I successivi giorni andarono avanti pressoché nello stesso modo: andavo a pranzo da lui, dopo aver mangiato andavo in camera a scegliere qualcosa da mettere e tornavo da lui tutto in tiro per ripetere i nostri giochi. Inventavo anche delle scuse con i miei amici per non uscire con loro se sapevo che in quel momento dovevo andare a casa di zio Domenico, lo facevo per lui.
Giorno dopo giorno Zio diventava sempre più audace, metteva quasi sempre un dito in più nel mio culetto e mi faceva godere senza farmi mai arrivare all’orgasmo troppo presto. Era capace di guidarmi e farmi trattenere se necessario. Prestava sempre un po’ di attenzione ai miei piedini, mi disse chiaramente che era un feticista perso ma la zia non ne voleva sapere di accontentarlo in quel modo. A me piaceva tanto invece e lo lasciavo fare senza dire nulla. Una sera mentre stavo per mettermi a letto (quel giorno zio aveva giocato parecchio con il mio culo, aveva infilato tre dita e avevo sentito chiaramente il mio ano allargarsi) provai a mettermi di schiena allo specchio per controllare lo stato del mio amato buchetto e notai che si era notevolmente allargato. Mi era già capitato di vederlo quando mi depilavo e avevo presente la sua forma stretta e chiusa ma quella sera era molto più rilassato e aperto, quasi “allungato”. Mi piaceva la nuova forma del mio ano e volevo che zio continuasse a giocarci, anche quando zia sarebbe tornata, volevo chiedergli di continuare anche dopo le vacanze, in un modo o nell’altro volevo andare avanti con lui.
Arrivammo, purtroppo, alla fine della settimana. Zio mi disse che aveva ricevuto una chiamata zia Maddalena per dirgli che aveva avuto un problema alla macchina, non sarebbe più tornata a casa domenica ma direttamente il lunedì, in giornata. La notizia mi fece felice in un certo senso, zio ed io avevamo più tempo per noi.
“Visto che c’è stato questo piccolo imprevisto, domani vuoi venire a cena da me? Ti prometto una bella serata, solo tu ed io.” mi disse il sabato nel tardo pomeriggio quando stavo uscendo da casa sua dopo aver passato diverse ore sul divano con lui, sdraiato tra le sue cosce a succhiargli il cazzo, indossando solo un paio di sandali con il tacco mentre lui mi accarezzava la testa e spingeva nella mia bocca il suo bel pezzo di carne bollente e pulsante di amore per me.
“Si zio, domani sera verrò da te. Non vedo l’ora... ” gli risposi. Dopo il solito bacio con la lingua andai via.
Eravamo praticamente da soli nel palazzo, era quasi la metà di agosto e la città deserta potremmo dire. Tutto questo contribuiva a creare una specie di bolla in cui stavo vivendo un piccolo sogno ad occhi aperti insieme a zio Domenico. Fu difficile dover fare i conti con il pensiero che dalla prossima settimana in un certo senso, tutto sarebbe “tornato alla normalità” con il ritorno di zia Maddalena.
Arrivai a casa e andai subito a cambiarmi, mi spogliai dei vestiti da maschio e misi subito gli slip di zia, la vestaglia e le zeppe di mamma. Andai a sedermi sul divano, notai che lo smalto ai piedi aveva iniziato a rovinarsi un po’. Presi subito l’acetone e la boccetta di smalto, pulì le mie unghie e ricominciai da capo. Dopo pochi minuti avevo delle unghie rosse e perfette, già riuscivo a immaginare come avrebbe reagito zio la sera seguente. Cenai con un’insalata e mi misi subito a letto, avevo ricevuto una chiamata dai miei amici ma dissi che non stavo bene, usai la scusa di un disturbo intestinale dovuto al caldo e rimasi a casa. Mi sdraiai sul lettone dei miei e accesi la televisione che contribuì a farmi addormentare in meno di mezz’ora. La mattina seguente, mi svegliai con un messaggio sul cellulare da parte di zio Domenico:
“Buongiorno mia bella nipotina. Oggi ho dei giri da fare e sarò fuori fino al tardo pomeriggio. Se oggi non hai da fare e vuoi passare a casa per aspettarmi lì fai pure, sentiti libera di fare quello che vuoi. Preparati che stasera sarà una gran bella serata, te lo prometto! Un bacio tesoro.”
Dopo il messaggio c’era una sua foto, era sdraiato sul letto a petto nudo solo con i pantaloncini del pigiama, era visibile un discreto accenno di erezione proprio in quel punto che la mia bocca oramai conosceva a memoria. Il viso era fuori campo. Non potevo chiedere un buongiorno migliore.
