Uno squillo di telefono mi sveglia di soprassalto -Buongiorno dormiglione- Sento la voce del padrone di casa che ci ha ospitato ieri sera -Buongiorno-rispondo - La serata di ieri sera è memorabile e la tua slave un’altra perla rarissima per questo ti chiamo che ne pensi di un incontro a 4 a casa mia stasera?. -La tua richiesta mi lusinga ma devo rifiutare l’invito la mia schiava non è ancora pronta per questo tipo di incontri, ma ti ringrazio per avermi inviato. -La sua voce è un po’ rammaricata, ma sa benissimo che io non sono possessivo e se gli dico che non è pronta mi crede sulla parola. (La verità è che non sono io disposto a condividere Angela voglio la sua proprietà per adesso in esclusiva).
Torno in camera mia e la vedo sveglia fissarmi con un misto di amore e passione, non sono ancora andato in bagno quindi mi incammino mentre lei scivola dal letto e mi segue a gattoni precedendomi entro la vedo nella vasca -Posso padrone bere il suo nettare- mi chiede aprendo la bocca, senza attendere risposta mi afferra la verga infila prima con dolcezza la cappella per poi lasciare scivolare tutto nella sua bocca che succhia avidamente fino a che sente gli schizzi della mia pipì riempirla la gola che con verace desiderio ingoia tutta mentre le sue mani accarezzano lo scroto massagiandolo dando dí quando in quando piccole strizzatine. -Ora porca questo è quello che mi aspetto da te ogni mattina, ma non dimenticarti di leccare bene anche il mio culo- le dico girandomi offrendo il mio ano alla sua bocca. Lei non esita apre bene le mie natiche infilando la lingua dentro, lecca, succhia in maniera calorosa, mette molto impegno poi sento una mano afferrare il mio cazzo lo sega non dopo essersi sputata bene per farla scivolare meglio l’altra torna ai miei coglioni che massaggia sposta per un po’ la lingua per succhiali avidamente e torna a leccare il mio orifizio che apre spingendo la lingua dentro. Quel servizio mattutino non passa inosservato quindi la prendo la giro infilo il mio cazzo dentro la fica scopandola con piacere, vedo il suo buco aprirsi mentre la scopo quindi una mano comincia ad entrare prima con due dita che aumento nel sentirla urlare dí piacere mentre con l’altra mano le colpisco con sonori ceffoni che hanno l’effetto di un moltiplicatore di piacere. I suoi getti di piacere esplodono insieme all’orgasmo e alle sue urla di gioia -Si padrone sbatta la sua troia, le apra il culo, trapani con forza la sua fica, colpisca violentemente il suo culo , guardi padrone com gode la sua puttana- Ma nel dire l’ultima frase si accorge di aver goduto senza chiedere il permesso.
-La sua umile schiava le chiede di essere punita per non aver chiesto il permesso di godere padrone-. La guardo, ma prima di rispondere le riempio la bocca di sborra mentre deglutisce pulendo per bene il cazzo, -Ora sono quasi stanco di queste disubbidienze da parte tua puttana, adesso godi ogni volta quando vuoi senza permesso non ringrazi il tuo padrone per il piacere che ti dona, la tua ubbidienza non è all’altezza del tuo ruolo. Penso di averti fatto molte lezioni a tal proposito ti ho dato fiducia ieri sera incondizionata pensando che fosse ben riposta, chiaro che non discuto gli orgasmo durante la festa di ieri dato obbligo di silenzio, ma mi sono accorto che ti prendi troppe libertà per essere una semplice slave, ora lasciami fare la doccia e la barba che devo pensare tu vai a lavarti nel bagno della servitù.
Esce dal bagno con il volto rigato di lacrime e a carponi si dirige a lavarsi, sente un dolore tremendo dentro di sé capisce di aver fatto un errore enorme, ma non sa come rimediare.
Tutta mattina non la considero lasciandola in ginocchio in un angolo della cucina, non le permetto di fare da mangiare né tantomeno di muoversi. Il suo volto una maschera di dolore alla ricerca di qualche cosa per tornare nelle mie grazie. Infierisco-A proposito mi sono dimenticato di dirti che il padrone di casa di ieri sera mi ha chiesto se posso darti in uso a lui per stasera- Non risponde, ma le lacrime che le solcano le guance e la sua pelle arricciarsi come colpita da una frusta valgono più di mille parole.
