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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 13
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Capitolo 13 di 1454 min di lettura

Tutto ciò che mi hai dato...

Manca poco e poi si tornerà alla vita di tutti i giorni, ma prima bisognerà festeggiare la fine di questa vacanza in maniera speciale: tutti insieme!

Forbidden_Fantasy
4 mesi fa · 840 letture · 0

Sistemai i vestiti nell’armadio e lasciai sul letto quello che mi serviva. Domenico uscì dal bagno, asciutto e profumato, mi guardò con in mano i vestiti che avevo scelto e mi sorrise.

“Lo sapevo... Vai a finire di prepararti cucciola. Se arriviamo leggermente prima, faremo un bell’aperitivo.” andò a vestirsi mentre io corsi in bagno. Asciugai subito i capelli, cercai di dargli più volume possibile con l’asciugacapelli e li lasciai sciolti, passai giusto la mano nel mezzo per togliere la riga e levarmeli un po’ dal viso, erano belli voluminosi, forse non li avevo mai avuti così. Andai a vestirmi, misi il body (chiudendo velocemente la chiusura sul linguine dopo aver sistemato il pisellino e indossando i seni in silicone) e poi velocemente i jeans ed il maglione. Mentre Domenico mi guardava appoggiato allo stipide della porta, mi truccai velocemente, senza nessuna esitazione. Passavo il fondotinta e mettevo il mascara con naturalezza, come se lo avessi sempre fatto. Misi il rossetto e feci la linea con il rimmel sugli occhi. Un’ultima sistemata ai capelli ed ecco fatto.

“Sono pronta.” dissi mentre andavo a prendere le scarpe, feci scivolare i piedini nelle decolleté rosse e mi alzai in piedi, non vedevo l’ora di uscire. Domenico prese le nostre giacche e aprì la porta. Il rumore dei tacchi echeggiò nell’ingresso del b&b, misi la giacca e andammo verso la macchina.

“Nervosa?” mi chiese Domenico mentre guidava.

“No, sto bene.” risposi. “Non vedo l’ora di arrivare da Monica.”.

Quella sera sembrava che la città fosse deserta, non faceva neanche tanto freddo. Accostammo con la macchina lungo il marciapiede di fronte la casa di Monica.    Il cancello si aprì subito, la trovammo sulla porta che ci aspettava. Entrammo senza farcelo ripetere due volte. Daniele e Giovanni ancora non erano arrivati. Mi sarei aspettato di trovare Monica già pronta e tutta in tiro, invece sembrava essere in pigiama, senza trucco. Sembrava che poco prima del nostro arrivo avessero consegnato il catering che avevamo ordinato e Monica, dopo averlo sistemato sul tavolo in salone, ci chiese se volevamo bere qualcosa.

“Preparo spritz per tutti!” esclamò andando in cucina. Tornò dopo qualche minuto con una brocca piena e tre calici. Poggiò tutto sul tavolino davanti ai divani e iniziò a riempire i bicchieri.

“Allora, come ti senti?” mi chiese.

“Bene, insomma, va tutto bene. Perché me lo chiedi?”.

“Bhè oggi sarà la tua prima volta... con altre persone intendo. Esci dalla tua zona di comfort. Quando successe a me ero un po’ nervosa.” sorseggiò il suo spritz con le braccia incrociate, sembrava più seria del solito.

“Anche Domenico mi ha chiesto la stessa cosa. Non so se dovrei essere nervosa per questo, mi sento a mio agio con voi, non capisco perché dovrebbe esserci qualcosa che non va.”. Monica mi guardava seria ed attenta, appena ebbi finito di parlare, le si sciolse un sorriso sul viso.

“Allora sono felice per te tesoro, spero che questa sera ti divertirai molto.” mi diede un bacio. “E preparati perché ho in mente una bella cosuccia per te...” mi lasciò con la curiosità per tutta la sera. Non volle assolutamente dirmi di cosa si trattava. Mentre stavamo vuotando i nostri bicchieri, all’improvviso suonò il campanello.

“Saranno sicuramente Daniele e Giovanni. Dì a tuo zio che per aprire deve premere il tasto nero sul citofono, io intanto inizio a prepararmi.”. Monica vuotò il bicchiere e me lo consegnò. La lasciai in camera a vestirsi e a farsi bella per noi, non volevo rovinarmi la sorpresa guardandola.

Domenico aveva già risposto e aperto al citofono, Daniele e Giovanni entrarono subito in casa, si vedeva che erano impazienti e non stavano più nella pelle. Andai a salutarli e sentì subito le loro mani che, facendo finta di niente, scendevano lungo la mia schiena e cercavano di arrivare in basso. Non lo avevano mai fatto prima d’ora.

“Volete un po’ di spritz anche voi? Vado a prendervi i bicchieri in cucina.” dissi facendo finta di niente e sentendo i loro sguardi addosso mentre andavo in cucina.

