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Erotika
Angeli & Diavoli · Cap. 2
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Capitolo 2 di 12 30 min di lettura

Primo bocchino e sverginamento della schiava

A questo punto mi sembra doveroso interrompere per dare una descrizione personale di noi protagonisti.

Giovanna Esse
1 anno fa · 459 letture · 2

La guardo penso che può essere perfetta ma non trovo l’ultima chiave di volta. Poi una illuminazione decido che fino ad ora non sono stato un buon maestro fino in fondo per lei perché la sua bellezza unita alla mia inconscia paura di perderla per un mio errore di valutazione mi hanno frenato.

-Sarà l’ultima occasione per dimostrarmi di essere all’altezza del tuo ruolo di schiava- Così sfilai il piccolo dildo dal letto a cui la lascio legata sostituisco le due palette di legno con due mani di ferro con miriadi di puntine che le ricoprono i palmi poi cambio i morsetti inserendo delle pinzette elettrificate. Fissai il tutto -Ora hai circa due ore per dimostrare la tua obbedienza sei libera di usare la parola di salvataggio fermo tutto aprendo la porta per la tua uscita-

La macchina comincia colpisce le sue natiche lasciando piccoli segni sui glutei mentre i morsetti cominciano a serrarsi lasciando scorrere una leggera scossa.

La sento urlare per l’intenso dolore che il suo corpo sta provando, le urla crescono e mi aspetto che mi dia la parola per farmi finire il suo percorso. La guardo dai monitor pronto per intervenire quando non so come ne’ quando le sue urla si spengono lasciando il posto ad un respiro profondo che cresce fino diventare gemiti di piacere, anche lei sorpresa quanto me vede il suo corpo nello specchio che si dimena aumentare i gemiti e sente un’orgasmo incredibile salire fino al cervello per esplodere in una serie infinita di schizzi di piacere che di nuovo innaffiano il pavimento. Ma quel piacere che le inonda il corpo sente avere una forza diversa meno intensa forse del piacere che prova masturbandosi o durante la scopata con me, ma altrettanto intenso travolgente. Poi la sua mente coglie un aspetto che non ha considerato fino a quel momento: i suoi ininterrotti orgasmi sono solo ed unicamente scatenati dal dolore che la macchina le infligge e rimane inebetita dal capire come il suo corpo reagisce. E’ in grado di godere per e nel dolore come mai pensava potesse accadere qualcosa di così inimmaginabile per la Angela che entra un giorno prima.

- La ringrazio padrone ora mi sento più libera di essere come lei mi vuole ma che mai avrei pensato di poter essere. - Mentre grida quelle parole gli orgasmi continuano ad attraversare il suo corpo. La vedo godere mi alzo nudo con il cazzo duro la raggiungo in camera da letto. Appena entro vedo i suoi occhi illuminarsi fissando il mio membro che senza parlare le spingo con forza contro la bocca che si apre lasciando che il turgido membro si infili tutto dentro con irruenza. La macchina continua a martoriare il suo corpo, ma ingoia fino alle palle spompina con una dolce decisione, lo sento entrare dentro e uscire con una nuova e meravigliosa facilità. Succhia lecca lo fa salire e scendere dentro la sua bocca come se fosse la sua fica.

Gode in continuazione mentre la sua bocca aspira lecca succhia finché non resisto e godo nella sua bocca che si riempie di sperma. La trattiene in gola come per assaporare meglio il gusto della mia sborra facendola scivolare dentro di lei con rinnovato piacere.

Fermo la macchina -Alzati fa una bella doccia puttana poi prepara la colazione- Lei senza una parola esegue preparando dopo una lunga doccia la colazione mettendo a terra la sua ciotola accovacciata. -Puoi mangiare troia- Esegue finito di mangiare la guardo -Allora schiava cosa hai imparato dalla punizione che hai subito-

-Una cosa che non pensavo possibile essere la sua schiava nel piacere e nel dolore e’ diventata la mia ragione di vita. Ubbidire ai suoi desideri è diventato un bisogno insaziabile e se penso a come ero prima di conoscerla non immaginavo di poter essere così felice nell’ubbidire. Ma la cosa più importante è che con tutta me stessa desidero solo il suo piacere padrone. -

