Vai al contenuto
Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 5
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 5 di 14 22 min di lettura

Una settimana in paradiso

Finalmente una settimana di libertà per Domenico e la sua amata nipotina. Sarà l'occasione giusta per sfruttarla al massimo e giocare finalmente secondo le proprie regole!

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 1.2k letture · 0

Le due settimane sembravano non passare mai, come sempre succede in questi casi. Gli incontri con zio Domenico divennero sempre più rari a causa del suo lavoro, io continuavo a lavorare nel bistrot vicino casa seguendo i soliti turni flessibili. Ultimamente iniziavano a essere anche troppo flessibili, non mi lasciavano un attimo di tempo libero ed ero chiamato in continuazione a tutte le ore. Iniziavo seriamente a stancarmi. A una settimana esatta dalla partenza di zia, andai a parlare con il proprietario del bistrot per dare le dimissioni. Dissi che avevo trovato un altro lavoro, completamente diverso da quello, ben pagato e perciò dovevo andar via. Lui capì, disse che ero giovane ed era un bene che avessi trovato un nuovo lavoro.

“Sei giovane, è giusto che tu vada incontro ai tuoi sogni e che prenda la vita per il collo!” disse mentre mi salutava augurandomi buona fortuna. Fu molto gentile e mi concesse di andare in ferie già dalla settimana successiva, proprio quando zia sarebbe partita, per smaltire i giorni di ferie che avevo accumulato fino a quel momento in attesa dei quindici giorni necessari per le dimissioni. Facendo i conti ci rientravo alla perfezione, una settimana di ferie (proprio i giorni in cui zia sarebbe stata via) e la settimana dopo quando lei sarebbe rientrata a casa, le dimissioni sarebbero state effettive.

Non dissi nulla ai miei genitori, l’unica persona cui lo dissi fu zio Domenico. Mi resi subito conto che la cosa mi avrebbe aiutato durante la settimana in cui zia Maddalena sarebbe partita. Già avevo tutto in mente, avrei detto ai miei genitori che andavo a lavorare e invece sarei stato a casa di zio ad aspettarlo oppure direttamente tra le sue braccia.

Era il piano perfetto insomma!

Mentre stavo lavorando, sentì il telefono vibrare, mi resi conto che era un messaggio di zio, lo lessi dopo aver portato un tagliere di salumi a una giovane coppia seduta a un tavolino all’esterno del locale.

 

“Ciao tesoro mio, oggi se non ricordo male lavori a pranzo. Vediamoci al solito posto per le 19:00 così ti do qualche aggiornamento riguardo alla prossima settimana e ti do un piccolo assaggio di quello che ti aspetta quando saremmo soli tu ed io. Un bacio tesoro.”

 

Lessi velocemente il messaggio mentre mi nascondevo nel magazzino del locale, gli risposi che mi sarei fatto trovare sulla solita scala anti incendio a quell’ora e gli mandai i soliti cuori.

Quando finì il turno, tornai a casa, feci la doccia per eliminare l’odore di fritto che mi portavo spesso a casa dopo il lavoro, colpa della cucina del bistrot, e come al solito ripetei la solita routine fatta di depilazione e clistere. Quando ebbi finito, mi chiusi in camera e iniziai a fare qualche esercizio veloce per rassodare i glutei, avevo iniziato a farli da qualche giorno sperando che mi aiutassero un po’ a rassodare il mio culetto in aggiunta ai leggins push up. La cosa sembrava stesse funzionando, anche se forse era solo suggestione, ma io non mollavo. Dissi a mia madre che sarei andato a fare il solito aperitivo con gli amici per giustificare la mia solita fuga con zio Domenico. Mamma non sospettava nulla ma iniziava a trovare strano il fatto che facessi così tanti aperitivi, anche se del resto fino a ora non è che avessi avuto chissà quanta vita sociale, giustificai la cosa dicendo che i miei amici finivano di studiare o tornavano dall’università quasi tutti alla stessa ora e quindi ne approfittavamo per vederci al volo davanti ad un aperitivo. Senz’altro lei era felice del fatto che avessimo mantenuto i rapporti di amicizia anche dopo la scuola e mi lasciava fare, anche papà la tranquillizzava ripetendole che era una cosa normale per la mia età e che anche loro da giovani facessero le stesse cose.

Andai verso la scala anti incendio, aprì la porta lentamente per non farmi sentire da nessuno e andai al solito posto. Aspettai il solito messaggio di zio che mi avvisava del suo arrivo, quando arrivò, mi tolsi i pantaloni (avevo messo di nuovo i leggins sotto) e li misi piegati nel solito angolo. Quei minuti di attesa mi facevano saltare il cuore in gola, restare lì, tutto solo con i leggins addosso era una cosa che mi eccitava e mi spaventava allo stesso tempo. Sentì i passi (e se non fosse stato zio Domenico...), il cuore batteva sempre più forte dall’eccitazione, non riuscivo ancora ad abituarmi. Alla fine arrivò. Gli corsi incontro e lo abbracciai, subito ci baciammo e sentì la sua lingua muoversi come faceva sempre nella mia bocca.

“Allora tesoro mio, come stai?” mi chiese zio mentre le sue mani scendevano sul mio culetto.

