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Il Nipote Perfetto · Cap. 7
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Capitolo 7 di 14 23 min di lettura

Un angelo chiamato Monica

La prima volta di Domenico e Luana in pubblico. Per fortuna Daniele e Giovanni sono amici fidati di Domenico e sono a conoscenza del loro segreto, ma invece questa Monica non era prevista... chi sarà mai?

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 753 letture · 0

“Monica... sto per... oh!” non riuscì a trattenermi. Monica mi prese una mano, stringendola, come per sentire meglio il mio orgasmo. Esplosi nella sua bocca. La vidi impassibile, come se niente fosse, succhiare il mio cazzo nell’esatto momento in cui buttai fuori i primi getti di sperma. La sua mano continuava a masturbarmi per far uscire tutto quello che avevo. Rimase ferma, non ingoiò nulla. Appena sentì che avevo finito di schizzare nella sua bocca, tirò fuori velocemente il cazzo, stando attenta a non aprire troppo la bocca. Nemmeno una goccia di saliva o sperma le colava dalle labbra. Lasciò il mio cazzo, mi sorrise facendo un occhiolino malizioso. Con il dito mi fece segno di alzarmi per avvicinarmi a lei, lo feci, forse in maniera un po’ goffa perché le gambe ancora mi tremavano per l’orgasmo. Mi prese una mano e se la portò alla bocca, accostandola al mento, iniziò a far uscire lentamente tutto lo sperma che aveva in bocca, finchè non mi riempì la mano. Quando la sua bocca fu vuota, mi guardò.

“Tuo zio dice che ti piace tanto fare anche un’altra cosa...” guardò lo sperma nella mia mano. Capì subito cosa voleva dire. Delicatamente mossi la mano, fino ad arrivare alla mia bocca. Lo sperma era ancora denso, misto a un po’ di saliva, sentivo il calore nella mia mano e l’odore pungente che mi arrivava al naso. Portai subito la mano alla bocca e leccai il palmo pieno di sperma, in pochi movimenti di lingua ripulì tutto e ingoiai.

“Oh che brava Luana! Fa vedere un po’... ” Monica mi baciò, sentì la sua lingua muoversi nella mia bocca, poi si staccò. “Bravissima! Non è rimasto nulla!” mi accarezzò il viso. “Ora rivestiamoci e torniamo di là da quei tre maialoni. Se vuoi darti una rinfrescata tesoro, il bagno è qui accanto.”. Monica si alzò, prese le sue mutande e velocemente se le ri mise, cercò di sistemare il suo cazzo per non farlo sporgere troppo e poi tirò giù il vestito. Io feci lo stesso, tirai su le calze e sistemai il cazzo nelle mutande, abbassai la gonna e andai in bagno. Chiusi la porta e aprì il rubinetto, raccolsi un po’ d’acqua con la mano e feci qualche risciacquo con la bocca. Presi un po’ di carta igienica e dopo averla bagnata, cercai di asciugare il cazzo che ancora era umido di saliva e sperma. Aspettai un po’, quel tanto che bastava per farlo tornare abbastanza moscio da poterlo sistemare per bene nelle mutandine. Dopo aver sistemato la gonna, aver richiuso i bottoni nella camicetta e aver sistemato un po’ i capelli mi guardai allo specchio. Improvvisamente fui assalito da un’ondata mista di emozioni. Il cuore mi batteva forte, avevo capito per quale motivo Domenico mi aveva portato qui, voleva quasi esibirmi come un trofeo, chissà cosa avevano organizzato lui e quegli altri due. Chiesi a me stesso cosa mi aspettasse nel salone di quella casa, forse sapevo già la risposta. Andai nel panico, non volevo che Daniele e Giovanni mi mettessero le mani addosso e si approfittassero di me. Ripensai subito alle parole di Monica di poco fa. Improvvisamente sentì bussare alla porta, si aprì lentamente e vidi la faccia di Monica sporgere.

