Lei piange e mi supplica di lasciarla andare, ma la spingo con forza sulla sedia in modo che i due fallí mostruosi si infilano completamente dentro il suo corpo. Urla, piange, supplica ma chiudo la porta che non fa uscire nessun rumore.
Verso sera mi ricordo della serva chiusa da ore nella stanza dei sotterranei. Mi avvio con la schiava di fianco a gattoni ed apro la porta, non sono preparato alla scena che appare: la serva addormentata fra le braccia tese con un vero lago sulla sedia e sul pavimento; non si può raccontare quanto aveva goduto... la mia schiava si sorprende tanto da lasciarela a bocca aperta.
Libero la serva che si sveglia, ma non proferisce parola mentre ordino alla mia schiava di bere e leccare ogni goccia di piacere (lei capisce che la sua punizione è iniziata) prontamente immerge la sua bocca succhiando il piacere della serva che ora in ginocchio ai miei piedi non osa guardarmi. Mi slaccio i pantaloni infilando in un sol colpo il mio cazzo nella sua bocca che si apre con una velocità impressionante, la mia schiava osserva mentre beve la bocca della serva salire e scendere vorace, ma quando sento il mio orgasmo arrivare mi ritraggo e prendo i capelli della schiava per riempirla di intensi fiotti di sborra.
-Grazie padrone per la fantastica esperienza che mi ha fatto vivere non solo ho goduto come una pazza, ma voglio essere sempre la sua serva fedele-. Sento la sua voce mentre mi scarico nella bocca della mia schiava e il mio sangue ribollire nelle vene
-Ma come ti permetti di parlare senza permesso e non contenta suggerirmi qualcosa piccola troia- con una spinta la faccio cadere a terra, lei nel perdere l’equilibrio rimane con le gambe spalancate che io, tolta la scarpa le colpisco col il piede la fica ancora aperta dai falli che hanno allargato il suo sesso; dopo i primi colpi durante i quali non emise alcun suono voglio farla urlare di dolore misurando dei fendenti con il piede dritti sul suo clitoride, ma la vedo sollevare il bacino per offrirsi meglio e sento il suo respiro aumentare fino a sentire il piede sempre più bagnato dai suoi orgasmi. La mia schiava spalanca gli occhi sconvolta nell’osservare quella scena, ma solo ora mi sono accorto di aver messo a nudo la vera essenza della serva, le ho strappato la maschera che ha indossato fino a ieri senza che nemmeno lei ne fosse consapevole, per farle conoscere la sua vera identità: è una masochista come raramente ho incontrato, la sua anima anela il dolore per poter godere e la serva scopre oggi quanto i colpi che le impartisco le diano non solo non dolore, ma un piacere che cresce all’aumentare della violenta pedata.
Dopo questa scoperta voglio essere sicuro di avere inquadrato bene la situazione -Serva ora puoi parlare fino a nuovo ordine- le dico e dopo aver serrato capezzoli e clitoride con delle pinze che oltre a poter regolare la forza con cui si attaccano alla carne hanno 5 velocità di movimento e rotazione in grado di poterle guidare da una applicazione sul cellulare con la quale posso regolare la stretta e le vibrazioni. Comincio a stringere e aumento la forza con cui le mordono le varie parti sensibili
-Si padrone più forte la prego, le stringa di più- e nel dire quelle parole il suo corpo viene travolto da una tempesta di piacere inaudita non la lascio respirare afferro una frusta colpendo il suo corpo senza pietà. Ora urla di piacere riempiono la stanza mentre gode implorando di non smettere. La mia schiava capisce cosa voglio che faccia così scivola sotto i colpi bevendo gli orgasmi irrefrenabili della serva.
Questa scoperta stravolge in modo radicale il rapporto con la serva ora che trascinata in quel mondo (da molti ritenuto perverso, ma non da me) nel quale il dolore scatena in modo incontrollabile e profondo la sua sessualità.
