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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 3
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Capitolo 3 di 14 29 min di lettura

La prima volta con zio Domenico

Lasciarsi andare spesso è la soluzione migliore, se solo potessimo capirlo subito!

Forbidden_Fantasy
7 mesi fa · 1.9k letture · 0

“Zio dove sei? Sto arrivando... ” dissi.

“Vieni tesoro mio, ti aspetto sempre in salone.” rispose. Iniziai a camminare, si sentiva solo il rumore dei tacchi, quasi esitai questa volta a entrare nella stanza per l’emozione ma non mi fermai. La reazione di zio fu simile a quella della prima volta che mi aveva visto con i vestiti di zia addosso.

“Mio Dio tesoro....” si alzò e venne verso di me. “Comprai a tua zia questa sottoveste anni fa me lei non l’ha mai voluta indossare...” mi toccò i fianchi.

“Bhè allora lo farò io per te zio, voglio solo che tu sia felice.” risposi.

“Oh piccola mia tu mi rendi felicissimo!” accarezzò i fiocchi rossi sul mio seno e appoggiò le mani per toccarmi.

“Sei meglio di una nipote, se non ci fosse tua zia ti avrei già preso e fatta mia, saresti al posto suo...” le sue mani correvano lungo tutto il mio corpo, già lo sentivo dietro. “Questa sottoveste è fantastica, ti sta benissimo. Girati un attimo.” mi fece girare e guardò la mia schiena, toccò i miei fianchi morbidi stringendo un po’ le maniglie dell’amore “E poi c’è questa bella pancina che mi piace tanto, hai proprio la ciccia giusta amore mio, sei morbida al punto giusto! E guarda questo bel culetto qui sotto... ” alzò la sottoveste, si abbassò e iniziò a baciare il mio culo, ogni tanto sentivo qualche piccolo morso ma dopo poco si rialzò in piedi.

“Ora tesoro fatti ammirare meglio, appoggiati a quel tavolo e fammi gustare lo spettacolo!” andò a sedersi sul divano ed io andai ad appoggiarmi al tavolo del salone. Zio mi guardava voglioso, gli occhi pieni di lussuria, mentre io me ne stavo lì immobile. Iniziai a muovermi lentamente, toccandomi i fianchi per poi salire su verso i seni. Scesi di nuovo in basso e mi accarezzai il cazzo che sembrò reagire appena alla carezza. Mi voltai, poggiai le mani sul tavolo e lentamente mi chinai andandomi quasi a sdraiare sul tavolo. Sentivo il rumore dei pantaloni di zio, li stava sbottonando. Mossi leggermente i fianchi, mi toccai il culo alzando appena la sottoveste per far intravedere le chiappe che aveva appena baciato. Lo sentivo fare apprezzamenti e quando girai la testa per vederlo seduto mentre si godeva la scena, vidi che già aveva la mano dentro i pantaloni. Sorrisi e gli mandai un bacio. Mi rimisi in posizione eretta e sentì che zio mi stava chiamando, voleva che lo raggiungessi. Passo dopo passo arrivai da lui, si stava sfilando i pantaloni e aveva già iniziato ad aprire qualche bottone della camicia rivelando il petto villoso. M’inginocchiai davanti a lui e arrivai in mezzo alle gambe. Poggiai il viso sulle sue mutande gonfie e sentì il bozzo caldo della sua erezione. Le sue mani mi accarezzavano la testa. Senza che disse una parola, iniziai a baciare il grosso pacco che avevo davanti, aprendo ogni tanto la bocca pe cercare di accogliere dentro quella grossa forma. Anche se aveva ancora le mutande, sentivo il calore e l’odore di maschio. Diedi qualche colpo di lingua, il giusto per inumidire il cotone delle mutande e poi lentamente con le tirai giù. Il suo grosso cazzo peloso saltò fuori e andò a mettersi per traverso, con alcuni colpi zio lo fece saltellare e muovere davanti al mio viso, seguivo i movimenti con gli occhi. Lo presi con una mano e misi il viso alla base, avevo le palle sotto il naso e il loro profumo mi riempì tutto. Tirai fuori la lingua e iniziai a leccare, arrivai alla cappella e la feci entrare nella bocca. I miei occhi erano fissi sul viso di zio Domenico mentre iniziavo a fare su e giù, cercando di far entrare tutto il suo cazzo nella bocca. Il mio naso arrivò a toccare i peli e mi fermai per qualche secondo, sentì zio godere della cosa. Tornai su e ripresi fiato un secondo, poi ricominciai da capo, la mia testa iniziò a muoversi quasi in maniera meccanica mentre la saliva iniziava a bagnare il tutto.

“Si amore mio così... hai capito come si fa brava!” disse zio nel pieno godimento.

Muovevo la lingua e succhiavo, cercando di dargli più piacere possibile, la mia bocca iniziò a produrre il classico rumore del pompino goloso fatto dalle troie nei film porno. Zio sembrò apprezzare la cosa, mi prese la testa e accompagnò il mio succhiare con dei movimenti del ventre.

