Portò un piede in basso e subito iniziai ad accarezzargli il cazzo mentre con la bocca si gustava l’altro. Cambiò piede, con il piedino bagnato di saliva cercai di masturbarlo, con la pianta cercai di accarezzare la cappella e alla fine la presi tra le dita cercando di fare dei movimenti circolari. Lo vedevo andare in estasi.
“Guarda che porcellina che sei! E tuo zio è porco come te... ” disse Monica accarezzandomi la testa.
“Forza Monica girati, ho voglia di montarti per bene!” Daniele si alzò in piedi e Monica ubbidì, girandosi e mostrandogli il culo. Immediatamente Daniele entrò dentro, la prese per i fianchi e iniziò a scoparla. Giovanni non perse tempo, tolse una scarpa dal piede di Monica che aveva sotto e iniziò a strusciare il suo pisellone sulla pianta velata di nylon. Avevo il viso di Monica davanti, la vedevo ansimare a ritmo dei colpi di Daniele. Mi diede un bacio, interrotto dal ritmo di Daniele che aumentò all’improvviso (evidentemente vedendoci in quel modo si eccitò ancora di più e aumentò il ritmo) ma la sua lingua comunque mi chiamava, muovendosi su e giù nel tentativo di farmi tornare da lei. La succhiai subito appena la vidi muoversi.
“Domenico ma tu non vuoi fare proprio nulla? Hai deciso di guardarci tutto il tempo?” gli chiese Giovanni.
“Mi sto godendo una delle parti migliori di mia nipote, fatevi gli affari vostri!” gli rispose.
La frase di Giovanni mi fece rendere conto che effettivamente zio ancora non mi aveva nemmeno sfiorato il buchetto... subito mi misi in posizione, imitando Monica, allargai il culo, mostrando a zio il mio buco tra le maglie della rete, spinsi avanti e indietro, muovendo l’ano. Domenico non se lo fece certo ripetere. Scese per darmi una bella leccata, aveva sistemato una maglia della rete centrata con il mio ano voglioso e aveva iniziato a bagnarlo con la lingua, non che fosse del tutto necessario visto quanto mi ero eccitato...
Mise dentro un dito, poi lentamente mise il secondo e li mosse avanti e indietro, allargandomi, poi alla fine puntò la cappella ed entrò. Ansimai appena, poi lentamente rilassai lo sfintere e iniziò il piacere. Sentirlo muoversi era sempre piacevole. Monica continuava a baciarmi, ora Giovanni aveva preso il posto di Daniele, scopandola ancora più forte. Domenico invece non si faceva condizionare, sapeva come mi piaceva e andava per conto suo, seguendo il ritmo che aveva di solito.
Dopo aver montato Monica per bene, Giovanni la fece girare a sedere, si fece spazio e salì in piedi sul divano per prenderle la testa ed infilarlo dentro mentre Daniele le aprì la gambe ed iniziò a scoparla di nuovo. Monica se ne stava ferma, con il cazzo di Giovanni che la spingeva verso lo schienale. Intanto Domenico aveva gradualmente aumentato il ritmo mentre mi teneva per i fianchi, stringendoli e giocando con la mia pancia morbida. La mano di Monica cercò il mio cazzo, ci arrivò appena, lo prese e cercò di segarlo. Come al solito mi ero lasciato andare alla penetrazione anale, concentrandomi sul sentire la mia prostata e il pisellino aveva iniziato ad ammosciarsi lentamente ma grazie a Monica iniziava a tornare duro. I colpi di zio erano sempre più decisi, aveva trovato il solito punto. Sentì il fuoco montare e mi resi conto che stavo iniziando a gocciolare, bagnando la mano di Monica, lei però continuava ad accarezzare la cappella senza fermarsi, raccogliendo tutto il pre sperma con la mano. Zio affondava sempre più, andava sempre più in fondo ed io non ce la facevo più. Le mie gambe iniziarono a tremare, arricciai i piedini, sentivo la mano di Monica sempre più umida, le contrazioni nel ventre... pensai che le avrei riempito la mano, ma lei si fermò appena in tempo. Sentì un calore partire dalla prostata e arrivare fino al petto, una sensazione bellissima. Le gambe tremarono un’ultima volta, con tutto il corpo, poi mi rilassai completamente. Avevo avuto un vero e proprio orgasmo anale. Appena me ne resi conto la mano di Monica arrivò dritta verso la mia bocca, era piena di succo, la leccai tutta, dito dopo dito per ripulirla completamente. Assaporai il mio pre sperma e mi sembrò il più buono di sempre. Il cazzo di Giovanni oramai era arrivato fino alla gola di Monica, la vedevo quasi strozzarsi mentre tirava fuori la lingua con il cazzo che spingeva sempre di più all’interno della bocca. Quando poi usciva per farle riprendere fiato, le colava la saliva sui seni, e le mani di Giovanni la raccoglievano per spalmargliela in faccia e poi rientrare di nuovo per andare dritto fino alla gola.
