“Oddio Monica. E’... è bellissimo!” ansimai.
“Lo sento che ti piace tesoro, stai tremando tutta.” mi rispose.
“Oh sì... si mi piace!” mi teneva ancora le mani bloccate. “Monica sto per venire... ah si!” mi trattenni dal gridare forte. All’improvviso Monica lasciò le mie mani, mi prese i fianchi per sollevarmi e mi staccò da lei.
“Vacci piano amore, abbiamo ancora tempo... vieni qua da me.” mi chiamò con il dito mentre con l’altra mano faceva dondolare il suo cazzo completamente bagnato dei miei umori. M’inginocchiai e gattonando arrivai in mezzo alle sue gambe. Leccai tutti gli umori e quando ebbi finito, Monica si tolse il preservativo. Prese la mia testa, mi portò fino a lei e iniziai a ingoiarlo il più possibile, questa volta ero davvero affamato, cercavo di prenderlo fino in gola.
“Quanto ti piace il cazzo di Monica... vero?” chiese mentre si mordeva il labbro inferiore. Annuì cercando di non strozzarmi. Quel sapore era inebriante, mi mandava in estasi. Sentire quella cappella gonfia dentro il mio palato, in quel momento, era la cosa più bella del mondo. Mentre succhiavo, presi le sue mani, me le strinse mentre succhiavo e la guardavo fissa negli occhi. Vedevo che le stava piacendo, si leccava e si mordeva le labbra. Mi staccai dal cazzo, andai a mettere il viso tra le sue palle, sentì quel profumo pungente, quasi salato, leccai avidamente mentre il cazzo nero dondolava sopra la mia testa. Monica lasciò una delle mie mani, iniziò a masturbarsi, sentivo il suono della sua mano che scivolava lungo tutta l’asta dura e pulsante. Rimasi immobile in quella posizione mentre la sua mano mi accarezzava i capelli e la mia lingua lentamente si gustava quelle meravigliose palle oramai completamente bagnate. Monica all’improvviso mi tirò a se per baciarmi, mentre la sua lingua entrava e cercava la mia, mi slacciò il reggiseno, con un movimento rapido lo tolsi e lo buttai per terra. Mi strinse tra le braccia e continuammo a baciarci, rotolammo appena sul divano, finchè non finì sotto di lei. Sentivo il suo cazzo che strusciava contro il mio, duro e ancora umido mentre il mio oramai era completamente moscio. Stringevo Monica tra le mie gambe quando all’improvviso prese le mie cosce, mi fece divaricare le gambe e si tuffò nel mezzo per leccarmi il buco semi aperto. Qualche colpo di lingua rapido e poi allungò la mano per prendere un altro preservativo che indossò alla velocità della luce. Stuzzicò il buco con le dita, indugiando appena con una falange che non entrò del tutto. Appena fu pronta tenni divaricate la gambe e lei puntò all’ingresso. Entrò delicatamente, guardandomi negli occhi, e quando fu dentro, iniziò a muoversi ritmicamente.
In quella posizione sentivo chiaramente quando andasse a fondo, forse anche più di prima. Guardando il mio ventre, mi sembrava di poter vedere chiaramente la massa del suo cazzo che spingeva dentro di me, lo sentivo muoversi, potevo percepire in quale punto si trovasse. Non riuscivo a distogliere lo sguardo, solo quando Monica si chinò per baciarmi riuscì a cambiare posizione. Mentre la sua lingua affondava nella mia bocca, le toccai i seni e lei non perse tempo, lasciò la mia bocca e mi prese la testa per affondarla nel suo petto. Quelle tette erano meravigliose, la mia faccia spariva lì in mezzo, sentivo il loro calore, la pelle liscia e profumata. Uno dopo l’altro presi i capezzoli nella bocca, sentirli duri tra le labbra era meraviglioso. Iniziai a succhiarli, Monica mi guardava con gli occhi pieni di affetto e amore, accarezzava la mia testa mentre fingevo di nutrirmi dai suoi seni. Credo che le piacesse davvero quel momento. Appena fui sazio, mi staccai dai suoi capezzoli e lei non aspettò un secondo di più per rimettere la sua lingua nella mia bocca mentre continuava a stantuffare il mio culetto. La stringevo a me con le gambe e con le mani, mentre toccavo il suo culo tondo e duro. Perse per un attimo il ritmo ma allargando di nuovo le mie gambe tornò dentro e riprese il tempo, si staccò dalla mia bocca e mi sfilò una scarpa, la sua lingua iniziò a leccare le mie dita (aveva capito che mi piaceva tantissimo) finchè non ingoiò metà del mio piedino. La sua lingua sotto la pianta del piede mi faceva un leggero solletico, ma tutto ciò era bellissimo. Leccò le mie dita mentre oramai il suo pisellone aveva trovato la mia prostata e mi stava mandando in estasi, buttavo gli occhi all’indietro e ansimavo.
