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Erotika
Campo Estivo - Vol.1 · Cap. 3
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Capitolo 3 di 11 18 min di lettura

Seni nudi allo specchio

la mattina dopo il disastro, il primo giorno di lavoro e la conoscenza della partner

Asiadu01
5 mesi fa · 1.2k letture · 5

«Un patto è un patto, socio,» sussurrò, sistemandosi il bordo dei pantaloncini con i pollici in un gesto che mi fece cadere inesorabilmente lo sguardo sulla linea a V del suo basso ventre. «Questo adesso è mio. Almeno finché non impari a rispondere ai miei servizi di rovescio.»

Sorrisi, scuotendo la testa. Nonostante la frustrazione fisica e la scoperta del fidanzato, non riuscivo a essere irritato con lei. In un solo giorno di lavoro, tra ragazzini impazziti, scherzi e confidenze, avevamo costruito una complicità che ad altri richiedeva mesi. Eravamo diventati amici. Buoni amici. C'era un incastro mentale perfetto tra di noi, una leggerezza che mi faceva respirare dopo le dinamiche tossiche con Anto e Maria. Il problema era che questa amicizia rendeva la chimica sessuale un campo minato. E il "bravo ragazzo" stava per essere messo a durissima prova.

Finito di giocare ci avviamo verso il laboratorio di teatro.I ragazzi avevano ancora una buona mezz'ora di attività prima che dovessimo riprenderli, così ci accasciammo sui gradoni di pietra all'esterno, all'ombra di una grande quercia.

Il caldo del tardo pomeriggio era asfissiante, denso e appiccicoso. Simona si sedette sul gradino sotto di me, piegando le lunghe gambe abbronzate al petto e sbuffando per l'afa. La stoffa bagnata del bikini rosso le si era incollata addosso dopo essersi spruzzata d'acqua alla fontanella, e sembrava darle il tormento.

«Non respiro,» mormorò, passandosi due dita sotto il laccetto teso dietro la schiena. «Sento la lycra che mi sega la pelle. Odio i costumi bagnati addosso.»

E poi, con una naturalezza e un'inconscia ingenuità che mi mandarono il cervello in corto circuito, portò entrambe le mani dietro la schiena. Sentii il piccolo clic di plastica del gancetto.

I due triangoli rossi persero aderenza. Simona se li tenne premuti sul petto con gli avambracci incrociati sulle ginocchia, ma la sua schiena ora era completamente, meravigliosamente nuda davanti ai miei occhi. La pelle ambrata, resa lucida dal sudore, si muoveva a ogni suo respiro. Dal mio punto di osservazione leggermente rialzato, complice la sua postura rilassata, la vista era devastante. Potevo scorgere la curva morbida e piena del suo seno sinistro che sfuggiva lateralmente dalla stoffa slegata, svelando un accenno di pelle candida che il sole non aveva mai toccato.

Deglutii a fatica, i pugni stretti sulle ginocchia. Per lei era un gesto di puro sollievo e praticità, l'azione di una ragazza sportiva che si fida del suo "socio". Ma per me era una tortura. Il mio sguardo era incollato a quel lembo di pelle nuda. Immaginai cosa sarebbe successo se avesse spostato le braccia, l'impulso fisico di allungare una mano e tracciare la linea della sua colonna vertebrale era quasi impossibile da sopprimere. Il mio corpo reagì gonfiandosi contro i pantaloncini in un'erezione dolorosa e ingestibile. Feci un respiro profondo, cercando di guardare altrove, pregando che l'ora di teatro finisse in fretta.

Venti minuti dopo i cancelli si aprirono, i ragazzini invasero il prato e la giornata lavorativa giunse finalmente al termine. Lasciati i gruppi alle uscite, io e Simona andammo a recuperare i nostri borsoni per il trasloco nel nuovo bungalow. Arrivammo alla stanza 12, nella zona ovest del campo.

Infilai la chiave. La porta si aprì su uno spazio angusto ma stranamente ordinato. Guardai verso il letto che fino a quella mattina era occupato. Anto aveva già svuotato tutto. Non c'erano più i suoi vestiti, né i suoi profumi. Se n'era andata in silenzio, lasciando un vuoto carico di risentimento passivo-aggressivo che prometteva guerra.

Simona lanciò il borsone sul materasso appena liberato, stiracchiandosi. «Casa dolce casa. Ho un disperato bisogno di lavarmi il cloro e il sudore di dosso.»

«Fai pure per seconda,» dissi con voce tesa, afferrando il mio asciugamano e scappando verso il piccolo bagno cieco. «Io ho bisogno di una doccia gelata prima di subito.» Era la verità. I miei ormoni erano ancora fuori controllo dalla scena sui gradoni.

