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Erotika
Incesto. Vol. 3 · Cap. 2
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Capitolo 2 di 13 17 min di lettura

Una famiglia particolare. Cap.II

aumentano gli aiuti e si gode MOLTO di più!

pennabianca
7 mesi fa · 967 letture · 0

Ha preso a limare quel culo avanti e indietro in una maniera pazzesca. La scopava con una cadenza continua impressionante. Ad un tratto, Sara ha preso a godere e, dopo che è stata scossa da questo orgasmo, lui si è allungato su di lei, ha afferrato i suoi seni e l'ha tirata in alto, facendola stare in ginocchio davanti a lui, che continuava a spingere quel grosso membro nel suo culetto. Poi ha abbracciato la mia fidanzata e, lentamente, si è sdraiato supino, trascinandola sopra di sé. A quel punto si è girato verso di me e, mentre allungava le mani e teneva le cosce di Sara ben aperte, mi ha invitato a penetrarla davanti. «Inginocchiati qui, davanti a lei! Ora prova a mettere il tuo membro dentro la sua fighetta.» Ho visto per un attimo il viso un po' stupito di Sara, mentre io appoggiavo il mio membro al suo spacchetto; pensavo che potesse esser impossibile farlo entrare, ma lui ha afferrato Sara per i fianchi ed ha spinto il suo corpo in alto; con quel movimento la pressione del suo membro è diminuita e così ho iniziato a scivolare dentro la figa di Sara, che ha spalancato la bocca senza emettere alcun suono. Con molta calma e pazienza, alla fine, sono riuscito ad entrare tutto dentro di lei; ho guardato Sara negli occhi e l'ho vista sorpresa, oltre che sconvolta dal piacere. «Oddio, è bellissimo! Mi state squartando, ma è bellissimo! Muovetevi che impazzisco! Ora vengo! Sto godendo da pazzi!» Ho faticato un po' a trovare il ritmo, ma, alla fine, ci son riuscito ed abbiamo preso a sbattere Sara in una maniera delirante. Ha iniziato a godere in continuazione, senza soluzione di continuità e, ad un tratto, dopo non so quanti orgasmi, è crollata come una bambola di pezza ed è rimasta inerte sdraiata sopra di lui. Antonio mi ha guardato e mi ha detto che era ora di sborrare. Ho aumentato il mio ritmo e, poco dopo, mi son svuotato dentro di lei; quando mi son sfilato ho visto la sua fica oscenamente aperta. Lui l’ha girata di lato ed ha preso a sbatterla con colpi durissimi nel culo e poi anche lui si è svuotato dentro di lei. Ho sentito Sara urlare ancora di piacere, mentre sentiva Antonio riempirle il culo. «Che bello! È bellissimo sentire che mi stai inondando l'intestino con il tuo piacere! Amore, è qualcosa di sconvolgente! Oddio, vengo ancora!» Quando si è sfilato, ho visto i buchi di Sara completamente devastati. Il culo sembrava una voragine, da cui sgorgava di tutto e di più. La fica, poi, era dilatata al massimo. Lui si è alzato dal letto e, dopo averla presa in braccio, l'ha portata in bagno e, dopo averla messa sotto la doccia e lavata alla perfezione, l'ha fatta piegare per un attimo in avanti ed ha esplorato i suoi buchi. «Sì, sei un po' arrossata, ma per il resto va tutto bene! Il culetto è stato aperto in maniera perfetta, senza procurarti alcun tipo di lacerazione. Complimenti, Sara, questa sera hai provato la tua prima volta nel culo e, soprattutto, hai anche provato la voluttà di una doppia penetrazione.» Nei restanti