La trascino sul letto senza parlare le distendo e mi metto sopra di lei che spalanca le gambe senza esitare.
Affondo la mia bocca fra le sue gambe trovo una vagina fradicia e quel’odore
di piacere mi invita a leccarla con voracità. Le labbra della sua fica aperte mi portano a affondare la lingua dentro la sua fica. Indurisco la lingua penetrando dentro di lei fino a sentire la barriera che ancora protegge la sua verginità.
- Si padrone mi infili il suo cazzo tutto dentro desidero che lei mi apra la fica per la prima volta la supplico padrone.-
Afferrò il cazzo cosi duro da farmi quasi male. Appoggio la cappella all’ingresso della sua fica e comincio con leggere spinte ad entrare sempre più dentro fino a sentire la barriera a pochi centimetri dal mio cazzo. Spingo con più forza ritraendo e entrando sempre più in profondità. La sua fica si dilata sempre più velocemente pregna come è di umori. La resistenza notevole mi obbliga ad aumentare la forza delle mie spinte finché sento entrare il mio cazzo dentro di lei che guaisce forte per il dolore che prova nel sentire le pareti interne spalancarsi sempre più al passaggio dí attimo in attimo aumentare il ritmo la velocità con cui mi infilo in lei. Qualche lacrima le solca il viso mentre sento il suo respiro aumentare crescere ad ogni affondo.
La sto scopando con ritmo crescente affondando tutto il mio cazzo dentro di lei che ora segue con il bacino il ritmo del su e giù sorpreso dalla velocità nel imparare. Cambio varie volte la posizione del corpo per fotterla in ogni modo quando sento il cazzo fradicio bagnato dal suo orgasmo.
Mi anticipa -Scusi padrone se ho goduto senza il suo permesso merito una solenne punizione che se posso permettermi di suggerire e’ rompermi il culo con forza-
Rimango stupito da quelle parole ma la mia schiava so essere furba il suggerimento è pro domo sua desiderando di darmi tutto con suo piacere.
-Si hai ragione meriti una bella punizione che ricorderai prima troia fammi finire di scoparti poi - E lascio cadere la voce ricominciando a pomparla ora sia per la sua insolenza sia perché le ho concesso troppa libertà con forza veemenza tremenda che la fa sobbalzare ad ogni affondo che col passare dei minuti aumento la velocità ma il mio furioso scoparla le procura una serie interminabile di orgasmi che inzuppano le lenzuola del suo piacere.
Resto un po’ turbato per la sua insaziabile voglia di godere, ma pensandoci bene volevo che la sua sete fosse insaziabile anche perché farla godere tutta notte sperando in un risultato come questo.
Sfilo il cazzo dalla sua fica subito la sua bocca afferra il membro imbrattato dai suoi umori succhiando con forza infilandosi tutto fino in gola noto come ora la sua bocca prenda con facilità tutto il mio cazzo che fino al giorno prima non era in grado nemmeno di afferrarlo per meno della metà. Me lo lecca lo pompa aspirando ad ogni colpo mentre le sue mani passano sapientemente a stringermi le palle aumentando il mio piacere fino farlo esplodere in un orgasmo incredibile di una intensità sia fisica che mentale indescrivibile. Fiotti intensi di sborra le inondano la gola ma lei ingoia tutto vorace senza far cadere una goccia.
Stava per ricominciare a succhiare quando con un ceffone la blocco.
-Non dimentichi qualcosa puttana disubbidiente?- - Mi dispiace padrone la sua puttana deve essere punita la supplico-.
Tempo prima ho avuto una idea che feci realizzare da un professionista del settore che realizzava qualunque progetto che tu proponessi.
In fibra di carbonio un letto che tiene la schiena dritta una volta distesa la persona con due appendici sopra alla altezza dei seni e due sotto proprio a poca distanza dal sedere per finire una puleggia regolabile in velocità che andava avanti e indietro permettendo di aggiungere un dildo di ogni forma e dimensioni. Ma la vera magia consiste nella capacità della macchina di capire quando la persona coricata sta per godere analizzando quanto era bagnata la persona e fermarsi di colpo.
Come effettivamente si fermava prima dell’orgasmo non lo so descrivere essendo poi diventato un brevetto del suo realizzatore.
