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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 10
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Capitolo 10 di 14 36 min di lettura

Le prime lezioni di Monica

Monica ha molto da insegnare a Luana. Sarà un'insegnante perfetta per lei, esattamente ciò di cui aveva bisogno per diventare finalmente la compagna che lo zio Domenico ha sempre sognato.

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 764 letture · 0

“Mmm così tieni nascosta una delle parti migliore amore...” scansò con il dito la mutandina “Ora si... guarda che bello che è!” catturò in pieno il mio ano, iniziai a muoverlo, facendolo pulsare voglioso. Sentivo Monica che faceva apprezzamenti, ogni tanto allungava una mano per toccarlo tra una foto e l’altra. Sentivo le sue dita umide, evidentemente le bagnava con la saliva, dopo un paio di volte sentì chiaramente il suo dito entrare dentro, muoversi appena e poi uscire (evidentemente stava cercando di fotografarlo più aperto). Mi piegai sul divano, inginocchiandomi e tenendo bene aperto il culetto con le mani, all’improvviso sentì Monica dire che voleva fare un video, quella scena le sembrava troppo bella per essere semplicemente fotografata.

“Che meraviglia questo culetto. Guarda com’è morbido... ” toccò le mie chiappe e diede una leggera sculacciata per farle vibrare. “Mmm è delizioso....” all’improvviso sentì la sua lingua nel mezzo, sussultai.

“Ah... Monica...” la sua lingua si muoveva velocemente, leccava tutto il buco. “Ma... stai riprendendo tutto?” chiesi.

“Si amore.” disse mentre aveva ancora la sua faccia in mezzo al mio culo. Con la mano libera prese il mio cazzo per masturbarlo, tirandolo verso di se. “Ora sfilati le mutandine Luana...” suonò quasi come un ordine, obbedì immediatamente. Mi fece allargare le gambe per lavorare meglio sul mio cazzo e aprire di più il mio culetto. “Che delizia questo culetto...” la sentì scendere con la lingua lungo le palle, arrivò quasi fino alla mia cappella. Mi sculacciò un pochino, mentre continuava a ripetere quanto fosse morbido e succoso. Poi lentamente infilò un dito, spinse fino in fondo e si mosse leggermente, sentivo i bordi del buco che piano piano si allargavano, infatti, entrò subito il secondo dito. Monica si stava divertendo a riprendermi in quel modo, la sentivo che godeva di quella scena. Più lei affondava le dita dentro di me, più io spingevo verso l’esterno per sentirle meglio. Le piaceva che facessi così, provai a girare la testa per guardare cosa stesse facendo e mi resi conto che aveva avvicinato il telefono al buco per riprendere nel dettaglio il mio ano che pulsava mentre le sue dita affondavano dentro.

“Hai proprio voglia eh amore? Si vede dal culetto... ” disse.

“Si Monica... non ce la faccio più ti prego.!” ansimai. La sentì poggiare il telefono per terra e poi infilò di nuovo le sue dita dentro di me mentre con l’altra mano mi masturbava. Curvava le dita, stava cercando il mio punto G. Subito sentì i primi brividi. Ansimai. Le sue dita uscirono da me ed entrò la sua lingua, sentivo che cercava di farsi strada nel buco mentre sul mio scroto iniziava a colare la prima saliva mista al succo anale. Provai ancora i brividi per quel senso di umidità. Ancora una sculacciata, poi Monica mi disse di girarmi. Mi misi a sedere sul divano e lei si alzò in piedi, vidi chiaramente il gonfiore sotto la sua vestaglia, quasi sembrava che volesse uscire da solo. Allentò la cintura, aprì la vestaglia e quel cazzo marrone venne fuori all’improvviso, se ne stava dritto come la prima volta che lo vidi, anche se curvava leggermente verso il basso. Con il dito, Monica mi fece segno di avvicinarmi, mi prese delicatamente il mento e avvicinò il suo pisellone nero alla mia bocca. Istintivamente la aprì senza che mi dicesse nulla e lo presi dentro. Iniziai subito a passare la lingua attorno alla cappella, muovendola come facevo sempre. Guardai Monica negli occhi mentre ero impegnato a tenere il suo cazzo in bocca.