Si scambiarono, Daniele iniziò a strozzarla con il suo cazzo mentre Giovanni la penetrava ancora, senza fermarsi un attimo. Zio mi aveva fatto sedere, proprio come Monica e mi teneva aperte le gambe per succhiarmi lentamente, facendo riposare appena il mio culetto. Sentivo come al solito il buco bagnato e freddo, mentre succhiava appena la mia cappella, sentì due dita di zio appoggiarsi al bordo del mio ano, disegnarono lentamente la circonferenza del buco, facendomi capire che ero stato aperto per bene.
Chissà se mi fossi visto allo specchio in quel momento...
Domenico riprese a penetrarmi, stavolta reggendo il mio cazzo con la mano, masturbandolo lentamente mentre il suo cazzo si muoveva avanti e indietro, si chinò per baciarmi.
“Cazzo misà che non resisto... Monica devo sborrarti!” esclamò Daniele.
“Porca puttana pure io sto per esplodere, è impossibile non sborrare con questa porcona!” anche Giovanni era al limite. Si staccarono entrambi, ordinarono a Monica di inginocchiarsi davanti a loro, lei ubbidì, ancora con il fiatone. Si mise in ginocchio, loro tolsero i preservativi e puntarono i cazzi dritti verso quel bellissimo viso. Monica ansimava.
“Oh si amori miei si! Datemela si! Datemi la sborra!” ansimava sempre di più. Il primo fu Daniele, quattro schizzi fortissimi che le colpirono la fronte e colarono prima in mezzo agli occhi, poi lungo una tempia, e alla fine arrivò Giovanni. Sborrò di meno, forse appena due schizzi ma molto carichi e densi, diretti su una guancia. Li sentivo ansimare a ogni schizzo, quasi piegati in due dallo sforzo della sborrata. Rimasero tutti e tre fermi per qualche minuto, poi Monica raccolse un po’ di sperma dal viso che iniziava a colarle addosso, leccò qualche goccia e poi andò a prendere dei fazzoletti per pulirsi gli occhi, qualche goccia sicuramente le era entrata tra le ciglia e le stava dando fastidio. La vidi asciugarsi le tette mentre con una mano si masturbava ancora per non perdere l’eccitazione. Restammo solo zio ed io sul divano, lui di certo non perdeva il ritmo, se ne fregava che gli altri avessero finito e si fossero svuotati le palle sul viso di Monica. Lei si sedette accanto a me, sentì le sue mani su di me, mi chiese di sdraiarmi verso di lei. Lentamente, cercando di non perdere il cazzo di Domenico, mi allungai con la testa sul suo ventre. Zio continuava a pompare e stantuffare, vedevo il suo viso, anche se non apriva bocca si vedeva chiaramente quanto stesse godendo. Prese un mio piede e lo succhiò, in quel momento il solletico della lingua mi fece tremare ancora di più, Monica scostò la mia testa e m’imboccò con il cazzo, si stava godendo gli ultimi momenti , sentivo il sapore di pre sperma in bocca, era quasi vicina all’orgasmo, come me del resto... Domenico aveva iniziato a divorare il mio piedino, ne aveva in bocca quasi la metà mentre con la lingua leccava la pianta. La sua mano stava chiusa sulla mia cappella, accarezzandola, sempre più bagnata e umida. All’improvviso Monica uscì dalla mia bocca, tenne il cazzo attaccato al mio viso.
“Dai Domenico falla venire, guarda che voglia che ha..!” disse. Zio non se lo fece ripetere due volte, mollò il mio piedino e si concentrò per spingere sempre più in fondo e segarmi più velocemente, durai pochissimo... Afferrò il mio cazzo alla base, cercando di masturbarmi, e partirono gli schizzi. Forti e densi... mi arrivarono fino al collo, qualche goccia arrivò alle labbra, cercai di raccoglierla con la lingua, ma non ne arrivò abbastanza.
