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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 3
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Capitolo 3 di 14 29 min di lettura

La prima volta con zio Domenico

Lasciarsi andare spesso è la soluzione migliore, se solo potessimo capirlo subito!

Forbidden_Fantasy
7 mesi fa · 1.9k letture · 0

“Ora tesoro mio devi rilassarti. Non avere paura andrà tutto bene, fai come ti dico amore mio... ” disse mentre iniziavo a sentire il suo cazzo contro il mio culo, capì cosa voleva fare. “Rilassa i muscoli e vedrai che sentirai solo un po’ di dolore all’inizio ma poi ti piacerà te lo prometto!” si preparò e iniziai a sentire il cazzo che puntava verso di me.

La cappella iniziò a muoversi lentamente, cercando di prendere la saliva che aveva lasciato e parte del mio succo anale che le sue dita avevano fatto uscire, si sputò sulla mano e la usò per bagnare meglio l’asta, poi iniziò a spingere. La cappella premeva delicatamente contro di me, zio mi ripeteva di rilassarmi e di non spingere verso l’esterno. All’improvviso entrò, sentì la pelle tirare, un dolore terribile. Le sue mani arrivano sulle mie guance, quasi prendendomi per la gola mentre mi ripeteva di stare tranquillo, poi iniziò a muoversi, entrando e uscendo delicatamente, andando poi ad aumentare gradualmente il ritmo.

“Ah! Zio... Ah! Oddio zio... ” ansimai dal dolore mentre lui mi ripeteva che era tutto a posto. Iniziai a sentire il buco sempre più umido e il suo cazzo scorreva in maniera molto più fluida dentro di me. Fu allora che mentre spingeva iniziai a sentirlo. La stessa sensazione di quando giocava con le sue dita. Le prime contrazioni mi fecero irrigidire.

“Oh... zio sì... mio dio... ahhh!” sussurrai. Lui preso dalla foga non smetteva un attimo di martellare.

“Lo vedi amore, che ti dicevo?” mi disse.

Il suo cazzo oramai scivolava dentro e fuori senza problemi, mi sentì afferrare le braccia e tenermele ferme dietro la schiena mentre una sua mano mi teneva ferma la testa sul tavolo. Le contrazione ed il piacere aumentarono finchè non iniziai a sentire lo sperma che iniziava a premere lentamente nell’uretra.

“Oh cazzo zio.... Si ancora! Cazz... Si!” lo supplicavo di non fermarsi e lui non lo fece. Continuò a martellare e poi iniziò a prendere velocità, sentivo le sue palle sbattere contro le mie con forza, mi sentivo pieno. Era la prima volta che avevo un cazzo dentro di me, forse iniziavo a capire le donne. Ora capivo perché godevano così mentre venivano scopate. Supplicavo ancora e ancora, non volevo che si fermasse mentre mi teneva schiacciato contro il tavolo. La mia erezione iniziava a sparire ma il piacere non diminuiva. La mano che mi teneva la testa si alzò di colpo e subito la sentì tra le mie gambe alla ricerca del mio cazzo. Appena lo trovò, mi scappellò subito.

“Senti come stai colando amore mio... ” disse zio mentre con la mano mi strofinava la cappella, aumentando la mia percezione del piacere “Senti amore senti...” la sua mano mi arrivò alla bocca, era umida e bagnata, subito me la mise in bocca e sentì il sapore delle sperma che avevo appena prodotto. Leccai le dita una a una, zio me le infilò in bocca più volte per assicurarsi che avessi fatto un buon lavoro di pulizia e alla fine si complimentò con me. Iniziavo a sentirmi sempre più dilatato, il culo oramai si era abituato e prorio in quel momento, il suo cazzo uscì fuori. Sentì chiaramente il vuoto dovuto all’apertura e l’aria a contatto con il mio ano aperto e bagnato mi fece freddo.

“Ah..... Oddio....” sospirai.