-Anche perché penso che una serata dal mio amico ti faccia molto bene-. Lei esplode in un pianto quasi fanciullesco poi trova il coraggio di parlare -Ha ragione padrone e’ colpa mia se non sono all’altezza dei suoi ordini, ma se posso implorare il suo perdono non la deluderò più-. (La voglio vedere umiliata come non mai quindi insisto) -Certo, ma questa promessa l’ho già sentita più volte detta da te schiava e regolarmente non ubbidisci come si conviene ad una slave ubbidiente al suo padrone e chi mi assicura che se ti do una ulteriore occasione poi non mi deluderai ancora, continuo a pensare che sia meglio prestarti al master di casa per imparare il rispetto delle regole-.
E’ in totale balia del terrore di essere data in uso ad un nuovo padrone che il suo corpo trema come una foglia al vento, non trova la maniera di convincermi sente che il suo destino è quello di essere data in uso per assecondare gli ordini di un altro master. La sua sofferenza oramai palpabile mi fanno pensare che forse questa prospettiva l’abbia talmente spaventata da essere pronta per essere una slave vicino alla perfezione.
-Alzati e va in camera da letto anche se mi ripeto non hai altre possibilità per dimostrarmi che sei all’altezza, ma sia ben chiaro che questa è davvero l’ultima occasione che ti porgo, ma se mi deludi non per una sera per sempre ti regalo ad un altro master-.
Vedo il suo corpo muoversi agile gattonare verso la camera, entro e la vedo in ginocchio fissare gli oggetti che ho disposto sul letto. Un frustino da cavallo, una frusta di cuoio duro, diverse pinze, una serie di falli di varie dimensioni, corde arrotolate, bacchette di bambù, diversi butt plug dí diverse forme, vibratori con la testa rotante a varie velocità -Oggi questi oggetti diventano di tua conoscenza perché li proverai tutti, ma ricordati le regole- non aggiungo altro.
La corico sul tappeto e le fisso le mani alle cosce che lego con altre corde alle caviglie che fisso al soffitto obbligandolola a rimanere con le gambe aperte ed il suo bacino sollevato da terra mettendo in bella vista anche il suo culo spalancato.
Pendo il frustino colpendo con precisione la sua fica aperta alternando colpi precisi alle mie dita che si muovono con cura sul suo clitoride sento alternare urla di dolore a sospiri di piacere. Passo ai seni che colpisco ora con la frusta infierendo sui capezzoli, ma non prima di averle fissato con le corde un vibratore che poggia direttamente sulla sua fica aperta le dimissioni della testa le stimolavano sia l’interno che il clitoride. Emise rantoli di piacere prima di sentire il cuoio morderle i capezzoli, interrompendo i colpi lascio che il vibratore riaccendesse il suo piacere prima di colpire di nuovo. Afferro un plug dotato di una pompetta ad aria che una volta inserito può essere espanso fino al diametro che decido, inizio a gonfiarlo facendolo crescere dentro di lei, poi torno a colpire i capezzoli creando nel suo corpo un insieme di sensazioni che vanno dall’intenso dolore ad un crescente piacere. La vedo smarrita di fronte a quell’insieme di sensazioni. Mi sposto sul suo corpo aumentando la velocità del vibratore pompando il cazzo nel suo culo facendo crescere le dimensioni e afferro due pinzette che fisso ben strette ai capezzoli mi abbasso i pantaloni le infilo il mio cazzo tutto in bocca simulando una profonda scopata mentre le colpisco con la canna di bambù il ventre e la pianta dei piedi. Piacere che si fonde al dolore lei non si capacita della travolgente situazione che sta vivendo. Estraggo il mio cazzo fradicio della sua saliva metto la catenella che unisce le due mollette fra i suoi denti che dí istinto tira verso di se aumentando il dolore ai capezzoli. Mi sposto alzo il vibratore comincio a scoparla in fica schiacciando ancora la pompetta che ora fa’ assumere al fallo nel culo dimensioni notevoli. -Senza lasciare la catenella che ora tira con forza -Può padrone godere la sua schiava ?-.
