Il sole iniziava a tramontare, trovammo parcheggio quasi subito. Zio scese e venne ad aprirmi la portiera, scesi lentamente e poi ci incamminammo verso il palazzo, un po’ mi tremavano le gambe dall’emozione, Domenico se ne accorse e mi mise un braccio attorno la vita per tirarmi a se, stringendomi per farmi sentire più sicuro di me. Durante il tragitto incontrammo alcune persone, nessuno sembrava fare caso a me, io non avevo il coraggio di tenere lo sguardo dritto e finivo sempre per guardare in basso o da qualche altra parte.
“Vedi? Non c’è nulla da temere, nessuno crede che tu non sia ciò che sembri.” mi sussurrò all’orecchio. Arrivammo al portone e zio suonò il citofono, il portone scattò, mi aprì la porta e subito dopo eravamo in ascensore. Domenico premette il tasto dell’ultimo piano.
“Andiamo all’attico.” disse sorridendo.
“Aspetta, ma... Cosa gli hai detto di me? Insomma come mi devo....Presentare..?” chiesi dubbioso.
“Gli ho detto che sei la mia nipote, che altro dovevo dire?” mi rispose. “Non gli ho detto il tuo nome, puoi scegliere tu, se non vuoi dirgli il tuo vero nome. Loro lo sanno che sei, che sei travestita. Non preoccuparti, con loro più stare tranquilla!” mi rassicurò ancora.
Le porte dell’ascensore si aprirono e alla nostra destra trovammo una porta accostata, Domenico la aprì e mi fece strada, eravamo dentro l’appartamento. Ora iniziava tutto.
“Daniele eccoci!” disse Domenico chiudendo la porta.
“Si entrate, venite siamo in salone!” sentì la voce in lontananza insieme con una musica leggera in sottofondo. Seguì zio Domenico che tenendomi per mano mi faceva strada, sentivo la sua stretta forte, stava cercando di darmi sicurezza. Arrivammo in salone e trovammo Daniele e Giovanni occupati a sistemare un piccolo rinfresco su un tavolo, appena mi videro mi vennero incontro sorridenti.
“Oh finalmente conosciamo la nipote di Domenico!” disse Daniele, anche Giovanni mi venne incontro.
“Piacere, Luana...” dissi timidamente salutandoli con un bacio sulla guancia.
“Abbiamo pensato di fare una cosetta molto informale, non sentirti a disagio tranquilla!” evidentemente Daniele si accorse della tensione che provavo “C’è una persona che vorrebbe conoscerti comunque... credo che ti piacerà..!”. Guardai Domenico, mi aveva parlato solo dei suoi due colleghi, ora chi era questa terza persona? Improvvisamente sentì un rumore di tacchi venire dal corridoio. Appena mi girai per vedere chi stesse arrivando, vidi una donna che entrava in salone e veniva verso di noi.
“Oh eccola qui! Luana, lei è Monica, una nostra amica. Ogni tanto viene a trovarci, sai gira spesso per lavoro e non sempre è facile incontrarci ma oggi ci ha fatto una sorpresa!” mi disse Giovanni.
“E’ da un po’ che non ci vedevamo in effetti Monica.” disse Domenico.
La salutai presentandomi timidamente come avevo fatto prima con Daniele e Giovanni.
“Piacere mio tesoro, mi avevano parlato di te ma non pensavo fossi così bella!” mi rispose con un forte accento portoghese, capì subito che doveva essere brasiliana. Era bellissima. Alta, i capelli mori che le arrivavano alla metà della schiena, la pelle color oliva, i seni grandi che sembravano non resistere chiusi sotto il vestito di cotone scuro, le cosce grandi, sode e il culo... sporgente, rotondo e pieno. Era una vera dea, un’amazzone... ringraziai Monica per il complimento, non feci in tempo a finire la frase che lei subito mi prese sotto braccio e mi portò via da zio e dai suoi colleghi.
