“Perché non ti metti un po’ più comoda tesoro?” mi disse zio. Mi alzai, zio mi disse di togliere il superfluo, slacciai la gonna e dopo averla fatta cadere, sbottonai la camicetta, finì a terra anche quella. Rimasi solo con le calze, l’intimo e le scarpe. Oramai ero così eccitato che mi bastò scansare le mutandine per far uscire il cazzo eretto. Tornai a sedermi sul divano accanto a Domenico e glielo presi di nuovo in bocca. Affondavo sempre di più, come se volessi imitare Giovanni con Monica. La mano di zio afferrò il mio cazzo ed iniziò a masturbarmi, non mi ero nemmeno ripreso dall’orgasmo avuto con Monica poco fa che la mano di Domenico già mi stava facendo infuocare la cappella. Daniele si liberò dei pantaloni e mentre ci guardava, iniziò a masturbarsi, Monica se ne accorse e lo aiutò con la sua mano. Notai che anche Daniele era dotato, avrà avuto un cazzo eretto di quasi diciotto centimetri, più tardi scoprì che anche Giovanni era stato fortunato con le dimensioni, anche se forse tra Daniele, zio Domenico e Monica, lui era il meno dotato. Giovanni si alzò di scatto e abbassò le spalle del vestito di Monica, lei subito si fece scivolare il vestito addosso e lo lasciò per terra, restando anche lei solo con l’intimo e le scarpe, come me. Aveva un bellissimo completo reggiseno e mutandina di raso nero, con alcune strisce leopardate e contorni in pizzo nero. Attorno alla vita, un bellissimo reggicalze nero abbastanza alto che le fasciava il ventre con gli stessi richiami leopardati.
Dopo aver baciato Daniele, anche Giovanni si liberò in fretta dei suoi pantaloni, si fece baciare e toccare i grandi seni, Giovanni la liberò del reggiseno e con Daniele si divisero quelle grandi tette. Le loro mani masturbavano e accarezzavano le palle e il cazzo scuro di Monica. Lei sembrava volersi muovere ma loro non la lasciavano andare. Fece qualche passo, liberandosi di quei due assatanati e venne verso di me, si inginocchiò e iniziò a succhiarmi, facendo un gioco di lingua che quasi mi fece esplodere. Mentre succhiava, Daniele e Giovanni si spogliarono completamente e vennero verso di noi, avevano i cazzi duri e pulsanti tra le mani, si stavano masturbando, pronti ad usarli. Riuscirono a sistemarsi ai lati di Monica, mentre lei stava in mezzo alle mie gambe, quasi al lato opposto del divano, Monica con difficoltà prese in mano i loro cazzi e cercò di masturbarli, anche se non li guardava direttamente perché i suoi occhi erano concentrati su di me, loro sembravano godere lo stesso. Daniele all’improvviso alzò le mie gambe e si sedette, mise una mia gamba sulla sua spalla e una sulla sua pancia, mentre si stava segando quel cazzo duro, iniziò timidamente ad accarezzarmi una caviglia. Sentivo che stava cercando di essere il più delicato possibile, quasi aveva paura di toccarmi. Monica ora si concentrava solo su di me e Giovanni, mentre Daniele e Domenico (che teneva Daniele sott’occhio) si godevano o spettacolo. Monica si staccò da me e iniziò a succhiare Giovanni, ma le sue mani presero me e Daniele, non smisero mai di segarci. Daniele sollevò lentamente la mia gamba, tenendo il polpaccio tra le mani, timidamente lo baciò guardandomi, ricambiai il suo sguardo e non opposi la minima resistenza, subito dopo la sua bocca mi baciava le caviglie e la sua lingua piano piano uscì fuori leccando il collo del mio piede e la mia caviglia. Finì con baciarmi il piedino e la scarpa mentre la sua mano scappellava velocemente il suo cazzo. Guardai zio Domenico, aveva visto che Daniele aveva iniziato a baciarmi il piede, ma non sembrava dargli fastidio la cosa, io avevo paura che non gli facesse per niente piacere, del resto amavo donargli i miei piedini per farlo godere e soddisfare le sue voglie e adesso con Daniele che iniziava a sfiorarli con la bocca, mi sembrava come di tradirlo.
