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Erotika
Il Nipote Perfetto · Cap. 1
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Capitolo 1 di 14 14 min di lettura

Timido e riservato ma con un grande segreto...

Tenere un segreto è difficile, ma la fatica viene ripagata se ne vale davvero la pena...

Forbidden_Fantasy
7 mesi fa · 1.7k letture · 0

“Guarda cosa ho qui per te tesoro...” dissi tra me e me “ti piace la mia sorpresa vero? Lo so che sei un bel porco mi vuoi scopare...” come se fossi una trans pronta a farsi mettere la mani addosso dal bel maschione di turno voglioso di scoparla. Mi resi conto di averlo detto ad alta voce come se davvero ci fosse qualcuno davanti a me. Dovevo essere veramente eccitato, più del solito perché mi bastarono pochi secondi per vedere uscire le rime gocce di pre-sperma dalla mia cappella. La toccai e il liquido trasparente e denso mi si attaccò alle dita. Inizia a masturbarmi, mi girai verso lo specchio, mi avvicinai e guardandomi mentre mi chiamavo “troia” da sola, sparai dei potentissimi getti si sperma sullo specchio. Lo sperma rimanente colò dalla mia cappella sul pavimento, il cazzo era ancora duro nonostante l’orgasmo intenso che avevo appena avuto. Guardai come la sborra colava lungo lo specchio, subito senza esitare mi inginocchiai e iniziai a leccare tutto, ripulì completamente lo specchio e poi subito dopo il pavimento. Mi guardai soddisfatto e lasciai stampato un bel bacio rosso fuoco sullo specchio. Dopo pochi secondi mi alzai e mi sdraiai un momento per riprendere fiato, il cuore batteva a mille. Passai qualche minuto così, immobile sul letto mentre il cazzo tornava floscio al suo posto. Lentamente mi alzai, tolsi scarpe, reggiseno e calze per rimetterle al loro posto facendo molta attenzione e poi andai in bagno per togliere il rossetto e darmi una rinfrescata. Presi della carta igienica bagnata e andai a ripulire con cura lo specchio, il segno del rossetto aveva iniziato a seccarsi e gli aloni della mia lingua erano diventati evidenti, di certo non potevo lasciare tutto così. Finito di sistemare tutto, me ne tornai a casa e andai a dormire, il giorno dopo sarei dovuto andare al mare con i miei amici e avrei passato l’intera giornata fuori. Mentre ero in spiaggia sdraiato sotto al sole per asciugarmi, squillò il cellulare, era zia Maddalena.

“Ciao tesoro! Come stai? Come vanno le cose con i gatti?” mi chiese.

“Ciao zia, va tutto bene sono al mare con gli amici, anche i gatti stanno bene. Li tratto come dei principi!” risposi.

“Oh mi fa molto piacere! Ascoltami volevo dirti una cosa, purtroppo tuo zio ha avuto un problema al lavoro e dovrà tornare a casa prima del previsto, volevo avvisarti perché partirà tra poco. Da stasera ci sarà lui con i gatti quindi non preoccuparti, non serve più che vai da loro per farli mangiare...” ci rimasi un po’ male appena lo disse, sapevo che avrei più potuto divertirmi come il giorno prima. “Ovviamente anche se zio torna a casa prima io mantengo la promessa che ti ho fatto eh, tranquillo tesoro mio. Te lo meriti!” mi disse. Io la ringraziai e lei tagliò corto salutandomi e dicendomi che non voleva disturbarmi, ci saremmo rivisti al rientro dalle ferie. Attaccai e tornai a riprendere il sole, un po’ triste perché mi sembrava che i giochi fossero finiti. Mi consolai pensando che avrei potuto continuare a giocare come avevo sempre fatto con le cose di mamma. Poco dopo andammo a fare un altro bagno e lasciammo scorrere la giornata in totale relax.

Tornai a casa tardi, l’autobus che avevamo preso aveva trovato il solito traffico sul litorale. Andai a farmi una doccia e quando uscì notai una chiamata persa sul cellulare, era di zio Domenico, lo richiamai e lui rispose subito.

“Pronto zio, ho visto la chiamata adesso, scusa ma ero in doccia...”.

“Ciao bello di zio, va tutto bene? Ascolta, ti chiamavo per chiederti se per caso domani ti andava di pranzare insieme. Zia mi ha detto che sei a casa da solo, so che mamma e papà torneranno verso la fine del mese e visto che io domani dovrei liberarmi dal lavoro abbastanza presto volevo chiederti se vuoi farmi compagnia. Certo sempre se non hai impegni eh, non voglio costringerti.” disse zio.

“Ma certo zio, mi fa molto piacere! Non ho impegni tranquillo, domani ho la giornata libera figurati!” risposi.

“Perfetto! Allora domani ti avviso appena arrivo a casa così mi raggiungi, ti preparo un bel piatto di pasta va bene?”.

“Va benissimo Zio! Allora a domani, buonanotte!” zio mi augurò la buonanotte e attaccai.

Mi asciugai i capelli e mi quando ebbi finito mi guardai allo specchio, presi la spazzola e provai a farmi la riga da un lato, buttando i capelli dalla parte opposta. In quasi un anno i miei capelli erano cresciuti arrivano quasi alle spalle, avevo un bel caschetto mosso diciamo. Decisi di lasciare la riga da un lato. Notai anche che i peli sul pube iniziavano ad essere abbastanza lunghi, quasi in contrasto con tutto il resto del corpo. Presi la macchinetta regola barba e iniziai a sfoltirli, indeciso se toglierli del tutto o no alla fine scelsi di modellare un bel triangolo classico. Quando ebbi finito andai a guardami allo specchio, il pisellino era molto più in vista cosi, provai a tirarlo in dentro tra le cosce e con il pelo che avevo lasciato sembrava proprio che avessi una figa, pelosa ma curata come molte donne. Presi al volo le mutandine di zia e le indossai cercando di sistemare il mio pisellino ancora stranamente a riposo in mezzo alle gambe per farlo sparire. Adesso sembrava che avessi davvero una figa come quella di zia. Accarezzai il pube sentendo il ruvido del pizzo e i peli uscivano facendo un po’ di attrito, la sensazione mi piacque tanto. Riuscì appena a sentire la curva piatta che faceva il mio nuovo pube che in un secondo il bel pisellino scattò sull’attenti e scivolò fuori, tutto contento per via di ciò che probabilmente aveva capito fosse appena successo...

“Pazienza, vorrà dire che piano piano cercherò di sistemarlo e tenerlo a bada...” dissi. Ovviamente oramai si era svegliato e io di certo con tutta quell’adrenalina ed eccitazione non sarei mai riuscito a dormire, quindi mi buttai sul letto e lentamente prendendolo in mano iniziai a masturbarmi fino a farlo spruzzare completamente. Avevo  la pancia piena di sperma e con il dito lo raccolsi un po’ per volta per poi ingoiare tutto. Iniziava a piacermi sempre di più il mio sperma, sentivo come se ripulirlo con un fazzoletto fosse uno spreco, era più soddisfacente ripulirlo con la proprio bocca e ingoiare il tutto. Finito il mio spuntino rimisi il cazzo nelle mutandine a riposo e mi lasciai prendere dal sonno.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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