“Sì... cavolo non, credevo che fosse, che fosse così.” dissi mentre Monica continuava a baciarmi. Toccai la sagoma del suo cazzo, era davvero grande, anche se non sembrava fosse in erezione. Sarà stato di almeno quindici centimetri, se non qualcosa di più...
“Domenico mi ha detto che ti piace tanto, dice che sei molto brava con la bocca. Anche io sono molto brava sai?” mentre la toccavo iniziavo a sentire che qualcosa si stava smuovendo, anche io iniziavo a smuovermi nelle mutandine e il mio pisellino non riusciva più a stare nascosto.
“Ha ragione, mi piace molto quando glielo succhio...” dissi.
“Ah si? Brava tesoro, è importante saperlo succhiare bene.” le sue mani arrivarono sulla mia camicetta e iniziarono a sbottonarla per scoprire il reggiseno e poi corsero giù verso la gonna, Monica la tirò su e arrivò alle mie mutandine.
“Oh... ma allora ti piace..!” disse mentre accarezzava le mutandine gonfie.
“Si Monica...” risposi. La sua mano già stava oltrepassando la rete delle calze e stava cercando di entrare sotto le mie mutandine. Intanto si era già tirata su il vestito oltre la vita, vedevo le sue mutande leopardate che stavano per esplodere, dai lati si vedevano le palle che uscivano fuori, grandi e scure.
“Allora misà che dovremmo metterci comode tesoro...” mi tirò verso il letto facendomi sedere. Si chinò per togliersi le mutande e quando tornò su, vidi che il suo cazzo sporgeva verso di me, dritto per poi fare una piccola flessione verso il basso. Era grosso e marrone. Le sue mani lo presero alla base, poi lo scappellò.
“Allora che ne pensi?” chiese.
“E’... stupendo!” risposi. Il cuore iniziava a battermi velocemente. Dietro di lei vidi la porta della stanza che era rimasta aperta, sentivo le voci di Daniele, Giovanni e zio Domenico nel salone. Monica si allungò verso di me, mi spinse sul letto e iniziò a salirmi sopra.
“Mmmm Luana...” mi diede un altro bacio, questa volta ci mise la lingua, poi si alzò e tenendo in mano quel grosso cazzo mi sovrastò fino a che non mi arrivò completamente sopra al petto. Vedevo le sue palle davanti a me e quel grosso cazzo che andava verso l’alto mentre lo teneva tra le mani e iniziava a masturbarsi. “Fa vedere a Monica quanto sei brava.” mi passò un dito sulle labbra, subito le sue unghie rosse s’infilarono nelle mie labbra e due dita finirono di aprirmi la bocca. Le sue palle mi finirono subito in bocca, subito gliele succhiai mentre si stava masturbando per finire di far indurire quel grosso cazzo. La sentì ansimare. Lasciò la presa e il cazzo mi cadde sul viso.
“Ma non dovremmo chiudere la porta..?” chiesi mentre avevo le sue palle in bocca.
“Sssh... Non preoccuparti di loro...” mi tolse la palle dalla bocca per cercare di far entrare il suo cazzo. “Ora fammi sentire meglio come usi la bocca amore.” con una mano mi prese la testa per aiutarmi a prenderlo in bocca. Aprì la bocca più che potevo ma quel cazzo era davvero enorme, ero abituato a succhiare quello di Domenico, avevo succhiato solo quello fino a quel momento. Mi sentì quasi colpevole, ma non facevo nulla per impedire a Monica di fare ciò che stava facendo. Era quasi come la prima volta con zio Domenico, mi sentivo in suo possesso. La lasciavo fare senza oppormi. Iniziai a succhiare quella grossa cappella nera, leccandola e cercando di farlo entrare il più possibile nella bocca, Monica mi guardava e vedevo quanto si stava godendo il momento.
“Oh si tesoro, la lingua brava! Usa la lingua, così si succhia il cazzo si!” ansimava mentre mi teneva la testa per entrare ancora di più, quasi mi arrivò in gola mentre cercavo di far girare la lingua attorno al suo cazzo. Iniziavo a respirare a fatica, Monica se ne accorse e spinse ancora un po’, sentì il cazzo che mi arrivava in gola e poi lo tirò subito fuori.
