Vai al contenuto
Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 11 — Finalmente allo scoperto
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

Finalmente allo scoperto

Una settimana fuori città, cosa poteva desiderare di più la nostra cara Luana? Domenico ha già organizzato tutto ma la novità e l'occasione di poter finalmente uscire allo scoperto renderà tutto più stuzzicante... sopratutto se ci sono in mezzo ai piedi Daniele, Giovanni e Monica!

Forbidden_Fantasy
4 mesi fa · 6.129 parole · 27 min
783 letture

Dissi ai miei genitori che sarei partito una settimana in ferie con i soliti amici. Il periodo degli esami invernali era finito e quindi sfruttai la cosa a mio vantaggio. Tutto avrebbe funzionato alla perfezione, ufficialmente saremmo partiti per andare una settimana in toscana. Uno di noi avrebbe casualmente trovato un’offerta online, un soggiorno in un agriturismo vicino a Firenze con tante belle escursioni da fare nei dintorni e ovviamente un paio di giorni per girare la città. I miei furono felici, soprattutto mamma, quella sarebbe stata la prima vacanza vera e propria fuori città con i miei amici, era un traguardo importante in un certo senso. Anche papà fu molto contento, gli sembrava quasi che stessi iniziano a prendere il volo dal “nido materno” se così possiamo dire. Non passava giorno che non mi facessero qualche raccomandazione e che non mi chiedessero nuovi dettagli riguardo al viaggio. Mamma mi suggerì un’infinità di chiese e musei da visitare a Firenze, a sua detta tutte cose immancabili per ogni visita che si rispetti al capoluogo toscano, a momenti sembrava che dovesse partire lei al posto mio.

Qualche giorno dopo aver comunicato ai miei, la notizia della partenza incontrai di nuovo zio Domenico sulla scala anti incendio, era un po’ che non riuscivamo a vederci al nostro solito posto, dopo che finì di riempirmi il culetto come il solito, mi chiese se ero pronto per la partenza.

“Certo che sì, non vedo l’ora!” risposi mentre tiravo su i jeans e cercavo di stringere l’ano il più possibile per non far uscire niente.

“Che cosa hai detto ai tuoi?”.

“Oh niente di che, mi sono inventato che con gli amici andiamo dalle parti di Firenze, un’offerta trovata online per un agriturismo. Escursioni e roba varia... ” stringevo sempre di più il culetto mentre allacciavo la cintura.

“Hai avuto fantasia, sicuramente una meta migliore di Pescara!” disse ridendo.

“Mi basta stare insieme a te...” risposi timidamente. Zio Domenico mi tirò a sé per darmi un bacio. Provai ad abbracciarlo ma lui si mise una mano in tasca e tirò fuori una busta.

“Questo è un piccolo regalo. Dentro la busta c’è una prepagata con cinquecento euro e un biglietto con l’indirizzo del bed and breakfast dove alloggeremo.” aprì la busta e vidi il contenuto, non avevo la minima idea di cosa avrei dovuto o potuto farci. Pensai che forse zio volesse aiutarmi e pagarmi il viaggio con quella prepagata. “Puoi usarla per comprare qualsiasi cosa pensi ti possa servire per la nostra settimana insieme. Ricordati che lì a Pescara non ci conosce nessuno... ” rimasi sorpreso dalla sua generosità. “E siccome non ci conosce nessuno, non dobbiamo nasconderci.” aggiunse. Rimasi in silenzio a fissare la busta per alcuni secondi.

“Vuoi dire che... Che possiamo farci vedere insieme? Ma non hai paura che la gente pensi male?”.

“Pensare male di che cosa? Che sono in viaggio di lavoro insieme a mia nipote? Che male c’è?” in effetti aveva ragione, non potevo certo dargli torto. “Poi sei stata fantastica la sera a casa di Daniele tesoro mio, sono sicuro che farai un ottimo lavoro anche questa volta, vedrai che nessuno si accorgerà di nulla!” non risposi mentre mi teneva stretto a se, lì e lì la cosa mi lasciò spiazzato, non avrei minimamente pensato che mi volesse nuovamente e completamente en femme. Ovviamente quando, più avanti, ripensai alla sua proposta, mi resi effettivamente conto di quanto avesse senso, del resto era esattamente ciò che amavo fare per e con lui, sul momento la cosa mi lasciò abbastanza spiazzato. Insomma un conto era una cena di qualche ora tra pochi intimi e un conto era una settimana intera, in pubblico poi! Se mi avessero riconosciuto...

“Se ti andrà di farlo, questa sarà un’occasione perfetta. Non voglio costringerti eh, ci mancherebbe, solo che mi sembra di aver capito che la volta scorsa ti sia piaciuta tanto. Insomma hai capito che intendo, non devi per forza stare tutto il tempo... ” lo interruppi prima che potesse finire la frase, gli diedi un bacio per farlo stare zitto.

“Ho capito, non c’è nessun problema. Lo farò.” gli dissi.

“Sei fantastica amore di zio!” esclamò. “Allora, come ti dicevo, prendi pure quello che vuoi. Domani chiamerò il proprietario del bed and breakfast e gli dirò che arriveranno alcuni pacchi a nome mio, gi dirò che sarà del materiale da lavoro. Cerca magari di raggruppare più cose possibili così da fare arrivare pochi pacchi, almeno non si insospettirà troppo così.” annuì affermativamente. “Poi se vuoi, ho sentito Monica l’altro giorno, mi ha detto che ti ha lasciato il suo numero, ha detto che la puoi chiamare per chiederle qualsiasi cosa se ma sono sicuro che non ne avrai bisogno amore mio..!” aveva proprio pensato a tutto, mi aveva letto nel pensiero.