“Muoviti tesoro, cercalo...” rallentò il ritmo e appena capii cosa intendesse dire, tirai un sospiro ed iniziai a muovere il bacino. Tornai a sentire nuovamente quel senso di pienezza, anche se questa volta sembrava meno “invasivo” del solito. Lo sentivo che premeva, era dentro di me, oddio che meraviglia... pensai. Lentamente, movimento dopo movimento iniziai a capire cosa intendesse dire Monica e capii che aveva ragione. Ero io adesso, non più lei, a condurre il gioco. Non era facile ma cercavo di tenere il ritmo mentre Monica se ne stava ferma e si faceva scopare del mio culo. Restare fermi era difficile, entrambi sul divano rischiavamo sempre di scivolare ma per fortuna lei sembrava tenermi saldamente. Ogni tanto la sua mano prendeva la mia cappella, la massaggiava, la bagnava con tutto il pre sperma che avevo iniziato a tirar fuori e ogni volta che lo faceva, era più piacevole che mai. Dovetti seriamente resistere, ero quasi al limite dell’orgasmo.
“Monica ti prego fammi fermare un secondo, non riesco a resistere sto per venire...” dissi cercando di fermarmi. Lei uscì di colpo da dentro di me concedendomi qualche secondo di tregua, mi tremavano le gambe. Si chinò verso di me, la sua bocca iniziò a leccarmi l’interno coscia, prima a destra e poi a sinistra, bastarono pochi secondi a farmi riprendere. Quando sentì il mio respiro tornare regolare, la sua bocca ingoiò completamente il mio pisellino moscio e bagnato mentre due dita entravano nel mio culetto oramai completamente dilatato. Gli occhi di Monica mi fissavano. Diede un paio di colpi di lingua, quel tanto che bastava per riportare appena in forma il mio cazzo e appena ebbe finito si rimise in posizione, pronta per entrare di nuovo. Scivolò subito e tornò a muoversi come prima, ma questa volta la sentivo molto più convinta, molto più presa, pensai che forse anche Monica fosse sull’orlo dell’orgasmo e ne ebbi conferma subito dopo. “Amore ci sono quasi, sto per sborrare..!” esclamò mentre teneva le mie gambe aperte. Ci mise pochissimo, uscì subito, si tolse il preservativo e mettendo il suo cazzo duro e pulsante sopra il mio, moscio e bagnato, iniziò a masturbarci all’unisono. La vidi tremare un secondo, poi all’improvviso partirono i primi schizzi. Il bianco quasi trasparente, caldo e liquido mi finì addosso. Prima qualche schizzo leggero e poi arrivò con tutta la sua forza. Due, tre, quattro schizzi copiosi, carichi di sperma bollente che mi coprirono quasi tutto il petto, il ventre e parte del mento. Monica ansimava, la bocca aperta e gli occhi chiusi mentre m’inondava di sperma, il suo orgasmo finì quando sentì la sua mano stringere forte i nostri cazzi, insieme. Non perse tempo, appena ripreso fiato, lasciò la presa e tornò con le sue dita nel mio culetto. Iniziò a stuzzicarmi come aveva fatto prima e con l’altra mano me lo prese per masturbarmi. Questa volta sentì tutta la sua forza e la sua chiara voglia di farmi venire, non disse nulla, lasciò che le sue mani facessero tutto. Credo che resistessi per uno o due minuti al massimo, poi mentre la sua mano stringeva la mia cappella, iniziai a schizzare anch’io. Anche i miei schizzi erano bollenti, quasi trasparenti e forti. Il mio sperma seguì lo stesso percorso che aveva fatto il suo, contribuendo ad allargare le chiazze che avevo addosso e che rischiavano di colare sulle lenzuola. Smisi di venire quando sentì le contrazioni che mi costrinsero a stringere le gambe attorno a Monica, quasi volessi stringerla per farla staccare da me. Restammo immobili e riprendemmo fiato. Tutti i nostri muscoli si rilassarono, sentì le mie gambe crollare, distese sul letto mentre Monica si sistemava i capelli staccandoli dal suo viso sudato. Appena il suo respiro tornò regolare, iniziò a raccogliere lo sperma sul mio ventre con un dito e lo usò per imboccarmi. Mentre leccavo le sue mani, lei iniziò a ripulire parte del mio petto con la lingua, la vedevo raccogliere grosse e generose porzioni che ingoiava in un colpo solo, mentre con la mano raccoglieva il resto per darlo a me. Ero così eccitato da tutto ciò che leccavo avidamente, cercando di non farmi scappare nemmeno una goccia di quella deliziosa e saporita mistura di seme. Quando finimmo tutto, Monica salì sopra di me e lecco le mie labbra per recuperare tutto ciò che poteva essermi sfuggito e quando fu sicura di non aver dimenticato nulla, mi baciò. La sua lingua entrò fino in fondo, sentì il sapore della sborra misto a quello della sua lingua. Restammo così ancora un po’, in meritato riposo.
