Capitolo 4 - Scambio di figlie. Cap. I
I dubbi e il desiderio....
1 mese fa
Mi chiamo Riccardo, Rick per gli amici, ho 46 anni, sono alto m. 1.90, capelli appena brizzolati, occhi scuri, spalle larghe, fisico imponente, ma non grasso. Da 25 anni, sono sposato con Daniela, mia coetanea. Lei è un po' più bassa di me, bionda, capelli lunghi oltre le spalle, occhi chiari tendenti al giallo, un bel seno che riempie bene una quarta misura, un corpo con curve morbide, ma non grassa. Ha delle cosce lunghe e ben tornite ed un culo bello alto, tondo e sodo. Abbiamo una figlia di nome Elisabetta, per tutti Betty, che farà 18 anni tra due mesi. Anche Betty è una bella ragazza. Alta m. 1.70, bionda come la madre, occhi chiari pari a quelli di mia moglie, un bel seno che, son certo, già riempie una terza piena, ma, a differenza di quello di mia moglie, che è a goccia con il capezzolo in alto, quello di Betty è tondo, richiama un succoso pompelmo, ma dai capezzoli piccoli. Tra mamma e figlia, vige un bel dialogo, molto complice, al punto da parlare liberamente anche di cose intime e personali. Anche tra me e mia moglie c'è un bel rapporto; a volte mi racconta di piccole nuove che riguardano mia figlia, come quando mi informò che Betty aveva avuto il suo primo ciclo mestruale; aveva appena tredici anni e, da quel momento in poi, l'ho vista diventare una gran bella adolescente prima ed una bellissima ragazza oggi. Betty è davvero bella, dal carattere allegro e molto sbarazzino, le piace molto provocarmi, soprattutto quando siamo soli. A volte indossa costumi molto sottili, quando prende il sole sulla piscina che ho realizzato nel giardino dietro la nostra villetta, oppure girar per casa indossando solo una mia maglietta, la cui lunghezza la copre come un vestitino, con sotto solo uno striminzito perizoma; la si può vedere muoversi in modo da metter sempre in mostra il suo culetto stupendo. Ammetto che, a volte, mi viene duro a vederla così provocante, ma non ho mai pensato, nemmeno lontanamente, di far sesso con lei o che lei lo facesse con qualcuno. Dopotutto è la mia bambina. Daniela ride quando mi vede eccitato, ma non ha mai osservato nulla in proposito. Come ho detto la considero la mia bambina, principessa e, fino a qualche giorno fa, anche illibata, un fiore bianco e puro. Purtroppo, man mano, le cose son cambiate in maniera veloce ed alquanto imprevista. Lavoro come architetto in uno studio associato; ci occupiamo di progettazioni a partire dalla singola piccola casa alle grandi opere. Martedì pomeriggio, son passato da casa per recuperare degli appunti che mi servivano per il progetto, che sto portando avanti. Ero convinto che in casa non ci fosse nessuno: Daniela era al lavoro ed immaginavo che Betty fosse insieme alle sue amiche a studiare. Mentre passavo davanti alla stanza di Betty, ho sentito dei rumori. Mi son avvicinato alla porta che era semi socchiusa e, attraverso lo spiraglio, ho dato un'occhiata dentro. Quello che ho visto mi ha sconvolto. C’era Betty, sul suo letto, con due ragazzi. Erano tutti nudi. Betty era a quattro zampe con un ragazzo che la scopava da dietro e lei, intanto, aveva l’altro davanti che spompinava. Non li avevo mai visti e mi sembravano tutti e due più o meno della sua età. Si muovevano velocemente, scopando mia figlia come conigli, indice di poca esperienza, perché quello dietro, dopo averle dato pochi colpi, ha avvertito che stava già sborrando. «Betty, son contento che tu prenda la pillola, perché sto per riempire la tua fica calda con una ingente dose di sborra. Cazzo, vengo!»
Lei forse voleva dirgli qualcosa, ma il tizio che stava succhiano ha sborrato a sua volta molto in fretta, tanto che mia figlia ha avuto come un colpo di tosse. Appena si è ripresa, l’ha rimproverato.
«Cazzo, mi hai quasi soffocato; potevi aspettare un attimo?»
Lui ha dato la colpa a mia figlia: assurdo!
«Ma, Betty, è colpa tua; sei una bocchinara di prim'ordine; mi hai fatto sborrare subito!»
Ero disgustato da quello che vedevo. La mia bambina, una donna ormai, alle prese con due sbarbatelli inesperti, che nemmeno l’avevano fatta venire. Mi son allontanato silenziosamente. Ho recuperato i miei appunti e, quando son tornato indietro, ho dato di nuovo un'occhiata e li ho visti scopare ancora, ma in posizioni invertite. Ho continuato a guardare per un paio di minuti e poi me ne son andato, prima che finissero. Ero disgustato! Son uscito da casa e, quando mi son seduto in auto, sono rimasto immobile, stravolto e molto dispiaciuto che la mia principessa si concedesse a due sbarbatelli che, son sicuro, non l’avevano nemmeno fatta divertire. Stavo per andarmene, quando li ho visti uscire da casa, dicendo era stata una bella scopata. Ma, cazzo! Di quale scopata parlavano, dal momento che tutto non era durato più di venti minuti, al massimo? Da quel momento, la mia mente è rimasta sconvolta, facendomi riandare al magnifico corpo di Betty nudo ed al suo splendido seno. Dopo due giorni, durante la pausa pranzo, che in genere consumo nella piccola tavola calda posta dall’altro lato della strada dove ho lo studio, sono stato affiancato da Stefano, mio collega nonché socio. Mi ha fissato per un attimo e poi mi ha rivolto una domanda ben precisa.
