Allacciai gli stivali. Domenico uscì dal bagno vestito di tutto punto, aveva messo un profumo che adoravo. Andai a truccarmi, mi sembrò di metterci un’eternità, avevo paura che avremmo fatto tardi all’appuntamento. Mentre mettevo il mascara, Domenico comparve sulla porta e mi fissò. Non me ne accorsi subito, ma appena lo vidi non riuscii a non sorridergli. Posai il tubetto del mascara, avevo già messo il fondotinta e il rimmel, gli occhi erano a posto. Presi il rossetto ma prima di passarlo sulle labbra, diedi un bacio a zio.
“Meglio che finisci di truccarti. Se non usciamo da qui, finisce che ti butto sul letto... ” mi prese per fianchi e mi abbracciò, ma dopo pochi secondi mi lasciò.
“Non ti è bastata la doccia? Hai ancora voglia?” chiesi.
“Penso di sì, mi basta guardarti... finisci di prepararti che dobbiamo uscire o faremo tardi.” in parte mi sentivo proprio come lui, già stavo pensando a cosa avremmo fatto dopo la cena, una volta tornati in camera.
“Più tardi quando torneremo in camera voglio farlo. Non voglio dormire prima di aver fatto l’amore con te. Ho ancora voglia, prima non mi è bastato... ” quasi lo supplicai, lui mi sorrise e capì che era d’accordo con me. Misi il rossetto, dopo aver raccolto per bene i capelli, mi feci una mezza coda di cavallo, dopo la doccia avevo provato a lisciarli con molta cura usando solo la spazzola e l’asciugacapelli e lo raggiunsi nell’altra stanza, mi stava aspettando con il mio piumino in mano, appena mi vide aprì le braccia per farmi indossare il piumino. Presi la borsa con dentro telefono e portafoglio e uscimmo. Domenico aveva parcheggiato proprio davanti al b&b. Partimmo subito e andammo a prendere Daniele e Giovanni in un altro albergo poco distante da noi, sembrava che all’azienda per cui lavoravano, piaceva far alloggiare i dipendenti in trasferta quasi tutti nella stessa zona e vicino alla sede locale. Arrivammo da loro dopo una decina di minuti, ci stavano già aspettando in strada, zio quasi non gli diede il tempo di mettersi comodi che partì subito.
“Come stai Luana? Non ci vediamo da un po’. Domenico ti ha portata in trasferta, spero non ti sarai annoiata... Pescara non è di certo il massimo in questo periodo.” dal tono di Giovanni sembrava che volesse attaccare il discorso per non lasciar nessun silenzio imbarazzante tra noi.
“Oh sto bene grazie, in realtà sono stata benissimo in questi giorni, anche senza locali e vita notturna. Mi piace Pescara, anche se è una città piccola... e poi ci siamo divertiti molto in questi giorni.”. Domenico mi prese la mano.
“Immagino quanto vi sarete divertiti!” l’osservazione di Daniele mi fece tornare in mente la faccia che aveva quando mi stava spiando sulla soglia della stanza da letto, quando ero con Monica. Non so perché ma quell’uomo mi sembrava viscido, mi vennero quasi i brividi.
“Monica ha detto che ci aspetta lì, a quanto ho capito casa sua è proprio lì vicino.” zio Domenico continuava a tenermi la mano stretta.
“Si l’ho sentita in questi giorni, anche a me ha detto che sta vicino al locale, da una sua amica.” dissi.
“Ero sicuro che tu e Monica sareste andate d’accordo, che ti avevo detto eh Domenico?” esclamò Giovanni. Domenico non fece in tempo a rispondere che davanti a noi comparve il locale, riconobbi chiaramente la figura di Monica in piedi davanti ai tavolini all’ingresso. Era avvolta in un lungo spolverino di pelle marrone dal quale uscivano un paio di stivali leopardati fino al ginocchio. Sembrava tirare un leggero vento dal mare, i tavoli erano vuoti e i capelli di Monica iniziavano a volare. Entrammo nel locale e fummo accolti dalla proprietaria, la stessa che ci aveva fatto preparare il tavolo quel pomeriggio. Il locale iniziò a riempirsi lentamente mentre i camerieri ci servirono la cena con quelle che sembravano a tutti gli effetti porzioni gourmet, accompagnate da diverse bottiglie di vino bianco. Ogni tanto cercavo lo sguardo di Domenico o Monica per non sentirmi del tutto perso, era la mia prima esperienza con quel genere di cucina. Per fortuna Monica, seduta accanto a me, mi suggerì di non avere fretta e di mangiare lentamente. Cercai di fare il disinvolto, giocando con il calice di vino, sorseggiandolo lentamente e consumando le portate senza fretta finchè quasi non mi passò l’appetito.
Durante la cena sentì Domenico parlare con Daniele e Giovanni riguardo alla nostra visita alla cantina e alla vigna. Monica appena sentì il discorso si dimostrò interessata, dicendo che non aveva mai visitato una vigna.
“E’ stata una visita fantastica! Credo proprio che non ce la dimenticheremo mai.” disse Domenico.