“ Vai sul divano forza, sdraiati e apri le gambe!” mi ordinò autoritario. Ubbidì subito. Andai a sdraiarmi sul divano, alzai le gambe all’aria e le tenni aperte con le mani. Zio s’inginocchiò davanti a me e dopo avermi dato qualche morso sui polpacci, puntò nuovamente il suo cazzo contro il mio culo. Entrò subito stavolta, senza problemi. Riprese il ritmo, non veloce come prima ma più incisivo e lento. Sentivo chiaramente la cappella puntare verso il mio intestino e toccare il Punto G. Prese il mio cazzo in mano, era ancora moscio. Così piccolo da riuscire a farlo sparire nel palmo della sua grande mano. Mentre muoveva le dita, quasi per massaggiarlo, iniziò a ingrossarsi lentamente. Non perdeva però il ritmo della scopata. Mentre le guardavo, pensai che nonostante i peli e i capelli grigi, zio Domenico era ancora un bel toro, chissà da giovane cosa combinasse... pensai a zia Maddalena, lei se l’era sicuramente goduto nel fiore degli anni, chissà quante cavalcate le avrà fatto fare.... Mi consolai ripensando a quello che mi aveva detto prima mentre gli succhiavo il cazzo:

 

“Sei meglio della zia sai? Lei non fa queste cose bene come te... ”

 

Lo presi come molto più di un complimento, quasi una dichiarazione d’amore, sorrisi al pensiero.

Intanto la mano di zio mi aveva fatto tornare di marmo e già si stava lavorando il mio cazzo in tiro. Mi masturbava quasi a ritmo con i suoi colpi di ventre, eravamo quasi sincronizzati, mi sarebbe piaciuto restare così fino alla fine, sperando che mi venisse dentro ma solo il pensiero servì a darmi il colpo di grazia. Sussultai un secondo, poi uno schizzo rapido, quasi trasparente partì dalla cappella, sentì la mano di zio stringere la presa e continuare a muoversi, piegai la testa per vedere meglio il mio orgasmo.

“Si zio ti prego, non ti fermare! Aaaaaah!” esplosi in preda all’eccitazione.

“Si amore mio vieni, vieni non ti trattenere!” disse.

In pochi secondi una serie di schizzi fortissimi partirono dal mio cazzo e mi arrivarono quasi in pieno viso. Continuavo a tenere la testa piegata, quasi volessi avvicinarmi per vedere meglio il mio primo vero orgasmo anale. Due, tre, quattro, cinque... uno schizzo dopo l’altro imbrattarono parte del mio viso e la sottoveste di zia (era stata proprio una bella inaugurazione per quella sottoveste) ma nonostante questo la mano di zio non si fermò finchè non rischiavi di piegarmi in due per via delle contrazione che mi causava la sua mano strusciante sulla mia cappella ormai rosso fuoco.

Appena si accertò che le mie palle oramai erano vuote e non sarebbe potuto uscire più nulla, zio poggiò le sue mani sui miei fianchi, stringendomi e sentendo le maniglie dell’amore in tutta la loro sostanza. Iniziò a spingere sempre più forte, stringendomi e tenendomi per i fianchi, si piegò e mi mise la lingua in bocca ancora un’altra volta, baciandomi con violenza, finchè non esplose. Lo vidi alzasi e sussultare, come se perdesse il fiato e andasse in apnea. Sentì una serie di getti bollenti dentro di me, aumentarono la mia sensazione di riempimento, tutto dentro il mio culo esplodeva.  Lentamente zio si fermò. Potevo percepire che il suo cazzo era oramai sfinito, anche se non aveva ancora perso completamente la sua fora dentro di me. Sentivo che aveva smesso di pulsare. Lo presi con le braccia per tirarlo a me e ci abbracciamo.

Restammo così a lungo forse qualche minuto. Io gli baciai il collo e gli succhiai un orecchio, poi presi a baciarlo su tutto il viso.

“Grazie zio...” dissi timidamente. Lui non rispose.

Lo sentì sfilare il suo cazzo ancora mezzo eretto da dentro il mio culo e con un movimento rapido della mano, iniziò a raccogliere il primo sperma che colava dal mio buchetto oramai esausto e non più innocente. Strofinava l’indice e il medio come per cercare di spremere quanto più seme possibile, poi mise il suo cazzo come un tappo per fermare la fuoriuscita di sperma e le sue dita piene di succo mi arrivarono davanti.

“Per te.” mi disse.

Presi la sua mano con la mia come per accompagnarla il più vicino possibile a me ed iniziai a leccare tutto. Zio ripetè l’operazione diverse volte finchè non rimase più niente, poi scese verso il mio buco, diede un bacio con una leccata abbondante e tornò su per baciarmi con la lingua. Sentì tutti i nostri sapori, erano i più bei sapori del mondo in quel momento.

Prima di andare avanti…

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