“Tutto bene zio, ancora qualche giorno di lavoro e poi sono libero finalmente...” risposi.

“Non vedi l’ora eh? Te lo leggo negli occhi tesoro... Anche io sto morendo dalla voglia lo sai?” aveva ragione, mi aveva letto nel pensiero.

“Si zio, non vedo l’ora che zia se ne vada e ci lasci da soli, muoio dalla voglia....” avevo iniziato ad accarezzare i suoi pantaloni, con la mano cercavo di entrare dentro per toccarlo e sentirlo crescere, zio se ne accorse e si slacciò i pantaloni velocemente. La mia mano entrò completamente nelle mutande, arrivavo a prenderlo in mano e a sentire tutto il suo calore.

“Ti ho già preparato un mazzo di chiavi tesoro, quando zia sarà partita ti avviserò così potrai entrare in casa e metterti comoda. L’idea di rientrare a casa e trovarti tutta vestita che mi aspetti mi fa impazzire. Ti voglio come la prima volta tesoro... Voglio che ti fai bella per me.” la sua lingua tornò subito nella mia bocca mentre io continuavo a masturbarlo e sentivo il suo cazzo crescere tra le mie mani.

“Ora scendi sotto che ti do un assaggio di quello che ti aspetta la prossima settimana...” mi spinse verso il basso e in pochi secondi il suo cazzo mi entrò in bocca, lo infilò lui stesso di corsa. Sentivo che pulsava di voglia e piacere. Iniziai a muovere la bocca avanti e indietro, il cazzo spingeva per farsi strada verso la mia gola e la mia lingua lo accoglieva con i soliti movimenti. Sentivo di nuovo il suo sapore che mi era mancato così tanto in quei giorni. Le sue mani mi tenevano la testa saldamente e la muovevano. Lo sentivo che iniziava a mugolare dal piacere. Non mi dava nemmeno il tempo di riprendere fiato, iniziò a muovere la mia testa sempre più veloce, con un colpo secco lo affondò fino alla gola, mi tenne fermo per qualche secondo e poi uscì di corsa. Rimise il cazzo nella mia bocca con un movimento rapido e poi riprese ad affondarlo nella gola per qualche secondo. Poi uscì di nuovo, rientrò ancora, poi ancora e ancora e ancora. Ora il suo cazzo iniziava a raccogliere sempre di più la mia saliva, era tutto lucido. Era il cazzo più bello del mondo. La bava mi colava sempre di più ogni volta che lo tirava fuori dalla bocca. Iniziò a scoparmi la bocca, oramai avevo iniziato ad abituarmi a quello stantuffo continuo che mi arrivava quasi fino in gola, stavo diventando bravo a prenderlo in bocca.

“Si tesoro mio si.... Ti scopo la bocca tesoro. Questo è solo l’inizio, preparati perché la prossima settimana te la scoperò molto di più, vedrai piccola mia come ti scoperò!” lo sentivo mugugnare dal piacere. Mi abbassai i leggins e tirai fuori il mio cazzo che oramai iniziava a star stretto nelle solite mutandine. Iniziai a masturbarmi dopo aver raccolto velocemente un po’ di saliva dagli angoli della mia bocca, ne bastò poca per lubrificarmi il cazzo e far scivolare la mia mano su e giù velocemente. Zio oramai era completamente partito, sentivo che era troppo eccitato, non mi avrebbe scopato, sarebbe venuto direttamente nella mia bocca. Mi masturbavo così velocemente la pelle del prepuzio si era completamente arrotolata sotto la cappella lasciandola scoperta, presi altra saliva e ripresi a muovere la mano. Stinsi la cappella e iniziai a strofinare con la mano, sentivo il piacere che saliva a ondate sempre più forti, era tutto un formicolio. Ero sull’orlo dell’orgasmo. Cercavo di muovere la lingua più che potevo per leccare la parte inferiore del cazzo di zio per farlo venire e intanto iniziavo a stringere le gambe per via delle contrazioni dovute all’orgasmo che stavo per raggiungere.

“Si amore mio si! Eccolo che arriva... vengo!” farfugliò zio in preda al piacere mentre le prime gocce di sborra calda esplodevano nella mia bocca. Poi arrivò un altro schizzo, un altro e poi un altro ancora. In pochi secondi arrivarono pochi ma enormi schizzi di sperma che mi riempirono la bocca. Il sapore m’invase le papille gustative, solo sentire quel calore e quel sapore pungente bastò a farmi raggiungere l’orgasmo. Mi ritrovai con la mano piena di sperma denso e caldo.

Zio tirò fuori il cazzo dalla mia bocca, tenendo la bocca leggermente aperta per non far colare a terra quella delizia lo vidi soddisfatto di come mi aveva appena riempito.

Con la mano ancora sul cazzo feci attenzione a raccogliere tutto lo sperma che avevo appena spruzzato, portai la mano sotto la bocca e mentre guardavo fisso zio negli occhi, feci colare tutto nel palmo della mano tirando fuori la lingua.

Il suo sperma si mischiò al mio, con la lingua ancora di fuori e grondante succo d’amore, iniziai a leccare tutto. Con poche leccate ripulì tutto il palmo e ingoiai quel delizioso mix di sperma.  Zio mi guardava estasiato.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 6

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista