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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 4
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Capitolo 4 di 14 23 min di lettura

Andando avanti nonostante tutto

La nuova quotidianità di Domenico e sua nipote nipote resiste contro tutto e tutti. Non è facile, ma alla fine gli sforzi vengono sempre premiati.

Forbidden_Fantasy
6 mesi fa · 1.7k letture · 0

Tornato in camera notai che zio mi aveva risposto, era stato più rapido del previsto:

 

“Non ci posso credere, sei proprio speciale tesoro mio!”

 

Gli risposi con una serie di cuori. Sentirlo dire che ero speciale non aveva prezzo. Mi buttai sul letto, pensando e ripensando continuamente al nostro incontro di poco fa e alla sua risposta, fui interrotto da mia madre che mi chiamava per dirmi che la cena era pronta. Oramai quasi non sentivo più alcun fastidio al culetto e quindi riuscivo a star seduto senza fare troppi capricci. Durante la cena i miei mi chiesero se avessi trovato qualche lavoretto, come facevo di solito, perché non avevo intenzione di proseguire gli studi. Effettivamente avevo trovato un posto come cameriere in un bistrot non troppo lontano di casa, un lavoro part-time con orari flessibili e tutto sommato ben pagato. Lo usai per giustificare che spesso uscivo da casa all’improvviso oppure che spesso tardavo nel tornare a casa, il vero motivo ovviamente erano gli incontri segreti con zio Domenico. Mia madre non sembrò molto felice dell’orario flessibile, anzi, non la convinceva proprio la cosa, sosteneva che facendo così avrei preso la brutta abitudine di regalargli il mio tempo senza che fosse retribuito in maniera corretta e giusta.

“Ma no Luana, vedrai che lo capirà da solo se e quando gli chiederanno troppo. Del resto deve iniziare da qualche parte, sta entrando nel mondo del lavoro, è anche giusto che ci sbatta un po’ il muso alla fine... ” la tranquillizzò mio padre. Lei annuì musona, ma alla fine sembrò concordare con mio padre.

Finita la cena, aiutai mamma a sparecchiare, papà andò a sdraiarsi sul divano, stanco dalla giornata di lavoro come al solito, mentre mamma si mise a lavare i piatti. Dissi che ero stanco anch’io e che andavo a mettermi sotto le coperte, mamma mi salutò con un bacio sulla guancia, la abbracciai e ricambiai il bacio. Tornato in camera andai subito a mettermi sotto le coperte. L’autunno era alle porte e iniziava a fare concretamente più freddo la sera. Dopo aver spento la luce ed essermi coperto sentì vibrare il telefono, era un messaggio di zio:

 

“Domani potrei avere delle belle novità, per ora non posso dirti nulla. Buonanotte tesoro mio.”

 

Novità? Che voleva dire? La curiosità iniziò a crescere sempre di più...

Risposi alla buonanotte con i soliti cuori e baci che usavo sempre con lui, sicuro che avrebbe poi cancellato la nostra chat per precauzione. Misi il telefono sul comodino e da solo, al buio, cercavo di tenere a bada la curiosità che si faceva sempre più forte in me. Che cosa mi avrebbe detto domani? Forse riguardava noi due? Sicuramente era qualcosa riguardo noi due, altrimenti non me lo avrebbe detto così, pensai. Nella mia testa presero forma centinaia d’ipotesi riguardo alle “belle novità” che mi aspettavano l’indomani, sentivo il cuore battere a mille, mi giravo e rigiravo in continuazione nel letto cercando di non pensarci ma l’unico risultato fu un’erezione improvvisa. La mia mente già era partita con l’immaginare le più oscene fantasie riguardo noi due ed ovviamente il mio cazzo aveva risposto subito svegliandosi e mettendosi sull’attenti. Il cuore non smetteva di battere, guardai l’ora sul telefono: erano le undici e mezzo. Mi stavo rigirando senza sosta da quasi un’ora e mezza, capì che continuando così non avrei mai chiuso occhio. Presi il telefono e iniziai a scorrere sui social cercando di distrarmi, sperando che il sonno avrebbe avuto la meglio ma dopo venti minuti ci rinunciai. Il pensiero di zio Domenico e delle sue novità non mi lasciava. Aprì la galleria e guardai ancora il video che gli avevo mandato appena tornato a casa. La fotocamera aveva ripreso bene il momento in cui o sperma colava nel bicchiere, non più denso ma liquido e trasparente, quasi sembrava acqua. Lo facevo ripartire in continuazione, tutto ciò di certo non serviva a calmare i miei bollenti spiriti, anzi...

