“E questi per cosa sono?” chiesi stupefatto. Non riuscivo a credere che potessero essere sempre per via dei gatti...
“Ecco questi sono per.... un “favore personale” se possiamo chiamarlo così....” sentì che mise le sue mani sulle mie spalle.
“Un favore? Di che stai parlando zio?”.
“Promettimi di stare calmo però...” allungo una delle sue mani e vidi che teneva in mano il cellulare. Sullo schermo c’era un video di me nella stanza da letto. Guardandolo capì che era una ripresa dell’altra sera, quando avevo indossato le calze a rete e leccato lo sperma dallo specchio. Iniziai a tremare dalla paura e dalla vergogna. “Io e tua zia abbiamo messo delle videocamere nascoste in casa qualche anno fa, sai per sicurezza, solo io le posso vedere e solo da questo telefono tranquillo... vedo che ti sei divertito parecchio l’altra sera eh?”. Ero pietrificato, non sapevo cosa fare. Iniziai a balbettare cercando una scusa.
“No zio... non... non è come pensi. Scusa no... non avevo intenzione. Io... ” non mi uscivano le parole, avrei voluto spiegargli com’era la situazione.
“Ti piace vestirti e metterti in tiro come una bella cavallina. Questo l’ho capito sì.” poggiò il telefono sul tavolo e iniziò ad accarezzarmi le spalle “Ma devi stare tranquillo, non c’è nulla di male in quello che fai... ” continuavo a guardare il telefono, adesso il filmato mostrava la scena del mio orgasmo.
“Zio io.... ti posso spiegare. E’ una cosa che faccio a volte... ma io ecco... io non avevo intenzione di... ” zio mi interruppe prima di finire la frase.
“Tranquillo ti ho detto...” mi diede un bacio sulla testa “Come ho detto non c’è nulla di male in quello che fai, hai tutta la mia comprensione. Certo però capirai che venirlo a sapere così, la cosa non mi ha lasciato del tutto indifferente ecco...” iniziò da accarezzarmi le spalle e poi il collo “Vedi io ho sempre avuto qualche “sospetto” diciamo ed il favore che volevo chiederti riguarda proprio questo. Ora alzati un attimo tesoro dello zio... ” timidamente mi alzai e mi voltai verso di lui. Zio iniziò ad accarezzarmi il viso mentre con una mano passava attorno al mio fianco. “Ci terrei tanto a rivederti come l’altra sera, credo tu sia stupendo così. O stupenda se preferisci...? Se mi fai questo favore, quei trecento euro sono tuoi e la cosa rimane un segreto tra noi due. Che ne dici eh? Vuoi fare contento zio?” dicendo così mi prese una delle mani e la strinse a se al petto. Io non sapevo che dire. “Dai lo so che non vedi l’ora tesoro mio, ti piace vestirti in quel modo e tirare fuori quel bel lato da signorina che hai... Sentiti libera su...!” ora zio mi stava parlando al femminile e la cosa mi faceva uno strano effetto, anche se sotto sotto mi faceva piacere “Mi sei sempre piaciuta sai....” si avvicinò e mi baciò sulla bocca, io ricambiai timidamente ma appena zio se ne accorse iniziò audacemente a premere con la lingua fino ad entrare completamente nella mia bocca. La sensazione della lingua di zio, lo scambio di saliva, il suono delle labbra che schioccavano leggermente mi fece tremare ed eccitare tremendamente allo stesso modo. Zio portò la mia mano dal suo petto fin sotto all’inguine e sentì la sua erezione, fece scorrere la mia mano lungo tutto il suo cazzo oramai gonfio e duro.
