Il giorno seguente sono in partenza per casa e non vedo la serva ma non faccio domande e Lui mi abbraccia e mi bacia forte senza darmi per la prima volta nessuno ordine per la settimana, così un po’ delusa mi avvio salutandolo con deferenza.
I giorni passano lentamente non ho notizie del mio padrone con il mio corpo che arde dal desiderio e ogni centimetro della mia pelle brucia dal desiderio, anche se non ho ordini la sera mi masturbo facendo volare la mia testa negli attimi vissuti con il mio padrone anche se una fantasia si sofferma spesso sulla scena del cavallo che monta furiosamente la serva, ed il ricordo di quel uccello maestoso mi fa venire come una troia.
Arriva il giorno del nostro incontro così all’ora stabilità suono alla porta
“Benvenuta Angela” la voce del padrone mi impietrisce temo che non mi faccia entrare “accomodati nella sala da pranzo e aspettami” ; io mi spoglio a disagio e mi dirigo in camera inginocchiandomi con le gambe aperte. Lui mi segue denudandosi con il suo membro eretto in modo incredibile allunga la mano serrando le dita sui miei capezzoli stringendoli con una pressione crescente facendomi immediatamente bagnare, il mio corpo reagisce in modo incredibile (sicuramente per la settimana scorsa senza le sue mani su di me) apro la bocca per il dolore crescente quando sento il suo cazzo entrare in bocca e spingerlo fino alla base, riempiendola spalancandomi la gola
io istintivamente mi faccio riempire e succhio tutto il suo membro con avidità mentre sento il mio respiro che aumenta a dismisura contemporaneamente il piacere sale in modo inarrestabile scuotendo il mio corpo. Il pompino dura a lungo e nonostante tutto il mio sforzo non raggiunge il piacere, mi alza
“mettiti sulla tavola con le gambe spalancate e colpisci il clitoride 20 volte con questo” mi ordina allunga un frustino da cavallerizzo afferro l’attrezzo e aprendo con la sinistra le labbra della mia fica è comincio a colpire
“1 Grazie Padrone, 2 Grazie Padrone…” mentre mi colpisco sento le sue dita chiuse a pugno spingerle con una forza non violenta ma che mi riempiono sempre più fino a sentirmi piena dalla mano che mentre colpivo mi scopava allargando a dismisura la mia fica con i muscoli che si dilatano sempre più velocemente, il liquido prima lento poi diventa sempre più copioso, io continuo a colpire anche se i 20 colpi sono finiti da tempo ma il mio cervello sotto i colpi con la figa così aperta mi porta ad in serie di orgasmi tremendi. “Ora alzati e afferra le caviglie con le mani” mi afferro le caviglie ora la mano si appoggia al buco del culo spingendolo lentamente dentro aprendolo senza sosta fino a sentire il mio orifizio aprirsi poi mentre ogni centimetro entrare sento l’altra mano riaffondare nella mia fica a quel punto mi scopa con entrambe le mani mi sfonda entrambi i buchi; in poco tempo il mio corpo si contorce scosso da un piacere improvviso ma devastante. Godo come una matta mentre le mani mi sfondano sempre più velocemente e i miei orifizi sono quasi spaccati dalla scopata terribile.
Sento le sue mani uscire lasciando sgorgare fiotti viscosi di piacere “Bene, ora voglio darti il mio regalo che sono certo ti piacerà molto” mi mise una corda al collo per trascinarmi in giardino conducendomi in una alla della casa che non conosco, si apre una porta quando le luci si accendono un bellissimo cavallo pezzato mi appare davanti agli occhi anche se non mi è chiaro il perché siamo lì.
Mi conduce per mano accanto al cavallo da poterne sentire l’odore acre intenso “accarezzalo con dolcezza” mi ordina ingenuamente gli sfioro il pelo lucido poi sento la mano del mio padrone che mi conduce in basso verso il suo ventre accompagnandomi a toccare il suo membro ancora flaccido e mi guida la mano ad accarezzarlo con un crescente velocità
sento il membro del cavallo cominciare ad inturgidirsi, diventare attimo dopo attimo sempre più duro e di dimensioni enormi. Cerco di allontanare la mano, ma in quel momento sento il pugno del mio padrone penetrarmi la figa ancora bagnata, entra facilmente muovendola come se mi stesse scopando e sento il mio corpo riaccendersi di un piacere perverso, la mano continua senza sosta mentre la mia mano si muove su quel cazzo oramai paurosamente enorme; sento che l’altra mano spingermi in ginocchio spinge la mia testa verso la cappella enorme del cavallo.