“Che brava che sei tesoro, Domenico ha proprio ragione, hai un futuro da pompinara! Se te lo dico io puoi credermi amore...” si stava masturbando velocemente, la metà del suo cazzo era coperta dalla mia saliva, mi sembrava di sentire solo il suono della sua mano che si muoveva veloce grazie alla mia saliva. Con le dita iniziò a raccogliere la saliva che era finita attorno alle mie labbra dopo che il suo cazzo era venuto fuori. Cercai di sistemarmi gli occhiali, mentre Monica teneva la mia testa tra le mani e la usava, mi erano finiti sulla fronte.
“Proprio brava la piccola Luana... ora ti meriti un bel premio!” indietreggiò fino a scendere dal letto, s’inginocchiò, prese le mie gambe per tirarle su e poi con le mani cercò di tirarmi giù le calze, con qualche difficoltà. La aiutai e appena abbassai le calze a metà coscia, lei afferrò anche le mutandine.
“Queste non ti servono amore...” le tirò giù insieme alle calze, fino alle caviglie. Il mio cazzo iniziava a indurirsi, quasi come il suo e appena abbassai le gambe, il cazzo spuntò in bella vista. Monica lo guardò sorridente.
“Eccolo qui, guarda che bello che è amore!” accarezzò il pelo “Guarda che bello, e come sei curata tesoro!” con l’altra mano prese in cazzo e lo scappellò un paio di volte, poi arrivò subito la sua bocca. Iniziò a succhiarlo, vedevo le guance che gli sparivano ogni volta che arrivava a succhiare la cappella, poi iniziò a usare la lingua. I suoi occhi mi guardavano fisso, quasi immobili, erano bellissimi, marroni e brillanti.
“Devi sempre guardare negli occhi l’uomo che succhi amore, è importante.” disse concedendosi una piccola pausa.
“Oh Monica...” ansimai. Lei non si fermava, aveva capito che mi stava piacendo. Diventai sempre più duro, Monica lo stringeva sempre più forte tra le mani, poi iniziò a stringere lentamente le mie palle. La sua lingua si muoveva in maniera circolare e correva attorno alla cappella. Alzò la testa e riprese fiato per pochi secondi, poi scese verso le palle e leccando tornò su. Ricominciò da capo, questa volta con la lingua che si muoveva appena, ma stava sempre attaccata al mio cazzo. Sentivo la punta del suo cazzo duro che si era infilata tra le mie caviglie. Alzai i piedi e cercando di essere il più delicato possibile glielo presi con le scarpe, sentivo il calore sul fianco delle piante dei piedi, iniziai a muoverli, Monica se ne accorse e con una mano prese uno dei miei piedini e ci strofinò sopra il suo cazzo, sentivo che teneva la mano sopra al piede e il cazzo nel mezzo, lo stava usando per masturbarsi. Immediatamente il suo cazzo mi scaldò il piede. Mentre la sua testa si muoveva, vidi che sulla porta comparve Daniele. Si era appena affacciato, non disse nulla, vidi il suo braccio che si muoveva e capì che si stava toccando, lo vidi con gli occhi pieni di eccitazione. Si gustò la scena per qualche secondo e poi sparì. Feci un cenno a Monica che sicuramente non si era accorta di nulla.
“Lo so tesoro.” disse mentre masturbava il mio cazzo completamente bagnato e accarezzava il mio piccolo cespuglio, “Quei porcelloni non vedevano l’ora che ti portassi qui in camera tesoro, staranno esplodendo per quanto sono eccitati! Sono solo venuti a controllare se va tutto bene, ora però dobbiamo sbrigarci a tornare di là o penseranno che ci stiamo divertendo senza di loro!” riprese a succhiare, sentì la lingua ancora più forte di prima sulla cappella, poi la sua mano iniziò a segare il mio cazzo mentre la lingua non la smetteva di girare, come impazzita. Ci volle pochissimo, già dopo aver preso in bocca il cazzo di Monica ero già molto eccitato, ma adesso non riuscivo a resisterle. Iniziai subito a sentire le contrazioni, i battiti del cuore aumentarono.
