Incesto. Vol. 3
Capitolo 8 - Scambio di figlie. Cap.V
Nello stesso momento in cui Tania si prendeva la mia bella sborrata nel culo ed urlava di piacere, ho sentito che anche la mia piccola Betty godeva come una maialina!
«Oh cazzo, sì. Sto venendo. Fottimi più forte. Non fermarti. Sììììì!»
Dopo essere rimasto immobile nel culo di Tania, mi sono tirato fuori ed ho guardato la sbroda che colava da quel culo ridotto ad una voragine e, colando, sporcava il letto, formando una grossa macchia umida sul lenzuolo. Tania si è girata e, dopo avermi dato un bacio, è corsa in bagno. È tornata dopo pochi minuti e si è messa sdraiata con me sul letto. Mi ha abbracciato e si è stretta al mio petto.
«Grazie ancora, Rick. È stata la più bella scopata nel culo che abbia mai fatto! Sicuramente non la dimenticherò mai!»
Dopo di che, ci siamo addormentati in quel modo, abbracciati. La mattina dopo, mi son svegliato con la sensazione che il mio cazzo venisse dolcemente succhiato. Senza aprire gli occhi, ho ringraziato.
«Tania, che bello! Succhiami ancora così, mi piace molto.»
Quando ho aperto gli occhi, ho visto che, in realtà, era mia figlia. Mi ha guardato ed ha sorriso.
«Buongiorno, papà. Sono le nove. Stefano dice che è ora di alzarsi.»
Le ho tirato giù la testa e le ho sorriso contento.
«Non puoi fermarti ora, tesoro. Stefano può aspettare un paio di minuti. Dai, che ti regalo una buona dose di crema.»
Betty ha sorriso e me lo ha succhiato a morte, facendomi sborrare pochi minuti dopo.
«OHH…HMMM… che buona la tua sbroda! La miglior colazione del mondo!»
Subito dopo, siamo usciti per unirci agli altri. Mentre facevamo colazione, abbiamo parlato della giornata. Luigi ha detto che c'era un suo amico, giù al porto, che ci poteva noleggiare un bel motoscafo, così da poter andare un po' lungo la costa e trovare una bella spiaggetta, dove, magari, prender il sole nudi. Ovviamente l'idea è piaciuta a tutti. Ci siamo organizzati velocemente, le nostre ragazze hanno indossato solo dei semplici parei annodati intorno al collo, senza curarsi più di tanto che si vedeva che sotto erano del tutto nude. Mentre ci recavamo al molo, lui lo ha contattato telefonicamente e, quando siamo arrivati, abbiamo trovato uno splendido motoscafo già pronto e, mentre stavamo caricando le nostre cose, ho visto che il tizio è rimasto particolarmente colpito nel vedere le nostre adorabili puttanelle, praticamente nude. Subito Luigi si è messo al timone e, conoscendo la zona, si è allontanato verso sud; quando pensavamo che avrebbe trovato un bel posticino, ha d'un tratto cambiato rotta e si è allontanato verso il mare aperto. Un po' incuriositi ci siamo avvicinati a lui e lui, mentre osservava le nostre ragazze ormai completamente nude, distese a prua, ci ha detto che il posto migliore per divertirsi era quello di stare al largo.
«Oggi è sabato e la costa si riempie di tanta gente; invece andando al largo, vedrete che, tra poco cominceranno a comparire delle boe, ed allora vedrete che quelle boe indicano una serie di scogli, che affiorano a pelo d'acqua; poiché tra poco inizierà la bassa marea, d'un tratto potrete vedere che dal mare emergono come tante piccole isole, lisce e piatte. Ci basterà gettare l’ancora vicino ad una di esse e potremo sdraiarci al sole, oppure restare in barca, senza nessun problema.»
Pochi minuti dopo abbiamo cominciato a veder comparire i segnali e lui ha rallentato la velocità e, muovendosi molto piano, ha portato la barca in mezzo a tutti quegli scogli, che stavano affiorando; ha ormeggiato vicino a quello che, veramente era un grosso scoglio piatto e tutti ci siamo tuffati e poi ci siam messi nudi a prendere il sole su quella piattaforma. Naturalmente abbiamo preso a giocare con le nostre ragazze e ci siamo divertiti molto a masturbarle, facendole godere molto, ma senza possederle. Era per loro un gioco estenuante e cercavano in tutti i modi di impossessarsi dei nostri membri, nel tentativo di farsi scopare o, al limite, farci sborrare, ma nessuno di noi ha concesso loro quel tipo di divertimento. Quando il sole ha cominciato a picchiare forte, Luigi ha sollevato un tendalino proprio per proteggerci dal sole; ci siamo messi all'ombra a mangiare frutta ed a giocare a carte tra di noi. Non era un vero e proprio gioco, ma, semplicemente qualcosa di provocante. Uno puntava contro un altro e sollevava una carta, quello che aveva la carta più alta, vinceva. Ci siamo divertiti molto e, dopo aver fatto il bagno diverse volte, con Betty che mi si appiccicava addosso pregandomi di scoparla, alla fine, abbiamo fatto rotta verso il porto; siamo rientrati a casa. Abbiamo lasciato il bagno alle ragazze, che si son fatte la doccia tutte e tre assieme e, poi, mentre loro, per l'ennesima volta, si vestivano da puttanelle, ci siam preparati anche noi e siamo andati a cena in un bel ristorante, dove, ovviamente, la loro bellezza fresca e lussuria spudorata, non è passata inosservata. Naturalmente per noi tre, tutto questo ci ha solo fatto eccitare di più e riempiti di orgoglio, nel veder le nostre principesse ammirate e desiderate da molti maschi; finita la cena, siamo immediatamente tornati a casa, perché le ragazze avevano proprio voglia di farsi scopare. Appena rientrati, le ragazze si son ritirate ancora in bagno; Luigi si è avvicinato a me e Stefano e ci ha fatto vedere una cosa che ci è subito piaciuta.