Ordino di andare a lavarsi ed allungo alla serva una striglia dentellata usata per spazzolare i cavalli -serva pulisci a fondo con questa ogni parte del tuo corpo spazzolando con cura maniacale i tuoi orifizi, le mollette le togli e le lavi durante la doccia poi li riattacchi e li tieni sempre addosso (sono così sottili che può indossarli anche sotto il vestito). Le vedo salire e dopo circa mezz’ora le chiamo in sala da pranzo perché ho fame e la sera oramai bussa alle finestre; entrambe nude vedo il corpo della mia schiava liscia, morbida mentre la spazzola che ho dato alla serva ha arrossato la pelle soprattutto fra le gambe e le mammelle con i morsetti già ben fissati; ordino loro di preparare la cena mentre io vado in camera mi do una rinfrescante doccia, ma nell’uscire afferro dall’armadio un fallo con ventosa fatto a forma di mano imponente con un braccio molto grande e lungo.
Intanto che le due finiscono di preparare la cena fisso il fallo al centro del tavolo poi mi siedo. Entrano mi servono il mangiare vedendo come entrambi fissano il tavolo; si accovacciano ai miei lati mentre attendono l’ordine per mangiare, ma dal cellulare avvio una stretta, continua sui morsetti della serva osservo le sue reazioni che nel giro di pochi minuti diventano sempre più scomposte.
-Serva salì sul tavolo e scopati il tuo nuovo amico- Lei si alza a fatica per l’intenso dolore/piacere che le stavo procurando aumentando la tensione dei morsetti, si arrampica a fatica sulla tavola con lo sguardo basso. Basta un mio cenno per far capire alla serva cosa deve fare, così avvicina la sua fica all’ingresso del fallo, la scuoto aumentando la presa dei morsetti che la spingono piano piano a scendere per infilarsi il fallo dentro che data la sua dimensione fatica non poco ad entrare. Resta immobile incapace di fare nulla per cui tiro fuori la frusta e la colpisco fra le cosce, sul petto, sui polpacci con veemenza sempre maggiore; lei inizia ad urlare per i colpi che la colpiscono la carne lasciando bellissime striature rosse, ma di nuovo incapace di reagire al fuoco che le sale sempre più intenso, scivola lentamente senza fermarsi sopra il dildo che cm dopo cm si fa strada dentro di lei, la mia schiava osserva stralunata quella scena ed emette un leggero rumore quando la vede prendere tutto il fallo che cavalca prima piano, poi sempre più rapidamente con interminabili gemiti di piacere, continuo a colpire la sua carne mentre capezzoli e clitoride sono in una morsa dolorosissima. La mia schiava è sul punto di intervenire per cercare di farmi smettere quando i gemiti si trasformano in urla animalesche e vedo piccole gocce scivolare sulle sue cosce con il viso stravolto. Un colpo che fa uscire il fallo seguito da una fontana di piacere che bagna tutta la tavola, guardo la mia schiava che sale svelta sul tavolo per succhiare ogni goccia e fissa la fica spalancata della serva - la mano schiava infila la tua mano tutta dentro alla sua fica, e tu serva prendi tutto il cazzo nel culo- ordino perentorio. La schiava le infila con facilità tutta la mano dentro quando vedo il culo dilatarsi aprendo la strada al mostro che la penetra sempre più a fondo, le frustate continuano e qualche colpo colpisce la schiava che non si ferma per il dolore ma le danno più energia per scopare con forza la fica sempre più fradicia della serva, ma noto anche come la mia schiava cerca di essere colpita segno evidente che non disdegna un po’ di dolore. Mi alzo afferro i fianchi della schiava che sollevo per poterla inculare meglio fino a che uno sciame di piacere ci trascina verso un piacere infinito. Gli orgasmi delle due troie sembra non avere confini oramai perse in quella devastante situazione mentre io sborro sul tavolo immediatamente pulito dalla mia schiava.
- Andate a lavarvi e andiamo a dormire-.