Coricati sul letto che ho di fianco le ordino che raggiunge con uno scatto felino. Una volta distesa le appendici sopra (due mollette) le applico attaccate ai capezzoli mentre le appendici sotto (2 palette in legno ruvido) le posiziono a circa 20 centimetri dalle sue natiche mentre prendo il fallo più piccolo inserendolo nel suo aggancio a brugola posizionato a pochi centimetri dalla sua fessura bagnata.
-Sono le 7 del mattino starai fino alle 13 distesa sul letto ma prima ti fisso mani piedi e ventre al letto. Ecco la punizione che spero ti possa aiutare a capire la ubbidienza-
Accesi la macchina programmando un cambio automatico di ritmo ogni 30 minuti.
Le pinzette cominciano a stringere i capezzoli mentre il legno colpisce i glutei ora in modo leggero e il piccolissimo dildo scivola dentro, ho detto piccolissimo non corto anzi la sua lunghezza supera i 40 centimetri.
Tutto si avvia anche le varie telecamere disposte nella stanza che riprendono in ogni angolo e direzione mentre uno specchio ricopre tutto il soffitto permettendo a Angela di ammirare il suo corpo mentre viene punita.
Il tempo passa dagli schermi nel mio studio osservo Angela la mia schiava che passata circa 1 ora sente crescere il desiderio di avere un orgasmo mentre il sedere e i capezzoli sembra avere l’effetto contrario invece di dare dolore moltiplicano esponenzialmente il suo desiderio. Vedeva il suo corpo nello specchio contorcersi ad ogni interruzione.
Dopo 3 ore sento la sua voce implorare di poter godere mentre i capezzoli induriti e dritti vengono stretti con maggior forza le sue natiche rosse sente in entrambe le parti un dolore crescente ma anche lei guardando il suo corpo non riesce a capire perché quel dolore sempre più intenso diminuisce il tempo fra una interruzione e l’altra.
Mancano meno di 10 minuti alla fine della lezione ed ora i mugugni sono vere implorazioni verso di me per farla finalmente uscire da quel tunnel sconosciuto e sconvolgente in cui si trovava. I colpi ora molto forti le rendono le natiche violacee ed i capezzoli preda delle pinzette sono di una dimensione innaturale ma la maggior disperazione quel piccolo dildo oramai piantato in tutta la sua lunghezza non solo si rende hconto di avere dentro di sé 40 cm di plastica che la martellava ora ad una velocità impressionante ma che lo odia perché si ferma da ore lasciando il suo corpo in uno stato dannatamente disperato, ma ad ogni orgasmo interrotto ed oramai sono incalcolabili la sua mente desidera essere aperta come quando scopa con me non la sfondava né sente le pareti aprirsi al suo martellare con un urlo feroce. -Padrone la supplico voglio il suo cazzo sfondarmi aprire la mia fica la imploro- Altri orgasmi interrotti si moltiplicano in uno stop end go senza pause guarda il suo corpo madido di sudore distrutto dalla sessione punitiva che le urla il bisogno del suo padrone e che certamente non avrebbe mai più disubbidire ai suoi obblighi.
Sono le 13 la punizione dovrebbe essere terminata, entro nella stanza ed ammiro quel capolavoro che Dio o chi per lui ha mandato sulla terra. Lei mi guarda -Grazie padrone per la punizione mi ha insegnato molto- -Penso ti abbia insegnato qualcosa puttana ma non a parlare senza il mio permesso- La vedo mordersi le labbra con disappunto ancora una volta ha sbagliato e lo sa bene anche se non sa ora come rimediare.
- Tu vuoi essere degna di essere la mia schiava o devo cacciarti dalla mia casa? - Chiedo a lei con tono crudele.
Il suo sguardo perso fra l’oblio degli infiniti orgasmi interrotti e un senso nuovo che la travolge ogni fibra del suo corpo per il puro terrore di essere cacciata via la lascia inebetita mentre colava lungo le sue gambe un liquido di piacere inespresso.
-Ha ragione padrone devo e desidero che lei mi punisca. Con tutta me stessa desidero solo essere la sua schiava la imploro mi dia l’ultima possibilità per dimostraglielo-