Domenico afferrò la mia testa e la staccò da lui, mi diede un bacio e si alzò in piedi, lasciando lo spazio a Monica che si sedette accanto a me. Nello stesso momento anche Daniele si alzò e andò verso Monica, mi ritrovai seduto accanto a lei con zio Domenico davanti che puntava il suo cazzo verso di me mentre lei si ritrovò con i cazzi di Daniele e Giovanni pronti davanti al viso. Ci guardammo, fu uno scambio di sguardi veloci, lei mi sorrise e poi iniziammo subito a succhiare ciò che avevamo davanti. Lei si divideva tra Daniele e Giovanni, io restavo sempre con quello di zio Domenico in bocca. La vedevo succhiare velocemente, prima uno e poi l’altro, a tratti riusciva a farli entrare tutti e due nella sua bocca. Le toccavano le tette e ogni tanto scendevano fino a toccare il suo cazzo.
“Certo Domenico che è proprio brava tua nipote... Guarda come usa la bocca! Si vede che sta imparando sul momento da Monica eh?” gli disse Giovanni.
“E’ la migliore nipote che potessi desiderare.” disse mentre mi accarezzava il viso “Ma è mia nipote, soprattutto adesso. Non ve lo dimenticate..!” disse in modo perentorio. Sentì Monica prendermi la mano, bastò un rapido sguardo per vedere il modo rassicurante e quasi materno con cui mi stava guardando nonostante fosse occupata a succhiare quei due cazzi.
“Ora fatemi risposare un po’ la bocca ragazzi... ” disse Monica “Dai che ho voglia...”. Si allungò sul divano, allargando le gambe per invitare quei due a entrare. Giovanni non se lo fece ripetere due volte e si inginocchiò subito, da un cassetto di un mobile vicino al tavolo tirò fuori una scatola di preservativi e dopo averne indossato uno iniziò a puntare contro l’ano di Monica. Entrò quasi subito e lei tirò un sospiro di piacere. Mentre Giovanni iniziava a stantuffare, Monica si masturbava ma la mano di Daniele prese subito in carica il compito. Giovanni sembrava tenere un buon ritmo, spingeva fino in fondo il suo cazzo con colpi decisi, non troppo forti. Monica ovviamente ne godeva, mordendosi il labbro inferiore. Mentre mi gustavo lo spettacolo, Domenico mi tolse il suo pisellone dalla bocca e mi tirò a lui.
“Se vuoi e se te la senti, con Monica puoi giocare tranquillamente.” mi sussurrò all’orecchio.
“Sei sicuro che non... che non ti dia fastidio?” gli chiesi.
“No, mi hai detto che ti piace giusto? E’ solo un gioco questo tesoro... ” mi rispose accarezzandomi le palle delicatamente “Ho capito che con Daniele e Giovanni non vuoi giocare più di tanto, non c’ bisogno che tu me lo dica, ma voglio che ti senta lo stesso libera con Monica se mi dici che ti piace.” mi aveva letto nel pensiero, in effetti non mi sarei mai fatto toccare in quel modo da Daniele e Giovanni. Restammo qualche secondo in disparte, Daniele si mise un preservativo e diede il cambio a Giovanni, entrando nel culo di Monica. Si stavano dividendo il culo, allargandolo un po’ per volta e Monica ne era entusiasta. Mi guardò di nuovo, con un dito mi fece segno di avvicinarmi e con l’altra mano fece dondolare il suo cazzone.
“Vai se vuoi tesoro...” mi disse Domenico. Mi allungai sul divano verso quel bel cazzo marrone, Monica m’imboccò e subito fu nella mia bocca. Iniziai a succhiarla per restituirle il piacere della lingua di prima, i due maiali le tenevano le gambe allargate mentre la scopavano a turno, Monica iniziò a toccarsi entrambi i seni, stringendosi i capezzoli mentre si concentrava per sentire al meglio il piacere anale e orale. Dopo essere affondato un paio di volte sul suo cazzo provai a riprendere fiato, ma le sue mani presero subito la mia testa e mi spinsero verso uno dei grossi seni, mettendomi in bocca un capezzolo. Succhiai ovviamente pure quello, a Monica sembrò piacere molto.
“Brava amore... chupa o peito da mãe..!” si masturbava lentamente “Ti piace la tetta di mamma Monica?” mi chiese nel pieno del godimento. Io annuì timidamente, succhiando anche l’altro seno per poi tornare sul pisellone. Domenico ci guardava estasiato. Lentamente mi prese un piedino dopo l’altro, sfilò le scarpe e se li portò alla bocca. Iniziò a succhiare le dita rosse che uscivano dalla rete delle calze, finchè non infilò un piede dopo l’altro nella bocca. Ora si che riconoscevo il mio adorato zio, il mio feticista del cuore.