Mi alzai per fare colazione, misi su il caffè con ancora il telefono in mano, rileggevo continuamente quel messaggio e guardavo senza sosta quella foto. Il caffè venne su e spensi il fornello, prima di versarlo nella tazzina, sfilai al volo la vestaglia, mi misi in posa e scattai una bella foto al mio culo cercando di prenderlo dalla migliore angolazione possibile mentre con la mano libera stringevo appena una chiappa, sperando così di accentuare la sua forma e morbidezza. La mandai a zio per rispondere al suo buongiorno.
“Buongiorno tesoro mio. Non vedo l’ora che arrivi stasera. Spero che questa ti faccia compagnia oggi...”
Mi venne naturale chiamarlo in quel modo. Sorseggiai il caffè e mangiai qualche biscotto. Non riuscivo a pensare ad altro, anche il mio cazzo lì sotto aveva lo stesso problema, in pochi secondi già usciva dalle mutandine, schiacciato dall’elastico contro il mio ombelico tutto dritto e duro. Finita la colazione, tornai in camera e mi buttai sul letto, cercavo di ignorare la mia erezione, anche se le mutandine stringevano parecchio il mio cazzo e iniziavano a darmi fastidio. Le tolsi per lasciarlo libero, avevo capito che sarebbe stata una battaglia persa altrimenti. Passai la mattinata a rotolarmi nel letto, alternando la tv a qualche video porno sul cellulare. Guardai solo video di trans e travestiti, non riuscivo più a guardare una semplice donna fare sesso con uno o più uomini. Continuavo a immedesimarmi e vedere che in mezzo alle gambe della bella puttana di turno ci fosse un bel cazzo al posto di una figa mi faceva sentire più simile a loro, anche se in un certo senso invidiavo le donne biologiche che avevano realmente una figa in mezzo alle loro gambe, non come me che ne avevo una dietro che mi faceva colare sperma senza toccarmi come fanno tutti gli uomini. Sempre con il pensiero della serata che mi attendeva, iniziai a cercare su internet più materiale possibile riguardo alle trans e ai travestiti, avevo paura di non riuscire a trovare qualcosa da mettere, credevo di non avere ispirazione. In fin dei conti era l’ultima sera con zio Domenico e non volevo mettere solo del semplice intimo o delle scarpe, volevo essere perfetto il più, forse anche più della prima volta quando mi feci vedere da lui travestito. Iniziai anche a pensare a me stesso al femminile, poiché lui si riferiva a me sempre in quel modo. Cercando trovai una pagina di un forum inglese, il topic del forum si chiamava “A Guide To Anal Sex For Beginners Sissies”. L’autore descriveva in modo dettagliato come preparasi a un primo rapporto anale, suggerendo come preparare il proprio buchetto con l’uso di plugs e dildi prima di farlo sfondare da un vero cazzo. C’era un passaggio all’inizio che ripeteva quanto fosse fondamentale la pulizia del retto durante il sesso anale, per evitare spiacevoli imprevisti dovuti a eventuali “residui” al suo interno. Caddi dalle nuvole... mio dio come avevo fatto a non pensarci? Era così ovvio! Per tutta la settimana zio Domenico avevo leccato e sditalinato il mio culo senza mai nessun tipo problema, ma se fosse successo qualcosa invece...? Dio mio che imbarazzo sarebbe stato, non riuscivo pensarci. Menomale che la fortuna era stata dalla nostra parte e non era successo niente. Il topic del forum suggeriva di fare sempre due o tre clisteri prima del rapporto per ripulire l’intestino. Iniziò a battermi forte il cuore e andai in iperventilazione. E se zio dicendo che sarebbe stata una bella serata si riferiva al fare sesso? Se avesse voluto far altro oltre ai soliti giochi con la bocca e le dita? Dovevo prepararmi, non potevo rischiare. Non avrei più avuto il coraggio di guardarlo in faccia se mi avesse trovato “sporco”. Andai subito in bagno, iniziai a frugare nei cassetti e nell’armadietto delle medicine. Trovai una scatola con una piccola peretta, non sapevo nemmeno che la possedessimo in casa. Mi sedetti sul water, aprì l’acqua per riempire il bidet accanto e iniziai a caricare la peretta. La inserì dentro il culetto facendo attenzione e la spremetti. Il freddo dell’acqua dentro di me mi fece venire un brivido. Una volta svuotata la tolsi e spingendo iniziai a far uscire l’acqua. Che sensazione strana che era, sentivo che usciva anche qualcos’altro e guardando dentro il water capì che il forum sosteneva la verità. Continuai a ripetere la cosa finchè non uscì acqua pulita, sentivo l’ano tutto bagnato, quasi come quando me lo leccava zio. Ripensai ad alcune scene porno che avevo visto in cui le ragazze si fanno i clisteri con il latte e poi lo schizzano fuori, pensai alle “torte di crema” che fanno di solito quando vengono nelle fighe o nei bei culi appena scopati, come per lasciare impresso un bel ricordo. “Certo che non sarebbe male...” pensai tra me e me, se mi fossi trovato in una situazione come quella, chissà se anche zio ci aveva pensato...?
