“Ciao tesoro! Come stai?” mi diede un bacio.
“Benissimo Monica, grazie per essere venuta a prendermi...” cercai di sistemare lo zainetto ai miei piedi mentre le sue mani ancora mi accarezzavano il viso.
“Andiamo da me va bene Luana?” mi chiese.
“Si va benissimo. Ho tutto nello zainetto.” la smarth partì velocemente verso casa di Monica.
“Non vedo l’ora di vederti dal vivo con quella bella vestaglia addosso. Sai che anch’io oggi ho fatto un po’ di shopping? Poi a casa ti faccio vedere... ” la sua mano corse sulla mia coscia e prese la mia. Restammo mano nella mano per buona parte del viaggio. Arrivammo abbastanza in fretta a casa di Monica, parcheggiammo la macchina e poi salimmo in ascensore. Nel breve tragitto fino al piano, lei mi abbracciò dopo aver aperto la lampo del piumino per tenermi la testa contro i suoi seni, riuscivo a sentire il loro profumo e la loro consistenza anche da sopra la maglietta.
"Non vedo l'ora che tu ti metta comoda Luana..." mi accarezzava il viso e mi baciava mentre restavo con la testa contro la sua maglietta. Avevo il cuore che batteva a mille, quei pochi secondi in ascensore mi sembrarono infiniti. L'ascensore si fermò e pochi secondi dopo, aveva già aperto la porta di casa. Entrai, sempre con un po' di timidezza come se fosse la prima volta.
"Vai pure in camera a cambiarti se vuoi, fa come se fossi a casa tua amore." disse dopo aver chiuso la porta.
Senza farmelo ripetere andai subito in camera, misi lo zainetto sul letto e iniziai a spogliarmi, tirai fuori le scarpe e le misi in un secondo. Appena il tempo di calzarle per bene e abituarmi ai tacchi, presi la vestaglia e feci scivolare un braccio dopo l'altro nelle maniche. Come ultima cosa, presi gli occhiali e li misi sul naso. Mi sciolsi i capelli, gli diedi un po' di volume con le mani, mi guardai allo specchio e sistemai la vestaglia. Ci misi pochissimo a convincermi che così stavo bene e lentamente sculettai fino al salone. Monica era seduta sul divano. Anche lei si era cambiata (in un tempo da record devo dire), indossava la stessa vestaglia della volta scorsa, chiusa per bene in vita, e dei sandali neri con del pelo sul davanti. Appena sentì il suono dei tacchi, si girò immediatamente e mi guardò.
"Wow tesoro..! Sei più bella dal vivo che in foto! Vieni qui fatti guardare bene." andai verso di lei, le sue mani presero le mie e mi fece fermare davanti a lei. Iniziò a guardarmi, le sue mani toccavano le mie cosce e i miei fianchi, accarezzavano la vestaglia, correvano dappertutto. "Ma come sei sexy amore..." mi toccava le gambe e ogni tanto azzardava ad arrivare sotto la vestaglia. Mi fece girare, toccò il pizzo sulla schiena e poi alzò la vestaglia, scoprendomi il culetto. Subito lo accarezzò e poi le sue mani iniziarono a stringerlo." Mmm quanto mi piace questo culetto, ora capisco Domenico... " mi diede un bacio sulla chiappa destra, poi sentì la lingua sulla sinistra e le sue mani che lo strinsero ancora più forte di prima. Mi stavo abituando a sentirmi così toccato lì dietro quando improvvisamente le sue mani arrivarono davanti, accarezzarono le mie mutandine, appena per sentire il gonfiore ancora leggero.
"Vieni con me, voglio fare una cosa!" mi trascinò per mano in bagno, aprì uno dei cassetti sotto il lavandino e tiro fuori una piccola trousse di trucchi. Prese un pennello e iniziò a raccogliere il fondotinta. "Non ti muovere, lasciami fare." disse mentre mi accarezzava tutto il viso con il pennello, quando finì, prese un altro pennello ed iniziò a raccogliere la tinta marrone dell'ombretto. Mi disse di chiudere gli occhi e la sentì passare delicatamente sulle mie palpebre. La sentì premere ancora, questa volta più lentamente, intuì che forse stava sfumando il colore.
