“Oh si amore, che brava che sei! Te la sei meritata tutta la sborra... Ora lo zio ed io te ne diamo altra ah..!” ansimò Monica mentre iniziava a schizzare anche lei, i suoi schizzi mi presero in pieno sul viso, bagnandomi gli occhiali, quanta ne venne fuori... Era bollente, densa e bianca. Mi prese lungo gli zigomi e il naso, qualcosa arrivò anche su di lei. Vidi il viso di zio contratto, non riusciva più a resistere.
“Vai Domenico, non ti fermare!” lo incoraggiò Giovanni
“Si ci sei quasi non mollare adesso, tieni ancora un po’!” aggiunse Daniele.
Diede gli ultimi colpi cercando di resistere. Monica si accorse che mancava poco, mi prese la testa con le mani, tenendola in posizione e poi mi tenne aperta la bocca con le dita.
“Pronta per la sborra di zio amore? Apri bene dai... ” disse.
“Oddio si...” ansimai “Zio ti prego ah..!” lo implorai di venire. Uscì subito, tenne il cazzo in mano e segandosi velocemente salì sopra di me, appoggiò la cappella sul mio labbro inferiore e con un grido di piacere iniziò a sborrare. I primi schizzi mi presero sul naso e sugli occhiali, poi entrarono dritti nella bocca. Non la finiva di ansimare, era come se stesse avendo un infarto. Mi riempì la bocca, potevo sentire chiaramente lo sperma che si muoveva sulla mia lingua, ancora mi trattenevo dall’ingoiarlo come facevo sempre. Finì di buttare fuori gli ultimi schizzi, passò la sua cappella sulle mie labbra e alla fine rimase eretto sopra il mio petto, Il suo cazzo che iniziava ad ammosciarsi pendeva davanti alla mia faccia. Monica iniziò a raccogliere lentamente con le dita tutto lo sperma sul mio viso, per poi pulirsi sulle mie labbra, mandando tutto nella mia bocca. Mi tolse gli occhiali e ripulì le lenti, facendo lo stesso identico lavoro, il tutto fatto con una calma e precisione quasi chirurgica e spirituale.
“Che brava nipote che hai Domenico...” sospirò Monica “Proprio un amore... Sei contenta tesoro?” mi chiese. Annuì cercando di tenere la bocca aperta, stavo facendo molta fatica a trattenere tutto in bocca. Quando Monica finì di imboccarmi, sentivo di avere la bocca piena per metà.
“Bravissima amore, ora puoi ingoiare se vuoi...” chiusi la bocca e facendomi forza mandai giù il boccone. Avevo gli occhi di tutti puntati addosso, Monica non la finiva di ripetere quando fossi stata brava. Mi accarezzava il viso dolcemente, sistemandomi gli occhiali sul naso, mentre Domenico aveva ripreso fiato e si era seduto, tenendo i miei piedini in grembo per accarezzarli e massaggiarli. Daniele e Giovanni si allontanarono e tornarono con delle bottigliette d’acqua per tutti. Dopo aver bevuto, dissero quanto fossero felici di avermi visto all’opera con zio e Monica.
“Peccato che non sei riuscito a farcela conoscere prima!” disse Daniele. Giovanni ammiccò.
“Oh piantatela voi due, fatela riprendere in pace!” li riprese Monica “Vieni tesoro andiamo a darci una rinfrescata.” mi aiutò ad alzarmi, si rimise la scarpa che le aveva tolto Giovanni e mi portò in bagno con lei. Chiuse la porta e aprì subito l’acqua del lavandino.
“Te la sei cavata benissimo amore, ma è la prima volta che fai un’orgia?” mi chiese.
“Bhe sì, finora avevo solo fatto sesso con zio.” risposi.
“Sei stata bravissima, non è scontato... tante ragazze che ho conosciuto e visto in azione, se era la prima volta spesso si bloccavano per l’imbarazzo, ma tu avevi Domenico... è merito suo se sei stata così brava!”.
“Grazie Monica, si forse hai ragione, se non ci fosse stato Domenico non penso proprio che ce l’avrei fatta...” mi bagnai il viso “Ma... che intendi con tante ragazze che ho visto..?” chiesi.
“Oh amore! Avrai capito che lavoro faccio no? Sai quante serate mi faccio come questa qui?” rise mentre si sciacquava il viso.
“Bhe si, l’ho capito. Ma davvero ne fai tante?” domandai.
“Si amore, per mia fortuna tante, a volte capitano anche week end interi... mi pagano bene per fortuna!” mi passò un asciugamano.
