Chiusi gli occhi per qualche secondo, mi sembrò quasi di dormire per quanto ero stanco, li riaprì appena mi resi conto che rischiavo di cadere tra le braccia di Morfeo. Monica era in piedi accanto a me con due bicchieri e una bottiglia d’acqua tra le mani tra le mani.
“Tieni amore, ne abbiamo proprio bisogno!” mi passò il bicchiere che vuotai quasi con un sorso solo, mi riempì nuovamente il bicchiere quasi fino all’orlo. “Sei stata bravissima!” esclamò buttando giù un sorso d’acqua, “Hai capito perfettamente quello che volevo dire. Promossa!” mi diede un bacio sulla guancia mentre stavo vuotando per la seconda volta il bicchiere.
“E’ stato tutto merito tuo Monica, quando sono con te, mi sento a mio agio, davvero.” risposi.
“Ah me ne sono accorta! Ansimavi come una cagnolina in calore tesoro.”.
“No... non vorrei sbagliarmi, ma credo che solo con zio Domenico mi sia capitato di, ecco, sentirmi così a mio agio.” ammisi timidamente.
“”Stai facendo degli ottimi progressi, forse non dovrei dirtelo perché suonerebbe stupido, ma poco fa non eri la stessa ragazza che ho conosciuto alla cena a casa di Daniele.” la sua affermazione mi lasciò quasi perplesso, non sapevo che rispondere. “Lo dico in senso positivo tesoro!” le risposi con un sorriso e lei capì di non aver fatto una gaffe. “Mi auguro che sarà sempre così...” mi abbracciò. Restammo stretti per qualche secondo, poi Monica mi chiese se dovessi tornare a casa. Guardai l’orologio sulla parete, in effetti, si stava facendo tardi, il nostro gioco era durato più di un’ora, anche se mi era sembrato un battito di ciglia. Andai in bagno a darmi una rinfrescata, mi struccai di corsa, sistemai i capelli, poi raccolsi la vestaglia e tutto il resto. Mi cambiai velocemente, misi lo zainetto in spalla e aspettai Monica che uscì dal bagno di fretta, già cambiata con gli stessi vestiti di prima, tirò su la lampo del piumino ed uscimmo di casa. Durante il tragitto in macchina, Monica mi disse che mi avrebbe mandato subito il video che aveva fatto durante il nostro incontro e, nel caso in cui la cosa mi avesse dato fastidio, lo avrebbe cancellato subito dal suo telefono appena terminato l’invio. La ringraziai e tirai un sospiro di sollievo, effettivamente non ci avevo minimamente pensato, anche se molto probabilmente non mi si vedeva in faccia, l’idea che quel video potesse finire nella mani di qualsiasi estraneo mi faceva venire i brividi.
La macchina accostò davanti al cancello del palazzo di zio, scesi e baciai Monica, ringraziandola per la meravigliosa serata. Appena prima di lasciarmi, Monica m’inviò il video, arrivò rapidamente e appena sentì il cellulare vibrare nei miei pantaloni, la vidi eliminare il video dal suo telefono. Ci salutammo di nuovo e corsi a casa. Entrai senza fare rumore e andai subito a mettermi a letto.
La mattina dopo mi svegliai stranamente presto, mi sentivo riposato, sentivo chiaramente che mi ro appena svegliato da un sonno pesante e ristoratore. Guardai l’ora, erano da poco passate le sei del mattino, certamente troppo presto... sentivo i rumori in corridoio, mamma e papà si stavano preparando per uscire, li sentivo parlare, mamma diceva qualcosa riguardo a un aperitivo che doveva prendere quel pomeriggio con zia Maddalena. Cercai di non farci troppo caso e misi la testa sotto le coperte, cercando di riprendere sonno. Finì per rigirarmi nel letto per altre due ore, dormendo a tratti. Mi alzai lentamente, feci colazione e trovai un biglietto di mamma vicino al frigorifero, mi chiedeva di comprare il latte che era quasi finito. Mi lavai i denti e misi la prima tuta che trovai, misi velocemente le sneaker ed uscì di casa. Mentre rientravo con la busta del supermercato tra le mani, incontrai zio Domenico che stava uscendo da casa, mi salutò sorridente. Ricambiai il saluto, trattenendomi dal baciarlo.
“Come stai tesoro di zio?” mi chiese.
“Benissimo, e tu?” risposi.
“Molto bene, sai oggi ho ricevuto delle belle notizie, anzi bellissime.” mi disse sorridente.
“Addirittura? Che cosa è successo?” chiesi incuriosito.
“La prossima settimana dovrò andare in trasferta, mi mandano a Pescara. Sarò da solo... ” si appoggiò al cancello, fissandomi intensamente.
“Ah però... tutto pagato?”.
“Hai da fare la prossima settimana?” mi chiese improvvisamente.
“Cosa..?” non sapevo che rispondere. “Dici davvero?”.
“Sì, perché non vieni a farmi compagnia?”.
“Scusa ma come farei con l’albergo?” chiesi.
“Oh non preoccuparti, penso a tutto io. Tu dovrai solo portare te stessa tesoro mio.” disse sornione.
“Ok, va bene. Troverò una scusa per i miei... ”.
“Mi fa molto piacere tesoro, vedrai che passeremo un’altra bellissima settimana insieme. Ora scusa ma devo scappare, ci sentiamo e ti dirò tutti i dettagli del viaggio.” scappò via.
Tornai a casa, misi il latte in frigo e andai in camera a cambiarmi, mentre mettevo il reggiseno rosso, provai a immaginare come sarebbe stata la prossima settimana. Istintivamente la mia mano scese giù. Provai a sistemare il pisellino nelle mutandine ma al solo pensiero di ciò che mi attendeva nella settimana seguente, impazziva e saltava sull’attenti.
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