“Così amore brava. Sei meglio della zia sai? Lei non fa queste cose bene come te.... Tu sei perfetta invece, sei la pompinara dello zio, continuerai a succhiare ancora il mio cazzo te lo prometto!” disse mentre teneva ferma la mia testa e faceva entrare e uscire il cazzo sempre più velocemente. Io iniziavo a sentire la mancanza d’aria, iniziavo a strizzare gli occhi. Zio capì subito e staccò la mia testa dal cazzo. Presi una bella boccata d’ossigeno, la bava colava dalla mia bocca. Con una mano zio prese il suo cazzo di marmo e lo passò delicatamente sul mio viso, sulla bocca.

“Dimmi che lo vuoi amore....” sussurrò.

“Si lo voglio zio...!” risposi con il fiato che avevo appena recuperato.

Senza dire nulla zio spinse la mia testa sul cazzo, io aprì subito la bocca e lui entrò velocemente. Continuò a guidarmi alternando il ritmo, accelerando e rallentando, poi ricominciando ancora, fermandosi per farmi riprendere fiato e poi di nuovo tutto da capo. Le mie mani erano sulle sue cosce, avrei voluto toccarmi, sentivo il cazzo che iniziava a pulsare e a muoversi voglioso. Il mio buchetto dietro faceva quasi la stessa cosa. Sempre tenendomi la testa, zio si alzò lentamente in piedi, il suo cazzo restava piantato nella mia bocca quasi fino alla gola, facendomi sbavare. La sottoveste aveva iniziato a bagnarsi con la mia saliva, con alcune dita zio la recuperò e me la sparse sulle guance guardandomi soddisfatto.

“Adesso fai tu amore mio, muovi la testa su...” mi disse.

Io mi staccai appena per riprendere fiato e poi iniziai a fare su e giù, muovevo la testa piano e a ritmo costante, cercando di mettere la lingua per leccargli la parte inferiore del cazzo. Oramai era un ammasso di saliva, bagnato e grondante. Zio più vedeva quanto sbavavo e più si eccitava. Iniziai ad aumentare il ritmo cercando sempre di mantenere il contatto visivo con lui per vederlo come godeva della mia bocca.

“Toccati piccola mia, lo so che vuoi farlo. Fai vedere a zio quel bel pisellino forza!” mi incitò mentre ansimava.

Mi alzai appena la sottoveste, quel tanto che bastava per potermelo prendere in mano ed iniziai a masturbarmi. Alcune gocce di saliva mi bagnavano la cappella ed io non mi fermavo un attimo... in pochi secondi il mio cazzo divenne di marmo, quasi come quello di zio, che solo a guardarlo si eccitò ancora di più. Dopo avermi fatto dare una seconda passata alle palle, questa volta le succhiai con cura, una per una e cercai anche di succhiarle insieme. Zio staccò il suo cazzo da me e mi tirò su, una volta in piedi afferrò il mio cazzo (feci lo stesso con il suo) e finimmo per masturbarci insieme mente la sua lingua era tornata nella mia bocca.

“Vai ad appoggiarti sul tavolo amore, sbrigati....” mi disse, appena arrivai al tavolo non mi diede nemmeno il tempo di girarmi che già mi aveva preso i fianchi. Lo sentì dire qualcosa riguardo alla sottoveste mentre con le mani sembrava stesse impastando le mie chiappe, poi la sottoveste si alzò e iniziai a sentire la sua lingua calda che spingeva nel mezzo cercando il buchetto. Istintivamente mi piegai sul tavolo, sentivo le sue mani che aprivano il culo per farsi più strada e subito dopo eccolo lì che stuzzicava il mio ano con la lingua. Oramai avevo capito come funzionava il gioco, iniziai a spingere verso l’esterno e il buchetto si aprì, appena rilassai i muscoli, sentì la sua lingua dentro di me e le sue mani che stringevano il mio culo sempre più forte. La lingua sembrava impazzita... ansimai dal piacere e subito sentì zio che scendeva giù per leccare le palle e il cazzo. Un brivido di solletico mi fece sorridere, mi girai e vidi zio che cercava di mettere la sua testa proprio sotto il mio cazzo per prenderlo in bocca ma arrivò a succhiare solo a cappella. Già quello bastava per farmi quasi arrivare all’orgasmo, la sua lingua era così forte che sentivo già le contrazioni sul pube e credetti quasi di venire. Con una mossa rapida zio Domenico mi sollevò e mi mise a sedere sul tavolo, mi alzò le gambe facendomi spalancare completamente le cosce, in automatico piegai le ginocchia e i miei piedini finirono vicino alla sua testa. Si dedicò ai piedi, prima uno e poi l’altro, togliendo la scarpa, dando una leccata alla pianta e succhiando qualche dito. Quanto mi eccitava quando faceva il feticista... mi rimise le scarpe dicendomi che quella sera era importante che le tenessi su, perché mi rendevano più sensuale. Iniziò il suo classico gioco con le dita, arrivò a infilarne quasi tre, mentre le prime gocce di pre sperma uscivano timidamente dalla mia cappella. Glielo feci notare, allora lui si fermo, mi sollevò di nuovo e mi mise in piedi. Prendendomi per i fianchi mi fece girare e mi spinse sul tavolo, sdraiato come prima. Riprese a stuzzicarmi il culo.

Prima di andare avanti…

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