Mi chiusi dentro, girai la chiave nella serratura e appoggiai le mani sul lavandino. Feci per aprire il getto dell'acqua, ma il trillo di un cellulare proveniente dalla stanza mi bloccò.

«Pronto?» La voce di Simona arrivò attutita ma nitida attraverso la sottile parete di compensato.

Rimasi immobile. Sapevo che non avrei dovuto origliare, ma il tono di Simona era cambiato così drasticamente da farmi raggelare. Non c'era più traccia dell'uragano scherzoso e sicuro di sé. La sua voce era piccola, tesa, quasi spaventata.

«Edoardo... ciao. Sì, abbiamo appena finito con i ragazzini.» Pausa. Non potevo sentire le parole di lui, ma il tono che gli arrivava in risposta era un continuo giustificarsi. «Ma no, amore, perché dici così? Certo che mi manchi...» Un sospiro tremante. «Te l'ho detto, non c'è nessun ragazzo qui che mi ronza intorno... Ti prego, non ricominciare a fare così, non ho fatto niente di male...»

Mi appoggiai con la schiena contro la porta, il cuore che mi batteva forte nel petto. Lui la stava attaccando. La stava sottomettendo con una gelosia tossica, asfissiante, e lei la stava incassando senza difendersi.

«Lavoro in gruppo con Anna,» disse all'improvviso Simona. Sgranai gli occhi. «Sì, te l'ho giurato prima. Solo con lei. E sì... ci hanno messo anche a dormire nello stesso bungalow. Siamo solo donne in questa zona.»

La bugia mi colpì come uno schiaffo. La ragazza onesta, sfacciata e senza filtri si stava rimpicciolendo per assecondare le insicurezze malate di un fidanzato manipolatore. E io, mio malgrado, ero diventato il suo segreto.

Ci fu un'altra lunga pausa. Simona smise di parlare e iniziò a fare dei piccoli versi di assenso, ma sembravano forzati. «Adesso? Ma sono stanca, sudata... non sono sistemata...» mormorò. La sua voce si abbassò ancora di più. «Va bene. Sì. Se ti fa stare tranquillo... te la mando.»

Una strana, morbosa curiosità si impossessò di me. Girai la chiave del bagno facendo attenzione a non produrre alcun rumore e abbassai la maniglia millimetro dopo millimetro, socchiudendo la porta appena quanto bastava per sbirciare nella stanza.

Simona era seduta sul bordo del letto. Dava le spalle alla porta, ma il grande specchio dell'armadio di fronte a lei rifletteva perfettamente la scena. Teneva il telefono alzato davanti al viso. E poi, con un movimento lento e privo di qualsiasi malizia, sfilò completamente i laccetti del bikini rosso dal collo. Lasciò cadere i triangoli di lycra bagnata in grembo.

I suoi seni nudi si offrirono al riflesso dello specchio. Erano perfetti, pieni, con i capezzoli scuri e turgidi per lo sbalzo di temperatura della stanza. Il mio respiro si fermò in gola, l'erezione che avevo faticato a calmare si riaccese con una violenza devastante di fronte a quella visione esplicita e proibita.

Eppure, non c'era niente di eccitante nell'atmosfera. Mentre si inquadrava il petto nudo e le labbra dischiuse per scattare la foto, guardai il suo viso nello specchio. Non c'era desiderio. Non c'era passione per il ragazzo che gliela stava chiedendo. I suoi occhi erano tristi, spenti, carichi di una rassegnazione umiliante. Stava pagando un dazio. Stava usando il suo corpo per calmare la bestia di una relazione che la stava divorando viva.

Il flash del telefono scattò, illuminando la sua pelle ambrata per una frazione di secondo.

Simona premette invio. Poi lasciò cadere il telefono sul materasso, si portò le mani sul viso e si lasciò sfuggire un piccolo, silenzioso singhiozzo di frustrazione, le spalle nude che tremavano leggermente.

Richiusi la porta del bagno senza fare il minimo rumore, appoggiandomi contro le piastrelle fredde. Mi guardai nello specchio, il respiro corto, il cavallo dei pantaloni dolorosamente teso, la mente in fiamme.

La convivenza in quel bungalow non sarebbe stata un gioco da ragazzi. Sarebbe stata una fottuta discesa all'inferno.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Asiadu01

giovane ragazza che da poco si sta approcciando alla scrittura di racconti erotici. se volete scrivermi: [email protected] blog tumblr: https://www.tumblr.com/asiadu01

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