivolto verso l’anta di vetro. Le sue mani mi tenevano fermo e quando lo sentì entrare insieme all’acqua calda sarei voluto non uscire mai più da quella doccia.
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