“Senti quanto ti desidero tesoro? Lo capisci...?” mi disse staccandosi dalla mia bocca. Io annuì timidamente guardandolo negli occhi. “Molto bene. Allora fai la brava e vai in camera a prepararti per me, tanto sai già dove zia tiene le sue cose. Metti quello che vuoi e poi mi dirai quando sei pronta così ti raggiungerò.” dicendo così passo la sua mano sul mio culetto e mi diede una leggera strizzata e un’ultima sculacciata morbida indicandomi la porta della cucina. Io lentamente andai in camera da letto, chiusi la porta alle mie spalle. Le mani mi tremavano e il cuore batteva forte. Non riuscivo a credere a cosa fosse appena successo. Aprì l’armadio di zia e iniziai a cercare qualcosa da mettere, non avevo la minima idea di cosa poter scegliere... aprii i cassetti ed iniziai a cercare tra le mutandine, reggi seni, calze, un paio di body, un babydoll... appesi alle stampelle trovai gonne, camice, tallieur, vestiti lunghi e corti.... c’era l’imbarazzo della scelta, zia aveva proprio un armadio ben fornito. Non avevo idea di cosa mettere per farmi vedere da zio... mi sedetti sul letto e provai a fare mente locale. Mi spogliai, sperando che il gesto di togliermi i vestiti mi distogliesse la mente e cercai di calmarmi, quando tolsi i calzini mi resi conto che avevo ancora lo smalto rosso ai piedi. Guarda il caso... provai a fare mente locale, decisi di partire dall’intimo. Iniziai a cercare e trovai un completo mutandina e reggiseno rossi. Guardai di nuovo i miei piedini smaltati e pensai che potesse essere una buona scelta, misi l’intimo sul letto. Continuai a cercare e trovai gli stessi collant a rete della prima sera, misi sul letto anche quelli, pensai che così l’intimo potesse bastare e mi dedicai ai vestiti veri e propri. Iniziai a scorrere tra le stampelle ma non riuscivo a trovare nulla che mi piacesse. Trovai un classico vestito nero che finiva poco sopra al ginocchio e una bella scollatura evidenziata da alcune strisce di strasse diamantati che cadevano in verticale proprio nel centro. Provai a metterlo, chiusi a fatica la zip posteriore e notai che un po mi stringeva sui fianchi e mi faceva la pancia... A malincuore lo rimisi a posto,volevo essere perfetta il più possibile per l’uomo che mi stava aspettando di là e che sarebbe stato il primo uomo a vedermi in questa “nuova” mia versione... anche se lui era mio zio Domenico.
Alla fine scelsi una gonna nera e una camicetta blu elettrico, sembrava mi stessero bene e non mi facevano difetti di nessun tipo. Dopo averle provate al volo, misi le calze a rete, le maglie della rete erano abbastanza larghe che riuscì a far passare il mio pisellino perfettamente all’interno di una maglia, quasi fosse fatta apposta per lui. Cercai di sistemare bene anche la pancia che purtroppo sembrava non gradire a pieno la rete dei collant ma alla fine sistemai il bordo delle calze in modo che coprisse un po’ la pancia e mi facesse sembrare più in forma di com’ero. Allacciai il reggiseno, misi su le spalline e il caso volle che anche questo avesse una leggera imbottitura, ma per fortuna in un altro cassetto trovai un sacchetto con altre coppe imbottite per reggi seni (zia doveva proprio essere fissata con il valorizzare il suo seno) e quelli mi aiutarono a riempire i pochi cm rimasti nelle coppe. Feci scivolare le mutandine lungo le gambe e le misi su, il mio cazzo iniziava a essere già più vistoso ma cercai di sistemarlo meglio che potevo per nasconderlo. Misi la gonna e la abbottonai, notando che per fortuna mi arrivava non oltre il ginocchio (sicuramente le gambe di zia sarebbero state più scoperte essendo più alta), allacciai i bottoni della camicetta lasciando la scollatura un po’ in vista e arrotai un po’ i polsi. Aprì un altro armadio con alcune scatole e la fortuna volle che trovassi subito un paio di sandali neri, abbastanza classici e aperti con un tacco che forse sarà stato di dieci o dodici cm. Avevano il cinturino sopra le dita con una striscia rossa (sempre il rosso...), in meno di un minuto li avevo ai piedi. Mi guardai allo specchio e non riuscivo a credere ai miei occhi. Rimasi a fissarmi imbambolato e un sorriso apparve sul mio viso. Ora mi mancava solo il trucco. Andai alla porta, la aprì lentamente e vidi che nel corridoio non c’era nessuno. Camminai lentamente cercando di non fare rumore con i tacchi e scivolai nel bagno accanto, chiusi la porta a chiave senza fare troppo rumore. Andai subito a cercare i cosmetici di zia, trovai subito della cipria, rossetto, rimmel e mascara. Cercai di fare il più veloce possibile, diedi sue pennellate di cipria lungo tutto il viso, misi il rossetto, accennai con il rimmel una piccola linea alla base delle ciglia e misi il mascara. Sciolsi i miei capelli e lì pettinai con una spazzola di zia, feci la riga sul lato destro e mi ammirai definitivamente. Non era un trucco perfetto ma tutto sommato non era male... Pensai che a zio sarebbe piaciuto lo stesso. Feci un respiro profondo, controllai che il mio cazzo stesse a posto e poi andai alla porta. Aprì lentamente e misi appena le testa fuori.