“...stasera è proprio fantastica.... tua nipote è davvero una....” sentì la voce di Giovanni dire qualcosa a Domenico, che prontamente gli disse di abbassare la voce. Cercai i bicchieri nella credenza, sotto sotto speravo di sentire qualche altro commento su di me, avvertivo che la cosa iniziava a farmi piacere. Solo la sensazione delle loro mani che poco prima cercavano di palparmi mi aveva riempito di brividi. In pochi secondi iniziai subito a immaginare cosa sarebbe potuto succedere appena sarei tornata nell’altra stanza e Monica sarebbe uscita dalla camera da letto. Già immaginavo Daniele e Giovanni che non riuscivano a trattenersi dal toccarmi anche con Domenico davanti, chissà se lui li avrebbe lasciati fare... chissà fin dove sarebbero arrivati e cosa mi avrebbero fatto. Nelle mie mutandine iniziò a muoversi il pisellino, cercai di soffocarlo incrociando le gambe e continuai a cercare i bicchieri. Tornai in salone con i calici in mano e li riempì con il cocktail mentre gli uomini si erano già seduti sul divano. Ne approfittai per riempire anche il mio calice e andai a sedermi accanto a Domenico. Mentre sorseggiavo, lì sentivo parlare di lavoro. Domenico ogni tanto m’imboccava con delle tartine mentre teneva la sua mano tra le mie cosce. Rimasi in silenzio tutto il tempo, mentre la mano di Domenico arrivava fin nel mezzo ed io lo lasciavo fare come se niente fosse. Daniele continuava a parlare di quel loro collega che non ne voleva sapere di seguire le regole e Giovanni annuiva quasi meccanicamente ma intanto la sua mano era già al lavoro toccandosi la patta gonfia mentre mi guardava voglioso. Domenico m’infilò delicatamente il pollice in bocca, tenendomi la mascella ferma.

“Dai fai divertire un po’ Giovanni, non lo vedi come ti sta guardando? Fai la brava tesoro...” mi sussurrò all’orecchio. Iniziai a succhiare il suo pollice senza farmelo ripetere, guardando Giovanni che si eccitava sempre di più e si mordeva le labbra senza distogliere lo sguardo.

“Brava, vedi che gli piace... continua.” in mezzo alle mie gambe stava per esplodere tutto. Domenico lo sapeva e continuava a toccarmi, apprezzando sempre di più la mia erezione. Mi accorsi che Daniele aveva smesso di parlare di quel maledetto collega ed anche lui aveva iniziato a toccarsi con più foga di Giovanni, intanto Zio continuava a sussurrarmi all’orecchio che mi stavo comportando bene. Improvvisamente sentì la porta della camera da letto aprirsi, il suono dei tacchi.

“Ragazzi ma che state combinando qui?” Monica entrò in scena lasciando tutti a bocca aperta. Aveva messo un vestito verde, sembrava le fosse stato cucito addosso. Un colletto aderente al suo collo sembrava tenere tutto il vestito fermo e in piedi. Le maniche lunghe le coprivano completamente le braccia mentre la schiena era quasi del tutto scoperta con un grosso spacco a V. Il suo seno era messo in mostra con un taglio in orizzontale che lasciava vedere la fessura tra le sue bellissime tette. Il vestito finiva appena a metà coscia, con due elastici che correvano lungo i fianchi facendo aderenza al suo bellissimo corpo. Le gambe nude finivano dentro un paio di sandali neri con il plateau trasparante e un tacco d’argento che sarà stato di almeno dodici centimetri se non di più.

“Vedo che avete già iniziato senza di me.” Daniele e Giovanni la fissavano con gli occhi fuori dalle orbite. Non riuscivo a non fare lo stesso, guardandola così quasi mi sentivo in difficoltà. Monica andò a sedersi tra Daniele e Giovanni, che sembravano pronti a qualsiasi cosa pur di servirla come una regina. Le bastò alzare il calice perché Daniele lo riempisse con altro spritz mentre Giovanni la spogliava con gli occhi e tentava di accarezzare ogni centimetro del suo corpo.

“Bhe che vi prende? Siete diventati tutti muti? Luana di che stavate parlando prima?”.

“Oh non lo so di preciso, parlavano di un loro collega che non sembra essere molto simpatico.” risposi mentre lo sguardo di Monica cercava di evidenziare i gesti patetici di Daniele e Giovanni nel tentativo di compiacerla in ogni modo possibile.

“Ma parlate sempre di lavoro! Eppure questa doveva essere una serata di svago, domani ripartite tutti e mi lasciate qui da sola. Almeno stasera cercate di rilassarvi un po’... ” Daniele aveva preso una delle gambe di Monica cercando di stenderla per massaggiarle una caviglia.

“Hai proprio ragione Monica, quei due dovrebbero lasciarsi un po’ andare. Perché non ci pensi tu?” le disse Domenico mentre mi teneva a sé e mi accarezzava le cosce. Monica si alzò e venne a sedersi accanto a me.

“Ora ti faccio vedere una cosa Luana.” si mise comoda e bevve un altro sorso. “Ora immagina quei due come una coppia di cagnolini... ” indicò Daniele e Giovanni “Faranno tutto quello che gli chiedo. Venite un po’ qui.” Daniele e Giovanni si alzarono e immediatamente vennero verso di noi, si inginocchiarono davanti a Monica, sembrava quasi un copione già scritto.

“Ogni volta fanno sempre così, non ce la fanno a resisterti eh?” commentò Domenico.

“Mi adorano!” rispose Monica ridendo. “Ora fate i bravi, perché non mi fate un bel massaggio alle gambe?” entrambi presero delicatamente le gambe di Monica e iniziarono a massaggiarle cercando di essere più delicati possibili mentre con una serie di occhiate d’intesa Monica cercava di farmi capire quanto fosse facile comandarli. “Che cosa ne pensate delle mie nuove scarpe? Vi piacciono? Le ho prese apposta per questa sera.”.

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