Tornato a casa, iniziai subito a dedicarmi allo shopping online. Riempii il carrello Amazon con ogni genere di capo d’abbigliamento, scarpe, intimo o qualsiasi altra cosa mi piacesse. Non sapevo proprio cosa scegliere, tutto mi sembrava essenziale e superfluo al tempo stesso, dovetti prendermi una pausa altrimenti non sarei riuscito a terminare niente. Giorno dopo giorno ricontrollavo il carrello e scremavo gli articoli ripetendomi che alla fine si trattava solo di una settimana, inoltre poi come avrei fatto una volta tornato a casa? Dove avrei messo tutti i vestiti? Di certo non avrei potuto nascondere tutto nel mio armadio o dentro il mio solito zainetto... insomma era proprio un bel dilemma. Dopo aver eliminato gran parte degli articoli che ritenevo superflui, tentai di fare un primo ordine; avevo salvato alcuni maglioni a collo alto, un paio di felpe, dei leggins invernali, un paio di body con le maniche lunghe ed il collo a dolce vita, dei collant ed alcuni set di mutandine e reggi seni (roba decisamente meno sensuale di quella che mettevo di solito, più sobria ma comunque femminile). Non riuscivo comunque a decidere se comprare o no il tutto. Iniziai anche ad aggiungere qualche scarpa al carrello. Pensai che oltre alle mie décolleté rosse ed un paio di scarpe da ginnastica, avrei come minimo avuto bisogno di un altro paio di scarpe, non sapevo proprio cosa scegliere. Pensai che forse un paio di stivali sarebbero stati un’ottima scelta. Cercai qualcosa di semplice, con un tacco nella media e per nulla troppo appariscente ma ovviamente fu un’impresa impossibile. Rimasi a guardare i vari modelli che avevo aggiunto al carrello senza sapere quale scegliere. Decisi di prendermi una pausa, avevo passato le ultime tre ore a meditare su cosa comprare, non avrei finito niente se avessi continuato. Il carrello poteva tranquillamente aspettare fino il giorno dopo. La mattina dopo mandai un messaggio a Monica per provare a chiedere un consiglio, le mandai buona parte degli articoli nel carrello, non mi rispose subito, pensai che molto probabilmente stesse lavorando perché eravamo nel bel mezzo della settimana. Dopo qualche ora mi rispose dicendomi che approvava la maggior parte della roba che avevo scelto. Le dissi dei miei dubbi sugli stivali, le mandai i tre tipi che avevo scelto e che mi sembravano i più adatti, ce n’era uno che mi piaceva particolarmente: uno stivaletto di pelle nera con una zeppa di appena dieci centimetri, arrivavano a circa metà polpaccio, aveva la punta leggermente arrotondata e una catena sottile e scura che passava sopra il collo del piede. La mia paura più grande era che i miei polpacci potessero essere troppo grossi e di conseguenza non avrei potuto chiudere completamente la zip ma per fortuna Monica mi convinse ad acquistarli comunque, nel peggiore dei casi avrei potuto effettuare il reso. Alla fine mi convinsi a fare quel primo ordine, me la cavai con circa centocinquanta euro. Monica mi chiese se avessi voglia di passare da lei quella sera, così avremmo visto qualcos’altro insieme e saremmo riusciti ad ampliare il mio guardaroba per quella settimana. Ovviamente accettai.

Quella sera arrivai a casa di Monica con i mezzi, per la prima volta ci andavo da solo, provai una strana sensazione ad arrivare davanti al portone del palazzo e a citofonare per farmi aprire. Il portone si aprì immediatamente, in pochi secondi ero già nell’ascensore e arrivai alla porta di casa appena socchiusa, Monica mi aspettava in piedi, con la solita vestaglia addosso. Ci baciammo come il solito, mi chiese se volessi mettermi comoda come il solito, ma rifiutai. “Sono uscita di casa di corsa, sotto i vestiti ho i boxer purtroppo...” ammisi tristemente.

“Oh ma non fa niente tesoro, se vuoi ti presto qualcosa lo stesso, fai come vuoi. Lo sai che non devi fare complimenti.” accettai di indossare il kimono della volta scorsa. Mi sedetti sul divano mentre Monica alzò i riscaldamenti. “Allora? Hai trovato qualcos’altro di carino?” mi chiese.

“In realtà no. Pensavo di prendere qualche body in più oltre a quelli che hai visto, magari qualcosa in pizzo, qualcosa di più “intimo” diciamo... Credo farà freddo quindi forse eviterei gonne o vestiti corti.” Monica mi guardava e ascoltava le mie parole con molta attenzione. “Pensavo di prendere anche qualche collant o leggings in più, qualcosa di più pesante insomma.”.

“Hai ragione è probabile che faccia freddo, magari se vuoi una gonna o qualcosa del genere perché non provi con un tallieur? Hai provato a cercarne uno invernale? Magari potrà esserti utile anche se decidete di andare a cena fuori e vuoi essere elegante.” prese il telefono ed iniziò a cercare anche lei qualcosa online ma non trovò nulla che mi piacesse. “Bocciato il tallieur allora. Invece un paio di bei pantaloni scuri? Che ne dici? Guarda questi qui!” mi mostrò sul telefono dei jeans neri a vita alta, effettivamente erano stupendi.

Indice dei capitoli
Cap. 12 →
Salva in una lista