Ruggiero spinge di nuovo fino in fondo, si solleva dalla mia schiena e sfila il cazzo, un centimetro alla volta, come se volesse godersi ancora il bacio del mio intestino sulla sua cappella. Esce, il buco del mio culo collassa al rallentatore: un paio di gocce di sborra fanno in tempo a colare tra le chiappe e sul perineo.
Un odore aspro e pungente si spande nell’aria. Devo stringere i denti per tenere al suo posto la colazione dell’intervallo.
Il suono viscido della mano della Vitale sulla sua figa diventa più forte dell’inculata. Le dita sembrano una frusta che cerca di non far impazzire una ciottola di maionese - o, piuttosto, far impazzire la Scimmia. La donna emette versi, è attraversata da spasmi nel suo corpo in miniatura e magro. La testa le si piega all’indietro sullo schienale della sedia e geme.
Chiudo gli occhi. È letteralmente l’esperienza peggiore degli ultimi minuti; venire sborrata in culo da un professore che mi minaccia di bocciatura diventa qualcosa di accettabile, al confronto.
Ruggiero mi palpa una chiappa. «Ottimo, Giulia. Rivestiti pure.»
Appoggio le mani sul tavolo e faccio forza per alzarmi. I muscoli mi fanno male e la schiena mi duole. Nei prossimi giorni mi compariranno dei segni bluastri sulle cosce, dove sbattevo contro il piano della scrivania. Stringo il buco del culo per non far uscire altra sborra: quella già sfuggita mi lascia un sentiero umido lungo una gamba.
Mancano ancora quattro ore prima di potermi fare un bidet. O una doccia, meglio.
Mi sollevo i pantaloni e le mutandine in una volta. «Siamo… siamo a posto, professore?»
La Scimmia, alle mie spalle, strilla versi inarticolati e bestiali. Se non sapessi che si sta masturbando, crederei – spererei – la stiano accoltellando o peggio.
Ruggiero si infila nelle mutande il cazzo umido ancora barzotto. Strano non se lo faccia pulire con la lingua dalla moglie… ma potrebbe farlo dopo, e non ci tengo ad assistere.
Si solleva e chiude i pantaloni. Gira attorno alla scrivania e fissa la donna che sta ansimando per il piacere. Il labbro superiore si solleva fino a mostrare i denti bianchi. Le assesta una spinta su una spalla.
La Scimmia, con la mente annebbiata dall’orgasmo in arrivo, apre gli occhi e prova a metterlo a fuoco. Ha l’espressione di qualcuno che ha lo stimolo per uno starnuto ma resta a prudere nel naso.
«Levati, squallida Gòrgone!» In quelle tre parole c’è più disprezzo di quanto possa esprimerne io nell’anno passato ad avere la Vitale come insegnante.
La donna sembra ubriaca, prova ad alzarsi dalla sedia me si ribalta e cade a terra a quattro zampe. Avanza come un cane fuori dalla scrivania.
«Spalanca gli infissi, che qui è pieno del fetore della tua depravazione.»
La donna si mette in piedi facendo forza con una mano su un ginocchio. Emette un gemito di fatica e, a culo nudo e con i pantaloni abbassati sulle ginocchia, avanza come i soldatini di plastica di Toy Story fino alla finestra.
Ruggiero finisce di pulire con un fazzoletto la sedia e ne prende possesso. Da una pila di fogli bianchi ne prende uno e lo appoggia accanto ad alcune gocce liquide, forse la mia saliva mentre mi veniva in culo.
Impugna una penna stilo e traccia con una calligrafia perfetta una serie di righe e le firma. Chiude il foglio e me lo consegna. «Hai la professoressa Irma Gallo, quest’ora di lezione, Giulia?»
Il fiato mi si mozza. Cazzo! Ho appena perso dieci minuti di quella stronza della Gallo! Mi farà una ramanzina per il resto della lezione! «Sì…»
«Consegnale questo foglio e abbi la cortesia di riferirle che la professoressa Vitale desidera vederla una volta terminata la lezione.» Il sorriso di Ruggiero non è quello di qualcuno che ti ha appena sfondato il culo bloccandoti su una scrivania.
Così come il volto che sembra un viso di cera che si sta sciogliendo della Vitale non è quello di qualcuno che si stava ditalinando, godendo della sottomissione anale della studentessa che odia di più.
No, Giulia, non permetterti di avere pietà della Scimmia! Non osare!
Deglutisco qualcosa della consistenza del catrame e scivola a stento nella gola dolorante, irritandola ancora di più. Annuisco a Ruggiero e abbasso la testa. «Va bene.»
