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Il Nipote Perfetto · Cap. 6
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Capitolo 6 di 14 14 min di lettura

La donna di casa con gli occhiali

La zia Maddalena è fuori città ma per fortuna c'è qualcuno pronto a prendere il suo posto per diventare "La Donna di Casa", esattamente ciò che Domenico sperava fin dall'inizio.

Forbidden_Fantasy
5 mesi fa · 967 letture · 0

Con la bocca pulita, zio andò in cucina e tornò con due calici di vino bianco.

“Facciamo un brindisi a questa settimana che abbiamo davanti tesoro mio.” mi porse il calice, sapeva che mi piaceva quel vino, era lo stesso che avevamo bevuto insieme quel giorno a pranzo. Facemmo suonare i bicchieri l’uno contro l’altro e li vuotammo entrambi con un sorriso. Portai i calici vuoti in cucina e li lavai. Mentre ero impegnato con le mani nel lavandino, lo sentì che arrivava alle mie spalle.

“Mmmh tesoro... così al lavandino sembri proprio la donna di casa sai?” le sue mani mi accarezzavano le cosce e mi alzavano il vestito.

“Fammi riprendere un attimo Domenico...” dissi trattenendo una risata “Se mi fai venire per la terza volta in così poco tempo finisce che svengo.” aveva iniziato a baciarmi il collo e cercavo di resistergli mentre lavavo i bicchieri.

“Sei proprio sexy cosi tesoro mio, sei la mia casalinga, la mia porcellina domestica...” le sue mani correvano dappertutto “Non preoccuparti, ne avremmo di tempo per venire tesoro.” mi diede un pizzicotto sul culetto e tornò in salone. Asciugai i bicchieri e li rimisi nella credenza, andai in camera da letto a prendere il cellulare, mandai un messaggio a mamma per dirle che sarei tornato a casa direttamente per cena e poi tornai in salone da Domenico. Mi sedetti sul divano accanto a lui e ci godemmo parte del pomeriggio l’uno nelle braccia dell’altro.

Tornai a casa con il reggiseno e le mutandine sotto i vestiti (un'abitudine che iniziai a prendere abbastanza in fretta in quei giorni), fu molto difficile dovermi togliere il vestito rosso per rimettere i normali vestiti maschili e lasciare zio Domenico a casa da solo. Mi lasciò andare solo dopo avermi dato un bacio e avermi infilato per bene la lingua in bocca.

Entrai in casa come se niente fosse, dissi ai miei che dopo il turno avevo accompagnato uno dei miei amici al centro commerciale e c’eravamo trattenuti lì praticamente tutto il pomeriggio. I successivi giorni andarono avanti in sostanza nello stesso modo, dicevo che dovevo lavorare all'ora di pranzo e poi me la prendevo comoda facendo qualche giretto fino all'ora di cena. In realtà scendevo a casa di zio fin dalla mattina, avevo iniziato a mettere anche altre cose oltre al vestito rosso a pois bianchi: mettevo spesso i leggins con una felpa rosa confetto che zia usava spesso (l'estate era passata e l'autunno iniziava a farsi sentire), sotto avevo iniziato a mettere i body neri o bianchi di zia, con delle fasce di pizzo sui lati e sul seno che veniva lasciato praticamente scoperto. Sotto all'inguine avevano le classiche clip per aprire o chiudere il body ed erano perfetti, a zio bastava aprire al volo le clip per avere subito l'accesso alla sua parte preferita del mio corpo. Avevo anche iniziato a cambiare smalto sui piedi, oltre al classico rosso iniziai a mettere anche il nero, rosa e azzurro, ma il preferito di Domenico restava sempre il rosso. Un giorno mentre mi stavo cambiando (la settimana era quasi finita) trovai in un cassetto di zia un paio di occhiali da vista. Zia Maddalena non portava gli occhiali, non capivo come mai ce li avesse. Mettendoli mi resi conto che erano occhiali con lenti neutre, probabilmente un accessorio che zia aveva preso da qualche parte per semplice vanità. La montatura nera e spessa aveva la classica forma "a occhio di gatto", un classico dello stile femminile. Li provai e mi guardai allo specchio, non sembrava mi stessero male... andai in bagno a mettere un po' di mascara e di matita sugli occhi, misi il rossetto rosso e poi provai gli occhiali. Mi facevano un bel viso, sopratutto mettevano in risalto i miei occhi marroni. Feci velocemente una coda di cavallo e lasciai due ciocche libere ai lati della fronte, mi guardai soddisfatto, così mi piacevo davvero. Andai a sedermi sul divano, accesi il televisore, ordinai una pizza per pranzo e aspettai l'arrivo di zio. Quando lo sentì arrivare rimasi immobile, mi feci trovare sul divano, vestito con leggings e felpa (diversamente da come mi trovava sempre ad aspettarlo) e quando mi vide, rimase quasi senza parole.