“Tesoro, va tutto bene?” mi chiese. Credo che leggesse le emozioni sul mio volto, entrò subito, chiuse la porta alle sue spalle e mi abbracciò. “Oh tesoro vieni qui... Va tutto bene. So cosa stai pensando, non avere paura. Guarda che tuo zio ci ha detto tutto, come ti ho detto prima, noi siamo felici per voi, ma non vogliamo assolutamente approfittarci di te!” mi stringeva forte e mi baciava le guance. Sentì un leggero nodo alla gola in gola, non riuscivo a capire come avesse fatto Monica a leggermi nel pensiero. “Vedi, ogni tanto noi tre ci vediamo per passare qualche ora insieme, e perché no anche per divertirci un po’, ma tuo zio è stato molto chiaro con noi riguardo a te. Non vuole assolutamente obbligarti a fare qualcosa che non vuoi e lo stesso vale per noi. Ora, avrai sicuramente capito perché siamo qui, ma sappi che se verrai di là con me, sarai tu a decidere cosa fare, nessuno ti obbligherà.” io non sapevo che rispondere. Le parole di Monica mi fecero un certo effetto, quasi come quelle di una mamma che cerca di tranquillizzare un figlio. Sentì una dolcezza nel suo abbraccio che mi fece calmare lentamente.

“Io... Io non pensavo che voi tre vi vedeste per... Insomma si lo ammetto credevo sarebbe stata una normale cena tra amici. Comunque grazie Monica... ” balbettai. Lei mi baciò di nuovo.

“Non c’è di che tesoro. Aspetta un secondo, vado a chiamare Domenico, ti va?” annuì con la testa. Monica uscì e dopo pochi secondi la porta del bagno si aprì ed entrò zio Domenico.

“Vi lascio soli per qualche minuto...” disse Monica chiudendo la porta.

“Tesoro che c’è? Va tutto bene?” mi chiese Domenico.

“Si, tutto bene adesso. Ho parlato con Monica e... e mi ha spiegato che cosa fate quando vi vedete tutti e tre.” dissi guardando in basso, non riuscivo a guardare Domenico in faccia.

“Capisco... Hai ragione, avrei dovuto essere più onesto con te ma credevo non avresti accettato di venire se ti avessi detto tutta la verità. Comunque, non so cosa ti abbia detto Monica esattamente ma sappi che... ”.

“Mi ha detto che loro tre sanno di noi due, sanno che in realtà sono TUO nipote e che se verrò di là con voi nessuno mi obbligherà a fare qualcosa che non voglio. Ecco cosa mi ha detto.” non gli feci nemmeno finire la frase.

“Bhè, ti ha detto tutto. Ti ha detto la verità, io ho già parlato con loro e gli ho spiegato tutto. Non crederai che volessi buttarti in pasto a quei due assatanati contro la tua volontà vero? Sei mio nipote, ti voglio bene e sei importante per me. Questo gioco che facciamo noi due non è certo una cosa da poco sia chiaro, mi fido di te come mi fido di loro, per questo ho pensato di farteli conoscere. Non importa quello che farai se verrai di là con noi, per quel che mi riguarda se non te la senti possiamo anche andare via e tornarcene a casa.” rimasi a bocca aperta, non pensavo mi dicesse così.

“No, non voglio andare a casa. Non sto dicendo che non voglio avere niente a che fare con loro, anzi, a dire la verità prima io e Monica abbiamo... abbiamo giocato un po’.”.

“Si lo so, me lo ha detto Daniele dopo che vi ha visti. Mi dispiace che tu te ne sia accorto così, dovevo dirgli di essere più discreto.” ammise.

“Forse si... Comunque, non voglio andare via. E poi a dire il vero, Monica mi piace molto. Possiamo andare di là in salone.” dissi.

“Ok tesoro. L’importante è che tu sei tranquilla e sicura.” mi abbracciò, “Facciamo che tu ed io ce ne staremo in disparte, poi se succederà qualcosa, se Monica o Daniele o Giovanni faranno qualcosa, deciderai tu se... ecco, se partecipare o no. Va bene?”.

“Sì, va bene.” mi strinsi forte a lui.

“Allora andiamo?” mi chiese.

“Si. Andiamo!” risposi.

Prima di andare avanti…

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