sei giorni che siamo rimasti insieme al mare, abbiamo scopato Sara in tutti i modi possibili ed immaginabili. L'ultima sera siamo anche riusciti a farle provare una doppia davanti e, da quanto ha goduto, è quasi svenuta! Dopo che siamo tornati in città, per qualche giorno, non abbiamo visto mio nonno e noi due abbiamo iniziato a fare progetti per il futuro. Entrambi già diplomati, abbiamo iniziato a cercare lavoro e, grazie a qualche conoscenza, sia di mio nonno che di mio padre, ma, soprattutto, di mio suocero, ben presto sono stato assunto in un'azienda, come geometra, mentre Sara ha iniziato a lavorare in un ufficio di consulenza fiscale, che poi era quello che si occupava della denuncia dei redditi di mio suocero. I primi tre mesi, sono stati molto impegnativi, essendo noi neoassunti, quindi abbiamo dovuto impegnarci molto nel lavoro, ma, in prossimità delle feste di Natale, abbiamo deciso di passare le festività insieme ai nostri familiari. Durante il periodo dalle ferie fino a Natale, abbiamo scopato Sara io e mio nonno solo due volte insieme, per il resto non è stato mai possibile farlo. Abbiamo passato le feste di Natale tutti insieme e mio padre è rimasto molto soddisfatto della bella armonia che c'era tra me e Sara; anche mia nonna, ha subito socializzato con lei ed ho visto le due donne davvero contente. Con l'approssimarsi del capodanno, mio padre ci ha comunicato che aveva trovato una baita in montagna e, poiché un po' a tutti piace quel tipo di relax d'inverno, abbiamo deciso di passare l'ultima notte dell'anno ancora tutti insieme, in questo posto che, visto in foto, sembrava il paradiso in terra. Il 30 mattina, caricati i bagagli, io, Sara, mio nonno, mia nonna e mio padre, siamo partiti per la montagna. Era da tanto che non passavo del tempo con mio padre. L'attività lavorativa di Carlo, mio padre, è quella di far perizie agrarie per conto di una compagnia assicurativa e il suo compito è quello di stabilire i danni prodotti dal maltempo alle colture. Questo lavoro lo porta spesso a restar lontano da casa per diverso tempo, ma, nello stesso tempo, gli permette di conoscere tanta gente e, a 44 anni, è ancora un bel maschio con un suo fascino e carisma; ho visto che anche Sara ne è rimasta affascinata. Durante il viaggio, abbiamo riso e scherzato e ci siamo spesso scambiati di posto; ho avuto modo di notare che, quando Sara si è seduta davanti, con la gonna che le arrivava appena sopra il ginocchio, mio padre, più di una volta, ha indugiato con lo sguardo sulle sue splendide cosce. Come pure c’è stato un momento in cui mia nonna si era assopita ed io stavo seduto dietro in mezzo, con alla mia sinistra mio nonno, che, con la coda dell'occhio, mi ha fatto notare che Sara aveva accavallato le gambe e la sua minigonna era salita abbastanza da far vedere il pizzo delle autoreggenti. Anche lui si è accorto che mio padre indugiava con lo sguardo sulle cosce di Sara e, parlando a bassissima voce, mi ha detto di suggerire a mio padre che era il caso di fare una sosta per andare in bagno. Ci siamo fermati ad un Autogrill, siamo scesi solo io e mio nonno, mentre loro sono rimasti in macchina. Appena entrati nell'autogrill, mio nonno mi ha preso in disparte e mi ha detto una cosa che mi ha veramente stuzzicato la fantasia.