"Wow... tesoro ma, dove li hai trovati quelli?" mi chiese.

"Li ho trovati per caso in un cassetto di zia, sono lenti neutre. Ho pensato di provarli. Che dici come mi stanno? Ti piacciono?" dissi mentre me li sistemavo sul naso.

"Ti stanno benissimo tesoro mio, sembri quasi un'altra persona con quelli! Ti fanno un viso stupendo... " venne a baciarmi. Ovviamente il bacio non durò poco, mi alzai e lo abbracciai mentre continuava a baciarmi con passione e a stringermi. Subito gli toccai il pacco dei pantaloni, sentivo che era già gonfio, mi ci volle pochissimo per tirarglielo fuori e iniziare a masturbarlo. Mi spinse subito verso il basso e accarezzandomi il viso mi disse di aprire la bocca, entrò subito e iniziai a succhiare.

"Si tesoro, guardami con questi begli occhi... brava cucciola succhia dai!" iniziava a godere.

Gli occhiali iniziavano a muoversi, non mi stavano molto stretti sul naso e muovendo la testa mentre succhiavo spesso, si spostavano. Diedi la solita leccata e succhiata alle palle, erano caldissimo e il loro odore era forte e pungente. Tornai sul cazzo e lo ripresi in bocca, iniziai a muovere la lingua, tenevo sempre fisso lo sguardo su di lui e in pochi secondi lo vidi godere ancora di più. Poco dopo uscì dalla bocca, iniziò a masturbarsi velocemente.

"La lingua tesoro, tira fuori la lingua...!" disse frenetico. Tirai fuori la lingua e la poggiai sulla cappella, rimasi immobile finché uno schizzo di sperma non partì e finì dritto su una lente.

"Oh si!" urlo dal piacere.

La sborrata continuava, anche se con meno intensità, il resto mi finì sulla lingua e su parte delle labbra. Quando l'orgasmo terminò, vidi la sua faccia soddisfatta, non era mai successo che venisse così in fretta. Era stato merito degli occhiali. Capì di aver fatto la scelta giusta.

Ingoiai e con la lingua mi pulì le labbra. Tolsi lentamente gli occhiali, guardai la lente schizzata di sborra e poi guardai Domenico. Sorrideva tutto soddisfatto.

"Potevi dirmelo che ti piacciono tanto..." scoppiammo a ridere entrambi. Leccai la lente con cura e mi rimisi gli occhiali, mi alzai e dopo avergli dato un bacio, andai in bagno a rimettere il rossetto.   

Quegli occhiali diventarono parte integrante del mio look, li mettevo sempre e spesso rischiai anche di dimenticarli sul naso quando mi cambiavo per tornare a casa, per fortuna zio me li toglieva sempre quando succedeva.

Quando tornai da lui con il rossetto sistemato mi disse che aveva una proposta per il fine settimana. “Al lavoro ci sono un paio di miei “colleghi” che mi hanno detto di voler organizzare una bella cena questo sabato sera e mi hanno chiesto se vogliamo unirci a loro. Che ne dici tesoro?”.

“Ma.... Gli hai detto di... di noi?” chiesi sbalordito.

“Bhe tesoro, sai loro due, si chiamano Giovanni e Daniele, sono dei colleghi di cui mi fido molto e con cui c’è una certa intimità. Per cui si, gli ho detto di noi.” mi accarezzò il viso.

“Ah, scusa ma non pensavo che... sai credevo fosse un segreto che noi due... insomma hai capito no?” non so per quale motivo non riuscivo ad ammettere ad alta voce di essere l’amante di mio zio. “Comunque si per me va bene, dove si fa questa cena?”.

“La cena si farà a casa di Daniele credo, mi farà sapere a breve. Sarà una cosa abbastanza informale, mica una cena al grande hotel tranquilla. Ovviamente siccome loro sanno di te si aspettano che tu... Ecco che tu venga vestita come fai sempre quando siamo soli io e te.” la cosa mi lasciò a bocca aperta.

“Ma... ma io non so se sarò in grado! Farlo qui in casa con te è un conto ma in pubblico con altre persone... Non so se ci riuscirò! E poi come farò a uscire? Io mi vergogno, se qualcuno ci vedesse e... ” provai a protestare ma Domenico mi strinse in un abbraccio tranquillizzante.

“Tesoro si tratta solo di una cena in casa con poche persone, sono sicuro che ce la farai e che sarai all’altezza della situazione!” mi strinse forte.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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