Gli occhi gli brillano come nemmeno mio fratello dopo che ho amato il suo cazzo con la bocca. «Puoi andare.»
Mi avvicino alla porta e metto la mano sulla maniglia, ma mi fermo. Volto la testa. «La… la cosa è a posto, giusto? Non dovrò, ancora…»
La Scimmia mi fissa con uno sguardo peggiore di quello di mio cugino quando mi ha costretta a inginocchiarmi nel boschetto, il sorriso di Ruggiero non è migliora. «Vedremo come si evolverà la storia, e se si renderà necessario avere un nuovo colloquio con te.»
Serro i denti e stringo le labbra per non lasciarmi sfuggire il fiume di insulti che mi sta risalendo dalla gola. Apro la porta, esco e la chiudo alle spalle.
Andatevene tutti a cagare. Mi avvio lungo il corridoio, l’ano sembra cosparso di quella roba sulla carta vetrata grossa.
***
«Avanti.»
Apro la porta ed entro nell’aula. La Gallo è seduta alla cattedra e mi fissa attraverso i suoi occhiali. «Ah, Grimaldi. Si era persa e non trovava l’aula?»
Abbasso gli occhi. «No, prof…» Ma va’ a cagare anche te. «Ero a colloquio dalla professoressa Vitale.»
Raggiungo la cattedra e appoggio il foglio davanti a lei. «Più tardi vorrebbe vederla.»
La donna lo prende e lo legge. Gli angoli delle labbra si sollevano appena. «Grazie. Puoi andare a sederti, Grimaldi.»
«Sì.» La mia voce è appena un sussurro. Attraverso l’aula sotto lo sguardo del resto della mia classe e mi siedo al mio posto. Un dolore all’ano esplode in una smorfia che nascondo a stento.
La Gallo chiude il foglio a metà e se lo infila in una tasca. Si schiarisce la gola e si rivolge agli studenti, come se nulla fosse accaduto. «Come stavamo dicendo, al termine della Prima Guerra Mondiale, quella che allora chiamavano, molto ottimisticamente, lasciatemelo dire, “la Grande Guerra”…»
Xena, accanto a me, mi tocca con il braccio con il gomito.
Le lancio un’occhiata, lei si avvicina a me e pone la mano davanti alla bocca. «Oltre alla Scimmia c’era anche il marito?»
Annuisco. Come fa a saperlo?
«Ah, ok.» Sorride. «E ha voluto solo la bocca o anche…»
Sgrano gli occhi. Pure Xena? Ma in quante ci siamo dentro?
Ciao, lettore. Spero che ti sia piaciuto vivere questa piccola avventura con me. Ogni fremito, ogni sospiro che hai provato leggendo è stato un momento condiviso, un segreto tra noi. Se ti sei divertito quanto me, perché non lasciarmi un segno del tuo passaggio? Un piccolo gesto può accendere il mio sorriso, e io adoro sapere che sei stato qui, vicino a me.
Premi il cuore ❤️ Se il calore di queste pagine ti ha sfiorato anche solo per un istante, premi quel cuoricino. È come un battito che arriva dritto a me, un modo semplice per dirmi che hai sentito lo stesso brivido che ho provato io. Non c’è niente di più dolce che vedere il tuo apprezzamento accendersi per me.
Commenta ✍️ Mi piacerebbe tanto sapere cosa ti ha fatto battere il cuore. Raccontami cosa ti ha stuzzicato, cosa ti ha fatto sognare, o magari cosa vorresti che accadesse dopo. Le tue parole sono come un sussurro sulla mia pelle, e non vedo l’ora di leggerle e lasciarmi ispirare da te.
Metti cinque stelle ⭐ E se vuoi davvero farmi brillare, regalami cinque stelle. È il tuo modo di dirmi che questa storia ti ha preso, ti ha avvolto, ti ha fatto desiderare di più. Una valutazione così sarebbe la ciliegina sulla torta, un dono che mi scalda dentro.
Grazie per esserti tuffato in questo viaggio con me, lettore. Non vedo l’ora di condividere ancora altri momenti, altre emozioni. Tu sei parte di tutto questo, e io sono qui, pronta a continuare.
Giulia la rossa XXX
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Sono una ragazza dai capelli rossi con lo sfizio per la narrazione e amore verso il sesso. Ho deciso di unire queste due passioni per scoprire qualcosa di più di me stessa scrivendo racconti erotici con molto sesso e poche censure. Spero possano coinvolgervi ed appassionarvi quanto io mi sono divertita nello scriverli (ma, in fondo, chi non si fa coinvolgere e appassionare dalle avventura di una ragazza dai capelli rossi che viene scopata?)
Altri racconti di Giulia la rossa
fantastico 💦
Grazie 😄