“Cavolo...” sospirai mentre mi asciugavo il viso.
“Tu però non ci pensare nemmeno a fare come me! Tieniti stretta tuo zio... si vede lontano un chilometro che tra voi due c’è qualcosa di molto forte, di speciale. Non rovinarti per fare quello che faccio io.” mi rimproverò.
“Non saprei nemmeno come fare... ma davvero dici che il legame tra me e zio è così evidente?”.
“Si amore, evidentissimo.” si asciugò i seni “Ora vieni che Monica ti rinfresca per bene!” mi fece sedere sul bidet e mi lavò con delicatezza, accarezzandomi le parti intime e asciugandomi con cura. Feci lo stesso con lei, ricambiando il favore.
Uscimmo dal bagno, gli uomini erano tutti e tre seduti, si erano rimessi le mutande e Daniele e Giovanni si stavano rilassando fumando una sigaretta. Andai da zio e mi sedetti sulle sue ginocchia, mi abbracciò accarezzandomi le cosce.
“Siamo stati prorio bene questa sera ragazzi.” disse zio. Io annuì con lui. “Ora fateci riprendere fiato ancora qualche minuto e poi vi salutiamo, dobbiamo tornare a casa. Restai seduto sulle sue ginocchia, mi passarono qualcosa dal tavolo apparecchiato e placai la fame che iniziava a farsi sentire. Quando zio fu pronto, ci rivestimmo. Monica mi portò nuovamente in bagno, per sistemarmi il trucco, ci teneva a rifarmelo lei. Fece un ottimo lavoro, molto migliore del mio ovviamente, anche se non mi truccò in maniera molto diversa da com’ero abituato a fare da me.
Salutammo tutti, Monica mi allungò un biglietto con un numero di telefono, mi disse che quello era il suo numero personale e di non esitare a chiamarla se avevo voglia di fare due chiacchiere. Scendemmo in strada e tornammo alla macchina. Il viaggio di ritorno fu rapido, restammo in silenzio con la sua mano sulla mia gamba. Arrivammo a casa, zio mi fece scendere e rapidamente corsi con lo sguardo basso verso il portone sperando di non farmi vedere da nessuno. Entrai in casa e poco dopo lui mi raggiunse. Ci spogliammo e ci infilammo sotto la doccia. Mi passò la spugna su tutto il corpo, io lo insaponai a mia volta e non potei resistere dal prenderglielo in mano. Sentì la sua mano che scese velocemente e m’infilò due dita nel culetto. Ero ancora aperto. Mi baciò. Lo abbracciai mentre l’acqua calda ci lavava di dosso la schiuma del sapone. Uscimmo dalla doccia dopo una mezz’ora abbondante.
“Allora ti è piaciuta la serata?” mi chiese.
“Si zio, mi è davvero piaciuta, mi sono divertito tantissimo... Spero che lo rifaremo.” dissi mentre a malincuore passavo l’acetone sulle unghie per togliere lo smalto.
“Oh si tesoro mio non preoccuparti, ci saranno altre occasioni. Sono felice che sei stata bene e scusa ancora le incomprensioni che ci sono state.” mi abbracciò. “Se vuoi, vai pure a casa, è tardi, i tuoi magari ti staranno aspettando... non preoccuparti sistemo io i vestiti di tua zia nell’armadio” mi diede un bacio, mi rimisi in fretta i miei vestiti maschili e ci salutammo baciandoci ancora.
Tornai a casa, era quasi mezzanotte. Salutai i miei, dissi loro che avevo fatto una bella cena con gli altri ragazzi e andai subito a letto dicendo che ero stanco e con lo stomaco pieno. Mi spogliai, tolsi ance il reggiseno e indossai il pigiama. Misi il biglietto con il numero di Monica nel cassetto del comodino. In silenzio sotto le coperte, sentivo il mio buchetto ancora sfinito dalla serata che aveva passato, lo sfintere era quasi insensibile. Cercai di muoverlo, ma sentivo che non c’era la minima sensibilità, era del tutto allargato. Ripensai a zio Domenico che sopra di me veniva nella mia bocca mentre Monica la teneva aperta. Il cuore che batteva a mille, non riuscivo a credere a ciò che avevo fatto, appena un paio d’ore prima, ero così euforico che non riuscivo a star fermo. Ero talmente sconvolto dall’adrenalina e dall’euforia che quando mi svegliai, la notte mi sembrò passata in appena un battito di ciglia.
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