«Rick, che ti succede? Ti vedo assente, distratto e, come sai benissimo, nel nostro lavoro non sono ammessi errori, perché possono costar carissimo in termini economici, ma, peggio, anche in vite umane, quindi, dato che ci conosciamo da dieci anni, dimmi: che ti capita?»
Lo guardo in silenzio. È vero, lavoriamo insieme da dieci anni, abbiamo fatto tante cose assieme e mi fido completamente di lui, però, in genere, abbiamo sempre parlato poco o niente della nostra vita privata. Di lui so che ha perso sua moglie un anno fa e che ora vive con la figlia, che dovrebbe aver, più o meno, la stessa età della mia. Finiamo di mangiare, poi lo invito ad uscire fuori e ci mettiamo seduti nel piccolo giardino che c’è dietro il locale. Decido di raccontargli quello che mi ha sconvolto.
«Hai ragione, non ci sto con la testa. Giorni fa ho visto mia figlia scopare con due ragazzi e questo mi ha stravolto. Capisci? La mia bambina, cazzo, si è fatta scopare da due stronzetti, che nemmeno l’hanno fatta godere? Non posso accettarlo! Mi ha sconvolto quello che ho visto, ma, di più, il fatto che, essendo incazzato con quei due cretini, penso che dovrei scopare Betty e farle capire cosa significhi godere. Ora non riesco a smettere di pensare a come piantare il mio cazzo nella sua giovane fighetta. Ti rendi conto che son due giorni che mi devo masturbare? Ogni volta che chiudo gli occhi, la vedo insoddisfatta in mezzo a qui due ed il sangue mi va al cervello? Come posso togliermi questo pensiero dalla testa? Tutto questo è devastante! E la cosa peggiore è che non riesco a guardare in faccia né Betty né mia moglie!»
Stefano si è dato un'occhiata intorno e, visto che eravamo davvero soli, mi ha guardato fisso negli occhi.
«Ti dirò una cosa, ma devi giurare che non la condividerai con nessuno!»
Ho giurato e lui ha proseguito.
«Ti ricordi quando, al funerale di mia moglie, tenevo sotto braccio mia figlia Tania? Lei ha solo un paio di mesi più di Betty e, per tre o quattro mesi, dopo il funerale, lei è sempre stata chiusa, apatica. Era molto legata a sua madre e la sua perdita l'ha sconvolta non poco. Circa tre mesi fa, mi son accorto che, in più di una occasione, l'ho trovata quasi ubriaca. Abbiamo affrontato insieme il problema e lei, ha subito negato, dicendo che era un episodio sporadico di una volta e via; ho finto di accettare la sua versione dei fatti, ma, ho continuato a tenerla d'occhio e, un sabato, le ho detto che sarei stato assente fino al giorno dopo, mentre invece mi son nascosto in casa e quella sera l'ho vista bere fino a stordirsi. Quando si è addormentata, l'ho portata a letto e, all'alba, quando si è svegliata con un forte mal di testa, le ho detto che non poteva più nascondere che stava prendendo una cattiva strada. Ne è scaturita un'accesa discussione e, alla fine, lei ha ammesso che si ubriacava per solitudine, perché pensava che, dopo la morte di sua madre, anch'io l'avrei abbandonata. Le ho lanciato le braccia al collo e lei, d'un tratto, mi ha baciato in bocca e io non ho capito più niente. All'inizio ero confuso ed un po' titubante a rispondere al suo bacio, ma, presto, il desiderio e la voglia di vederla serena e felice, ha avuto il sopravvento; così ci siamo messi a scopare come pazzi furiosi. Abbiamo scopato tutto il giorno, intensamente. Le son venuto sempre dentro, senza riflettere su quello che stavo facendo e, solo alla sera, mi son reso conto che mia figlia non era protetta, così ho chiamato Luigi, mio cognato, che è primario della clinica ginecologica del nostro ospedale. Gli ho detto a grandi linee che potevo avere un problema con mia figlia, senza specificare con chi avesse scopato e lui mi ha subito chiesto di accompagnarla direttamente nel suo reparto ed una volta che siamo giunti, lui ci ha fatto entrare nel suo studio, ha fatto spogliare Tania e l'ha visitata. Durante la visita ha chiesto a mia figlia quando aveva avuto l'ultima mestruazione e così ha scoperto che mancavano solo due giorni alla successiva, quindi non c'era un vero rischio, che fosse rimasta incinta. Per sicurezza, comunque, le ha fatto prendere la pillola del giorno dopo ed ha fatto dei prelievi di sangue, dicendole che, appena fossero comparse le mestruazioni, avrebbe voluto rivederla.
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