L’alba ci sveglia, le due figure sono già in ginocchio, mi alzo con un cenno la mia schiava afferra il mio cazzo stringendo prima di infilarselo in bocca succhiando con veemenza fino a sentire la mia urina in gola che beve golosamente; poi comando la colazione che si affrettano a preparare, a tavola c’è ancora il fallo in bella mostra. Arriva la colazione con le due inginocchiate ai miei lati che attendono l’ordine per mangiare. Mentre mangio penso a come passare la domenica visto che domani mattina la mia sciava tornerà a casa. -Serva coricati sul tavolo dí schiena e apri bene le gambe tu schiava sali sopra di lei e fate un bel 69 voglio vedere le vostre lingue che si leccano a vicenda la fica- In attimo le vedo lanciare le lingue fra le cosce dell’altra divorando contemporaneamente con intensa energia la fica una dell’altra, ma non soddisfatto ordino di colpire le natiche con forza senza sosta. Lo spettacolo è incredibile entrambe su succhiano, mordono, sculacciano posso seguire attimo dopo attimo come i loro corpi cominciano a tremare per il piacere, vedo le mani sollevarsi quasi all’unisono permettendo loro di godere e subito i loro orgasmi esplodono; le vedo bere mai sazie gli schizzi riempire la bocca poi ordino di fermarsi mentre mi alzo estraendo il pene turgido. Le vedo scattare insieme come lupi famelici verso la mia verga che la schiava più veloce infila tutta in gola mentre la serva mi afferra fra le labbra i testicoli succhiandoli con grande attenzione, ma lo spettacolo precedente e l’assalto appassionato mi fanno impazzire e godere in modo fantastico.
Dopo una sana e tonificante doccia ordino alle due puttane di andare in camera mia ed aspettare il mio arrivo. -Allora ho pensato di ingaggiare una sfida fra la schiava contro la serva, chi vince la battaglia avrà un premio, allora coricatevi una in fianco all’altra davanti allo specchio, aprite bene le gambe fissando la vostra immagine. Voglio che per 1 ora vi masturbiate solo con le mani senza usare nulla contando gli orgasmi che vi procurerete dopo un bel Grazie padrone chi alla fine del tempo ha avuto più orgasmi riceverà un premio.- Misi un orologio a dondolo dietro di loro dando il via alla sfida. Vedo le mani correre verso il ventre aprire rapidamente le labbra delle loro fiche e cominciano a farle frullare sul clitoride sfregando con abile tocchi per poi stringere le dita serrando con forza mentre l’altra mano ben insalivata la fanno scorrere dentro e fuori dalla fica che si apre sotto le loro spinte. La schiava urla 1 Grazie padrone seguita a ruota dalla serva, il tempo scorre quello che vedo mi fa indurire brutalmente il cazzo, lo specchio imbrattato dai loro schizzi di piacere; mancano 10 minuti quando sento la schiava 19 Grazie padrone distaccando di 4 orgasmi la serva 15 Grazie padrone. Allo scadere del tempo ordino loro di fermarsi, ma prima di dichiarare la vincitrice e il premio mi distendo sul corpo della mia schiava spingendo il mio cazzo nella sua gola che si scioglie nel sentirlo affondare nella gola e non resisto più così mi scarico le palle riempiendola di sborra.
- Bene la vincitrice per 22 orgasmi contro i 20 e’ la mia schiava che come premio ho deciso che per 1,30 Angela potrà fare tutto quello che vuole senza dover chiedere il mio permesso alla serva Paola. Tradotto per voi troie la schiava diventa mistress per 1,30 e la serva deve eseguire, obbedire ad ogni ordine che lei le impartirà- . Vedo l’espressione esterrefatta della schiava che al mio ordine può essere la padrona della serva. -Allora comincia, il tempo parte ora-
(Ora sarà Angela a prendere la raccontare la sua esperienza anche perché nessun uomo può sapere cosa può provare una donna soprattutto schiava in un repentino cambiamento)
Nella mia testa esplode una confusione indescrivibile con una serie infinita di domande a cui non riesco a rispondere in quel caos sento l’ordine di cominciare che il tempo è partito. Mi muovo verso la serva che appena mi arriva vicina mi fa scattare un fulmine che mi trapassa il corpo che di scatto mi fa eccitare così di impulso la colpisco subito in faccia con una serie infinita di schiaffi