Una sensazione perversa si impadronisce di tutto il mio io
“Lecca porca lo so che ne hai voglia da quando hai visto la serva” cerco di resistere ma il mio desiderio si impadronisce di me e la mia bocca inconsciamente si apre, comincio a leccare con un leggero senso di nausea che velocemente svanisce, mi vedo succhiare il cazzo del cavallo con sempre maggiore forza, la mano del mio padrone affonda intensamente aumenta la velocità mentre il mio corpo scende verso gli abissi più profondi del piacere.
Provo un senso di vergogna nel sentire quel piacere così umiliante anche se non resisto più con la fica grondante di piacere e affondo la bocca inghiotto la cappella enorme che mi strazia i muscoli della mia bocca entrano poco a poco sempre più dentro di me. Il mio animo si sente perso in questa situazione che mi fa vacillare a lungo provando un senso di colpa per il calore che sale con una forza incredibile trasfondo la vergogna in un imprecisato piacere, mi sale un desiderio che non riesco più a controllare, mano del mio padrone affonda con una perizia impensabile scatenando un delirio di piacere che mi annulla ogni dubbio. Sono in balia di sensazioni tremendi che mi fanno godere in modo particolare ma travolgente solo a quel punto mi faccio coricare su una panca che il mio padrone spinge fino a sentire la mia fica a contatto con il pauroso cazzo del cavallo e sento la cappella enorme farsi strada dentro di me, intanto che i colpi furenti si fanno sentire ed straziare la mia intimità e non mi accorgo che il mio padrone si inginocchia davanti a me e
osserva il membro che guadagna la strada sento il suo pugno penetrarmi dietro, ora sono in preda a convulsioni per il devastante piacere che mi sta dando in quel momento. Gli orgasmi si fanno sempre più travolgenti facendomi impazzire per quella doppia penetrazione animale oramai sono un lago di piacere facendo così svanire ogni mia vergogna e facendomi sentire la sua puttana disposta a tutto per essere la sua unica fonte di piacere che solo lui mi regala e che solo io so soddisfare, al culmine del piacere mi sfila da sotto al cavallo girandomi e afferro quel mostruoso cazzo fino a sentire la valanga di sborra inondarmi la bocca, inghiotto il più possibile quell’eruzione dí viscoso liquido mentre sento esplodere il mio corpo di un piacere furioso eruttando infiniti e interminabili schizzi che mi svuotano il corpo lasciandomi sfinita da un piacere infinito, in quel momento il cazzo del mio padrone riempire la mia esistenza con il suo orgasmo.
Mi solleva mentre esco un diabolico sguardo inquietante fissa quel enorme cazzo sento ancora pulsare la mia figa per i travolgenti assalti che ha subito anche se ne non ha inserito tutto in me gocce di rugiada mi colano fra le gambe ed ecco il mio padrone infilare il pugno dentro con irruenza scopandomi senza sosta mi sembra che come il cavallo prima mi spacchi tutta e mi sembra di sentire ora entrare anche il suo braccio muscoloso che mi sfonda facendomi urlare di dolore, ma insiste fino a farlo entrare ed uscire con maggior facilità perché la iniziale rugiada è ora un lago in piena, mi sfonda brutalmente fino a sentire il mio urlo di gioia esplodere come una granata. Anche se titubante devo ammettere che quella sera ho conosciuto una serie di piaceri talmente travolgenti da non poter essere più dimenticati.
Mi porta in doccia mi lava con cura pulendo ogni centimetro della mia pelle con particolare passione nelle zone intime, torno al mio posto accanto al letto mentre il mio padrone si corica lasciando la sua mano davanti alla mia bocca che con grande entusiasmo succhio ingoio prima di sentirlo addormentarsi ed io con lui.
Il rito mattutino della sua urina nella mia bocca, sento l’aspro sapore scendere in gola anche se stamattina mi sento molto elettrizzata e quel forte odore fa riaffiorare gli odori acri della notte precedente. Lui si accorge della mia situazione, ma finge di non sapere, poi dopo colazione mi stende sul tavolo appoggiata di schiena
“apriti per bene con le mani le natiche offri il tuo buco agli occhi del tuo padrone” mi metto come mi ordina apro al massimo le natiche e metto ben in mostra il mio buco e sento immediatamente la lingua leccarlo con cura, la sua lingua spinge aprendo lo sfintere insiste con quel movimento che mi fa bagnare immediatamente, quando sono fradicia di saliva la sua mano lentamente un dito alla volta si apre la strada allargando sempre più ad ogni dito che mi penetra il mio ano. Ecco ora la sua mano mi scopa e affonda ad ogni colpo prima il polso per spingere ancora di più, mi sembra di impazzire quando sento il voluminoso avambraccio girare intorno al buco dilatandolo sempre