«Tuo padre è il mio degno figlio! È sempre stato un porco come me e, ti confesso che, con tua madre, spesso e volentieri passavamo dei bellissimi momenti a scopare tutti e tre assieme. Credo che voglia proporti la stessa cosa con Sara, ma non sa che, noi due, le abbiamo già fatto il servizio completo, facendole provare tanto e di più. Quando saremo in vacanza, fai in modo di tenere Sara il più possibile a contatto con lui e vedrai che non resisterà e, appena le mette le mani addosso, noi fingeremo di sorprenderlo così potremo scopare Sara tutti insieme! Spero che questa idea ti piaccia!» Ho guardato quasi incredulo mio nonno! «Cazzo, questa mi è proprio nuova: avevo notato che spesso venivi a casa nostra, ma non avrei mai creduto che potessi chiavarti anche mia madre.» Lui si è messo a ridere e poi ha aggiunto anche qualcos'altro. «Non è una novità nella nostra famiglia. Io ho condiviso tua nonna con suo padre e tuo padre ha condiviso tua madre con me e aggiungo anche che quando lei ha voluto esser ingravidata, noi la scopavamo in doppia davanti e ognuno di noi due le riempiva la fica in continuazione. Chissà, forse sono stato io a ingravidare tua madre o tuo padre, ma la cosa non ci è mai importato più di tanto.» Mi ritrovo con il cazzo duro solo a pensare a tutta questa faccenda. Quando torniamo in macchina, vedo che c'è solo mia nonna e ci dice che Sara e mio padre sono andati a prendere un caffè. Mio nonno risale, mentre io dico che voglio prendere anch'io un caffè, così mi dirigo verso il bar e, quando entro, li vedo in fila alla cassa; ridono e scherzano allegramente. Lui parla molte volte all'orecchio di Sara e lei lo guarda e ride; poi, qualche volta, scherza anche con lui. Prendono il caffè, poi entrambi vanno verso le toilette ed io li seguo a distanza. Mentre scendono di sotto, vedo che mio padre tiene un braccio intorno alla vita di Sara e, una volta arrivati in fondo, anziché entrare nelle toilette, mio padre spinge Sara dentro la nursery, la piccola saletta dove le mamme possono cambiare i pannolini ai bambini. Appena entrati, io mi avvicino alla porta e, restando appoggiato alla parete, riesco a sentire ciò che dicono. «Dai, Sara, solo un bacetto! Mi hai fatto stare con il cazzo dritto tutto la mattinata, dagli solo un bacetto!» Sento che lei non risponde, poi è ancora la voce di mio padre che mi fa capire che lei ha acconsentito. «mhmm…Che bocca! Lo immaginavo che fossi una stupenda pompinara! L'ho capito subito, dal primo istante, che ti ho visto! Sara sei fantastica! Dai continua che sto per sborrare! Sara, vengo! Bevi! Bevila tutta!» Sento il rumore del risucchio e poi, d'un tratto, non sento più nulla. Silenziosamente risalgo le scale, esco e torno in macchina. Li vediamo arrivare dopo qualche minuto e, quando salgono in macchina, mia nonna è salita davanti e così Sara viene a sedersi dietro con noi; io la faccio mettere volutamente al centro, in modo che, tenendo le cosce aperte, mio padre abbia sempre una bella immagine della sua bella fighetta, appena ricoperta da un leggero perizoma bianco. Mentre stiamo viaggiando, metto una mano sulla spalla di Sara; lei appoggia la testa sulla mia e la sua bocca si avvicina al mio collo; sento l'odore di sborra tra le sue labbra e subito affondo la mia lingua nella sua bocca. Lei risponde limonando un po' con me. Quando ci stacchiamo, le sussurro una cosa all'orecchio che la lascia sbalordita. «Sicché ti piace il cazzo di mio padre? E la sua sborra: ti è piaciuta?» Mi guarda un attimo stupita, io sorrido e lei appoggia la sua testa alla mia spalla; la sua bocca è proprio sul mio orecchio. «Ha un bel cazzone anche lui! Direi che siete tutti una famiglia di grossi cazzoni! Anche la sua sborra è buona! È più o meno come la tua! Ma come hai fatto a…» Le sorrido, non rispondo e continuiamo il viaggio fin quando non arriviamo a destinazione. È un bel posto quello scelto da mio padre. Una piccola baita appena fuori dal paese, leggermente in alto; parcheggiata l'auto, mentre io e Sara mettiamo in ordine i bagagli, mio padre, mio nonno e mia nonna provvedono ad andare a far la spesa. Appena rimasti soli, Sara mi butta le braccia al collo e si stringe a me. «Amore, scopami che ho una voglia pazzesca! Come hai fatto a scoprire che ho fatto un pompino a tuo padre? Cioè no, ora scopami, poi mi racconti tutto.» La piego semplicemente a 90 gradi appoggiata al letto e sposto il suo perizoma; le sbatto dentro il cazzo e la trovo completamente fradicia. «Senti quanto sei troia?! Sei bagnata da far paura! Deve proprio averti eccitato molto fare un pompino al tuo futuro suocero? Dimmelo, puttana! Dimmelo che, se giochiamo bene le nostre carte, ti scoperemo tutti e tre assieme!» Nel sentire le mie parole, Sara inizia a godere in una maniera pazzesca! Ha due orgasmi in rapida successione ed il terzo lo raggiunge mentre io le sto sborrando dentro. «Cazzo, vengo! Dai, sborrami dentro! Mi fa morire l'idea che potreste scoparmi tutti e tre assieme! Oddio, vengo ancora!» Mi scarico abbondantemente dentro di lei e poi la faccio girare; lei si inginocchia e avidamente lecca ogni singola goccia che è rimasta sul mio membro. Sistemiamo un po' i bagagli ed allora ci rendiamo conto che ci sono solo due camere matrimoniali ed un bagno; quindi dobbiamo decidere come dividercele. Poco dopo, tornano loro e, dopo aver sistemato le cose, usciamo per cena tutti e cinque assieme.

Prima di andare avanti…

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