La fisso con insistenza, la sua bellezza mi eccita sempre così le afferro i capelli sollevandola la faccio salire sulla sedia tenendo le gambe aperte, la sostengo con la fica aperta a pochi centimetri dal mio cazzo puntato sulla sua fessura. La lascio cadere penetrandola brutalmente scendendo di colpo dentro di lei che ha un momento di tensione e stupore nel sentire tutta la mia verga piantata dentro di lei. -Dai puttana scopati da sola non ho voglia di fare fatica- Lei comincia a cavalcare prima lentamente poi sotto gli schiaffi che la colpiscono le natiche aumenta il ritmo la sento bagnarsi lasciando scorrere più velocemente il mio cazzo dentro di lei, le pareti della sua fica si dilatano sento il suo culo sbattere sulle mie cosce scopandosi ora voracemente. La danza del suo corpo sopra di me si fa furiosa mentre le afferro i capezzoli fra le dita che se serrano con forza, questo non me lo aspettavo invece dì urlare per il dolore la sua velocità aumenta sentendo la sua voce urlare di piacere-Posso godere padrone- Chiede implorante.

- Non ancora porca stai già per godere- detto questo le serro con maggiore vigore i capezzoli obbligandola tirandoli con forza su e giù ad aumentare il ritmo della cavalcata. La sento gemere sempre più forte. Il trattenere l’orgasmo la fa impazzire il volto paonazzo gli occhi spalancati e la travolgente quantità di liquido che scivola fuori imbrattando il pavimento-Ora godi fammi vedere quanto sei puttana godi troia fissa i miei occhi mentre godi fammi capire quanto sei troia- Dopo pochi minuti il suo corpo viene colpito come da un fulmine. -Si mio padrone guardi la sua troia godere fissi la sua puttana mentre schizza piacere come una porca da bordello grazie padrone- Gode ma non le permetto di fermarsi tirando su e giù i capezzoli le faccio capire di non rallentare continuando a cavalcarmi schizzando ininterrottamente il suo piacere. La disarciono prendo la testa spingendola verso il mio cazzo, ma non c’è bisogno di spingere si tuffa ingoiando tutta lasta impregnata dai suoi umori. Sento la sua lingua pulire bene per poi ingoiarlo in tutta la sua lunghezza e larghezza. Sembra che la scopata non sia nemmeno finita perché la sua bocca mi pompa senza sosta mentre la sua mano mi sfiora i coglioni per poi stringere lentamente ma con maggiore forza. Le riempio la bocca con tanta energia che fatica a respirare e trattenere il liquido in bocca. La lascio scivolare sul pavimento che immediatamente pulisce completamente con la sua lingua per poi china la testa fra le mie gambe.

Lascio passare un paio d’ore durante questo tempo di piccoli ordini alla mia schiava sappiamo entrambi che non sarà una serata qualsiasi.

Domani torna a casa lasciando la mia casa e resta una cosa ancora in sospeso il suo culo ancora vergine.

-schiava presentati davanti al tuo padrone di corsa- . Non aspetto a lungo che trafelata la vedo ai miei piede . - Sono le 16 indossa queste mollette che ti fisserai ben strette ai capezzoli mentre questa la fissi al clitoride bello duro. Non devi toglierle per nessun motivo né godere- Con la mano allungo le tre mollette che prontamente si attacca alle parti indicate. Comincia a pulire tutta la casa poi il ma passa poco tempo quando la vedo ferma contro il muro che si contorce come un serpente, capisco che sta resistendo all’orgasmo che sale feroce -Dai schiava pulisci tutti i vetri dentro e fuori- La mia intenzione è quella di farla muovere più possibile per aumentare il suo piacere. La mia voce la richiama alla realtà e accorta che sta per godere senza permesso si sente male ma trova la forza per continuare.

Finito di mangiare la conduco in camera da letto. La sua bellezza travolge ogni volta il mio corpo, ma ora la sua sottomissione la rende ancora più irresistibile.

Le lecco vigorosamente la fica penetrandola con la lingua mantre un dito si appoggia al suo buchetto ancora vergine ben lubrificato con maestria le appoggio il dito spingendo piano lasciando che lentamente si allarghi un po’.

Lei capisce il mio intento e mi sorprende quando sento i muscoli rettali sciogliersi facilitando l’ingresso del primo dito. Continuo passo a due muovendo in lungo ed in tondo le dita dentro il suo orifizio che lentamente si dilata un po’ alla volta sempre di più.

Prima di andare avanti…

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