“Mi sarebbe piaciuto visitarla con te Monica!” Daniele s’intromise subito nel discorso, potevi leggergli in viso quanto fosse già eccitato solo dallo sguardo. “Ci saremmo fatti una bella passeggiata nella vigna...”.
“Lo so io che cosa avresti fatto con Monica in quella vigna! Non pensi ad altro eh?” lo zittì Giovanni.
“Daniele lo sa che la sua è una delle mie bocche preferite... ” Monica gli rispose ammiccando e Daniele sorrise come un bambino mentre metteva in bocca l’ultima forchettata della sua minuscola portata. Mentre bevevo un sorso dal mio bicchiere, Monica si avvicinò a me per chiedermi all’orecchio cosa avessimo combinato durante quella visita. Non riuscivo a capire come avesse potuto intuire che fosse successo qualcosa. Trattenni una risata e Monica capendo di aver avuto ragione iniziò a punzecchiarmi, per fortuna la musica nel locale coprì le sue battute.
“Noi andiamo un secondo al bagno.” Monica mi afferrò per mano e mi portò con lei. Nessuno dei tre sembrò avere qualcosa da dire. Appena entrati nel bagno delle donne Monica, si mise allo specchio e si controllò il trucco.
“Allora su amore, che avete combinato durante quella visita? Avete fatto i porcellini eh... ” mentre parlava si aprì una delle porte alle nostre spalle e da una toilette uscì una ragazza che ci guardò per tutto il tempo mentre si lavava le mani. Uscì dal bagno con una faccia scandalizzata e appena la porta si chiuse Monica mi guardò e si mise a ridere.
“Oh non abbiamo fatto chissà che... gli ho solo fatto un pompino.” ammisi.
“Lo sapevo, sei la solita puttanella!”.
“Non ho resistito, per un attimo non ci ho più capito nulla e mi sono ritrovata nascosta tra le piante d’uva in ginocchio... ma è stato davvero frizzante, non lo avevo mai fatto all’aperto prima d’ora.” finsi di controllarmi il rossetto con il cuore che batteva a mille per l’eccitazione, anche solo raccontarlo mi faceva venire i brividi.
“Ah tesoro ne so qualcosa!” iniziò a ridere. “Anche a me è capitato qualche volta... e poi che hai fatto? Hai ingoiato?” continuava a parlare non curante del fatto che potesse esserci qualcuno in una delle tre toilette alle nostre spalle, per fortuna nessuna porta si aprì.
“Sì, con lui ingoio sempre.” ammisi con orgoglio.
“Non mi sbaglio mai!” si sistemò i capelli e poi mi prese di nuovo la mano. “Ora torniamo di là sennò quelli pensano che siamo venute in bagno a fare porcate... hai visto quanto è già carico Daniele?”.
“Quello non vede l’ora di saltarti addosso secondo me... ma dici che questa sera faremo, insomma faremo come l’altra volta dopo cena?” chiesi.
“Oh non credo tesoro, secondo me vorranno fare qualcosa domani. Da quanto ho capito domani, sarà il vostro ultimo giorno qui... Ma Domenico non ti ha detto nulla?”.
“No, ma in realtà me lo immaginavo già. La cosa non mi dispiace comunque.”.
“Vedrai che questa volta andrà meglio... ” mi diede un bacio sulla guancia. “Ora torniamo al tavolo.” uscimmo dal bagno e ce ne tornammo al nostro tavolo sculettando una dietro l’altra, con non pochi sguardi addosso.
Finita la cena, Daniele volle ordinare un primo giro di cocktail per tutti, in breve mi trovai davanti ad un ottimo cosmopolitan. Lasciai il rossetto sul bordo del bicchiere, vuotandolo completamente. Daniele me ne fece portare subito un altro e appena arrivò, Monica ed io ci mettemmo in posa per una bella foto ricordo (quella polaroid finì appesa dietro il bancone, ancora oggi probabilmente è lì) scattata dalla proprietaria. Monica volle andar via prima che i cocktail iniziassero a fare effetto, infatti, iniziavo a sentire un leggero cerchio alla testa. I nostri uomini insistettero per pagare loro il conto e dopo aver salutato la proprietaria, ci facemmo largo tra la gente che iniziava a stringersi nel locale. Camminammo fino alla casa di Monica con il vento del mare che iniziava a soffiare forte, mi strinsi a Domenico mentre Daniele con la scusa di prendere Monica sotto braccio, le toccò il culo stretto nei suoi pantaloni di pelle. Non ci volle molto perché Giovanni non fece la stessa cosa.
“Monica ma non è che potremmo salire da te, qui fuori inizia a fare freddo.” non le diedero il tempo di rispondere che già avevano messo le mani dentro i suoi pantaloni per tastare meglio il suo culo.
“Ve lo stavo per proporre, Agata questa sera non c’è. Almeno mi fate un po’ di compagnia..!” cercò di tirar fuori le chiavi ma le mani di Daniele e Giovanni non si fermarono, le avevano quasi abbassato i pantaloni. In fretta Monica aprì la porta di casa ed entrammo. Appena la porta si chiuse, quei due saltarono addosso a Monica mentre cercavano di spogliarla. Domenico mi portò sul divano.

