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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 13
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Capitolo 13 di 1454 min di lettura

Tutto ciò che mi hai dato...

Manca poco e poi si tornerà alla vita di tutti i giorni, ma prima bisognerà festeggiare la fine di questa vacanza in maniera speciale: tutti insieme!

Forbidden_Fantasy
4 mesi fa · 840 letture · 0

Lasciai questi pensieri appena mi accorsi che avevano iniziato a darsi il cambio per continuare a usare il mio culo. Daniele era tornato a prendermi per i fianchi mentre Monica, in ginocchio succhiava le dita del mio piedino che sporgeva dal divano. Domenico aveva lasciato il posto a Giovanni ma non gli dispiaceva infilarlo nella mia bocca ogni tanto insieme al suo collega. Andarono avanti così a usare i miei buchi finchè non finirono il giro. A un certo punto si fermarono, come se fossero esausti. Sentendo il culetto e la bocca libera, mi girai per vedere che cosa fosse successo, li vidi tutti in piedi con i cazzi dritti tra le mani mente si segavano.

“Allora che vogliamo fare? Mi sembra che l’abbiamo scopata abbastanza...”.

“Daniele ha ragione, che facciamo, le diamo il dessert?” Giovanni si stringeva il cazzo tra le mani proprio sopra lo scroto, si vedeva che cercava di trattenere la sborrata che aveva in canna.

“Vorrei tanto godermela ancora ma sto facendo fatica a trattenermi anche io...” Domenico era della stessa idea di Daniele e Giovanni. Monica venne subito verso di me, si sedette e mi prese dolcemente tra le sue mani. Mi scostò i capelli dal viso, come per metterlo in bella mostra.

“Venite qui, scegliete quello che vi piace di più...” non avevo capito cosa intendesse dire Monica, ero ancora stordito e fuori gioco per via del fiatone e delle contrazioni anali...

Daniele si avvicinò per primo, poggiò il suo cazzo duro contro il mio e tenendoli stretti con la mano iniziò a masturbarsi. Il suo duro come il cemento faceva uno strano effetto contro il mio moscio e ancora bagnato di sperma, ma a lui doveva piacere tanto, tantissimo, perché lo sentì tremare e dopo pochi secondi la sborra esplose ed arrivò a coprirmi buona parte l’addome, mentre gli ultimi schizzi finirono per impastarsi nella sua mano insieme ad i nostri cazzi... Giovanni arrivò subito dopo, mentre Daniele ancora era lì con la mano stretta attorno a me, mi prese i piedi e lo infilò proprio tra le mie piante, sputò velocemente per essere sicuro che fossero ben lubrificati. Entrando tra le mie dita, il cazzo andava a sparire verso i miei talloni, stava godendo come un maiale e senza accorgermene improvvisamente sentì lo sperma bollente tra i piedi. Appena ebbero finito, si allontanarono, soddisfatti e con il fiatone mentre i loro cazzi iniziavano ad ammosciarsi ancora grondanti di sperma. Monica mi teneva tra le sua braccia mentre cercava di tenere il suo cazzo a portata della mia bocca. Domenico senza farsi troppi problemi tornò ad aprirmi le gambe, incurante dello sperma che avevo addosso e lo mise dentro ancora una volta, ma stavolta gli bastarono pochi colpi perché andasse giù fino in fondo a schizzare tutto quello che aveva dentro le sue palle. La solita sensazione di calore nel ventre, che oramai conoscevo alla perfezione. La mano di Monica arrivò sulla mia cappella, stringendola e strofinandola per bene. Con tutto lo sperma che Giovanni aveva tirato fuori, mi aveva lubrificato il pisellino per bene. Incredibilmente Monica riuscì a sincronizzare le sue mani, con l’altra aveva iniziato a segarsi e quando arrivò alla fine, mi esplose una bomba di sperma sul viso. Rimasi a bocca aperta mentre gli schizzi arrivavano uno dopo l’altro in sequenza sul mio faccino con tutto il trucco colato. Mi lasciai andare e venni anch’io. Una sborrata forte, molto liquida e quasi continua, senza pause. Il mio ventre, i seni e il mio addome erano pieni di sperma. Quando la furia dell’orgasmo finì lasciando il posto all’adrenalina, Domenico e Monica, si rilassarono. Zio tirò fuori il suo cazzo, già mezzo moscio, dal mio culo e mi guardò soddisfatto. Monica era ancora lì che mi accarezzava i capelli mentre me ne stavo sdraiato e sfinito sul divano, coperto di sperma e ancora tutto tremante.

Il seme di zio scappò fuori, non riuscii a trattenerlo in quel momento. Ogni singola parte del mio corpo aveva ceduto, non mi ero mai sentito così stanco e sfinito. La mano di zio raccolse immediatamente le prime gocce di sperma che stavano per bagnare il divano e me le fece ingoiare prima ancora che lo sperma iniziasse a sciogliersi del tutto. Questa volta il suo sapore misto al mio mi sembrò più intenso e più buono del solito. Mentre continuava a imboccarmi, Monica mi accarezzava il viso, restando in silenzio e guardandomi negli occhi. Il cuore iniziò a rallentare, mi accorsi che il suo fiato si stava facendo sempre più leggero e che anche lei si stava riprendendo.

"Avrei tanti voluto scoparti di più... " mi sussurrò all'orecchio. "La prossima volta ti prometto che faremo una sparata tra ragazze solo io e te.".

Non riuscii a rispondere. Avevo appena iniziato a realizzare cosa avevo appena fatto. Lo sperma che avevo addosso oramai si era del tutto sciolto, bastava un solo movimento per sentirlo colare ancora e ancora sul mio corpo, mentre le gocce più piccole avevano iniziato a seccarsi e a tirarmi sulla pelle. Mi sembrava già tutto lontano nonostante fossero ancora tutti lì. Daniele e Giovanni si avvicinarono a noi con dei fazzoletti, Monica iniziò a ripulirmi con molta delicatezza, raccogliendo più sperma possibile con movimenti brevi e decisi. Appena fui ripulito del tutto, Domenico mi afferrò per le mani e mi tirò a sé, facendomi alzare. Mi strinse e mi diede un bacio, mentre la sua mano come il solito cercava le mie chiappe.

"Sei stata fantastica, oltre ogni aspettativa!" gli altri mi guardarono sorridenti ed accennarono un applauso, lasciandomi senza parole. Avrei voluto essere molto più sicuro e forte di quanto non lo fossi in quel momento, avrei voluto guardarli tutti negli occhi e sorridere insieme e per loro. Mi sarebbe piaciuto abbracciarli e ringraziarli per quella serata speciale che mi avevano regalato... ma non ci riuscii. Mi scappò solo un timido "grazie" e poi ancora tutto nudo corsi in bagno per darmi una rinfrescata. Appena mi lavai il viso, la porta del bagno si aprì lentamente ed entrò Domenico, senza dirmi nulla mi prese alle spalle e mi baciò il collo. Le sue braccia mi stringevano per i fianchi e mi guardava dritto nello specchio, bastò quello per farmi battere di nuovo forte il cuore come quando ero su quel divano. La sua lingua scivolò nel mio orecchio e poi lungo il collo, mi lasciai stringere lasciando che i brividi avessero la meglio su di me.

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