«Son sicuro che non ne avete bisogno ma, nel caso voleste far ancora più bella figura, un piccolo aiutino chimico potrebbe far comodo.»
Ci è stato subito chiaro che si trattava di Viagra; ognuno di noi ha ingoiato la sua bella pasticca e, quando son arrivate le ragazze, Luigi ha preso Tania, sua nipote, Stefano ha messo un braccio intorno alla vita di Betty e Silvia mi ha guardato, cercando di capire se quella opzione era di mio gradimento. Io l'ho semplicemente presa per mano e portata nella camera da letto; lei, appena entrata, mi ha semplicemente guardato negli occhi.
«Tania mi ha detto che questa notte l'hai fatta impazzire! Spero che farai lo stesso anche con me!»
Le ho semplicemente dato un bacio in bocca e subito lei si è inginocchiata; quando ha preso il mio cazzo in bocca, ha iniziato a leccarlo succhiandolo bene in punta e infilando il membro quanto più giù nella gola. Mi son gustato la sua bocca per alcuni minuti, poi, mi son spogliato e la stessa cosa ha fatto anche lei; ci siamo messi sdraiati nudi sul letto ed abbiamo iniziato a fare un 69: sembravamo degli scalmanati per quanto ci siamo approcciati l'un l'altra. Molto brava nel farmi la pompa, ho cercato di restituire il piacere facendola godere con la lingua. Mi impegnavo a fondo, ma sembrava che non riuscissi a farla godere, fin quando, quasi per caso, ho stretto un po' troppo i denti sul suo clitoride e, sicuramente, le ho provocato un po' di dolore, perché è venuta all'istante.
«Così, fammi male! Se non sento dolore, non godo!»
Son rimasto un po' stupito da questa sua affermazione, ma, a maggior ragione, ho preso letteralmente a mordere le labbra della sua fica, la stringevo tra i denti e lei ha preso veramente a godere. Dopo il secondo orgasmo si è girata e si è messa a pecora.
«Hai un cazzo veramente grosso, come piace a me; perciò lo voglio nel culo! Dai mettilo dentro con un colpo solo; devi farmi male! Voglio sentire che mi spacchi il culo!»
Appoggiata la punta del membro sul suo buchetto, con un colpo forte e deciso, gliel'ho spinto tutto dentro, fino alle palle. Ha inarcato la schiena ed ha urlato; un attimo dopo ha iniziato a godere in maniera incontrollata.
«Ah, sì, così! Mi stai spaccando il culo… ma, cazzo, già vengo! Dai, fammi male!»
L'ho afferrata per i capelli ed ho preso a montarla; mentre le pompavo il culo la sculacciavo con forza e lei godeva in continuazione. Ho sentito la prima sborrata arrivare ed ho continuato a sbatterla ancor più forte, fin quando le son venuto dentro. Nel sentirmi sborrare ha urlato di piacere.
«OOHHH! SI! VENGO! ORA! Più forte, che vengo ancora!»
Ha gridato veramente forte e son sicuro che anche gli altri l'hanno sentita. Mi son svuotato per bene dentro di lei, poi ho tirato fuori il mio membro ancora intriso di sbroda mia e dei suoi umori anali e, tenendola duramente per i capelli, gliel'ho infilato in bocca, in maniera dura e decisa.
«Adesso, troia, puliscilo!»
Gliel'ho spinto in gola in maniera forte e decisa, fin quando non son riuscito a farglielo ingoiare tutto. Si lasciava sfondare la bocca, senza problemi e, più la maltrattavo, più godeva. Avevo il cazzo duro come l'acciaio e così gliel'ho piantato davanti chiavandola brutalmente; lei ha avuto un altro orgasmo e si è stretta con forza a me.
«Picchiami! Prendimi a schiaffi! Sputami in faccia e sborrami in bocca!»
Ero scatenato! Le schiaffeggiava il seno e vedevo i suoi capezzoli ancor più ritti e duri, così glieli ho stretti tra le dita, facendola urlare di dolore, mentre, d'improvviso, ha preso a schizzare tutto il suo piacere. È venuta in una maniera così intensa che, d'un tratto, mi son accorto che, forse, aveva perso i sensi, perché non reagiva più. Avevo un capezzolo tra le mani e così lo stretto con più forza, lei ha aperto gli occhi e poi mi ha guardato stremata.
«Vieni ti prego: sono esausta! È la prima volta che godo così tanto, da perdere i sensi!»
Ero talmente eccitato che la scopavo con colpi violentissimi e poi, quando ho sentito che ero prossimo di nuovo all'orgasmo, l'ho tirato fuori e gliel'ho infilato di nuovo in gola. Anche in questo caso, l'ho fatto in maniera rude, per non dire violenta; lei, mentre riceveva in bocca la mia sborrata, ha avuto un nuovo un orgasmo. Ha pulito il mio membro alla perfezione e poi siamo rimasti sdraiati per un po', in silenzio; poi lei ha sollevato lo sguardo e mi ha ringraziato.
«Sei stato meraviglioso! Fino ad oggi, solo con mio padre ero quasi riuscita a godere così tanto, però lui non riesce ad esser cattivo con me! A volte mi sculaccia, ma quando vede che il mio culetto diventa rosso, si ferma ed io non riesco a godere. L'unica persona capace di farmi sbroccare come hai fatto tu questa sera, è mia madre. Lei mi domina!
Generi
Argomenti