“Vieni tesoro, ti faccio vedere dove posare la borsa e la giacca. Questi due non conoscono le buone maniere!” disse rivolta a Daniele e Giovanni e mi portò in camera. Tolsi la giacca e la posai sul letto con la borsa, Monica era seduta all’angolo del letto con le gambe incrociate, il vestito di cotone elasticizzato non riusciva a contenere le sue cosce sode e iniziava a ritirarsi verso l’alto lasciando scoperte le gambe. Potevo vedere chiaramente lo spacco sul lato della coscia. Notai che aveva un reggicalze che le teneva su delle calze beige chiare, quasi non si notavano per via del colore della sua pelle, me ne accorsi solo quando vidi il bordo della calza tenuto dalla molletta. Indossava delle decolleté leopardate, molto audaci e provocanti, con la punta aperta che faceva vedere le unghie smaltate di rosso, come lei mie.
“Allora Luana, Daniele e Giovanni mi avevano accennato qualcosa ma non pensavo proprio fossi cosi bella, sei giovanissima tesoro!” disse tutta eccitata.
“Ehm, sì... In effetti hai ragione, ho diciannove anni.”risposi.
“Diciannove?! O mio Dio! Io sono venuta in Italia alla tua età! Pensavo fossi più grande... ”.
“Grazie, ma purtroppo è così, ne ho diciannove... ” dissi ridendo “Ma tu invece? Non sei italiana? Da quanto tempo vivi qui, mi sembra che parli l’italiano molto bene.”.
“No tesoro. Sou brasileira, de São Paulo querido!” mi fece l’occhiolino sorridendomi.
“Wow, vorrei tanto vederlo il Brasile! Mi piacerebbe un giorno andarci, deve essere bellissimo... ”.
“E’ stupendo il Brasile tesoro, ti divertiresti tanto, laggiù è sempre una festa e tutti sono sempre felici. Poi bella come sei, sai quanti ragazzi ti verrebbero dietro...!” disse mentre si sistemava il vestito sulle gambe.
“Ma non penso di poter competere con le brasiliane come te... E poi se un bel brasiliano ci provasse con me non saprei come reagire, io sono troppo timida, sono una frana con gli uomini!” risposi ridendo. Lei si alzò dal letto e venne verso di me.
“Oh non dire così tesoro, ti sottovaluti troppo! Guarda qui che belle gambe sode che hai... e poi guarda i fianchi! Sei proprio tutta soda tesoro!” mi accarezzò una guancia “Sai quanti ne conosco che impazzirebbero per una bella ragazza italiana tutta curve come te?” iniziò ad accarezzarmi le spalle.
“Ma... dici davvero?” chiesi.
“Oh si, guarda tuo zio per esempio, lui è un uomo con ottimi gusti e infatti oggi qui è venuto con te.” ora le sue mani erano entrambe sulle mie guance “Io lo so tesoro...” mi sussurrò all’orecchio sottovoce.
“Che... che cosa sai?” domandai balbettando.
“Lo so che tuo zio ti vuole tanto bene e che tu vuoi tanto bene a lui. E’ per questo che siete qui insieme oggi...” mi diede un bacio sulla guancia e mi abbracciò. Monica era così alta di suo che grazie ai tacchi che indossava, la mia testa quasi poggiava sul suo petto. Mi ritrovai con la testa che quasi era in mezzo ai suoi seni, la sua pelle profumava ed era liscia come la seta. “Domenico mi ha raccontato un po’ di cosette, anche a Daniele e Giovanni sai? Ma non devi preoccuparti tesoro, noi non siamo persone che vogliono giudicarti, anzi, siamo felici per voi!” mi diede un altro bacio sulla guancia.
“Oh... Io non, non sapevo che lui vi avesse detto queste cose... Credevo fosse un segreto. Sai, è successo tutto molto in fretta, io non pensavo che... ” Monica mi zittì con un dito sulle labbra.
“Non importa tesoro. Hai visto come sei diventata grazie a tuo zio? Sei una bellissima ragazza adesso e questo è ciò che conta... anche se lì sotto hai... il pisellino!” trattenne una risatina.
“Ehm, si ecco... dici che...” mi interruppe di nuovo.
“Tesoro, guarda che ce l’ho anche io..!” disse.
“Cosa? Ma... dici davvero? Anche tu... ” mi baciò sulle labbra delicatamente, sentì sulla mia bocca il suo rossetto. Sentii il rumore delle labbra che lentamente si staccavano quando lei si ritirava da me.
“Si tesoro, anch’io.” fece un movimento rapido con la sua mano, subito sentì davanti a me qualcosa che sporgeva e premeva all’altezza della mia pancia, Monica mi prese una mano e se la portò all’inguine.
“Lo senti..?” chiese mentre mi baciava ancora.