“Brava amore, guardami negli occhi, così si fanno i pompini...” si toccò i seni. “Rallenta, succhia più lentamente. Fammi sentire bene la lingua e guardami.” rallentai, quasi rimasi fermo con la bocca. Facevo girare lentamente la lingua attorno alla cappella. Mossi appena la testa, provando a succhiare delicatamente, le sue mani mi presero la testa e la accompagnarono. “Così brava, ti ricordi quello che ti ho detto vero?” annuì lentamente, la bocca ancora piena, avrei voluto parlare e dirle che mi ricordavo tutto quello che mi aveva detto la rima volta che aveva voluto provare la mia bocca a casa di Daniele, ma il suo cazzo era troppo grande per permettermi di parlare. Continuai a succhiare, accelerai leggermente il ritmo, Monica lasciò cadere la vestaglia, rimanendo nuda. Guardai il suo corpo dal basso, era meravigliosa. Iniziò anche lei a muovere il bacino, affondava il cazzo sempre più in fondo alla mia bocca ed io facevo fatica a sopportarlo. Emisi i primi colpi di tosse ma lei non ci fece assolutamente caso, mi tenne ferma la testa e affondò completamente, lo sentì entrarmi quasi nella gola, ebbi un conato di vomito. Quando uscì di scatto si portò dietro anche la mia saliva, il cazzo nero rimase a guardarmi davanti a me, Monica si masturbò mentre aspettava che riprendessi fiato e poi lo rimise subito dentro. Questa volta succhiai più velocemente mentre lei teneva una mano sulla mia gola e lo spingeva dentro, cercavo di muovere la lingua ma più entrava e più la lingua restava ferma, potevo solo leccare cercando di arrivare il più vicino possibile al suo scroto. La vedevo ansimare e godere sempre di più, cercavo di toccarmi, avrei voluto darmi piacere, masturbarmi, ma sapevo che se lo avessi fatto sarei venuto immediatamente e non volevo che tutto finisse lì, di colpo.

“Non ti toccare Luana, adesso ti spiego un’altra cosa...” staccò la mia testa dal suo cazzo e mi baciò. “Vieni sopra di me.” si sedette sul divano, allungò la mano per prendere un preservativo da una scatola sopra un mobile accanto a lei e se lo infilò in pochi secondi. Tenne dritto il cazzo con la mano. Andai subito a mettermi sopra di lei, con i tacchi non riuscivo a stare sul divano, dovetti restare con i piedi per terra e lentamente cercare di sedermi sopra il suo cazzo. Mentre cercavo di farlo entrare sentì le sue dita cercare il buco e provare ad allargarlo un po’, quando lo trovarono, aprirono appena le mie chiappe e lo fecero entrare in un colpo solo. Sentì l’ano allargarsi all’improvviso, quasi fu doloroso, ma cercai di on farci troppo caso, del resto il cazzo di Monica era la prima cosa che entrasse nel mio culetto dopo diversi giorni di riposo. Cercai di rilassare i muscoli e iniziai a muovermi facendo su e giù.

“Brava amore hai capito cosa devi fare. Muoviti, devi fare tutto tu, devi scoparti il mio cazzo.” aveva ragione, in quella posizione non potevo fare altro. Cercai di fare forza con le gambe e cominciai a muovermi, sentivo il cazzo di Monica dentro di me e ancora mi bruciava l’ano dal dolore, ovviamente era più grande di quello di Domenico. Fu in quel momento che mi resi conto del fatto che Monica era la prima persona cui mi ero concesso dopo Domenico, la cosa quasi mi fulminò ma non riuscivo a restare immobile con quel cazzo nel culetto e continuai a muovermi. Iniziavo a sentire i primi brividi, era così grande che toccò la prostata quasi immediatamente oltre ad arrivare in profondità. Sentì i primi brividi, cercai di capire in quale punto dovessi cercare di spingere il più possibile e appena lo trovai, iniziai a muovere i fianchi.

“Esatto Luana, così... hai trovato il punto giusto vero?” si era accorta che avevo smesso di fare su e giù e avevo iniziato a muovere il bacino in maniera quasi circolare. “Ora devi continuare così, muoviti e usa il culetto, concentrati e vedrai che non ti servirà toccarti.” prese le mie mani e le tenne ferme sulle sue ginocchia. Non ci feci troppo caso, sicuramente lo fece per impedirmi di masturbarmi (non so cosa avrei dato in quel momento per avere una mano o meglio ancora una bocca che si occupasse del mio cazzetto duro e pulsante) ma non mi feci distrarre, continuavo a strusciare i mio culo sul suo bacino, mentre il suo cazzo scavava dentro di me. Ero così impegnato a prenderlo dentro di me e a cercare di fargli toccare il mio punto G il più possibile che non mi resi conto che il mio cazzo lentamente si stava spegnendo, andava ad ammosciarsi, buon segno. Sentivo i brividi e il piacere montare sempre di più, mentre Monica m’incoraggiava a non fermarmi, dicendomi di muovermi senza fermarmi nemmeno un secondo. Le gambe iniziavano a cedermi, ma non volevo smettere, le contrazioni partirono al centro del mio bacino e i brividi di piacere salirono per tutto il corpo, il pisellino che oramai era quasi del tutto moscio, iniziava a muoversi a ritmo, sbattendo contro le mie cosce. Provai a guardare se stessi iniziando a bagnarmi, ma il prepuzio aveva coperto la cappella. Sentivo il calore tra le gambe, all’improvviso avvertì un brivido, le gambe iniziarono a tremare sul serio... le contrazioni erano sempre più forti, mi sembrò di sudare freddo.

Prima di andare avanti…

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