"Ecco fatto, aprili pure." aprì gli occhi e mi vidi allo specchio, il mio viso era notevolmente più luminoso di prima, anche se il colore del fondotinta che aveva praticamente coperto quello delle mie labbra, rendendo il viso quasi monocromatico se non fosse stato per l’ombretto che faceva risaltare gli occhi. Monica posò il pennello e prese un rimmel. “Chiudi ancora gli occhi tesoro, ci vorrà un minuto solo.” sentì la punta del rimmel che segnava la linea sopra le mie ciglia, la mano di Monica era decisa e veloce, segno evidente di quanta confidenza avesse con i cosmetici, un’altra cosa che le invidiavo molto. Quando finì, riaprì gli occhi e vidi le linee di rimmel perfette, le punte sottili che delicatamente andavano verso l’alto, quasi impercettibili. Toccò al mascara. Monica tirò fuori lo scovolino dal cilindro, bastarono due passate per allungare le mie ciglia.
“Adesso direi che sulle labbra ci vuole un po’ di colore naturale eh? Che ne pensi?” non mi diede nemmeno il tempo di rispondere che la vidi prendere un rossetto, seguì il profilo e la forma delle mie labbra lentamente, sentivo il colore che rimaneva sulla pelle.
“Ecco fatto, ora si che ci siamo! Sei stupenda Luana!” diede gli ultimi colpi con il pennello del fondo tinta sugli zigomi per farli risaltare. La vidi sorridente e soddisfatta del suo lavoro allontanarsi per lasciarmi libera la visuale allo specchio, quando mi guardai non credevo ai miei occhi, rimasi a bocca aperta. Non sapevo proprio che dire. Non era certo la prima volta che mi vedevo allo specchio truccato ma questa era certamente la prima volta che vedevo quel bellissimo viso. I colori erano molto più naturali, quasi spontanei rispetto a quelli che di solito usavo io con i più che semplici trucchi di mamma o di zia. Non avevo mai pensato a usare quei colori, forse non mi ero nemmeno mai messo veramente a cercare tra i cosmetici di mamma o zia per vedere che altro ci fosse.
“Bhè che c’è? Sei senza parole?” chiese Monica.
“Si... non credevo fossi così brava Monica. Non mi ero mai truccata così..!”.
“Bhè non è che abbia fatto chissà che, ecco vedi questi sono i trucchi che ho usato.” mi fece vedere i cosmetici sul lavandino, effettivamente erano davvero pochi, come quelli che di solito usavo io. Mi spiegò rapidamente cosa aveva fatto, dandomi qualche consiglio su come sfumare bene l’ombretto sulle palpebre. “La prossima volta che vieni da me puoi farlo da sola, così fai pratica!” disse mentre mi dava una sistemata ai capelli. “Vedi come stai bene così Luana...” mi tenne i capelli raccolti dietro la testa, come se avessi una coda. “Vieni che ti faccio una bella foto!” prese il telefono e scattò alcune foto allo specchio mentre mi abbracciava e mi baciava, poi mi portò di nuovo in salone e mi disse di sedermi sul divano.
“Dai ora accavalla le gambe, guarda verso la finestra.” fece alcuni scatti. “Bravissima! Così... ” continuò a scattare cambiando angolazione. “Ora guardami.” scattò alcune foto frontali, mi fece aprire appena la vestaglia. “Fai vedere la scollatura così...” non smetteva di scattare, era una sequenza continua, mi girava intorno, prendendomi da tutte le parti mentre mi sdraiavo a pancia sotto e alzavo le gambe, mi appoggiavo allo schienale oppure allungavo le gambe.
“Dai facciamo vedere qualcosa adesso.” allungò la mano per aprirmi la vestaglia e riprese a scattare, seguendo lo stesso schema di prima. Tenevo un lembo della vestaglia in mezzo alle gambe, per cercare di coprire in parte le mutandine rosse per via dell’erezione che iniziava a crescere. Dovetti fare molta fatica a cercare di nascondere il cazzo che oramai era sempre più duro, evidentemente Monica se ne accorse, con la mano arrivò alle mutandine e rapidamente le tirò per far uscire dal lato il cazzo eretto.
“Adesso si! Facciamo vedere il pezzo forte!” mi stesi lungo lo schienale, aprì appena le gambe tenendo il cazzo dritto con la mano. Monica mi catturava dal basso per evidenziare il cazzo eretto, si spostava di lato, prendendomi di profilo. Mi fece alzare in piedi, la vestaglia calata lasciando scoperta una spalla e il cazzo sempre dritto mentre lei mi fotografava prendendomi a figura intera oppure fermandosi sul cazzo, per prenderlo nel dettaglio. Allungò una mano per scappellarlo e indugiò appena qualche secondo, quasi sembrò che volesse masturbarmi. “Fallo vedere per bene...” riprese a scattare mentre lasciavo cadere a terra la vestaglia, rimanendo tutto in rosso. Mi girai di schiena e Monica fece diversi scatti del mio culo mentre lo toccavo per aprirlo e lasciare coperto il buco dal tessuto della mutandina.