Con la mano scesi nelle mutande, il cazzo era duro e bollente, lo sentivo pulsare. Abbassai velocemente i pantaloni del pigiama e lo tirai fuori. Lo accarezzavo e ogni tanto con la mano lo scappellavo mentre per l’ennesima volta vedevo il video che avevo fatto per zio. Iniziai a masturbarmi, sempre più velocemente, il piacere iniziava a salire, ne volevo ancora. Dopo aver visto il video per la centesima volta, mi alzai cercando di non fare rumore e silenziosamente andai a prendere dal fondo dell’armadio il mio zainetto segreto aiutandomi con la torcia del telefono. Tirai fuori il due pezzi leopardato, mi spogliai velocemente cercando sempre di non fare rumore, indossai le mutandine e misi su il reggiseno. Dopo aver sistemato le spalline e fatto scivolare lateralmente fuori il mio cazzo duro, tornai sul letto. Me ne stavo sdraiato a gambe aperte e con una mano facevo su e giù per darmi piacere. Che voglia che avevo in quel momento, ero sicuro che se zio Domenico fosse stato lì con me, sarebbe subito venuto tra le mie gambe per darsi da fare, mi avrebbe leccato le palle, il pisellino e avrebbe stuzzicato il buchetto come faceva sempre. Al solo pensiero diventavo sempre più duro e il movimento della mano diventa sempre più veloce. Con la mano libera, andai dentro il reggiseno e mi toccai i capezzoli. Continuavo a vedere l’immagine di zio che giocava con me, che mi preparava per prenderlo dentro di me come faceva sempre. Presi il telefono e andai a recuperare una pagina che avevo salvato, un bellissimo porno in cui una travestita mora in gonnellina scozzese e sandali si dava da fare con un bel maturo con un cazzo largo e tozzo. Ogni volta che vedevo quel video ripensavo sempre a me e zio, sentivo che, in un certo senso, i protagonisti di quel breve video potevamo essere noi due. La mora si dava da fare facendo sparire il cazzo nella sua bocca, facendolo entrare tutto anche se era molto largo, dimostrando di avere veramente fame (proprio come me in quel momento). Il bel maturo le accarezzava i capelli e il viso, lei sorrideva. Dopo qualche minuto passato a succhiarlo, la mora si alzava e si metteva seduta su quel cazzo dritto e duro, con la mano cercava di farlo entrare ed ecco che in pochi secondi iniziava a cavalcarlo. Anche lei aveva un pisellino duro, un po’ come il mio ma notevolmente più piccolo e grazioso, che però saltava fuori da sotto la mini gonna. Si muoveva a ritmo, sapeva come fare e il suo bel maturo le prendeva i fianchi per accompagnare meglio i movimenti, poi all’improvviso le prendeva in mano il cazzetto, iniziava a masturbarla finchè non veniva riempiendogli la mano di sperma. Lei godeva e godeva... Intanto il maturo continuava ad accompagnare i movimenti finchè non esplose anche lui, dritto dentro il culetto della mora. Entrambi avevano una faccia serena, felice per l’orgasmo che avevano avuto. Io intanto, dopo essermi gustato la scena, iniziai a muovere la mano sempre più veloce finchè non iniziai a sentire le contrazioni. C’ero quasi, mancava poco. Non rallentai, passai la lingua sulle mie labbra e le schiusi appena, immaginando che fosse zio Domenico lì con me, pronto ad esplodere. Istintivamente aprì la bocca, anche se non c’era nessuno davanti a me, mentre continuavo senza sosta. Partì il primo schizzo. Forte e veloce, poi subito un altro, poi un altro e un altro ancora. Ecco che in pochi secondi il mio pancino era coperto di schizzi di sperma, denso e bollente. La cappella che formicolava tutta dal piacere ed io che mi contorcevo. Era la prima volta che venivo così, senza nessuno che mi stimolasse dal culetto. La cosa fu... strana, in un certo senso.

Prima di andare avanti…

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