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Il Nipote Perfetto · Cap. 4
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Capitolo 4 di 14 23 min di lettura

Andando avanti nonostante tutto

La nuova quotidianità di Domenico e sua nipote nipote resiste contro tutto e tutti. Non è facile, ma alla fine gli sforzi vengono sempre premiati.

Forbidden_Fantasy
6 mesi fa · 1.7k letture · 0

“Wow tesoro mio... Sei deliziosa!” disse mentre mi abbracciava.

“Grazie zio, allora ti piace davvero il mio nuovo acquisto?” gli chiesi mentre giravo su me stesso per farmi guardare meglio.

“Si tesoro, mi piace tantissimo. Se non ti conoscessi e ti vedessi di sfuggita direi che sei proprio una bella ragazza. E guarda che bel culetto ha questa ragazza...!” mi diede una sculacciata.

“Li ho presi apposta, sono push up e mi valorizzano il culetto...” gli risposi.

“Hai fatto benissimo tesoro mio! Inizia a metterli più spesso.” mi prese a lui e in un attimo la sua lingua era intrecciata alla mia.

Già sentivo la sua erezione e credo che lui sentisse la mia che stava montando, la sua mano mi strinse il culo e poi arrivò davanti. Con la mano prendeva in pieno la sagoma che si era formata sul mio pube.

“Ora girati tesoro dai....” mi spinse contro il muro. Sentivo le sue mani che impastavano il mio culo, i leggins lo facevano più grande e sodo, poco dopo arrivò la sua bocca. Sentì alcuni morsi, mi girai e vidi la sua testa che sprofondava tra le mie chiappe. Dopo averlo baciato, abbassò i leggins e trovò solo le mutandine come unisco ostacolo tra lui e il mio amato culetto. Le mani strinsero ancora, sentivo la lingua sulle chiappe e all’improvviso un dito si fece strada nel mezzo, scansando leggermente le mutandine e poi arrivò la lingua. Mentre leccava, le mani finirono di abbassare i leggins. Quando mi ebbe bagnato per bene, fece scivolare fuori tra le mie cosce il mio cazzo oramai eretto, diede una bella leccata anche a quello facendomi trattenere dall’ansimare dal piacere. Si alzò, sentì i pantaloni sbottonarsi e subito dopo il suo bel cazzo era già appoggiato sul mio ano, strusciandosi per raccogliere la saliva, bastò poco a farlo scivolare dentro. Il piacere di quella sensazione mi prese subito, iniziò a muoversi, con pochi colpi già entrava e usciva senza problemi, tutto bagnato. Mentre mi prendeva, una mano mi arrivò al collo, mi tirò a lui e la sua lingua mi arrivò prima sull’orecchio e poi in bocca. La mano teneva ferma la mia testa mentre mi baciava e intanto l’altra era scesa in basso per iniziare a masturbarmi. Io sorridevo e ansimavo. Ci teneva che godessi anch’io al meglio delle possibilità. Sentì subito il formicolio e le prime contrazioni, zio mi stava facendo godere per bene, mentre la sua lingua si muoveva tra la mia bocca, il collo e l’orecchio. Mollò la presa dal collo e con un movimento rapido mi prese un braccio, fermandolo dietro la schiena, fece lo stesso con l’altra mano. Mi dispiaceva che aveva mollato la presa sul mio pisellino, sentivo che iniziavo già a far uscire le prime gocce di pre sperma. Tenendomi le braccia serrate dietro la schiena prese ad accelerare il ritmo, muovendosi più veloce e facendomi sentire le sue palle che sbattevano contro le mie. Spingeva forte e arrivava fino in fondo, fino alla prostata. Iniziai a sentire il piacere totale, oltre ai suoi soffocati versi di godimento. Ci volle poco perché sentissi quella scarica di piacere che dal ventre saliva su per tutto il corpo fino al petto.

“Ci sei vero tesoro mio?” mi chiese.

“Sì... si zio sì... Non ti fermare ti prego...!” risposi ansimante e con la voce che tremava.

“Bene tesoro...” la sua mano tornò sul mio cazzo e iniziò a muoversi, strusciandosi sulla cappella sempre più pulsante di piacere. “Come sei bagnata piccola mia, misà che oggi farai una bel lago...” riprese a masturbarmi.

“Ah... Zio si ti prego... Non smettere! Non...” fu un attimo e colò tutto per terra. Sentivo lo sperma che lentamente veniva fuori.

Lento.

Denso.

Caldo.

Fluiva senza interruzione e andava per terra. Avrei voluto non andasse sprecato, ma quel piacere era troppo forte per farmene preoccupare.

“Oh....Oh si zio si....” continuavo a gemere. Lui si staccò di colpo.

“Inginocchiati ora...” mi spinse verso il basso e subito il suo cazzo entrò nella mia bocca. Ancora mi stavo riprendendo quando mi accorsi che zio si stava masturbando mentre cercava di infilarlo tutto nella mia bocca, lo accolsi con i soliti movimenti di lingua e in pochi secondi esplose tutto il suo sperma. Sentivo la bocca riempirsi, guardavo zio negli occhi e vedevo il suo piacere. Quando ebbe finito uscì lentamente, io aprì appena la bocca e gli feci vedere il coagulo bianco sulla mia lingua, tenendo una mano sotto il mento nel caso in cui tutto quel ben di Dio cascasse a terra. Non avrei sprecato altro sperma, soprattutto se era di zio Domenico. Chiusi la bocca e deglutì, tutto sparì in gola. Mostrai la bocca aperta e vuota a zio, sorridendo. Lui si chinò e mi bacio.

“Brava. Come sempre... ” mi disse mentre mi aiutava ad alzarmi.

“No io, sei stato tu quello bravo oggi. Era da un po’ che non provavo un piacere del genere, mi hai fatto venire subito!” lo abbracciavo tutto sorridente e euforico.

“Sono felice che ti sia piaciuto tesoro mio, se sei contenta tu, lo sono anch’io!” un altro bacio.

“Zio ma... quelle novità?” chiesi.

“Ah, si hai ragione tesoro. Allora... ” si tirò su i pantaloni “Tua zia dovrà partire per un convegno, starà via una settimana... Sai già cosa significa vero?” disse tutto sorridente.

“Oh zio davvero? Una settimana intera tutta per noi? Dici sul serio?” lo abbracciai dalla gioia.

“Si tesoro mio, tutta una settimana per noi. Puoi venire a casa quando vuoi e fare quello che vuoi.”.

“E quando partirà zia?” gli chiesi.

“Tra due settimane. Un po’ di pazienza e passeranno in fretta vedrai... Ora rivestiti su, che sennò il mio culetto al miele prende freddo!” mi diede un’ultima sculacciata. Mi rivestì in fretta, recuperai i jeans nell’angolo e tornai il solito maschietto. Salutai zio con un ultimo bacio e un’ultima carezza sulla patta dei pantaloni, il gonfiore andava via via scemando. Tornai a casa, la cena era pronta.

“Allora com’è andato l’aperitivo?” mi chiese papà che era appena tornato.

“Benissimo!” risposi sorridente.

Prima di andare avanti…

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